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Commenti
#14
15:41, 25 dicembre, 2004
buon natale! spero di leggerti, qui, presto!
nike
#13
20:59, 09 dicembre, 2004
inzio il giro degli auguri, Danielina, perchè non so se riuscirò la prossima settimana a farlo. Voglio salutare tutti gli amici di web, e fare loro un saluto e un augurio personale. Ti abbraccio Danielina e ti auguro un Buon Natale felice e gioioso, e un 2005 pieno di tutto ciò che desideri. Ipanema
Ipanema
#12
20:19, 04 novembre, 2004
Un pensiero affettuoso. harmonia
harmonia
#11
21:35, 04 ottobre, 2004
non volevo fare la lezioncina di morale spicciola. Quello che Enzo faceva non aveva nulla a che vedere con il coraggio o lo spirito di sacrificio. La sua era un'autentica passione e anche lui aveva paura e lo diceva. Ma le forti passioni fanno superare anche la peggiore delle paure, anche quella di morire. Anche aiutare gli altri non lo si sente come un sacrificio ma diventa un atto spontaneo e naturale quando lo fai perchè ci credi. Enzo G. Baldoni (così firmava i suoi articoli) o Enzo G. o Zonker (come firmava le e-mail della Zonker's Zone) amava la vita e anche lui come te, gagarin, amava la sua famiglia. Io sono convinto che si possa fare qualcosa anche qui senza bisogno di andare a migliaia di chilometri di distanza.
con l'occasione vi segnalo un blog molto bello che ho scoperto in questi giorni: http://www.ilcircolo.net/lia/
non so per quale motivo la nostra ospite non posti più articoli ma spero vivamente che ritorni presto.
utente anonimo
#10
22:51, 03 ottobre, 2004
Un abbraccio
senzanome
#9
22:28, 02 ottobre, 2004
non avevo dubbi, sul trovare un così bel post... un bacio dolcissima, Ipa
Ipanema
#8
10:04, 30 settembre, 2004
chiaramente il post è in risposta alle parole di ailadiitalia, a proposito scusa la mia ignoranza,perchè Enzo G.?
gagarin
#7
10:01, 30 settembre, 2004
Periferie sterminate, la zone est di Roma, la materializzazione di mondi Pasoliniani,campi nomadi ad accarezzare i monotoni fabbricati dell'edilizia popolare, vivere ai margini per molti, sulla linea che fa da spartiacque tra il normale e quello che crediamo normale,tra la nostra vita da blindati e òla loro in eterno peregrinare nell'indifferenza.Conosco questi mondi per averli frequentati da persona normale, da vicino di casa di una realtà di sottoproletariato o ancora più giù. E mi muovevo in questa dimensione agilmente ,essendo solo un ragazzino, con coraggio e con paura ,accettando ogni sfumatura di quel mondo, ...sono cersciuto e maturato inevitabilmente con la ferma convizione dell'uguaglianza, del rispetto,della solidarietà quando fosse possibile, ma certamente il mio coraggio si ferma ,ad un certo punto ho un limite, non sarrei mai in grado di fare in quel senso , ammetto di non avere la forza di annullare la mia esistenza in funzione di altri,la mia idea di morte è tremenda , e la mia paura è tanta. ma cerco sicuramente con le parole ed i gesti di essere esempio almeno per i miei figli, e credi non è poco , sarebbe importante e fondamentale gettare il seme della tolleranza nel nucleo familiare.Ho ammirazione per chi sacrifica la propria vita in nome dei più deboli , una fortissima ammirazione e senso di rispetto, essendo essi l'impersonificazione del vero Dio ,forse l'unico, ma non posso esimermi dal non essere sereno solo perchè ,abito in una casa normale ho una famiglia normale , una vita fin troppo normale .
gagarin
#6
21:45, 26 settembre, 2004
Ciao, Daniela! Sempre impegnatissima' Con affetto. harmonia
harmonia
#5
00:17, 16 settembre, 2004
ciao daniela!
nike
#4
17:14, 08 settembre, 2004
t
Valerio1982
#3
15:55, 08 settembre, 2004
Dany, non ti sento più, come stai? Gianna
Dafna
#2
17:37, 05 settembre, 2004
Caro gagarin,
credo che tu non abbia avuto la fortuna di conoscere Enzo G. o se l'hai avuta non hai imparato la sua lezione. In ogni caso rileggiti meglio il suo "testamento" e forse capirai che quel tuo senso di colpa non è dato dall'impossibilità di poter fare qualcosa ma dalla volontà di non volerla fare. Enzo G. ha sempre dato voce a chi non l'aveva, facendoci conoscere, almeno per chi voleva ascoltarlo, la realtà di uomini che potremmo essere noi se fossimo nati ad un'altra latitudine ma anche in un altro quartiere o in un campo nomadi alle periferie delle nostre città. Quella che per noi è la puara del diverso, per Enzo era curiosità, voglia di capire. Qui non si celebra la morte di un uomo ma la sua volontà di essere libero contro chi ci vuole tenere soggiogati con diffidenza e paura mostrandoci l'orrore come inevitabile e necessario per la nostra stessa esistenza.
Chi ha conosciuto Zonker non poteva non amarlo e oggi non può fare a meno di piangerlo.
La nostra ospite ha avuto un buon maestro e raccogliendo la sua eredità diventerà una grande giornalista (questo per rispondere al post precedente... Enzo ti tirerebbe le orecchie se ti sentisse).
AILATIDITALIA
#1
00:44, 05 settembre, 2004
non sei stanca di celebrare defunti,vittime di barbarie? sai,io si..da quando tutti quei bambini.....da tre giorni non riesco a pensare ad altro, a quei bambini, e allora mi vengono in mente tutti i bambini nel mondo , tutte le piccole vittime, per violenza , per fame(che è violenza lo stesso)......non ho voglia di essere sereno e ambisco ad esserlo ma non riesco, perchè questo strano senso di colpa? cosa fare , come riuscire a non chiudere gli occhi per poter vivere?
gagarin
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