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Commenti
#38
11:56, 21 ottobre, 2006
Solo con le cose che mi posseggono.
(non mi riferisco solo all'installazione)
HangingRock
#37
11:28, 20 ottobre, 2006
lei è una violenta
(mi riferisco all'installazione)
Effe
#36
23:34, 17 ottobre, 2006
aitan
#35
22:00, 17 ottobre, 2006
Ahahahahahah dido the punisher!
Mi sembra giusto, didola :) Non esiste proprio che un fesso si tenga, che so, la ricerca del tempo perduto in bella vista in libreria solo perché è un kit di sette volumi che fa assai scaffale ordinato. Essenti, se un giorno deciderai di prenderti qualcosa pure dalla mia libreria, mi prometti di formularmi pubblicamente la condanna all’esproprio? Non che intenda difendermi, eh, il tuo giudizio è insindacabilmente insindacabile, è chiaro, ma almeno vorrei avere il tempo di dare un estremo saluto alla salma :)
Aitan, rovista bbuono, ché qua teniamo già le orecchie a cuppetiello.
HangingRock
#34
20:25, 17 ottobre, 2006
e vada per la notte delle streghe
(ma sempre a patto che trovi la registrazione)
aitan
#33
19:18, 17 ottobre, 2006
ehm io i libri li rubo. No no non entro da Feltrinelli, Guida o Fnac e me ne esco col libro sotto il braccio senza passare dalla cassa, no, questo non lo faccio ma rubo nel senso che se me lo presta qualcuno che io non ritengo degno di possedere quel libro, perchè secondo me lo tiene tanto per tenerlo, non lo leggerà mai o non l'ha mai letto, non capisce un tubo quindi cosa capirà mai leggendolo, lo ha comprato solo per sbaglio o per tirarsi una posa, o per tanti altri motivi che non sto qui a spiegarvi, insomma se a mio insindacabile giudizio non è ritenuto degno di possederlo embè io me lo tengo e non glielo restituisco più.Tengo un sacco di libri di mia sorella. E qualcheduno pure di mia cognata.
Però se riesco a ricordarmi chi mi ha fregato Intervista con la storia e Praga d'oro, maronn che le facc
didolasplendida
#32
17:51, 17 ottobre, 2006
Scultore, essì che i libri hanno un’anima. E una vita propria. A volte ti vengono a cercare, ti irretiscono con un titolo umpoccosì, ti solleticano i sensi con un disegno studiato o con una carta tutta da toccare o da odorare (per non parlare di quando ti si presentano con una copertina tutta nuda). A volte invece ti abbandonano, oppure ti tradiscono. Che so, tu li lasci in bagno (o sulla lavatrice) per un paio di giorni pensando che nessuno se li fili, e quelli per vendicarsi si mettono a fare gli scemi con il primo re che si siede sul trono. Il fatto è che i libri sono infedeli e promiscui per natura. Da persone diverse si fanno comprare, prestare, stipare, sfogliare, leggere, scarabocchiare, orecchiettare, ritagliare, strappare, riciclare. Ci sono addirittura i libri scambisti, quelli del book-crossing.
I libri, diciamocelo, a volte sono proprio scandalosi.
(Comunque per me le parole che restano -di un libro, ma non solo- sono soprattutto quelle che si usano, non tanto quelle che si conservano).
(Ci sono cose che si possiedono solo liberandole, o liberandosene).
Riccio, è bella questa cosa dei foglietti. E’ bella a distanza di anni, quando riapri il libro, ti cade il foglietto sulle gambe e scatta l’effetto
madeleine
.
HangingRock
#31
13:59, 17 ottobre, 2006
(io no, non ce la faccio ad aprirli così, i libri, e neanche a farci le orecchie. Piuttosto li riempio di segnalibri, li gonfio di foglietti che poi perdo casa casa. Quel libro lì, ad esempio, è fermo da un poco a prendere la polvere, lo sposto dal comò alla lavatrice e poi ritorno)
riccionascosto
#30
10:43, 17 ottobre, 2006
i libri hanno un'anima, le loro parole si perdono se non vengono conservate nelle nostre emozioni.
il grigio ci aiuta a non perderci nelle vibrazioni del nostro cuore.
Ti aspetto nel mio blog, au revoir ..
scultore
#29
23:24, 16 ottobre, 2006
aitan, facciamo così, la canzone ce la fai sentire nella notte delle streghe, ché secondo me fa pure un poco paura e ci sta benissimo.
(no, è che qua, nei dintorni di halloween, si sta organizzando una serata con musica gotica e lettura, scrittura e raccontura da paura. Se qualcuno vuole favorire...)
fuoridaidenti, è vero, c'è polvere e polvere. Una da rimuovere assolutamente è quella degli edifici in costruzione, che è fina fina, ti si infila nei polmoni, non ti fa respirare e ti fa svegliare di soprassalto. Alle tre e un quarto.
