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Commenti
14:31, 08 giugno, 2005

Per la verità dopo essere stata sul sito dello "sbattezzamento" mi sono convinta, anche se io non avrei il coraggio di farlo, per motivi sentimentali, di identità etc.
Quello che non capisco è come mai per te Adele sono "troppo" cattolica, mentre per reoconfesso sono un'atea sprezzante.


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12:28, 06 giugno, 2005

Io non sono in cerca di nemici, ma non vedo perché devo essere annoverata fra i cattolici se non lo sono, se non condivido nulla della religione cattolica, se ne rifiuto in toto tutte le regole e le idee. Io non disprezzo chi invece ci crede, non gli dico che sta sbagliando o di ripensarci perché ho rispetto dell'intelligenza altrui. Molti cattolici, invece, da quando ho divulgato le mie intenzioni a prendere le distanze dalla Chiesa, mi stanno dicendo che sto sbagliando; lo stanno facendo anche molte delle persone che stimo e mi dispiace perché vi conosco, conosco il vostro rispetto per gli altri, ma quando una persona si sente in qualche modo vicina alla religione cattolica non so perché si sente sempre su un gradino più alto e sta succedendo anche a voi.
Sì, Luca, forse come dici tu non è giusto fare di tutta l'erba un fascio, ma quegli eccidii in nome di Dio li trovo intollerabili, come trovo intollerabile la continua colonizzazione da parte della Chiesa nei confronti delle popolazioni più povere: Cristo in cambio di un tozzo di pane. Mi spiace, ma non ce la posso fare.
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12:09, 06 giugno, 2005

prometto che ti ci porto quanto prima
intanto goditi una passeggiata

duchessa
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10:35, 06 giugno, 2005

...ma te possino!
e insomma potevi almeno aspettare dopo sabato a dirlo...
io non mi sento cattolico, pero' mi sento totalmente cristiano. Non so come definire l'emozione di pensare a qualcuno che ha regalato alla civilta' umana il senso dell'uguaglianza. Pero' non e' di questo che voglio parlarti. Anch'io fino a qualche anno fa ero profondamente critico verso la chiesa considerato che vengo da una famiglia non cattolica da cinque generazioni (si fa per dire... un tri nonno si e' fatto pure qualche anno di confino perche' ateo); poi con L.A. ho potuto vedere la cosa da un'angolazione diversa, e il senso di comprensione verso le idee altrui mi ha portato a leggere anche la storia in modo diverso. Di solito si attribuisce della chiesa come istituzione la responsabilita' dei molti crimini compiuti nei secoli passati (inquisizione, sterminio delle popolazioni indigene del sud america ecc...). Perche'e come si puo'responsabilizzare un'istituzione? Chi e' la chiesa, dove la trovo, in che lingua ci parlo...questo meccanismo per cui la colpa e' di qualcun altro con cui noi non abbiamo niente a che fare mi sa di immaturita'...noi non c'entriamo niente, la colpa e' di qualcun altro...e invece io credo che (in riferimento agli esempi che ho citato) la responsabilita' di quegli avvenmenti terribili sia alla fine di tutti i ragionamanti e rimandi possibili delle persone. Le persone sono capaci di essere cattive, inumane. Possiamo noi oggi con tranquillita' dirci europei dopo che l'europa nel corso del secolo scorso si e' ammazzatta con truce regolarita' (I e II guerra mondiale, olocausto, la ex jugoslavia qualche anno fa)?
allora smetti anche di essere europea? e vista la corruzione e lo schifo del nostro bel paese smettiamo pure di essere italiani; ovvero, considerato rutelli anche di essere di sinistra....
purtroppo credo che bisogna accettare che tutti noi abbiamo dei limiti e siamo fallaci (non nel senso di oriana....)
Al tuo decalogo fatto di sette punti (a cui se ne potrebbero certo aggiungere altri) credo si potrebbero opporre persone interne alla chiesa che concretamente agiscono non secondo i luoghi comuni che tu citi (sai quanti sono i volontari in africa che distribuiscono comunque i profilattici?). comunque non voglio perorare i pregi della chiesa che invece, come tutte le organizzazioni di persone, ha bisogno di essere continuamente migliorata. Quello che volevo dire e' che sono d'accordo con Mr reoconfesso e con Ms waitress (si puo'?). Trovo inutile cercare ormai a 27 anni compiuti come me ancora dei "nemici"da disprezzare; d'altra parte se non ti senti parte di quella realta' questo dovrebbe esserti sufficiente senza ulteriori moduli, certificati ecc...
Forse mi sono dilungato troppo.
Baci e abbracci
Luca sposato
utente anonimo
05:44, 06 giugno, 2005

