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Commenti
17:28, 04 gennaio, 2006

Trovo sbagliato che chi investe rimanga creditore a vita. Preferirei fare un prestito, allora, piuttosto che dover sempre dividere con qualcuno che ha solo il merito di aver già un mucchio di soldi. Perlomeno finito il prestito resta tutto mio. E comunque lo dividerei con chi condivide il lavoro, chi sfacchina se lo merita di più, per me. E' proprio questo concetto che mi fa arrabbiare: che merito ha uno che ha ereditato un'azienda e non ha mai fatto nulla nella vita? Bisognerebbe ridistribuire maggiormente, alla base, per esempio. Un'altra idea balzana: perchè i dividendi non facciamo 50% agli azionisti e 50% in parti uguali a dipendenti e collaboratori?
Ritengo anche che cose come pubblicare gli stipendi, affiggere in bacheca l'assetto azionario e il bilancio VERO giorrno per giorno, rendere illegali i soci occulti, obbligare gli azionisti a non poter investire in due aziende concorrenti o più di, che so, 10, obbligare alla divulgazione TUTTE le riunioni dei dirigenti d'azienda, mettere la tobin tax, ridurre a 2+2 anni i brevetti sarebbero cose che migliorerebbero il mondo occidentale senza essere troppo difficili da realizzare.
utente anonimo
#9  
17:16, 04 gennaio, 2006

Rimango della mia idea: è solo con l'aumento di capitale che l'azienda ha un beneficio. Ma quando c'è l'aumento di capitale chi ha già delle azioni tira fuori soldi EXTRA e aumenta la sua percentuale di azioni. Ma con la fluattuazione dell'azione in borsa, la compravendita, lo scambio ecc... l'azienda non ci guadagna nulla! Un esempio di distorsione: una azienda abbassa i costi di gestione (aka taglio del personale) per far aumentare il valore delle azioni in borsa e far guadagnare soldi agli azionisti, ma per la società è un impoverimento: diminuisce la sua forza lavoro, fondamentalmente. Chi ci guadagna è il finanziere di turno che ha tante azioni e l'operaio va in cassa integrazione, se va bene. Ovvero, chi produce soldi dai soldi diventa più ricco ma non produce nulla di concreto e chi arricchiva il mondo con la sua mano d'opera alla mattina, quan le vien su, ciapen la paga e pichen in tel, QUA QUA QUA FA L'OCHETTA!!!!
utente anonimo
#8  
15:29, 27 dicembre, 2005

Google docet.

Mark Malseed, David A. Vise, Google Story, Milano, Egea, 2005
(Prefatore: Roberto Vacca. Quello dal volto luciferino. Ve lo ricordate nelle sue brillanti dissertazioni matematiche in Rai - avrò avuto 9 o 10 anni - sul principio dicotomico o sulla distanza di sicurezza fra le auto che riduce le code sulle strade...?
Kikujiro
utente anonimo
#7  
12:32, 26 dicembre, 2005

hai le idee poco chiare, su alcuni argomenti. uno su tutti: il mercato azionario. un'azione è una quota unitaria del capitale sociale di un'azienda. che come saprai dev'essere versato dai soci nelle casse dell'azienda, una piccola parte resta vincolata per legge, il resto serve a "bilanciare" eventuali immobilizzi per macchinari (acquisto o leasing) ecc... Se i soci sono 3 amici, ciascuno di loro ci mette 100 eur e quello è anche il rischio che corre. Se i soci sono 3 milioni, ciascuno di loro ci mette 10 cent. Un aumento di capitale suddiviso fra tre soci può essere molto oneroso. fra 3 milioni, molto poco, a parità di risultato. Le spese di r&d, essendo spese che producono risultati nel futuro, entrano nelle voci di bilancio chiamate "ammortamenti" ossia sono considerate dei valori attivi che perdono valore col passare del tempo. in un bilancio sono nella parte sinistra dello "stato patrimoniale". nello stesso foglio, ma a destra, ci sta il capitale sociale, che quindi bilancia anche le spese di r&d (da questa parte ci sono anche i debiti con le banche o le obbligazioni). più è alto il capitale, meno si è costretti a ricorrere all'indebitamento. più è alto il capitale, più è possibile spendere in r&d, fra le altre cose. ora, per avere un capitale alto nella tua società conviene che tu ti venda la casa, oppure che tu convinca qualcuno a investire nella tua idea (che è alla base della società)? e quelli che decidono di partecipare al capitale della tua azienda non meritano un rendimento (il dividendo) per il fatto che hanno:
immobilizzato una parte del loro patrimonio (potevano investirlo altrove, o comprarsi una macchina o delle troie);
messo a rischio una parte del loro patrimonio (se tu fallisci, loro perdono tutto l'investimento).
hai capito a cosa serve un mercato azionario sviluppato e perchè è FONDAMENTALE per la crescita di un'economia?
Nostromo, il colore si riferiva al denaro. volevo dire che il denaro non puzza e non ha colore politico. è denaro e basta, e come tale lo vogliono tutti.
utente anonimo
#6  
02:42, 23 dicembre, 2005

