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Commenti
#16
09:46, 13 novembre, 2006
E facciamoci coraggio, sorella: forse prima o poi raggiungeremo un nirvana di serenità anche noi.
melaceleste
#15
17:53, 12 novembre, 2006
anche io ho 29 anni e stessa situazione contrattule....
ncesca
#14
23:50, 02 novembre, 2006
Grazie ismy per le tue parole.
Ci penso spesso anch'io, che almeno ho la fortuna di fare qualcosa che amo anche se mi costa dei sacrifici, come comunque ogni lavoro. Del resto quello che vorrei non è diventare ricca, ma semplicemente avere quanto mi basti per vedermela da sola e non dover ancora chiedere aiuto ai miei per sostenere le spese di ogni mese.
Ma sono ottimista anch'io, dai, e sempre una righteous idealist... come ci insegna la grandissima donna che ci ha fatti conoscere :)
E spero che avremo prestissimo il tempo di parlarne più diffusamente. Ciao!
melaceleste
#13
11:08, 02 novembre, 2006
sai,secondo me, quella che hai percorso e stai percorrendo è la strada giusta..
spesso non si ha la possibilità di scegliere quello che più ti piace, ma quello che ti da più sicurezza.
forse non sarò molto popolare, visto che ora come ora i soldi contano molto e senza (come sempre) non si può progettare nulla della propria vita..
Anche io come giorgi ho un contratto a tempo indeterminato..ma dopo un po' di anni, le cose sono cambiate e se prima ero entusiasta del mio lavoro e dell'ambiente..ora ci sono più problemi e, devo ammettere che anche l'entusiasmo è abbastanza "precario"..
secondo me, l'occasione giusta arriverà, e magari sarà solamente il giusto riconoscimento a tanto sacrificio e passione.
..magari sarò un po' idealista e un po' illuso..però è quello che penso e mi piace essere ottimista..
:)
in bocca al lupo!
http://succodimela.splinder.com/post/9726977#comment
ismy75
#12
10:18, 02 novembre, 2006
Sai, a volte mi guardo indietro e mi rendo conto di come, più che per scelta di questa
carriera
, mi sia trovata ad imboccare questa strada per questioni di passione per la materia (la linguistica mi piace davvero tanto) e di tempi tecnici: il concorso del dottorato scadeva
quindici giorni
dopo la mia laurea, e poco prima che finissi il dottorato avevo già la mia ex università che mi chiedeva di incaricarmi di corsi specialistici di tedesco per cui non si trovavano insegnanti. Così non ho avuto nemmeno il tempo di fermarmi a chiedere cosa volessi fare davvero. Intanto all'inizio ero contenta di non aver dovuto vivere il limbo della disoccupazione post-lauream a tempo indeterminato di tanti miei amici.
Ora a volte mi guardo indietro e mi chiedo se rifarei le stessissime scelte. Insegnare mi piace, l'approccio pratico alla materia dopo anni di studio, il contatto con gli studenti, la soddisfazione di quando mi dicono che ho l'approccio comunicativo giusto, che sono brava a far capire cose complicate, ma è tutto ciò che circonda quell'aula e quella situazione a non piacermi... mi trovo ancora ai margini, ma intravedo fumo nero di battaglie, magagnette, cose poco trasparenti, vendette trasversali, fondi dirottati, sfruttamenti, richieste assurde a cui però finisco per dire di sì, che poi magari sembro poco affidabile e non mi cercheranno più, ecc. ecc...
Poi mi dico (e dicono) che tanto in tutti gli ambienti lavorativi ci sono cose del genere.
Poi però penso che quando lavoro come traduttrice me ne sto tranquilla nei miei spazi e tempi... e insomma, in realtà non ho ancora smesso di cercare la mia occasione migliore. Non so poi quale sarà.
melaceleste
#11
09:20, 02 novembre, 2006
Lo so, io devo gioire per il mio contratto a tempo indeterminato in una biblioteca pubblica. Però che la carriera universitaria fosse, per noi "umaniste", un po' troppo precaria l'avevo capito subito. E quindi l'ho scartata senza pensarci troppo. Coraggio, che San Precario prima o poi la farà 'sta grazia...
giorgi
#10
11:12, 01 novembre, 2006
Infatti, sarei curiosa anch'io di conoscere statistiche a raggio più ampio, ce ne sarebbe bisogno. Ma forse, chissà, i segnali di una nuova consapevolezza (non oso ancora dire di un vero cambiamento) riguardo al problema stanno già venendo fuori, è già qualcosa: sapere che non si potrà andare avanti così ancora per molto. Speriamo bene...
melaceleste
#9
07:16, 31 ottobre, 2006
L'altro giorno stavo ascoltando una qualche stupidaggine alla radio sui risultati di un rapporto sulla qualità di vita nelle varie città italiane... Mi domando se verrà mai fatta un'indagine sulla qualità di vita in base alla fasce lavorative, o ai gruppi sociali o di età...
biancac
#8
23:48, 30 ottobre, 2006
Ma grande! È vero, quella parte è proprio sulla giornata di un pendolare.