Utenty anonimy
(anonimy t'o ccredi tu, ma dovresti sapere che sniffo la tua presenza tuttiggiorni, chetticredi)
, dicevo, utenty anonimy peccarità, entra pure, pregoprego, non fare complimenti. Lo sai che il fango di oggi è la polvere di domani. E qua alla polvere, checché se ne dica, si vuole bene.
HangingRock
#28
23:00, 16 ottobre, 2006
Signor Effe, le dirò di più. Non solo li apro a 360°, ma ci faccio le orecchie sopra come segnalibro, e le orecchie sotto per ricordarmi delle pagine che mi sono piaciute di più.
Poi. Nella prima pagina ci scrivo data di nascita e di morte della lettura, un commento sul libro, l'elenco delle parole che non conoscevo, le cose che vorrei approfondire.
Ancora. Li porto ovunque, sì che sulla copertina o tra le pagine è sempre possibile rintracciare qualche indizio sui posti in cui li ho letti.
Infine. Sottolineo parole, righe, a volte interi paragrafi, e ci scrivo sopra dei pensieri.
Questa installazione è solo per lei.
HangingRock
#27
22:08, 16 ottobre, 2006
C'è polvere e polvere. Su certi libri ingialliti, ad esempio, sulle bottiglie di vino pregiato è proibito levarla. Omar Khayyam oltre che di libri si intendeva assai pure di vino.
fuoridaidenti
#26
19:04, 16 ottobre, 2006
Ma via, hangin’, che io sono il tipo che ad ogni coniglio che mette fuori spiega il trucco.
Però la canzone…, la pseudo-canzone… insomma, la verità è che mi vergogno della mia voce (e l’inghippo è che era lei a cantare che I will be immmortal like dust).
‘Nsomma, che t’aggia di’, nun vulesse fa a parte ‘e chill’ che votta ‘a petrella e annasconna ‘a manella..., però... ammagar' si truvasse 'e nastr'… si tu giurassi 'e senti' ch' 'e recchie appilate..., magari, magari un giorno in cui s'è bevuto più di quanto i freni reggano…
aitan
#25
13:01, 16 ottobre, 2006
Questo blog ha un bellissimo parquet e io ho gli scarponi tutti infangati, come faccio? Hanging prestami i tuoi stivali oppure dammi due pattine, che mentre ti leggo tolgo anche un po' di polvere.
utente anonimo
#24
11:53, 16 ottobre, 2006
Io lo trovo orribile, orribile.
E nessuno che dica niente (cioé,
niente
l'avete pure detto, ma non era un niente-niente, era un niente- qualcosa, epperciò non vale)
E' terribile, è intollerabile.
Quasi non ne sopporto la tensione.
Lei piega i libri in modo innaturale.
Potrò mai perdonarla?
(e poi fa salire in macchina gli sconosciuti, ma di questo chiederò conto poi)
Effe
#23
21:04, 15 ottobre, 2006
‘onna Flù, eggià, v’o ccredevate ‘e sta for ‘e sta storia, tsè, state fresca. Comàr Caiàmm ha ritt’ o fatt d’o rien avvòi, aìss, aèss e ammé.
Marisella, perché eri in dissonanza cognitiva? Su, raccontaquessatuasperienzesistenzziale, libbberati, diccidicci :)
Zar, beatatté, ché da queste parti le tragedie si vivono come pantani, come cat’e colla (senza peraltro che se ne abbia alcuna seria esperienza) (anzi, forse proprio per questo)
Katiuuu, pure io sto in perenne dissonanza… L’ultima crisi si è consumata proprio ieri pomeriggio, al passaggio della carta di credito nelle mani della commessa del negozio di stivali (però sono fichissimi, la punizione è durata un rien, manco il tempo di tornare a casa)
Aitan, quello che hai scritto mi ha fatto venire in mente tante di quelle cose. Dalle lezioni di analisi matematica al morbo di Parkinson. Ci fai sentire questa canzone?
(e non ci posso credere, mo’ pure le canzoni… Sei spiazzante, proprio. Non finisci mai di cacciare conigli dal cappello)
HangingRock
#22
10:39, 13 ottobre, 2006
Sai, questo tuo post, a parte tutta la fascinazione per la dissonanza cognitiva e i rociolamenti col culo per terra, mi ha fatto ricordare una mia canzone anni ’80 mooolto, diciamo così, sperimentale che diceva
I will be immortal like dust
I will be immortal like dust
that takes everything
.