Ok, ho l'isonnia e aggiungo qualcosa, visto che ho letto con più calma.
E' vero quello che dici dei Cinesi, non hanno i sindacati (a parte che i nostri glieli regalerei volentieri), è anche vero che producono a prezzo inferiore, c'era giusto un servizio in tv su questo, ti salto le ca**ate e vengo al punto: i ricarichi.
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TABELLINA CINA:
Costo produzione cina con importazione: 12€
Ricarico 20% importatore: 12 + 2,40 = 14,40€
Ricarico 20% distributore: 14,40 + 2,88 = 17,28€
Ricarico 40% commerciante: 17,28 + 6,91 = 24,19€ == 25 € al pubblico
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TABELLINA ITALIA:
Costo produzione italia senza importazione: 22€
Ricarico 20% distributore: 22 + 4,40 = 26,40€
Ricarico 40% commerciante: 26,40 + 10,56 = 36,96€ == 37 € al pubblico
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Come vedi son stato realista e i numeri ce li ho ancora in testa dal servizio (le percentuali e la proporzione, ovvio). E qui mi viene un dubbio: perchè spostare un prodotto italiano UGUALE (su questo si basava il servizio) costa il doppio che spostare lo stesso prodotto cinese? Ha senso? Forse consumano più benzina con un carico cinese? Oppure, perchè vendere un prodotto italiano (e per definizione più facilemnte piazzabile) costa il 30% in più? Son più belli i commessi?
La verità è che son degli st**zi, se alla produzione italiana ci mettiamo i costi di trasposto e vendita italiani ecco cosa abbiamo: 22+2,88+6,91=31,70 == 32€ al pubblico! Una bella differenza non trovi? Io direi che abbiamo ben 5€ di pura avidità visto che coi ricarichi cinesi ci possono vivere perchè non applicarli ai prodotti italiani? tanto più che col marchio MADE IN ITALY un 7 euro di extra li paghi anche volentieri. Ma no, ragioniamo in percentuale e non al costo! Guarda che ste cose le fanno anche le banche e i finanzieri. Anzi, loro son peggio, perchè mentre li paghi per tenerti i soldi se li usano per fare le loro operazioni di valuta, che non fanno altro che impoverire le valute. Mi ricordo di aver letto che mentre gli argentini assediavano le banche per riavere i loro soldi i medesimi erano virtualmente prestati a non si sa chi per fare una grande operazione valutaria, lucrarci e (questo lo aggiungo io) creare povertà nel mondo, aumentando il divario.

Altro problema: io i BOT, o qualcosa di sicuro, lo investo volentieri per mantenere il mio capitale invariato come potere di acquisto. Dopo dieci anni se ho messo via abbastanza soldi per comprare una macchina mi dovrei ritrovare con la medesima quantità di valore. Guarda che la maggior parte della gente non vuole diventare ricca a tutti i costi, solo avere quello che gli serve per vivere in pace e armonia. Il BOT dal punto di vista del cittadino è una cassaforte di valore, non uno strumento di ricchezza. Permettimi di aggiungere che se uno si suicida perchè ha perso miliardi ed è povero in canna non ha capito un ca**o della vita. Probabilmente i soldi erano l'unica cosa che aveva, perchè se a casa ci fosse stata una moglie che amava alla follia non sarebbe saltato dal 50° piano! Inoltre il dire "Investire in una azienda" comprando le azioni è una cag**a bella e buona, perchè dei soldi della transazione l'azienda non vede un cent! Ha percaso più soldi per R&D, per le risorse umane o per le materie prime? Nulla di tutto ciò. Le azioni sono solo un diritto ad avere i dividendi e FORSE una voce in capitolo nella direzione della suddetta azienda. Basta con sta favoletta e anche quella del PIL. Io non investo in una azienda, ci scommetto sopra! E' molto differente per me.