Domattina quando salgo al secondo piano del mio treno a due piani (giuro che mi metto sempre lì) mela canto :)
melaceleste
#7
23:15, 30 ottobre, 2006
Woke up, got out of bed
Dragged a comb across my head
Found my way downstairs and drank a cup
And looking up, i noticed i was late
Found my coat and grabbed my hat
Made the bus in seconds flat
Found my way upstairs and had a smoke
Somebody spoke and i went into a dream
Ah
dedicata a San Precario!
lennon81
#6
22:23, 30 ottobre, 2006
melusina
, e temo che il baby sboom non sarà l'unico problema di questa generazione rimandante.
Comunque se troviamo il santuario di San Precario possiamo organizzare un pellegrinaggio propiziatorio :)
seaweeds
, allora dici che dovrei provare a fare domanda per qualche posticino in Nuova Zelanda? Forse nello stivale a testa in giù le cose vanno per un verso migliore.
ismy
, non ho ancora sentito l'ultimo di Bersani (solo
Lo scrutatore non votante
), però mi interessava tanto, anche per la canzone su Enzo Baldoni. Adesso me lo, ehm, procuro con lo sconto, che non c'ho i soldi per comprarlo a prezzo pieno, poi ti dirò...
googoo
, no ma lamentati pure, ci mancherebbe che facciamo anche la contabilità dei lamenti: almeno quelli possono essere a tempo ed estensione indeterminati.
Del resto indovina a chi pensavo quando leggevo degli atipici costretti ad aprirsi la partita IVA per poter lavorare per 4 - o 350 - soldi?
(comunque secondo me ti pagheranno tra un mesetto abbondante, se 750 sta a 12 mesi come 350 a 6: vedi che i conti tornano?)
Niente, tocca trovare altre attività più redditizie del lavoro per hobby. Per esempio l'evasore fiscale?
Senti, invece secondo me dovresti iscriverti all'agenzia per le comparse. Almeno pagano dopo poche settimane: la scorsa mi sono presa 67 ricchi euro per fare la cassiera del supermercato per Ozpetek.
rearwindow
, ah, ma allora non avevo capito niente! Giusto: la Gardini stava solo condannando il precariato, in linea con l'intervento di sensibilizzazione parlamentare del Presidente della Repubblica :)
melaceleste
#5
17:38, 30 ottobre, 2006
Forse la Gardini si stava preoccupando della condizione sessuale
precaria
di Luxuria, domandandosi se non valesse la pena che il collega si decidesse per una
stabilità
ed una
riconoscibilità
più adeguate alla cornice che ospita entrambi! ;-)
rearwindow06
#4
13:53, 30 ottobre, 2006
Non vorrei fare sempre il solito lamentoso, ma secondo me c'è qualcosa di ancora peggio del lavoro precario: il lavoro per hobby, quello che ti consente a mala pena di sostituire la paghetta settimanale del babbo. L'orario è più umano, certo, ma la retribuzione è una specie di rimborso spese e i tempi di pagamento sono quelli che sperimenti anche tu. Aspetto 350 euro da cinque mesi.
googoogoojoob
#3
11:32, 30 ottobre, 2006
..a questo proposito nell'ultimo cd di Samuele Bersani c'è una canzone talmente fatta bene e realistica che è in cima alla mia personale classifica di canzoni "skippate"..
la canzone, manco a dirlo, s'intitola "sicuro precariato"..
il fatto è che non riesco ad ascoltarla..è angosciante..riesce a trasmettere questa realtà che, si spera un giorno possa non far più parte della quotidianità di tante persone..
http://succodimela.splinder.com/post/9726977#comment
ismy75
#2
09:34, 30 ottobre, 2006
PRECARIATO!
Arruolati: potrai visitare il mondo!
seaweeds
#1
08:37, 30 ottobre, 2006
A questo punto potrei ritenermi fortunata perchè non ho mai lavorato (seriamente) in Italia, giusto un contrattino di sei mesi a progetto e poi via, verso il freddo Nord. Però anche io mi ritrovo nella stessa situazione di insicurezza sul futuro, meno tragica, ma che comunque non mi consente di procreare con leggerezza... ok, il mio campo di lavoro subisce fortemente le oscillazioni del mercato e dall'oggi al domani ci si ritrova disoccupati, ma credo che sia proprio una caratteristica della nostra generazione rimandare, rimandare e poi rimandare. Bisognerebbe un po' rassegnarsi al fatto che il lavoro a tempo indeterminato è una cosuetudine obsoleta... se solo esistessero valide alternative in Italia (ovvero un mercato del lavoro vivo come negli USA).
Non ci rimane che pregare San Precario ;-)
melusina76
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