Non hai ferito la sensibilità di nessuno, si sta discutendo e di un argomento parecchio spinoso.
Il tuo suggerimento, Fiamme', di essere noncurante nei confronti della Chiesa per me non è valido anche perché è evidente che la Chiesa esiste, e anche pesantemente, per cui non posso fingere che non ci sia. Dal momento che spesso decide per me, vedi per esempio le interferenze sul prossimo referendum, ma questo è il minimo, e che la Chiesa entra nella mia vita nelle maniere più subdole, io non posso far finta di ignorarla, mi sento invece di eliminarla il più possibile dalla mia vita. Non mi sento parte della comunità cattolica o, meglio, non ne faccio parte nella maniera più assoluta. Primo: perché vivo nel peccato; secondo: perché mi beo di vivere nel peccato; terzo: perché 'sto concetto del peccato è lontano anni luce dalle mie concezioni; quarto: perché non potrei mai fare parte di una comunità dove la corruzione si annida ovunque; quinto: perché non potrei mai riconoscere dei padri spirituali in personaggi che mirano al potere anziché alla spiritualità; sesto: perché non tollero il modo in cui è considerata la donna; settimo: perché tutte le cose che vengono dette inerenti la religione mi paiono sempre più delle favolette. Potrei continuare ancora a lungo, e so che Luca de Le Fate ne avrebbe cinque o sei da aggiungere, ma anche solo questi sette punti mi sembrano 7 buoni motivi per non ignorare la Chiesa, ma, anzi, per "combatterla", nel mio piccolo.
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17:24, 03 giugno, 2005

E poi di controparte hai parlato tu. Io anzi nel commento del 1 giugno ho sordito con una domanda retorica: "Ora la Chiesa è la controparte?" presupponeva la risposta "Certo che no!"

Si vede che non riesco proprio a spiegarmi.
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17:19, 03 giugno, 2005

Reoconfesso, sprevo si capisse che scherzavo e che le "cazzate" a cui mi riferivo sono quelle che ho scritto io (tipo l'abigeato spirituale).

La frase "Il miglior disprezzo è la noncuranza" non è riferita a chi pratica la religione (i cattolici) ma all'appartenenza formale a quella religione (il battesimo, non nel senso religioso ma di "iscrizione" alle liste dei cattolici).
Se ho offeso la tua sensibilità o quella di qualcun'altro me ne scuso. Non era mia intenzione.

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14:30, 03 giugno, 2005

A parte che non lavoro alla Sacra Rota; certo che se mi parli di "Il miglior disprezzo è la noncuranza!", evidentemente per te lo è. E questo non da fastidio a me, che tutto sono fuorché osservante e instradato nei regimi clericali, ma certamente coinvolge orde di persone che ci credono (alla Chiesa, oltre che a Dio), giustamente o fallacemente, e che non si meritano il "disprezzo", ma solo il "disaccordo".
E' il caso di farla finita con i cattolici che sono bovini beoti e gli atei che sono i soli illuminati. Sti discorsi li facevo a 15 anni, e non mi sembrano meno drastici di quelli degli omologati cattolici.

Per me no, non ci sono controparti, francamente non mi interessano le riforme o le controriforme.

Vabbé. Basta cazzate.
Per ora e per sempre.
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15:29, 01 giugno, 2005

Adele, anch'io avevo chiesto informazioni in merito, ma ho sempre ricevuto la risposta "no, non si può". Quindi mi ero rassegnato a portarmi dietro non solo il battesimo, ma anche la prima comunione e la cresima (errori di gioventù!) e a figurare controvoglia nel numero dei cristiani cattolici. Al tempo del World Gay Pride, dopo l'ennesimo insulto da parte di Maggiolini che ci equiparò a necrofili, avevo anche inviato una lettera piuttosto incazzosa a "La Repubblica", che mi hanno pubblicato, ma senza risposta.
Ora mi leggerò con interesse questi documenti... Grazie!
Luca
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15:22, 01 giugno, 2005

Adele, sul fatto di non voler rappresentare un numero per la Chiesa sono d'accordissimo, però sento che più che una scelta atea la tua è una scelta cattolica di segno negativo. Nel senso che in fondo ti senti così coinvolta che te ne vuoi liberare. Ma, se è così, non basterà certo un modulo...

Reoconfesso, ora la Chiesa è la controparte? E se non vado mai a messa mi condannano alla dannazione eterna in contumacia? Esiste l'abigeato spirituale? E il non luogo a procedere per i peccati di omissione? Infine...il vizio di forma è peccato veniale o mortale????

Vabbè, basta cazzate.
Per ora.
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15:04, 01 giugno, 2005

Sono totalmente in disaccordo con Waitress quando parla di "miglior disprezzo" come via perseguibile.

Credente o non credente, non puoi improntare la vita al massimo grado di disprezzo che riesci a trasmettere alla controparte. Cazzo, non lo facciamo neanche tra avvocati. E dico tutto.
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15:02, 01 giugno, 2005

Ah, no, a tua madre ci pensi tu.

