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Commenti
#25
15:54, 23 settembre, 2005
ciao anche a te esp :)
ruckert
#24
18:08, 22 settembre, 2005
Ciao :)
utente anonimo
#23
16:02, 22 settembre, 2005
Marcello
invece io sono musicalmente un inguaribile infedele :))
chicka
felice che ti sia piaciuto il disegno di gulliveriana e hai ragione nel vederci tanto amore, il suo blog è infatti dedicato proprio a Luigi Tenco;
puntadombra
bentrovata e grazie di aver letto :))
Ciao a tutti
ruckert
#22
14:50, 22 settembre, 2005
Dopo più di due settimane torno finalmente a leggerti. Mi piace tanto il tuo modo di raccontare la musica.
CIAO
PuntaDOmbra
#21
13:28, 22 settembre, 2005
quanto amore nel disegno di gulliveriana... anche nella recensione.
bello questo scambio :)
chickasaw
#20
10:47, 22 settembre, 2005
Sì direi di sì. Dici bene, Ruckert...oper quanto io sia un fedelissimo contiano! ;)
Marcello
latendarossa
#19
10:27, 22 settembre, 2005
Ehm ... :)))) farolit forse potrei anche riuscirci, ma la cosa mi lascia due perplessità, la prima riguarda la difficoltà nel caricare una pagina web troppo carica (immagini e musica sono spesso pesanti); la seconda riguarda il copyright argomento delicato, da non sottovalutare.
Thx della visita o capitanread, mio capitanread :))
Ciao
ruckert
#18
23:02, 21 settembre, 2005
Ho capito... ancora non hai imparato a mettere le musiche e anche questa volta devo andare alla ricerca del mp3 perduto... e dire che c'ho un solo neurone messo a dura prova!
:-D
farolit
#17
16:58, 20 settembre, 2005
Come sempre, arrivo qui e mi siedo a leggere bellezza.
capitanread
#16
08:24, 20 settembre, 2005
Il commento di sopra l'ho lasciato anche nel blog di gulliveriana, poi avrei voluto aggiungere altro ma ... splinder proprio in quel momento ha deciso di aggiornare il sistema impendendomi di commentare ulteriormente (
You can't leave comments right now as we are upgrading the system. Please check back in a few hours.
segue dialogo mentale:
"seee seee tra poche ore ... come se potessi disporre così facilmente del mio tempo, io posso adesso ... eureka... scrivo adesso allora"
segue il prodotto di questo insensato dialogo mentale tra me e me).
Volevo aggiungere un paio di cose rispetto a quanto è stato detto. La prima rivolgendomi a
Rob
sulla banalità di Tenco. Potresti non aver torto, ma dipende dalla prospettiva con cui guardiamo Tenco. Oggi molte delle cose che ha scritto possono apparirci ingenue e banali. Penso a Cara Maestra tanto per fare un esempio, ma se inquadriamo Tenco nel suo tempo forse così non è. Un tempo in cui era scandaloso anche dire
se sapessi come fai a fregartene di me
, un'italia moralista e piccolo borghese che stava iniziando a conoscere i governi di centrosinistra nati se non ricordo male verso il 1963. Era un'Italia molto diversa da quella di oggi e il 1968 Tenco non l'ha visto. Ma la sua voce in quell'italia era anche una voce di protesta quando cantava "no no no" oppure quando ironizzava sull'acqua blu del povero cameriere antonio ne "la ballata della moda".E poi se si pensa che allora bisognava condensare tutto in tre soli minuti... oggi sembra un miracolo che spesso ci sia riuscita con tanta efficacia.
@
quoyle
: esprimi un'opinione più che legittima e dei dubbi che in parte anche io potrei condividere. Ma in questo caso come dicevo anche prima a me è piaciuto lo spirito della montellanico, la discrezione, forse maggiore di tiziana ghiglioni (a proposito grazie per la precisazione a
il mio regno
non sapevo che i dischi fossero due). Quoyle poi devo davvero dirti che mi piace moltissimo questa tua frase che riporto
ogni volta che suono o ascolto uno dei suoi brani rimango sempre stupito dalla forma, dalla naturalezza e dalla sapienza comunicativa che ci sono dentro
. Dice davvero moltissimo.
