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Commenti
22:56, 22 maggio, 2006

Del resto lo dice anche la pubblicità no, che devi per forza comunicare? Anche se non hai niente da dire o anche - come in questo caso - se potresti dirlo meglio e con altri mezzi. Bel post, davvero.
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#9  
21:04, 22 maggio, 2006

sul muro di cinta del manicomio lo spray con effetto "glittering" si esalta da mesi con l'anonimo "Aly io e te 30 metri sopra il cielo !"
.. si certo, non vuole dire niente, ma è buon cuore osservarlo ogni mattina.
soprattutto di lunedì... che lo vedi e ti commuove, più "at minchiam" del solito :-)
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#8  
15:42, 22 maggio, 2006

Mi hai fato sorridere Mel..e Dio sa quanto oggi ne ho di bisogno..
Chi altri ( a parte te) poteva associarvi Petrarca proprio non so..
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#7  
11:27, 22 maggio, 2006

In ognuno di noi c'é un Gregor Samsa che puntualmente, di fronte all'amore, si sente a disagio e capovolto. Temiamo che ci sfugga dalle mani il mondo, ma noi non ne stringiamo nulla. Non possiamo pretendere di abbracciare l'amore perché l'amore- troppo grande - non può essere abbracciato.
Allora ci affidiamo alle bombolette spray, a scritte giganti per competere con la grandezza dell'Amore. E poi, impauriti scappiamo davanti alla sua vertiginosa semplice piccolezza, scappiamo.

Tutti proviamo ad abbracciare l'amore:
nessuno accetta che il trucco è nel lasciarsi abbracciare.


"Et nulla stringo, et tutto ‘l mondo abbraccio"

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#6  
10:54, 22 maggio, 2006

forse c'è anche la possibilità che l'abbia affrontata vis a vis e questo sia un ultimo tentativo disperato di comunicarle il suo stato. non so.

belle le immagini con ritocco-acquatico degli ultimi due post!

ciao
Nasrudin

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#5  
09:27, 22 maggio, 2006

Ovvero: quando il parlare senza comunicarsi prende il posto del (più proficuo) comunicare senza parlarsi?
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#4  
18:36, 21 maggio, 2006

@Il ricorrere alla parola scritta coinvolge anche sms e e-mail; chiaramente non sono pubblici, grazie per la precisazione! Mi riferivo al fatto che essi comunque si inquadrano in quella incapacità di affrontare direttamente il partner e, se è il caso, cantargliele.

"Non esistono stagni ma grandi cieli a cui affidare la propria sofferenza e i propri sogni": quanta poesia, Gohome!

Gipsy, aspetto e già mi prefiguro la tua forza di narratrice del vissuto e il sadismo di Lui. :-)
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#3  
13:52, 21 maggio, 2006

Insomma,
a me seccherebbe che il mio privato diventasse di pubblico dominio,
non lo perdonerei;
un sms o una mail sono già un mezzo più discreto.
Accettare le decisioni altrui, se definitive, è nel mio stile di vita.

Buona domenica
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#2  
11:41, 21 maggio, 2006

Ciao Mel,se a primo acchito il messaggio fa piacere,in secondo momento può provocare un tramestio dei sentimenti,ma in amore non esiste la razionalità,ma la capacità di capire quando è il momento di chiudere definitivamente.
Non esistono stagni ma grandi cieli a cui affidare la propria sofferenza e i propri sogni.
Buona Domenica Mel.
go
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#1  
10:44, 21 maggio, 2006

Buona domenica mattina, Mel!

La parola scritta come estrema ratio. Tutto verissimo, bel post come sempre, che centra il problema. Tuttavia il mittente di simili iniziative ne esce sempre peggio di ciò che spererebbe. Perché la cosa è ben lungi da modificare la decisione che il destinatario ha già preso, e la lusinga può accompagnarsi all’irritazione per il fatto che il partner lasciato, con siffatta dichiarazione “pubblica” ed inutilmente anonima cerchi la testimonianza degli altri, per non dire la loro complicità, per contrastare la decisione di cui è stato vittima.

Per i SMS e le e-mails è diverso, non sono pubbliche ed è solo il destinatario a leggerle, a meno che non voglia egli stesso renderli pubblici.

Ma sono egualmente inutili, e la frase che tu usi (“ci sono situazioni in cui chiudere i battenti è motivo di salvaguardia della propria incolumità spirituale e fisica”) rivela che, purtroppo, chi è capace di simili dimostrazioni plateali è, o è stato, durante la relazione, capace anche di altro genere di plateali esternazioni (violenza verbale o fisica).


(P.S. nota personale: un giorno che ne avrò voglia, scriverò dell’sms anonimo che S. mi inviò dopo dieci mesi dal giorno in cui fu LUI a lasciarmi: un sadico prodotto di una mente diabolica.)

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