Età: 44 anni | Compleanno: 9 Maggio | Sesso: Maschio | Città: Roma
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Last online: 08/12/2009 21:39
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Chi sono Esistono due tipi di oscurantismi: uno è quello tradizionale -quello di stampo medievale, per intenderci- in cui si condannavano tutte quelle forme di conoscenza che mettevano allora in discussione il sapere legato alla società feudale e alla Chiesa Cattolica. Un "sapere" fatto di credenze, di ignoranza, di superstizioni. Ma un sapere che faceva comodo alle classi dominanti di quel periodo. Le quali avevano interesse a mantenere il popolo nell'ignoranza (ma spesso ignoranti lo erano anche loro stessi). Esiste, secondo me, una nuova e più raffinata -per non dire subdola- forma di oscurantismo: quella legata alla voluta disinformazione, la quale -a lungo andare- produce dei luoghi comuni, che ci fanno vedere le cose in modo molto diverso da quello che sono nella realtà. Di più: oltre alla disinformazione, c'è qualcosa di forse peggio: la tendenza a far concentrare l'attenzione della gente su fatti marginali della società. E ciò viene fatto in diverse forme: o esaltando l'informazione al livello di cronaca spicciola (per cui, siamo tartassati per giorni, settimane, o addirittura anche anni, con notizie relative ad un determinato omicidio -vedi ad es. il delitto di Cogne, quello di Erba, Vanessa Russo, Marta Russo, ecc.), oppure dando molto spazio alle cronache sportive o -in Italia, soprattutto- dando esagerato spazio al Papa, anche quando fa e dice cose ultrascontate (come la benedizione pasquale, ad esempio, che viene spacciata per notizia, ma notizia non è, visto che da tempo immemorabile i papi hanno quest'abitudine). Anche quando viene riportata una notizia veramente importante, i mass media si concentrano di solito su singoli aspetti o dettagli, che spesso non spiegano assolutamente niente di ciò che realmente sta accadendo. Per cui, in una situazione di conflitti sanguinosi, ad esempio, abbiamo dei resoconti molto dettagliati su alcuni episodi di violenza e magari anche le interviste ai parenti delle vittime o a testimoni. L'unica cosa che non ci viene detto è il reale motivo che sta dietro a tali conflitti. Poi, abbiamo la disinformazione vera e propria, che viene realizzata in varie forme: dalla vera e propria menzogna al racconto parziale, in cui si dicono alcune cose, ma se ne tacciono altre, distorcendo la realtà dei fatti. Anche l'utilizzo arbitrario di determinati aggettivi distorce la percezione delle cose (termini come "criminale" o "famigerato", ad esempio). La disinformazione può anche non essere voluta, nel senso che lo stesso cronista -o chi per lui- può essere indotto a giudicare determinati fatti in un determinato modo, a causa delle sue limitate conoscenze dei fatti oppure può essere inconsapevolmente influenzato dalle sue opinioni. In ogni caso, siamo in presenza di forme di vero e proprio oscurantismo. Molti fruitori dei mass media sono convinti di conoscere certe situazioni, ma in realtà ne hanno una visione che a volte può essere molto distorta, se non proprio falsa. Ora, qui naturalmente nessuno ha la verità in tasca, neanch'io. Ma penso che ci sono una serie di luoghi comuni e di notizie distorte che vanno, secondo me, sfatati. Io, nel mio piccolo, ho l'ambizione -e forse anche un po' di presunzione- di voler dare un mio contributo in questo senso. Non si tratta di una mera questione di conoscenza fine a sè stessa: una miglior conoscenza di sè e degli altri (altre persone, altri popoli, altre culture) permette un miglior rapporto reciproco. Soprattutto tra quelle persone che magari parlano una lingua diversa e/o credono in una differente religione, ma hanno diversi problemi in comune, che possono essere quello del lavoro, quello della casa, problemi economici in genere. il presente sito non costituisce testata giornalistica, non ha, comunque, carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilita dei materiali ivi contenuti pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della l n 62 del 7032001
I miei interessi il presente sito non costituisce testata giornalistica, non ha, comunque, carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilita dei materiali ivi contenuti pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della l n 62 del 7032001
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