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Commenti
#4  
00:06, 18 novembre, 2004

"La passione conoscitiva riporta dunque Gadda dall’oggettività del mondo alla sua propria soggettività esasperata e questo per un uomo che non ama se stesso, anzi si detesta, è una spaventosa tortura, com’è abbondantemente rappresentato nel suo romanzo La cognizione del dolore. In questo libro Gadda scoppia in un’invettiva furiosa contro il pronome io, anzi contro tutti i pronomi, parassiti del pensiero: «… l’io, io!… il più lurido di tutti i pronomi!… I pronomi! Sono i pidocchi del pensiero. Quando il pensiero ha i pidocchi, si gratta come tutti quelli che hanno i pidocchi… e nelle unghie, allora… ci ritrova i pronomi: i pronomi di persona»." calvino, molteplicità.
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#3  
22:12, 17 novembre, 2004

Il problema posto da UA (utente anonimo) è ambivalente, da un lato domanda sulla divisione di poteri tra soggettivo e oggettivo (sono io che scrivo o la mia cultura agisce attraverso me?), dall'altro sembrerebbe indicare un annichilimento della scrittura (se non sono io a scrivere, perché farlo?). Una domanda-risposta: se non è un "io" a scrivere ma una cultura collettiva, perché non ci capiamo neanche una volta?
(ma: io, io, io, asino mio era una filastrocca infantile che intimava già di non darSi troppa importanza)
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#2  
19:27, 17 novembre, 2004

Ok. Ma dire 'io' sottintende una certa cosa, la cosa, il soggetto, o forse semplicemente una prima persona singolare. Ma l'effetto che ha lo scrivere 'io' sul discorso, sull'apertura del discorso, mi fa molto pensare.
Nel saggio firma evento contesto, c'è proprio il tema del 'chi firma', chi incornicia con una atto di originalità (la firma) e di ripetibilità: la mia frase è quella, anche se io muoio dopo la mia firma. Nel momento in cui firmo, mi cancello. Non so, sono questioni a cui riflettere da subito, prima di scrivere migliaia di righe sul blog, giacchè a che titolo scriviamo la 'mia' opinione, che, volgio dire, la opinione o la posizione, è la mia? Io chi?
utente anonimo
#1  
22:53, 16 novembre, 2004

Benvenuto. (Ero io che vedevo l'effetto - se 'io' basta).
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