Ma quello che me lo ha fatto ricordare non è tanto la polvere che prende ogni cosa quanto un fatto puramente formale, tanto puramente formale da essere sostanziale. Mi spiego: dunque, codesta canzone, trattata al computer salmodiava i suddetti versi in modo sempre più veloce, sempre più veloce (hai presente la voce di Pierpaolo degli Squallor?), fino a ridursi a un millesimo di secondo tendente al niente.
Niente, ho detto tutto.
aitan
#21
09:54, 13 ottobre, 2006
io vi ho conosciuti in dissonanza cognitiva! :-)
didolasplendida
#20
08:34, 13 ottobre, 2006
Nun ce pozz' ffà niente, Hanging, a me nun me pare "niente" che una si trova a buttarsi fiduciosa giusto al centro di un miraggio e si ritrova nientepopodimeno che al centro della lotta tra il bene ed il male, il bianco e il nero, Yin e Yang, Tom e Jerry, il buono e il cattivo, lo compro e il non lo compro, e finisce per mettere in punizione l'oggetto del peccato e quello, redento che fa? Si mette a fare alla poverina uno sberleffo e le dà del Rien? Che aggià ffà? A me le tragedie della vita me fann' rirere ce ruciuleo cu 'e spalle n'terra. O cu 'o culo, che è meglio. Prosit! Hic!
zaritmac
#19
00:14, 13 ottobre, 2006
omar kayyam in fondo cerca solo di ricordarvi che
nun site nisciuno
.
(sta parlando con voi, io sono super partes)
Flounder
#18
00:05, 13 ottobre, 2006
non lo sapevo di essere in perenne dissonanza cognitiva..
katiuuuscia
#17
00:03, 13 ottobre, 2006
dove c'è molta luce, l'ombra è più scura e il niente più fitto
(
va bbuo', l'aggia vuttata la' senza ci'arragiuna' tanto; po' 'cchiu 'a la' me fermo 'nu poco, ce pense meglio e dico pure je 'na cosa intelligente; pecche' 'o bell' e' che ca dint' ce miso paricchia carne 'a cocere
)
aitan
#16
23:58, 12 ottobre, 2006
Giardy :))))))) Senti qua, ma quindi il risultato di tutto il tempo che abbiamo passato a discutere sul tema delle
monadi in calzamaglia
, il risultato di tutta quella meditazione, sarebbe RIEN???? Mi rifiuto di accettarlo! Altro che niente! Le risate che ci siamo fatte sarebbero RIEN??? Tsè!
Comunque mi sembra chiaro che siamo in presenza di uno scoop. Leibniz ha scopiazzato da khayyam. Se lo sa il prof sadico dell’antologia ti fa fare subito una bella scheda sulla monadologia nell’era Jalālī.
(no, dovete sapere che Giardy, tra le varie cose, scrive per un’antologia assai innovativa dove non ci potete mai trovare una roba tipo “Pascoli e la poetica del fanciullino”… Gli argomenti su cui scrive sono così assurdi che sembrano uno scherzo! Ma come fa a scriverci qualcosa, io proprio non lo so. Cioè lo so. E’ che Giardy è proprio un essere superiore)
HangingRock
#15
23:52, 12 ottobre, 2006
Zar, ma qua è roba seria, altro che risate! Hai capito che si è fidato di dire 'stu persiano? Che siamo ombre! Cose di pazzi... Io mi rifiuto di essere un'ombra! Se proprio non posso essere corpo, voglio essere luce! E non quella di un misero led, sia chiaro. Voglio essere come minimo l'alone di un faro, o di una stella.
Senti zar, sai che ti dico? Caiàmm bbell, beviamoci su :)
HangingRock
#14
23:25, 12 ottobre, 2006
flou8e49gurby, pure a me il fatto della dissonanza cognitiva piace assai. E infatti è una delle poche cose che ricordo dei miei mediamente noiosi studi universitari.
Per chi si occupa di marketing la dissonanza cognitiva è un guaio nero, soprattutto quando riguarda la cosiddetta "esperienza di acquisto" di prodotti di largo, reiterato e voluttuario consumo. Se si scatena una dissonanza cognitiva, che so, su un golfino di Benetton, sono cazzi. Perché l'odio per il golfino è come una puzza: esonda dai confini ristretti e certi dell'oggetto da cui si origina e si comporta in modo anarchico e imprevedibile. Il punto è che la puzza, che magari nasce da un semplice golf, potrebbe investire la marca. Che si impregna, altro che se si impregna, tanto che la prossima volta che passi davanti alla vetrina, invece di entrare per vedere che si dice, ti ricordi di quella fitta allo stomaco provocata dalla dissonanza cognitiva e tiri dritto come un mulo.
Il dolore provocato dalla dissonanza, e la meccanica del suo superamento, è un tema veramente affascinante. L’aspetto che più mi affascina è che questo dolore, che a volte pare ineludibile, in fondo non è che una diseconomia sentimentale, come la gelosia. Ché, come Khayyam ci ricorda, le résultat de la méditation perpétuelle (sullo stivale, sul bacio, sulla mugliera) est RIEN.
