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Commenti
01:16, 28 novembre, 2009

Francesco,

-- una domanda generale: non credi che poter dare giudizi ex post sia una bella comodità per gli storici? --

Certo. Anzi, non solo per gli storici: per chiunque viene dopo. Gran parte dei politici italiani che si sbracciano per applaudire Israele avrebbero applaudito Hitler, e gran parte degli islamofobi di oggi avrebbero applaudito le leggi razziali.

-- chi viveva allora era in un'altra situazione, direi --

Certo. Proprio per questo sarebbe bene imparare, grazie agli errori di chi ci ha preceduto, che certi ragionamenti tendono a portare al disastro.

-- cosa ti aspetti di tremendo da Berlusconi per mandare in "rosso" il suo bilancio politico? --

Mmm... allora perdonami, avevo frainteso la tua frase. Di Berlusconi già stiamo discutendo altrove :-)

Z.


utente anonimo
15:43, 27 novembre, 2009

x Z  81

una domanda generale: non credi che poter dare giudizi ex post sia una bella comodità per gli storici?

che viveva allora era in un'altra situazione, direi

ciao

Francesco

PS cosa ti aspetti di tremendo da Berlusconi per mandare in "rosso" il suo bilancio politico? magari è quello che io non oso più sperare dopo anni di delusioni, magari no. sono incuriosito

utente anonimo
14:34, 27 novembre, 2009

-- credo che negli anni '30 molti considerassero i fascismi una accettabile evoluzione della politica per paesi sfigati e poco liberali quali Italia e Germania --

Un'accettabile evoluzione "tutto sommato", appunto. Persino nella stessa Germania, la stessa destra che finì per accettarlo guardava a Hitler con sospetto e diffidenza.

-- visto con gli occhi degli anni '30 (...) credo fosse forte il giudizio del "tutto sommato" --

Già. Poi, quando la stagione dei fascismi è tramontata, si è sommato davvero tutto. Ed è una somma sul cui risultato oggi più o meno tutti concordano.

-- Berlusconi è lontano anni luce dalle "anomalie" dei Mussolini e Hitler, rispetto ad un normale stato democratico --

Forse non sono bravo a spiegarmi. Ovvio che la destra italiana di oggi (ma neppure la Lega del '93!) non sia Hitler, ci mancherebbe. Neppure la sinistra italiana di oggi è Stalin, se è per questo.

Ma il ragionamento del "tutto sommato" - proprio come, dall'altra parte, quelli tipo "tanto peggio tanto meglio", "i riformisti sono come la destra anzi peggio", "vediamo se a leccare il culo la destra ci lascia un bugigattolo" - si sono riprodotti, e continuano a riprodursi paro paro.

-- più che saldo, il regime di Silvio mi pare in saldo, ahimè --

Chissà. Non ne sono molto convinto ma chissà, vedremo...

Z.

utente anonimo
00:04, 27 novembre, 2009

beh, mi trovi in un qualche disaccordo

credo che negli anni '30 molti considerassero i fascismi una accettabile evoluzione della politica per paesi sfigati e poco liberali quali Italia e Germania (le cui storie democratiche post belliche sono miracoli belli e buoni)

certo, erano una innovazione rispetto ai vecchi partiti di destra ma erano regimi nuovi per tempi nuovi

visto con gli occhi degli anni '30, quando l'alternativa viva poteva parere solo l'Unione Sovietica di Lenin e Stalin (roba mai vista in Europa, forse possiamo pensare ad Attila o a Gengis Khan, forse) e le democrazie liberali e capitalistiche parevano alquanto moribonde, credo fosse forte il giudizio del "tutto sommato"

Berlusconi è lontano anni luce dalle "anomalie" dei Mussolini e Hitler, rispetto ad un normale stato democratico

PS quale è il tuo post "originario"?

ciao

Francesco

PS èpiù che saldo, il regime di Silvio mi pare in saldo, ahimè

utente anonimo
22:40, 26 novembre, 2009

Ah,

"regime" non è usato nel senso dispregiativo di "regime sudamericano", ma nel senso di "stagione politica", "era politica" (tipo quando si dice "l'era Mitterand").

Z.

utente anonimo
22:37, 26 novembre, 2009

Francesco,

-- dopo lo scoppio della guerra, se non dopo l'evidenza della sconsiderata politica aggressiva del nazismo, dubito che Hitler fosse ancora un politico "normale per il particolare contesto tedesco", agli occhi delle cancellerie e dei popoli. --

E infatti neppure a livello interno era considerato normale, a differenza di quanto hai sostenuto qualche giorno fa. Non era considerato "normale" neppure negli ambienti nazionalisti e conservatori. Ma ciò nonostante molti lo appoggiavano ugualmente durante la sua ascesa e anche dopo, finché era al potere, perché "tutto sommato".