Ultima: il PC da 100€. C'è tanta gente che non sa usare un computer, ma che proverebbe anche se non fosse un impegno troppo oneroso. Magari una prova per 100€ la fanno, per 1000€ no. Inoltre è anche un prezzo abbordabile per farlo diventare regalo da raccolta punti. Magari informatizzeremmo l'Italia e non sarebbe male aprire le vedute a tanta gente. Infine l'esempio del PC a 100€ è un esempio, estendilo alla auto e vedrai che funziona: a tanta gente non interessa che la macchina sia lussuosa, ma che li porti a destinazione. Vedi i successi delle 2CV, Maggiolini e prima serie Golf. Quanto a produrre cose con costi inferiorio non è impossibile, basterebbe costruire cose più lineari, ma adesso se una macchina non ha un parabrezza curvato su tre lati non si produce, sebene un bel cristallo dritto costi un bel po' in meno. Sai cosa, devo anche rimproverati per il mio PowerMac (che in realtà è un PowerBook): il periodo sarà anche stato infausto, ma grazie alle rate me lo son potutto prendere e grazie al PB ho potuto pagare le rate e la pagnotta. Ci ho lavorato per tre anni, è rimasto acceso buona parte dei medesimi, ha concluso parecchie decine, se non centinaia di lavori e si è ripagato fino all'ultimo tasto. Questo è stato un investimento non comprare le azioni di qualche azienda. Ridiamo alle parole il loro significato.
utente anonimo
#5  
12:54, 22 dicembre, 2005

Punto 5: Mercato azionario
Ma perchè chi non fa nulla per una azienda dovrebbe dividere i profitti? Non lo trovo equo: devo spendere dei soldi per avere il diritto a dividere i profitti, quando, facendomi un c**o così vengo pagato non in base a quanto sono bravo nel mio lavoro, ma a quanto sono riuscito a spuntare in fase di contratto?
Parliamo poi del fatto che un dirigente prende il doppio, se non di più, di un operaio. Certo prende decisioni, ma la cosa, in Italia, comporta dei rischi? Nahh, tutti lì aggrappati alla sedia a difendere il proprio orticello sulle spalle degli altri. Spiegami perchè un commerciale che vende ha il premio produzione praticamente assicurato e un operaio no. La realtà è che la classe dirigente ha il potere e lo abusa. Poi, citando Grillo: se la mia azienda va bene, perchè dovrei quotarla in borsa e dividerla con altri? La fregatura è alla base.
utente anonimo
#4  
12:32, 22 dicembre, 2005

TI RISPONDO DA QUI:
Intanto scusa il ritardo!

Punto 1: KGB e CIA
Non sto dicendo che la colpa sia SOLO dell KGB e della CIA, ma che la nostra politica nazionale è stata per anni foraggiata dalle superpotenze straniere vista la nostra posizione di "confine". Questo ha creato un lassismo morale e una corruzzione propria dei paesi che in realtà sono controllati da terzi: è facile controllare dando bustarelle. Il problema è che dopo la caduta del muro di Berlino i rubunetti si son chiusi, ma il malcostume è rimasto. Quindi non ricevendo fondi esteri li cercano internamente, e visto che la coscienza è al minimo storico, rubano i nostri soldi.

Punto 2: Fabbriche cooperative
Anche le mura posso essere un di più a mio avviso: chi produce non sono i muri, ma la gente che lavora, gli operai, impiegati e quant'altro. Ora, se io mettessi in piedi una coop in cui tu lavori da casa (o in un prato, capannone o che so io) e cerchi di fare concorrenza alla Ford non hai speranza, in partenza. Ma, ribaltando il concetto, se la Ford fosse obbligata ad appoggiarsi ad esterni ci potrebbero essere 2000 coop diverse che producono interni, portiere, finestrini, ecc. ecc. Ci sarebbe più guadagno per tutti, ma, soprattutto, la conoscenza e la tecnica sarebbero diffuse e pubbliche. Qualcuno di voi sa quanto in realtà costa un'automobile alla FIAT o alla Ford? Non lo sa nessuno e ho il sospetto che il ricarico sia tutt'altro che poco.
NB: E' un'idea come un'altra, non è la mia OPINIONE PERFETTA, il suo scopo principale è far notare come il capitalismo si sia trasformato in profittalismo, che non è la stessa cosa!