HangingRock
#13
22:27, 12 ottobre, 2006
Uberto', sei grande. Mi so' fatta tante di quelle risate che per poco non rocioliavo con la schiena a terra.
zaritmac
#12
20:04, 12 ottobre, 2006
Che libro bellissimo! Mi ricorda Leibniz che dopo aver impiegato una vita a spiegare e postillare la sua armonia prestabilita, si accorge che il fine ultimo dell'armonia delle cose è... NULLA.
Che post bellissimo!! Insomma, bentornata :-)
LaGiardiniera
#11
13:05, 12 ottobre, 2006
Ohhhh...finalmente, stavo in crisi d'astinenza! Il finale (che è un casino, sempre) è davvero bello e la dissonanza cognitiva mi ha fatto risparmiare non so quanti soldi d'analisi. Ti devo una cena:)
Gurbj
#10
10:29, 12 ottobre, 2006
a me la storia del tiratore più sfigato che si sceta all’improvviso e con un colpo di reni ribalta l’esito della partita, è piaciuta assai. ma proprio assai
(ora comunque mi vado a giocare il 12, non si sa mai :-))
8e49
#9
00:48, 12 ottobre, 2006
Ma Zu... Ma allora... Ma come... Era tutto combinato...
Vabbè, almeno mi sono risparmiata gli euri della giocata...
(ma che roba, sono cose, signori, non c'è più combinazione con questi giovani d'oggi)
HangingRock
#8
00:41, 12 ottobre, 2006
Per l'anima gemella, non volendo trascurare l'aspetto umorale, troverei più probanti gli indizi linguistici che non quelli letterari.
Zu
#7
00:34, 12 ottobre, 2006
Questa coincidenza mi ha fatto venire in mente una cosa che mi è successa qualche mese fa.
Andavo al lavoro. In autobus, leggevo Madame Bovary. Dopo un po' si siede di fronte a me un ragazzo che conosco. Conosco, poi, capirai, giusto ci salutiamo da quando un giorno gli ho dato un passaggio in macchina, da allora buongiornebbuonasera, stop. Insomma, dopo il solito scambio di saluti, mi rimetto con la capa sul libro, che -la cosa potrà far inorridire qualcuno- tenevo aperto a 360°, quindi la copertina non si vedeva. Dopo un po' questo mi fa, con due occhi sgranati:
Stai leggendo Madame Bovary...
Sì, come l'hai capito?!
Mezz'ora fa, in metropolitana, ho letto la stessa pagina dello stesso libro...
Cioè, che probabilità si ha di incontrare uno che a distanza di mezz'ora ha letto la stessa pagina del tuo stesso libro, che peraltro non è esattamente l'ultimo best seller di Dan Brown?
Naturalmente mi sono giocata i numeri.
Naturalmente non ho vinto niente.
E no, non basta una coincidenza, nemmeno se così assurda, per convincersi di aver trovato l'anima gemella (certo, fossi stata single, fosse stato un frescone, forse...) :)
HangingRock
#6
00:25, 12 ottobre, 2006
Il fatto della dissonanza cognitiva è drammatico, in talune circostanze.
Zu
#5
00:23, 12 ottobre, 2006
La coincidenza cosmica di essere capitato su questo pianeta in contemporanea spaziotemporale con voi belle creature mi fa
allummare
già abbastanza, senza nemmeno bisogno di Omàr il persiano.
Zu
#4
00:20, 12 ottobre, 2006
scusate, ma allora ditelo subito.
che prima mi fate "allummare" per queste coincidenze cosmiche e poi scopro che era già tutto combinato.
(il fatto della dissonanza cognitiva è bellissimissimo)
Flounder
#3
00:17, 12 ottobre, 2006
Giulio fa 12, mi disse mio padre. E 12 fa pure l'alpino. Tant'è vero che appena terminato il servizio militare, mi giocai l'ambata su Milano, dove il numero ritardava da un paio d'anni. Vinsi (110 mila lire, 11 volte la posta).
[comunque, la mia fonte è proprio Hanging, versione Flickr, come si può notare se clicchi
qui
e poi sull'immagine]
A questo punto, salgo a leggermi il post.
Zu
#2
00:13, 12 ottobre, 2006
Uggesù 0.0
Domani corro a giocarmi i numeri. Quanto farà Zu?
HangingRock
#1
00:08, 12 ottobre, 2006
ma questo è un fatto sensazionale.
perché l'amico Zu, l'altro giorno, ha pubblicato la stessa pagina su quel blog che fa lui, no quello ufficiale, quello dei post-it.
Flounder
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