Esattamente come con Berlusconi, né più né meno.

Bene.

Tu mi dici che il ragionamento del "tutto sommato" era erroneo per Hitler, mentre si è rivelato corretto per Berlusconi. Io ti ho fatto notare che Hitler è caduto, e Berlusconi è ancora al potere - mi verrebbe da dire che è piuttosto ben saldo al potere, a dispetto delle teorie dei giornalisti di Repubblica. E la validità di un ragionamento "tutto sommato" si può misurare con certezza solo dopo la fine del regime cui si riferisce. Perché, banalmente, se il regime non è ancora finito, significa che ci sarà altro da sommare ;-)

Z.

PS: Per la cronaca, a me interessava (tentare di) analizzare un ragionamento ricorrente, che io ritengo sbagliato. Non mi interessa equiparare AH a SB (e neppure AH a Robespierre etc.), ma neppure criticare SB. La mia osservazione originaria si riferiva, a dire il vero, soprattutto alla Lega Nord del '93. Quindi, almeno in questo caso, voglio rassicurati: puoi toglierti tranquillamente l'elmetto ;-)
utente anonimo
13:58, 26 novembre, 2009

insomma

dopo lo scoppio della guerra, se non dopo l'evidenza della sconsiderata politica aggressiva del nazismo, dubito che Hitler fosse ancora un politico "normale per il particolare contesto tedesco", agli occhi delle cancellerie e dei popoli.

era un Messia per i simpatizzanti di ogni paese; per gli altri al massimo un utile argine al comunismo (ricordiamoci CHI era il comunismo in quegli anni)

per pochi era già evidente che fosse un efferato criminale.

di tutto questo, nella storia di Silvio B. non c'è traccia.
 
nessun giornalista è morto per averlo criticato o insultato o calunniato, i suoi avversari politici sono vivi e vegeti, spesso di nuovo suoi alleati, quelli che riescono a fregarlo lo rifanno con grande soddisfazione e nessun rischio (e penso al lodo Alfano), pure la moglie lo sta vampirizzando

e quello che ai miei occhi fa più scandalo: il suo principale nemico che ottiene il più alto risarcimento della storia d'Europa (se non del mondo) per un danno che non ha subito! un capolavoro di sfrontatezza che neppure il film leghista sul Barbarossa ...

ciao

Francesco

utente anonimo
15:36, 25 novembre, 2009

Mi spiace se non sono stato chiaro: cerco di spiegarmi meglio.

Intendo: fino al '44 ben pochi si erano ricreduti su Hitler. E credo che Berlusconi al suo '44 non ci sia ancora arrivato.

Quindi, differenze da questo punto di vista non ne vedo. Quando arriverà il '44 di Berlusconi, se ne riparlerà.

Infine, il fatto che la gente non impari dai propri errori è cosa che non mi dispiace troppo :-)
Z.

utente anonimo
13:27, 25 novembre, 2009

x Z

sai che non ho capito nulla?

ciao

Francesco


utente anonimo
01:05, 24 novembre, 2009

Francesco,

-- in effetti è impressionante come il giudizio che era erroneo per AH si sia dimostrato corretto per SB --

Non è impressionante affatto. Ad un anno dalla caduta quel giudizio era ritenuto corretto anche nei confronti di Hitler. E così è stato, magari sostituendo il termine "sinistra", per Stalin, per Mussolini, per Robespierre.

E ciò ha i suoi lati positivi. Se l'uomo medio fosse in grado di imparare dai propri errori, perderei gran parte dei privilegi di cui godo :-)

Z.

utente anonimo
22:02, 23 novembre, 2009

x Z

in effetti è impressionante come il giudizio che era erroneo per AH si sia dimostrato corretto per SB

Francesco


utente anonimo
11:05, 20 novembre, 2009

Ciao Miguel:

1) Tutti imparano dalla Sicilia, e quindi immagino cosa hai imparato.

2) Su Kolosimo/Evola, è una scoperta riportata da quel 'vecchio rimbambito' di Giorgio Galli (in Le coincidenze significative), Kolosimo da giovanissimo era collegato con il gruppo Ur di Evola, o quantomeno ne leggeva gli scritti.