aitan
poi mette l'accento su un altro aspetto importante: il sax. E' qualcosa che non ho detto nella recensione per non appesantirla, meno male che ci siete voi come commentatori :)
@
ziondot
.... caspita apri un altro argomento interessante ... scusa ma penso che rimanderò la risposta perché non è di poco conto e mi interessa parlarne con calma meglio e a parte (ps a berchidda? solo una giornata ad ozieri). @ noce, beh anche il tuo blog oggi è bello vivace :) @ solitaire dico ancora grazie a te :) e @ chiara prego è stato un piacere poi se ti capita di leggere quel libro mi piacerebbe sapere la tua opinione; @
alderaban
naturalmente spero che mi porterai le tue impressioni sull'ascolto qua o da gull :) @
masso
il tuo commento giunge dopo che avevo già scritto questa risposta, mi sembra quasi superfluo dirti che mi ritrovo nelle tue parole, mentre è necessario aggiungere un ulteriore grazie per il tuo contributo.
Scusate il disordine ... ma tempo poco e carne al fuoco tantissima, tutto comunque molto bello :))
ciao a tutti
ruckert
#15
08:17, 20 settembre, 2005
Ben venga, sempre, qualunque "omaggio" sotto forma di rielaborazione, anche in forme musicali apparentemente "altre". Faccio un esempio molto banale: quando ELP rifecero in chiave rock "Pictures at an exhibition", il risultato fu dopo qualche mse un boom di vendite dell'originle classico di Mussorgsky. Perchè la conoscenza, anche in musica, è un processo che si autolimenta; oggi qui si parla di questo album che sicuramente coinvolge gli appassionati di Tenco offrendo una rilettura diversa, ma contemporaneamente chi disdegna le "canzoni" -ed in ambito jazz c'è spesso lo stesso muro che si trova tra i canzonettari verso una musica "difficile"- puo' arrivare da Pierannunzi a voler riscoprire le canzoni di Tenco. Che in maggioranza sono attualissime, dato che tra i grandi meriti dell'artista c'era quello di saper trovare parole non che piacessero a chi voleva sentirle, ma che rappresentano una introversione altrimenti difficilmente interpretabile e raccontabile. E Luigi è stato un grande precursore delle inquietudini che negli ultimi anni si sono amplificate: come i grandi poeti, perennemente proiettato in avanti rispetto ai suoi e nostri tempi.
Inutile che dica che l'insieme tra le parole tue ed il disegno di Gulliveriana ha un impatto anche emotivo decisamente sopra la media.
Masso57
#14
20:53, 19 settembre, 2005
E' stata una bella idea - credo - questa di voler mettere insieme linguaggi diversi accumunati da una passione comune, in questo caso la musica di Luigi Tenco. Ad onor del vero è stata un'idea di Gulliveriana ed è stato bello cercare le parole per parlare di questo disco e poi scoprire nel disegno di Gulliveriana uguali sensazioni. L'aggettivo fiabesco per danza di una ninfa sotto la luna, l'ho prima immaginato per poi vederlo nel colore di questo cielo. Il precipitare terreno in quel perché disegnato sulla sabbia. Confesso che la cosa mi ha colpito.
Ed è bello anche ricordare che la conoscenza di questo disco deriva sempre dalla blogsfera, in particolare da una preziosa segnalazione de "Il mio regno", proprio nelle pagine del blog di gulliveriana. Il commento de Il mio regno tradisce poi quella passione sincera che io apprezzo davvero tantissimo.
Il disco, indipendentemente dalle valutazioni positive o negative derivanti dalle proprie esperienze e competenze personali, secondo me ha però un valore a prescindere per la volontà di omaggiare con discrezione un autore come Tenco. E' un valore indiscutibile. E lo fa senza clamori, sottovoce, in un modo che ritengo elegante. Il fatto poi che la famiglia Tenco abbia appoggiato questa iniziativa per me è molto significativo, dato che non ha mai spinto per speculazioni su Luigi Tenco ed ha sempre custodito con grande responsabilità i suoi inediti che non sono stati dati in pasto a facili consumi (penso come esempio al contrario a jeff buckley)
Dopo altri giorni di ascolto sono convinto che questo lavoro meriti un'attenzione ugualmente discreta, forse possibile solo da coloro che hanno amato la musica di questo cantautore. Bello anche sapere che grazie a questa pagina si è svegliato il desiderio di ascoltare Tenco, come è successo a Alderaban e La tenda rossa.
