Lascia la tua opinione

Commenti
#1  
15:22, 25 novembre, 2004

a costo di diventare ingombrante, io chiedo:
1) nel punto primo derrida che dice? bisognerebbe studiare la questione (quale? l’interesse per la sedimentazione metaforica dei concetti) interrogando i vari testi nominati. e va bene. poi aggiunge: "Una nuova determinazione dell’unità dei corpus delle opere dovrebbe precedere o accompagnare l’elaborazione di queste questioni.". quali questioni?? le questioni da porre, le domande da fare ai testi. o "le questioni" nel senso dei problemi? nel primo caso, derrida non dice nulla. bisogna porre certe questioni (domande) a certi testi, ma quali questioni non si sa. nel secondo caso, derrida dice lo stesso niente, perchè parla di "questioni" (problemi) senza definirli.
2) nel secondo punto dice: "poliphilo parla di cose che sono miti, allegorie, metafore, etc. però mette l'accento sulla metafora, e questo è un partito preso simbolista." ma se ci badate non è affatto vero. è derrida che sottolinea "metafora", non poliphilo, che parla correttamente di allegorie, favole, miti. quindi il partito preso è di derrida, semmai. sempre nello stesso punto, derrida cita jakobson che sottolinea il legame tra metaforico, simbolismo e romanticismo. ma il secolo d'oro della metafora non è il seicento, il barocco? cosa c'entra il romanticismo? e cosa il simbolo, visto che la metafora non sopprime nessuno dei termini che mette in relazione? cmq, subito dopo derrida scrive qualcosa che non capisco: "Va da sé che la questione della metafora, qua­le qui la ripetiamo, lungi dall’appartenere a questa problematica e dal condividerne i presupposti, dovrebbe al contrario delimi­tarli". cioè?
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dhalgren

Scrivi un commento
Nome: utente anonimo
Blog:

Scrivi le lettere che vedi nell'immagine qui sopra.

Puoi usare i seguenti tag HTML nei commenti: <a target="_blank"><b><i><br>


*Entra o Registrati per commentare con un tuo nick :)