3) Kurt Gossweiler: La (ir)resistibile ascesa al potere di Hitler



Jacques R. Pauwels, Il mito della guerra buona

Profit uber alles! Le corporations americane e Hitler


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23:36, 19 novembre, 2009

Oddio, credo che neppure all'epoca Hitler venisse considerato "normale".

Però veniva certamente considerato "normale" appoggiarlo "tutto sommato".

Del tipo "sì, esagera, non è specchiato, è un po' troppo esuberante in effetti. Ma tutto sommato anche gli altri! e poi la sinistra è peggio e non deve andare al governo!".

Questo è interessante, anche perché non si è verificato solo con Hitler, o solo in quel periodo... anzi anzi.

Z.

utente anonimo
21:27, 19 novembre, 2009

 oh

finalmente qualcuno scoperchia i tempi in cui Hitler era considerato un politico "normale"

qui la cosa si fa interessante

coraggio

Francesco

PS no, non lo era, nel caso qualche neo-N avesso equivocato. AH era la Bestia, anzi una Bestia.


utente anonimo
20:21, 19 novembre, 2009

Per Trotzkij n. 67

1) Non ho capito l'accostamento tra Evola e Kolosimo, avresti voglia di elaborare?

2) Dai, in Sicilia Miguel ha soprattutto imparato :-)

3) pienamente d'accordo sul nazismo, anzi se vuoi dettagliare meglio la bibliografia degli autori che citi e che (a parte Losurdo) non conosco...

Miguel Martinez

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02:17, 19 novembre, 2009

Francesco,

-- già le avventure coloniali dell'italietta liberale erano fuori tempo massimo, figurati i deliri slavofobi di Hitler

che poi lui non lo sapesse è un altro paio di maniche, mi pare --

Oh, se me la giri così siamo financo d'accordo, siamo. Ma qui è di Hitler che stiamo discutendo.

E che Hitler abbia tentato di fare in due anni ciò che gli Inglesi avevano impiegato secoli a realizzare non viene smentito dal fatto che lui non si fosse reso conto di essere fuori tempo massimo.

Anzi - il fatto che non si fosse reso conto di essere fuori tempo massimo, forse, spiega ancor meglio gli esiti terrificanti del tentativo.

Z.

utente anonimo
22:10, 18 novembre, 2009

In tutto questo bailamme manca solo Lovecraft, e il quadro sarebbe completo.
Sia Pauwels (che credo sia ancora vivo) che Blondet attingono a piene mani dalla letteratura pre-vichista e vichista (Maurras, Celine, ecc.), il tratto è inconfondibile, soprattutto qullo di Blondet.
Kolosimo sarebbe andato a scuola di Evola, che a sua volta, baronetto siculo annoiato, probabilmente ciondolava nei giri 'infernali' di Crowely, che nei primi anni '20 stava in Sicilia. (Eh la mia povera Terra! Oltre ai notori mali è stata afflitta anche dalla visita di stranieri bizarri, da Crowley a Miguel... )
Solo che Evola è diventato il 'Carlos Castaneda' di alemanno e storace e cameraden; mentre Kolosimo è approdato sui lidi del fiume Elba, ma nella sponda opposta, quella aldilà della cortina di ferro.
Hitler e il nazismo magico, hitler e il demonio, hitler, himmler e hess e la consorteria massonica inglese (e qui c'è qualche ragione). Hitler e chiunque altro, ...pur di non parlare di Hitler e di Krupp, di Hitler e delle banche, di Hitler e della IBM (o Ford, o Cocacola).
E' ovvio che ci sia tutto l'interesse a parlare, magari, delle crisi d'identità sessuale dei nazisti, pur di non far notare le amicizie rispettabili e d'alto loco, tedesche e internazionali, di cui godevano i nazi. (Cosa che comunque fanno storici come Losurdo, Gossweiler (che proviene dalla parte sbagliata della Germania riunificata) e Robert Pauwels (No, non è un parente) ).
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11:54, 16 novembre, 2009

x Z

mi spiace ma, mentre per la geografia rivendico fieramente la mia piena colpevolezza, per la storia non posso che rimandare ai miei professori

già le avventure coloniali dell'italietta liberale erano fuori tempo massimo, figurati i deliri slavofobi di Hitler

che poi lui non lo sapesse è un altro paio di maniche, mi pare

saluti

Francesco

PS complimenti per aver installato un compagno alla guida del ministero del'economia ...


utente anonimo
12:58, 15 novembre, 2009

Francesco,

-- la fine degli imperi coloniali era nell'ordine delle cose già da tempo, di certo non è che gli europei scoppiassero di voglia nel prenderne atto ma si sapeva che lì si andava a parare --