Grazie quindi a chi ha visto e letto questo post sentendo il desiderio di lasciare un segno del suo passaggio.
ruckert
#13
19:40, 19 settembre, 2005
Il commento di Quoyle, appassionato competente mi ha messo una piccola pulce nell'orecchio. Comunque ascolterò il disco non fosse altro per la passione per le canzoni di Tenco. Magari il risultato sarà piacevole e accattivante.
un saluto
Alderaban
#12
14:16, 19 settembre, 2005
Adesso, andro' un po controcorrente, non mi piace il modo di interpretare alcune canzoni della Montellanico (premetto non ho ascoltato questo disco) ma ad esempio ho in mente Ma l'amore no sempre con Pieranunzi, troppo enfatico, troppa retorica e poco sentimento almeno in quel disco ed in un altro paio di dischi che ho sentito, la cosa buffa e' che all'inizio mi aveva colpito, poi ho capito che quello che mi affascinava erano gli arrangiamenti di Pieranunzi.
Stessa storia per la Ghiglioni ho i due dischi dedicati a Tenco, troppa enfasi, nella pronuncia, sono freddi, algidi non riescono a coinvolgermi.
Ascoltero' comunque questo disco certo di trovare qualche perla del pianismo di Pieranunzi, consapevole che gran parte del fascino di questo disco sara' dalla sapienza costruttiva di canzoni che aveva Tenco, ogni volta che suono o ascolto uno dei suoi brani rimango sempre stupito dalla forma, dalla naturalezza e dalla sapienza comunicativa che ci sono dentro
Un saluto
Quoyle
quoyle
#11
12:42, 19 settembre, 2005
Non ho ancora ascoltato questo, ma conosco tutti le altre versioni di tencojazz che citi (ed anche un Steven Brown plays Tenco e uun Vedrai vedrai by Daniele Sepe ed Auli Kokko).
Tenco era un grande autore, e suonava anche il sax. E' probabile che l'abitudine a suonare il sassofono avesse dato alle sue composizioni un andamento jazzisticvo che insieme al carattere struggente delle due ballad ed al mito dell'artista maledetto morto troppo presto irretisce artisti del jazz e sperimentatori marginali (come Steven Brown o i LaCrus...).
aitan
#10
10:38, 19 settembre, 2005
Scrivere di Luigi Tenco non è facile. Con questa recensione Ruckert sei riuscito a descrivere la bellezza di questo progetto singolare portato avanti da Ada Montellanico ed Enrico Pieranunzi. Come giustamente fai osservare la loro "è un 'operazione coraggiosa, difficile e rischiosa, ma sostanzialmente riuscita, perchè i due si sono avvicinati alle parole di Tenco con grande rispetto, cautela e sensibilità, consentendoci di apprezzare ancora le sue doti poetiche". Per quanto mi riguarda, ho ascoltato più volte questo cd e devo dire che più l'ascolto e più mi piace. Ada Montellanico è riuscita ad interpretare con grande originalità e rispetto
Danza di una ninfa sotto la luna
. Ho trovato molto belle anche le musiche e l'interpretazione delle altre tre canzoni inedite. Bravo anche Pieranunzi con il suo "tocco pianistico" e bravi anche gli altri musicisti. Fra le canzoni più belle di Tenco trovo bellissima l'interpretazione di "Il tempo passò".
Che dire di più? Per chi apprezza da diversi anni la musica di Tenco questo è un cd da avere e da ascoltare più volte.
Gulliveriana
OT grazie per l'inserimento del disegno che come sai ho fatto ascoltando questo cd. Ringrazio anche Il mio regno per averlo segnalato sul mio blog.
gulliveriana
#9
23:50, 18 settembre, 2005
ricordo quando ho cominciato a frequentare il mondo dei blog e a curarne uno mio. ricordo i primi blog in cui ho vagato affascinata. e se ho iniziato tra goffaggini e dubbi lo devo anche a te - e qualcuno d'ora in poi te ne vorrà... ;) - credo tu lo sappia.
un abbraccio ruckert
nocedifool
#8
14:03, 18 settembre, 2005
Molto bello questo duplice post (ottima idea) che unisce disegno e parole. Bella recensione, e bello il disegno che accompagna i versi di Tenco - direi che in questo caso felicemente l'uso dell'immagine funge da integrazione, complementare, del testo.
Gulliveriana e Ruckert, mi avete fatto venire voglia di ascoltare questo cd. C'è più di un buon motivo per farlo, mi pare! :)
Marcello
latendarossa
#7
11:11, 18 settembre, 2005
ciao..,bel blog, davvero, specialmente la parte che dedichi alla musica.c'è tanta e bella musica in queste pagine e il tuo modo di descriverla è da competente,ma da vero appassionato.
