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Commenti
#6  
18:10, 16 ottobre, 2006

Non è mai troppo tardi per aggiungere un commento... anche un anno dopo... Specie se si scopre che quello che volevamo dire lo aveva già detto meglio qualcuno prima di me! :-) "I suggest that the only books that influence us are those for which we are ready, and which have gone a little further down our particular path than we have gone ourselves." E.M. Forster
utente anonimo
#5  
17:15, 16 ottobre, 2005

..vediamo come commenti il 5 a 0...;-))
utente anonimo
#4  
22:19, 04 ottobre, 2005

Data : 17/09/2005 18.49.21

..un ricamo fatto sul nulla che assomiglia a questo filo d'inchiostro, come l'ho lasciato scorrere per pagine e pagine, zeppo di cancellature, di rimandi, di sgorbi nervosi, di macchie, di lacune, che a momenti si sgrana in grossi acini chiari, a momenti si infittisce in segni munuscoli come semi puntiformi, ora si ritorce su se stesso, ora si biforca, ora collega grumi di frasi con contorni di foglie o di nuvole, e poi si intoppa, e poi ripiglia a attorcigliarsi, e corre e corre e si dipana e avvolge un ultimo grappolo insensato di parole, idee, sogni ed è finito.

(Il barone rampante)




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#3  
19:24, 13 settembre, 2005

Io leggo perché mi piace e ciò che mi piace o penso mi piaccia; è una banalità orrenda però è così, da sempre, fin da bambina. Non cerco interpretazioni del mondo nei libri, anche se talvolta mi capita di riconoscervi quello che penso e che non riesco ad esprimere; allora trovo connessioni tra un libro sul Web, uno di linguistica e un romanzo e questo mi dà molta gioia. Non ho mai sentito questo come un appiattimento. Mi piacerebbe semmai dargli una solidità mia scrivendone.
Leggo perché mi rende(rebbe) felice possedere nozioni in più su argomenti che mi interessano, anche se poi ne dimentico la maggior parte. Leggo perché mi diverte seguire una storia. Leggo perché mi piace che si stimolino le mie facoltà intellettive... In tutti i casi c'è un'eccitazione dentro che non posso spiegare. Ed è quella stessa eccitazione che si trasforma in frustrazione in libreria quando mi rendo conto che non potrò mai leggere tutto quello che vorrei - o anche in casa mia quando mi guardo in giro e so che non potrò mai riprendere in mano tutto.
E le persone... Credo di essere ancora piuttosto rigida nell'interpretarle e a volte disattenta. Per alcune provo tanta curiosità e colgo quelle stesse connessioni di prima; così tendo a riversare loro addosso quello che prendo dai libri e da ciò che mi circonda, forse loro malgrado.
Di sicuro comunque per me non avrebbero senso i libri senza almeno una persona con cui parlarne.
utente anonimo
#2  
14:06, 12 settembre, 2005

Eh, è un po' quel che volevo dire io. Mi dispiace che sia un processo diffuso, quello che mi è successo. Ho sempre l'illusione che quello che mi capita sia del tutto originale.
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ztl
#1  
10:17, 12 settembre, 2005

Mmmh, un post che fa riflettere. Una volta in libreria avrei comprato tutti i libri e li avrei letti indiscriminatamente con voracità. Adesso guardo tutti i libri, li sfoglio, ed esco dalla libreria senza aver preso nulla.

Per me leggere è un po' come respirare. Leggo una quantità disumana di cose, ma con meno passione di un tempo.

La classificazione dei libri non è ancora un processo chiuso, ma sento l'irrigidirsi di alcune strutture.

Forse dopo una quantità di tempo di contatto con qualsiesi cosa è inevitabile la creazione di strutture catalogatrici

Uff e dire che rifuggo dagli schemi mentali come dalla peste...
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