Mah, onestamente a me pare solo la tua interpretazione a babbo morto :-) E non si vede da dove evinci tutta questa consapevolezza dei governanti europei dell'epoca: mi sa che stai facendo la storia a modo tuo come la geografia di qualche settimana fa :-)

Comunque questa osservazione c'entra poco, in realtà: il punto è che Hitler, privato delle sue colonie, voleva farsene di nuove ad Est. Che sognasse una Crimea colonizzata piena di Autobahn e Volkswagen, del resto, è cosa piuttosto nota. Certo era un progetto fuori tempo e fuori luogo, non ci sono dubbi, ma non sempre Hitler brillava per ragionevolezza. Di certo non pensava che la fine del dominio coloniale europeo fosse prossima.

-- Hitler era un povero dilettante ma Miguel cerca di farne un "normale " interprete delle politiche imperialiste europee, calcando un pelino la mano --

Hitler era certamente un dilettante, per quanto di certo successo. Infatti il suo tentativo di imitare a modo suo la politica coloniale degli altri paesi europei è stato fallimentare, direi anzi disastroso. Per l'appunto: velleitario, irrealizzabile, fuori tempo, fuori luogo.

Z.

utente anonimo
17:58, 14 novembre, 2009

utente anonimo
12:20, 14 novembre, 2009

OT,

forse questo ti interessa:
http://www.ondarossa.info/newsman/art_2009_11_11_2333.html

(notare: la retata è stata fatta a fine stagione agricola)

saluti
socialista eretico

utente anonimo
23:28, 13 novembre, 2009

x Z

dissento, mio caro

1) la fine degli imperi coloniali era nell'ordine delle cose già da tempo, di certo non è che gli europei scoppiassero di voglia nel prenderne atto ma si sapeva che lì si andava a parare

2) Hitler era un povero dilettante ma Miguel cerca di farne un "normale " interprete delle politiche imperialiste europee, calcando un pelino la mano

ciao

Francesco

utente anonimo
20:04, 13 novembre, 2009

 "L' unico paese riuscito a " recuperare " (in prospettiva dogmatico-progressista)  dei millenni nel giro di decenni è stato il Giappone, da fine Ottocento ai primi decenni del Novecento. Anzi: per certi versi, si è pure "messo in anticipo" ...    XXX"

Millenni mi sembra un po' troppo...
da metà Ottocento ha recuperato un po' di tecnologia (ma neanche poi tanta, i rangakusha tenevano aggiornato il Giappone su parecchi aspetti "occidentali" anche nei secoli di chiusura) e ha cambiato forma di governo.
Gli aspetti ancestrali, pre-buddhisti della vita giapponese (quelli sì millenari) sopravvivono oggi quanto sotto i Tokugawa, non credo siano state le navi americane a farli scomparire.

Ciao!
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PinoMamet
19:26, 13 novembre, 2009

Scusate l' off topic momentaneo, ma cosa sarebbe la storia che per il 27 del mese corrente Obama rivelerà al mondo delle presunte scottanti verità sui contatti con gli alieni* ?!

Il problema in questi casi non è la quantità d' informazione, ma la qualità d' informazione ...

XXX

* In realtà, stando a certi sedicenti studiosi, le divinità precolombiane sarebbero state appunto alieni sadici e sanguinari, che se ne sarebbero andati "momentaneamente" poco prima di Cristoforo Colombo ... "ma torneranno" !  

utente anonimo
19:15, 13 novembre, 2009

L' unico paese riuscito a " recuperare " (in prospettiva dogmatico-progressista)  dei millenni nel giro di decenni è stato il Giappone, da fine Ottocento ai primi decenni del Novecento. Anzi: per certi versi, si è pure "messo in anticipo" ...

XXX
utente anonimo
17:09, 13 novembre, 2009

Francesco,

-- e quando zio Adolfo, in arte Fuehrer, salì al potere, era già chiaro che l'era degli imperi coloniali volgeva al termine --

E' chiaro a noi oggi. Allora non lo era altrettanto: gli imperi coloniali sono stati smembrati dopo la guerra e per interessi di parte, neppure troppo nascosti dietro le maschere di "libertà" e "socialismo".

Ma soprattutto non era chiaro a Hitler. Che teneva molto al suo progetto - certamente fuori tempo e fuori luogo - di "colonizzare" le terre slave.

