Età: 30 anni | Compleanno: 17 Dicembre | Sesso: Femmina | Città: Palermo-Milano | Provincia: Sicilia-Lombardia
Homepage: http://occhidadonna.splinder.com
Last online: 05/11/2009 02:42
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Chi sono Scrivo da quando ho scoperto che a scuola i diari non servivano soltanto per appuntare i compiti per il giorno dopo. La mia libreria preferita, infatti, continua ad essere una cantina, nella mia casa di Palermo, dove sono conservati alla rinfusa i diari della mia crescita. Ero un'archivista di vita, da bambina. Crescendo non ho perso il vizio di conservare le emozioni, ma qualcosa cresceva insieme a me: la consapevolezza che quello che stavo scrivendo non era più soltando la mia storia, ma anche la storia delle persone che incontravo, delle persone che immaginavo e di strani personaggi che conoscevo nei miei sogni. Ho sempre avuto quest'unico esibizionismo: tra i gradini del liceo, nel salotto di casa mia, alle feste con gli amici, prendevo il blocco con i miei racconti e li leggevo ad alta voce. La scrittura mi ha aiutata sempre e c'è sempre stata: a guarire la solitudine, a descrivere la compagnia, a mostrarmi la dove non riuscivo in altre forme. La mia personalissima cura per la timidezza: pillole di parole scritte di getto; lettura ad un pubblico che non scegli, ma che ti sceglie; unire i sentimenti constrastanti attraverso le congiunzioni e la punteggiatura. Poi, ci sono altri motivi meno consapevoli. Scrivere è un'esigenza innata, una passione, un'urgenza. Crescendo ho cominciato ad utilizzare la scrittura, a usarla, non solo per spiegare ma anche per nascondere. Quando vuoi dire qualcosa e ti rendi conto che useresti parole che arriverebbero fino in fondo, cominci ad avere paura di quelle parole, oppure, ti rendi conto che per dirne delle altre sarebbe meglio inserirle nella storia di altri, personaggi inventati, che ti aiutano a raccontare una verità che non è sentenza, ma una personale sfaccettatura di una vita. Ed è quello che mi è successo negli ultimi anni. Ho scoperto qualcosa e ho deciso di condividerlo. Ho scoperto che c'è un modo, raccontare, che grazie alla scrittura ancora una volta è la scrittura ad aiutarmi, può entrare nella conoscenza di tutti quelli che ti leggono. Puoi dire delle cose, attraverso i personaggi, e quelle cose arrivano, piano piano, accompagnate da questi bellissimi volti che ti sei immaginata. Attraverso un racconto che mostra una parte di te, che esiste in quella vita immaginaria. Così ho deciso di raccontare storie e di farle leggere. In sintesi: sono un'aspirante scrittrice, che ha una storia da raccontare. Ho questa storia da raccontare ma non riesco a farla entrare tutta in una storia, allora ne invento tante e metto un po’ di quella storia in ognuna di esse. Ho questi personaggi, a volte non so bene neanche da dove arrivino. Una coppia nel pub dove ho trascorso un sabato sera; una ragazza distratta dentro un metro che contiene altre cento persone, ma lei aveva qualcosa che attraeva i miei pensieri; un frame di un film; un uomo che mi ha chiesto d'accendere; oppure qualcuno mai visto ma che stranamente mi appare, di notte, con una precisione di particolari da farmi addirittura pensare di averlo conosciuto in un'altra vita. Di notte, quando resto da sola e me ne sto seduta sul mio divano arancione, mi parlano delle loro storie e io le trascrivo. In cambio mi faccio aiutare: faccio raccontare a loro la mia storia e la mia verità. Dovessero fallire: m’inventerò qualcosa. Magari un’altra storia. Mi sono inventata un nick: OcchiDaDonna, perché oggi uso questi occhi, per vedere dentro alla fantasia. Mi sono inventata anche un sogno: riuscire a scrivere un numero di storie sufficienti per riuscire a dirmi, una volta nella vita: ecco, mi sono spiegata. E' uno di quei sogni che vorresti realizzare il più tardi possibile































