riesci sempre a dare voce alle sensazioni in modo sublime e intenso un abbraccio
Eppure deve esistere una calligrafia delle passioni. Un segno più morbido, una coda della croma che scende di troppo, uno svolazzo di pausa, quella che vale un quarto, una pressione più forte della matita sul pentagramma, quasi un graffio, un oltraggio a quella carta spessa, lanosa, che un tempo si usava per scrivere musica.
Si deve pur trovare un barlume di esitazione, la follia di un presto con fuoco; il restringersi dell'inchiostro in quel breve spazio della pagina, come volesse comprimere il tempo, farlo stare tutto tra quelle righe esitanti e quegli spazi irregolari: cascate di note, le chiamano, gocce d'acqua, qualche volta.
C'è persino un suo Preludio, di Frédéric Chopin intendo, che ha questo nome. I nomi che vennero dati dopo: emozionali, descrittivi, qualche volta deleteri. A significar la musica come qualcosa d'altro. Grande sbandamento di chi venne dopo i romantici e volle che la natura, l'analogia entrasse tra quei segni, e li guidasse, quasi fossero i cristalli d'argento d'un dagherrotipo.
Invece non c'era, neppure quell'albero di fronte alla sua finestra nella casa di campagna di Nohant deve esser servito a cambiare quei segni incerti, e talvolta malati, stanchi, che ho di fronte a me. Certo sublimi, geniali, minati però dalla fatica, dalla sensazione di non farcela.
Altro son le gocce d'acqua, altro le pianure polacche, altro ancora i versi del poeta Mickiewicz che guidarono le Ballate. Ma di cui nessuno ricorda nulla. Si diceva che scrisse le quattro Ballate ispirato da quei versi.
Temo le nubi nottilucenti dell'anima: pennelleranno il cielo di una luminosità perenne che annullerà il buio e renderà invisibili le stelle come te. stefko