Punto 3: Qualità e durata dei beni
E' vero, la Lacoste fa magliette di alta qualità, durano e hanno anche il loro stile. Però mi ricordo che quand'ero piccolo le Lacoste costavano poco, erano, in fondo, magliette da tennis e poco considerate. A un certo punto si son diffuse e all'aumentare della richiesta hanno aumentato la produzione (sicuramente) e il prezzo! Ma come se ieri me la vendevi a 10 perchè oggi è a 80? Questa cosa me la ricordo bene, al supermercato le Lacoste costavano 20.000 lire, l'anno dopo 50.000!!! Questo non è capitalismo, questa è avidità! Il signor Lacoste avrebbe fatto molti soldi vendendo molte più magliette, ma perchè fermarsi alle magliette? Facciamo anche le scarpe, maglioni, pantaloni e calzini. Sfruttiamo il brand, spendiamo i soldi in pubblicità, tanto chi paga? Lacoste? Sbagliato il consumatore! E' questa smania di lucrare che fa danni a mio avviso! Tra un "industriale" moderno e la Wanna Marchi ci vedo una sottile differenza: uno resta ancora nella legalità, o quasi, l'altra se ne frega, ma lo spirito di in****re il prossimo è il medesimo.

Punto 4: Sindacati e qualità del lavoro
Vero quello che dici, ma ometti una cosa: in italia un metalmeccanico prende 800 euro netti al mese, 1400 lordi, com'è che la Volswagen paga i suoi operai (tedeschi) 1600 euro netti (non so il lordo)? Noi non siamo nel primo mondo, ma non ancora nel terzo, ragionateci e capirete che siamo nel secondo mondo, industrializzati, vero, ma non forti abbastanza politicamente e morlamente per competere con l'europa. Fino a quando coltiviamo il nostro orticello non ce la faremo mai sul serio, fino a quando non ci sarà una solidarietà diffusa, un senso di appartenenza, ma saremo qui a fo****rci a vicenda non andremo mai avanti: è agli altri che dobbiamo vendere, altrimenti facciamo il gioco delle tre carte e i soliti noti al banco ci spennano senza ritegno. I sindacati hanno fallito, ma, ancora più grave, gli industriali hanno fallito. Pensa che ci siamo dovuti inventare gli imprenditori!!! Che cazz'è un imprenditore? Un industriale che pensa in piccolo!
PS. E' per questo che ce l'ho con le aziende di servizi: rastrellano soldi senza produrre qualcosa e solo agli italiani! Portiamo la TIM/3/Wind/Infostrada in europa e diventiamo ricchi!!

FEARANDIL
utente anonimo
#3  
18:39, 16 dicembre, 2005

Giuro che quella del colore non l'ho capita... saranno gli antidolorifici per la schiena, sarà che sono scemo...

Il Nostromo
utente anonimo
#2  
14:14, 16 dicembre, 2005

beh, a bill gates gli è bastato un box, altro che qualche immobile...
ah, dimenticavo il padre avvocato...

comunque, caro nostromo, spero tu abbia letto bene gli esiti dell'inchiesta su BPL e abbia capito quanto sia importante non chiudersi su posizioni ideologiche quando si tratta di denaro. pecunia non olet. e non è neanche colorata, come talvolta ti sei fatto convincere.
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#1  
10:24, 16 dicembre, 2005

"Io son dell'idea che le fabbriche dovrebbero essere dei lavoratori, ma non possano vendere direttamente, così l'ideatore si rivolge ai più efficienti e tutti si dividono una parte di profitto, non solo uno che, avendo già i soldi, ha potuto comprare 4 muri per fa lavorare la gente."

Io qualche immobile ce l'ho, dici che riesco a mettere su la Ford la Microsoft o una griffe?
Cazzo, ed io che ci mettevo dentro gli inquilini, a saperlo che per fare impresa bastavano quattro mura...

Amici miei, scrivete di meno e divertitevi di più.

Il Nostromo
utente anonimo

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