Mi son piaciute molto le tue considerazioni sulla musica sarda...uno dei pochi bagliori di luce nello sterminato mare di ignoranza nel quale naufragano la maggiorparte dei miei conterranei isolani.
Secondo te perchè c'è così tanta ignoranza tra gli stessi sardi?perchè siamo una delle poche regioni in Sardegna in cui prevale la vergogna e l'imbarazzo sull'orgoglio della propria terra?
vabbè sto divagando, e forse nella tua provincia non è neppure così forte...
vabbè
bel blog ancora..
p.s. c'eri al berchidda?
ziondot
#6
00:35, 18 settembre, 2005
Non sono un fine conoscitore del jazz come te ma, di Luigi Tenco possiedo un doppio albun in CD, nel quale sono, ovviamente, masterizzati tutti i suoi più grandi successi.
Va detto che, come tutti gli artisti scrisse anche cose molto banali.
Ma nei testi dove emerge la sofferenza dell'uomo moderno, perchè moderne sono le problematiche riflessioni intorno all'uomo ed all'amore, Tenco penetra intuizioni universali che sono proprie dell'arte.
Nel mio piccolo ho imparato a suonare "ho capito che ti amo", e "mi sono innamorato di te".
Sono canzoni che suono in genere da solo, quando torno a casa, o prima di andara a dormire.
Resta il mistero della sua morte sul quale forse si è molto speculato e poco risolto.
Buonanotte.
Rob.
Nonostantetutto
#5
23:16, 17 settembre, 2005
Bello il commento a cui posso solo aggiungere che Tiziana Ghiglioni ha dedicato a Luigi Tenco due album e non uno e bellissimo il disegno di Gulliveriana che se non sbaglio era partita da un "notturnosenzaluna" sempre di tenchiana memoria. Aggiungerei anche una nota per il libro "Amore di Luigi Tenco", sempre di Ada Montellanico, per far capire, se mai ce ne fosse bisogno, quale sia la sensibilità che avvicina Ada a Luigi.
ilmioregno
#4
21:52, 17 settembre, 2005
L'appuntamento con *Burning bright* è quotidiano, indipendentemente dai post.
Prego. Di cuore.
(...
AUGURI
!)
Solitaire
#3
17:29, 17 settembre, 2005
Grazie!!
Chiara
utente anonimo
#2
15:24, 17 settembre, 2005
I cataloghi Decca/Philips e Deutsche Grammophon sono delle garanzie Chiara, ma secondo me è bene muoversi in questo campo con dei riferimenti diversi. I libri certamente ed anche i libretti dei cd che nel caso della musica classica sono spesso molto curati nelle parti introduttive. Poi le riviste, per lungo tempo ho preso Amadeus (che però ora amo meno di qualche anno fa). Insomma è bello seguire un percorso. Io di Shostakovich conosco qualche opera sinfonica incisa dalla Deutsche con alternativamente Bernstein e Karajan. Non sono un cultore delle interpretazioni ma sinceramente ho sempre prediletto il primo al secondo, forse lo trovo più misurato... non so. Però ora che ci penso mi viene in mente un libro che potrebbe essere interessante per contestualizzare anche storicamente la musica in parallelo con letteratura e poesia russa. L'autore è Solomon Volkov - che tra l'altro si occupò anche della figura di Shostakovich - il titolo del libro San Pietroburgo (edizioni mondadori). E' un saggio di storia letteratura e musica splendido, ne vale la pena. Ciao :)
ps
giusto per ricordarlo ho aperto questo blog venerdì 17 settembre 2004 ... già un anno. Se è ancora vivo devo ringraziare soprattutto voi che di tanto in tanto passate e leggete. Grazie di cuore
pps
Un grazie speciale a Gulliveriana che ha messo a disposizione questo suo disegno ispirato da Tenco
Ciao :)
ruckert
#1
14:08, 17 settembre, 2005
Tu che ne capisci, ho scoperto da qualche tempo Shostacovich, scaricando qualcosa a casaccio dalla rete (neanche ricordo come ci sono arrivata) e me ne sono innamorata, indi per cui vorrei comprare qualche cosa di suo, ma non mi va di acquistare a casaccio; potresti consigliarmi qualche buona incisione?
Chiara
utente anonimo
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