Ultimamente ho riscoperto una fede che non so neanch'io da dove e per come. Però spesso mi trovo a prendere le distanze da tanti modi di essere che la Chiesa imporrebbe. Forse la fede l'ho un po' riacquistata grazie a quei sacerdoti (quei pochi) che, non te lo possono dire espressamente, ma qualche distanza la prendono pure loro.

Comunque è un gesto di una coerenza ed onestà notevole, un gesto che fa bene al laicismo e fa bene alla religione. Qualunque cattolico osservante ti criticasse o giudicasse anziché rispettarti, sarebbe l'esempio delle "cose brutte della chiesa".
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18:37, 31 maggio, 2005

battesimi e statistiche...quando la chiesa cattolica diveta un partito politico. Bhà...comunque attendo aggiornamenti sulla tua sbattesimitivicirizisizzazione.
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17:28, 31 maggio, 2005

O.T.:
maddai, veramente ????
nuncepossocrede!!!
che tipo buffo chedeveesse!!!!!!
... abbi pazienza , oh Adele, che co sti colleghi cevole pazienzzza!!!!!

ciao


filemazio


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17:17, 31 maggio, 2005

Ma lo sai che se ti sbattezzi poi non vai piu' in paradiso? ;-)
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#9  
16:24, 31 maggio, 2005

a suo tempo, quando avevo deciso di farlo, mi dissero che non vieni mai ufficialmente cancellato dai registri, ora non ricordo bene la faccenda. fatto sta che non lo feci più. ora mi do un'occhiata al sito, poi tu fammi sapere eh :))
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#8  
14:18, 31 maggio, 2005

Non direi, Waitress. Non posso fingere che non esista tutto il marchingegno cattolico. C'è, esiste, influenza la mia vita, anche se indirettamente e ne sono stata coinvolta mio malgrado. Vorrei solo scoinvolgermi, tutto qua. :) Soprattutto non voglio rappresentare un numero per la Chiesa, preferisco rappresentarlo per me.
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#7  
12:11, 31 maggio, 2005

Ma se ti sbattezzi significa che in fondo ci credi!
Il miglior disprezzo è la noncuranza!
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#6  
11:09, 31 maggio, 2005

Non mi sono posta troppi problemi, come non me li sono posta quando l'ho battezzato. Io non mi sono sposata in chiesa. Gli adulti hanno la forza di sostenere le idee in cui credono i bambini devono rimanere bambini, per quanto possibile: quando sarà grande deciderà se seguire la religione o no. Alla sua età (dieci anni) dirgli di non fare la comunione mi sembrava un arbitrio peggiore che lasciare che seguisse il gregge. Gli ho esposto il mio punto di vista e lui ha capito, ma non volevo imporgli le mie idee. Ora sa cos'è la comunione: magari se non gliela facevo fare decideva di farsi prete per dispetto....
utente anonimo
#5  
09:58, 31 maggio, 2005

grandioso!
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#4  
03:01, 31 maggio, 2005

Se vuoi glielo io a "prondo mamma?" quando chiama in uffico, il problema è che poi te la senti tu quando torna a casa :))
Le scelte sono le tue e solo tue, non c'è bisogno di dire niente. E poi se io mi rassegno a non averti più come testimone di nozze (è da vedere comunque!) è per rispetto di ciò in cui credi, quindi lascia stare la mamma che poi si sente male e comincia a tirare fuori l'argenteria da lucidare....
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#3  
23:12, 30 maggio, 2005

mah.. io non sono battezzato e l'unico motivo di contentezza è che "sono così come sono nato, anche se fosse con il peccato originale". Non ci tengo a battezzarmi, e spero di non essere mai costretto a farlo. Anche perchè, non essere credente non significa certo essere privo di spiritualità, che anzi può spaziare molto di più rispetto a come potrebbe farlo "ingabbiata" in una religione specifica. Facce sapè! :*******
Guido
utente anonimo
#2  
17:58, 30 maggio, 2005

Cavoli, Ani', ma si sentiva davvero così diverso dagli altri bambini? Questa giustificazione l'ho sentita spesso, ma non sono poi così d'accordo. Ecco, magari ti concedo che è complicato spiegare ad un bambino che non è necessario omologarsi agli altri per viverci bene insieme, però un bambino in età da prima comunione non è ancora abbastanza grande per poter fare una scelta consapevole in questo senso.
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#1  
17:47, 30 maggio, 2005

E' fantastico leggere il tuo post il giorno dopo la prima comunione del mio bambino. L'ha fatta perchè non voleva sentirsi diverso da tutti gli altri bambini: due anni di rottura di scatole il sabato pomeriggio per 'sto catechismo: un vero indottrinamento. E' che sono due millenni che abbiamo il papa...
utente anonimo

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