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Commenti
#4
19:35, 10 maggio, 2008
Grazie dell'indicazione e dell'impegno, ho inserito il tuo blog ed il sito diel tuopartito tra il ink.
ALI del Nord
lele15
#3
23:59, 20 aprile, 2008
Noi siamo per l'autonomia, la responsabilità e la partecipazione.
Il mio blog non è la voce ufficiale del mio partito, ma quasi, e qualcosa di contestazione alla lega lo trovate anche da me.
Giorgio
utente anonimo
#2
10:43, 08 ottobre, 2004
SUICIDIO DELLA DEMOCRAZIA
Potrebbe sembrare paradossale, eppure la democrazia ha nel suo DNA il gene del suicidio. Anzi c’è da meravigliarsi che scienziati della politica si domandino: ”Saprà la democrazia resistere alla democrazia”? Eppoi, un tantino sfiduciati: “Ha un futuro la democrazia”?
Si rapportano i grandi problemi dell’umanità, dell’homo civis, alla dimensione del piccolo cerebrum dell’uomo. Più giganteschi si farebbero i problemi sociali, più piccolo risulterebbe il cerebro del homo sapiens a districarli. Poco importa se nel piccolo cervello dell’uomo si racchiudino 100 miliardi di neuroni, sinapsi, dendriti, cilindrassi e parafiti, capaci di partorire i più amorosi e teneri pensieri della poesia lirica, della musica, dell’arte e le idee più geniali dell’uomo che varca le Colonne d’Ercole: ma anche facilmente plagiabile da tecniche alle quali l’uomo non si è ancora assuefatto.
Configurata in questa dimensione il confronto uomocittadino, è necessariamente perdente e con lui è la democrazia che perde. Tanto per citare il pensiero di chi già ebbe l’occasione di riflettere sulla democrazia, vale ricordare Cesare Cantù che con la democrazia non ebbe larghe dimestichezze; eppure analizzava culturalmente che “La democrazia fondata sull’uguaglianza assoluta è la più assoluta tirannide”.
Oggi non so come verrebbe considerato un uomo di cultura che avesse il coraggio civile di esporre ad alta voce una simile riflessione. Ma l'esegesi non riguarda Cesare Cantù, è la teoria di una democrazia che ci verrebbe offerta come democrazia diretta quella che offre qualche difficoltà nella sua fruizione. La questione si pone su cosa sia la democrazia: potere del popolo o delega del popolo al potere? Democrazia diretta o democrazia rappresentativa? Il Parlamento è un neurone del potere democratico o una sinapsi della consorteria neuronica che fa e disfa a piacimento?
Ma giustamente si fa osservare, dagli scienziati della politica, che i fautori di una democrazia diretta non possono sostenere la loro teoria perché a ciascuno de partecipanti alle decisioni erga omnes, manca la cultura, quel minimo indispensabile d’informazione che rende l’homo sapiens in grado di saper ben scegliere per sé e per la società di cui partecipa gli accadimenti: senza patenti elargite con interessata benevolenza.
Il sistema democratico deve garantire ai cittadini il governo della società: nel miglior modo possibile, senza che il cittadino debba temere soprusi di sorta, e nella certezza di fruire di un diritto che non mortifichi né la propria soggettività né l’altrui collettività. Una società di cui ogni uomo è socio portatore di tot azioni, per quante gliene siano state assegnate al momento della nascita e per quelle che si sarà meritate con la sua acculturazione. Democrazia che non sia un monopolio gestito a piacimento, ma, quand’anche monopolio, una distribuzione di dividendi assegnati equamente fra tutti i soci, anche quelli che da infingardi preferiscono vivere da parassiti e ai margini della società.
Il problema è che alle oligarchie cooptate di quest’attuale semidemocrazia, l’ignoranza generalizzata del cittadino semidemocratico fa comodo. E’ il sistema per consentire ai furbi demagoghi il proprio benessere. Ma c’è poco da cooptare: là dove potessimo acculturare ciascun componente della società protodemocratica, sarebbe ancora una democrazia ortodossa quella che otterremmo? E se la ragione fosse in grado di far ragionare l’uomo, sarebbe più necessario un potere per governare l’uomo? Ma lasciamo stare, il discorso si farebbe intricatissimo: dovremmo diventare tutti degli “Emilio”, ed avere uno Jean-Jacques Rousseau per pedagogo.
Dopo di ciò, dobbiamo prendere atto che la mania dei radicali, di sottoporre a referendum le leggi che a loro paiono arbitrarie dei diritti del cittadino, sono minate nella loro legittimità da un populismo becero che con i suoi capoccioni a stento riesce a distinguere cosa sia meglio o cosa sia peggio per il corretto funzionamento della società dell’uomo. Uomo, soggetto di pensiero, che guarda al cielo per sua innata vocazione.
Società che deve necessariamente compendiare gli interessi collettivi e non le piacevolezze del singolo dedito a piaceri profani.
celesfe@tin.it
utente anonimo
#1
14:32, 06 ottobre, 2004
inviate e.mail di contatto.
Nuovo Movimento
paiuzza@interfree.it
http://paiuzza@interfree.it
utente anonimo
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