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Commenti
#2  
16:01, 07 giugno, 2008

troppo difficili grazie lo stesso
istituto d'arte di messina
utente anonimo
#1  
18:38, 19 novembre, 2006

L’utilità delle Mappe Concettuali nell’Esame di Maturità

L’esame di maturità si struttura in tre prove scritte ed un colloquio che analizziamo qui di seguito:

Le prove scritte: la prima prova

La prima prova scritta è intesa ad accertare la padronanza della lingua italiana o della lingua nella quale si svolge l'insegnamento, nonché le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche del candidato;

Le prove scritte: la seconda prova

La seconda prova, che è scrittografica , ha per oggetto la materia caratterizzante il corso di studio (Progettazione). Negli istituti d’arte le modalità di svolgimento tengono conto della dimensione tecnico-pratica e laboratoriale delle discipline coinvolte (Progettazione e Laboratorio) e possono articolarsi anche in più di un giorno di lavoro;

Le prove scritte: la terza prova

La terza prova, che è a carattere pluridisciplinare e coinvolge comunque non più di cinque materie dell'ultimo anno di corso, consiste nella trattazione sintetica di argomenti, nella risposta a quesiti singoli o multipli ovvero nella soluzione di problemi o di casi pratici e professionali o nello sviluppo di progetti;

Il colloquio

Il colloquio è il vero momento pluridisciplinare dell'esame: riguarda tutte o gran parte delle materie dell'ultimo anno e rende l'esaminato parte attiva della discussione.
Il colloquio si svolge in tre fasi:
1. presentazione da parte del candidato del suo progetto o della sua ricerca impostata preferibilmente sotto forma di tesina o di mappa concettuale;
2. discussione su argomenti proposti dalla commissione;
3. discussione critica degli elaborati relativi alle prove scritte.
Il colloquio si pone dunque essenzialmente come prova "aperta", tesa a mettere in evidenza le conoscenze e competenze dello studente, ma soprattutto le sue capacità di stabilire relazioni tra i diversi avvenimenti culturali e la metodologia acquisita nell'impostare una ricerca.
Nei giorni immediatamente precedenti al colloquio i candidati devono comunicare preventivamente l'argomento scelto e le linee guida del suo sviluppo.
Tempi e struttura del colloquio
Apertura (15-20 minuti)
Il candidato discute con la commissione dell'argomento (mappa concettuale o tesina) proposto
La tecnica di presentazione è libera: può essere orale, scritta e orale, grafica, multimediale etc.
Prosecuzione (20-30 minuti)
La commissione propone domande pluridisciplinari o su una singola disciplina sul programma dell'ultimo anno
Le domande possono essere libere, orientate sugli argomenti della tesina, o pertinenti ad un testo o un documento proposto dalla commissione
Conclusione (10-15 minuti)
Discussione sugli elaborati delle prove scritte
Questa fase potrebbe anche seguire quella di apertura, ma in genere chiude il colloquio, come momento di distensione. La discussione delle prove scritte non può in alcun modo modificarne il risultato, ma può incidere positivamente sul colloquio.
Votazione (5-6 minuti)
A conclusione del colloquio il candidato si allontana e la commissione si riunisce per stabilire la votazione
Il voto non viene reso subito noto ai candidati, ma alla fine di tutte le prove di tutti i candidati.

La mappa concettuale costituisce sicuramente la spina dorsale del nuovo colloquio pluridisciplinare e serve ad evidenziare anche dal punto di vista grafico:
1. le conoscenze e competenze acquisite dallo studente nelle diverse discipline;
2. la capacità di analisi dello studente nell'approfondimento critico dei singoli argomenti;
3. la capacità di sintesi nello strutturare gli argomenti in un percorso unitario;
4. la capacità di mettere in relazione gli argomenti e le problematiche studiate, attraverso collegamenti efficaci e credibili.

Una mappa concettuale ideata e organizzata correttamente permette, al momento del colloquio, un'esposizione chiara e precisa del percorso critico da parte del candidato e una comprensione semplice e immediata dei collegamenti pluridisciplinari da parte della commissione.

Ma che cos'è e come si organizza una mappa concettuale?

Una mappa è essenzialmente una rappresentazione grafica che serve per comunicare delle informazioni.
Partendo da questo presupposto, è facile definire una mappa concettuale: essa non è altro che una rappresentazione grafica (un disegno schematico, un quadro riassuntivo) di un ragionamento che abbiamo fatto e che vogliamo comunicare agli altri, evidenziando almeno tre aspetti:
a - l'oggetto del nostro ragionamento
b - i concetti che vogliamo evidenziare
c - il percorso del ragionamento e i legami fra i concetti espressi -
Appare subito evidente la valenza formativa e didattica dello strumento "mappa concettuale" che "costringe" chi la prepara a riflettere sulle proprie conoscenze, a correlare le idee e i dati a disposizione, a sforzarsi di essere preciso e chiaro nella comunicazione.
Ovviamente i gradi di complessità della rappresentazione a mappe dipendono molto dall'argomento affrontato, dalle conoscenze a disposizione di chi la realizza e dalla sua età mentale. Ma il valore didattico dello strumento sta proprio in questo: nell'essere uno strumento di rappresentazione del pensiero utilizzabile dalle elementari fino all'università.
Possiamo impostare l’uso delle mappe concettuali secondo due prospettive:
1 - la mappa come mezzo di indagine e di studio
2 - la mappa come mezzo di sintesi conoscitiva finale
In altre parole: possiamo usare le mappe sia durante la fase di studio (come progettazione del percorso di indagine da effettuare), sia al termine del percorso didattico (come schematizzazione delle conoscenze acquisite).
Nel primo caso gli alunni (collettivamente, a gruppi o individualmente) preparano una prima mappa che serve per proporre le direzioni della ricerca, i concetti da sviluppare, i punti da toccare nello studio dello specifico argomento.
In questa fase la mappa è indicativa di "quanto già si sa".

Nel secondo caso, al termine della ricerca, l'argomento, ormai indagato e conosciuto, viene presentato attraverso la mappa in modo più completo ed esauriente, sottolineando legami e concetti che, inizialmente, non erano evidenti o conosciuti.
In questa seconda fase la mappa è indicativa di "ciò che si è appreso" e del percorso conoscitivo effettuato.
Se tutto fin qui è stato chiaro dovrebbe essere evidente che la mappa concettuale costituisce un validissimo approccio al metodo di studio. Purché essa sia intesa in senso dinamico e in prospettiva di sempre possibili miglioramenti e sviluppi: insomma, la mappa concettuale non deve essere considerata come un contenitore precostituito fatto di caselle da riempire e da collegare con delle frecce
Dalla mappa concettuale scaturisce poi quella che viene definita comunemente la "tesina", che costituisce l'approfondimento delle tematiche indicate nella mappa e che può essere scritta per esteso in tutte le sue parti, sviluppata per iscritto solamente nelle linee generali, organizzata su supporto multimediale.
Questo lavoro di progettazione e definizione degli obiettivi va preparato dagli studenti durante buona parte dell'anno, sotto la guida degli insegnanti. Generalmente questi sono i tempi consigliati:
• novembre: scelta dell'argomento e inizio delle ricerche dei materiali;
• periodo natalizio: ricognizione e schedatura dei materiali;
• febbraio: stesura della bozza;
• aprile-maggio: stesura della versione definitiva.
Il lavoro va poi consegnato alla commissione esaminatrice nei giorni precedenti al colloquio, entro il termine che sarà indicato dalla commissione stessa.

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