Z.

utente anonimo
17:04, 13 novembre, 2009

Ehi Miguel

so che non ci crederai ma esistono testi sulla Grande Guerra anche in italiano!

e quando zio Adolfo, in arte Fuehrer, salì al potere, era già chiaro che l'era degli imperi coloniali volgeva al termine, e che la base del potere era di tipo industriale e tecnologico.

saluti

Francesco

utente anonimo
09:59, 13 novembre, 2009

Per #55

''produrre un mito é impossibile''

Questo è esattamente il filo conduttore del ''Mattino dei Maghi''. Lì si ripete continuamente che ''nulla v'e' di nuovo se non cio' che vi è dimenticato'', e si sprecano i rimandi alla sincronicità junghiana. E' appunto la comune radice produttrice di miti che -stando agli autori del ''Mattino'' - fa sì che certe idee ricorrano ciclicamente. Ad es.; contrariamente ai vari Kolosimo e affini, nel ''Mattino'' non si sostiene che siano davvero sbarcati extraterrestri nella preistoria. Si portano invece una serie di esempi a dimostrare che molte civiltà indipendentemente o prima o poi tirano fuori l'idea di Visitatori Nascosti. Stesso discorso per i Superiori Sconosciuti di ShangriLa e Lemuria, o per l'idea della Ricerca del Graal (bellissimo il paragone finale fra la fisica moderna e le imprese dei cavalieri di Artù). Nel ''Mattino'' si presenta l'idea che, apparendo ripetutamente e carsicamente nell'immaginario di civiltà differenti,  archetipi alla Jung condizionino quanto la realtà materiale la storia umana. C'e' dunque una continuità, secondo questo libro, fra la magia e il mito da una parte e dall'altra la tecnica e la scienza. Queta idea gli autori la chiamano ''realismo magico''. Il ''realismo magico'' del ''Mattino'' è più un concetto antroplogico che letterario alla Marquez o esoterico alla Gurdijev -anzi, si invita il lettore a tenere distinte le tre cose. E' violenta la critica all'eurocentrismo dell'antropologia del ''Ramo d'oro'' di Frazer, cui gli autori conttappongono bizarramente ..le opere di Charles Fort. Non a caso l'opera è uscita ai tempi della fortuna delle divulgazioni di Levi Strauss. La cosa è tanto più interessante perchè il''Mattino'' è il prodott a de mani fra due personaggi che più diversi non si puo': un fisico, Berger, e un ex occultista, Pauwels, ex membro dell'OAS, ex seguace di Gurdijeff.

OT Del fisico consiglio caldamente l'aureo libriccino ''Ai limiti del conosciuto'' (Oscar Mondadori), dove alla luce della fisica del tempo si passano in rassegna i vari modi che abbiamo di utilizzare la parola ''impssibile''. Tanto per dire, vi si dimostra che la solidificazione immediata del fango con additivi chimici o la reintroduzione di un dentrificio nel tubetto da cui è stato spremuto sono allo stato attuale delel conoscenze eventi ancora più inverosimili della chiaroveggenza. Secondo l'autor, un esempio di impossibilità totale è dato dal tentativo di scrivere un gialloin cui l'assassino sia il lettore. Non è invece impssibile scrivere un giallo in cui il lettore sia la vittima: ne è stato scritto uno, dal titolo 'Non giratevi'.

Ciao!

Andrea Di Vita

utente anonimo
17:09, 12 novembre, 2009

....produrre un mito é impossibile, si puo produrre soltanto un falso-mito  qualcosa che chiamiamo impropriamente mito, ma mito non é. I miti esistono già prima di essere creati,( il nazismo non ha niente di mitico metastorico o trascendentale).... fra i due mari c'é una linea,un filo invisibile che impedisce la mescolanza..   .Tâ-Sîn-Hâ---Min-'Ayn-Sîn-Qaf   "ha fatto confluire i due mari perché si incontrino. Fra loro vi é un istmo in maniera che le loro acque non si uniscano" (Cor 55:19-20)        ciao,jam

utente anonimo
14:56, 12 novembre, 2009

Non sò precisamente perchè ho scelto te per parlare a chi ha orecchie per ascoltare -  LA PROFEZIA-
La profezia è stata rivelata alla famiglia  benedetta e sono stati compiuti gli offici secondo le Scritture,la Profezia è stata portata a termine secondo la purezza della Grazia.

L'Angelo ha parlato
"e' nato il bambino che mostrerà l'iniquità di Israele"


Amen


utente anonimo
14:25, 12 novembre, 2009

Per Francesco n. 50

ehm, capisco che sei monoglotta e a digiuno di storia transalpina, comunque in mezzo la Germania aveva anche perso una piccola guerra, e tra i grandi problemi posti dalla perdita di quella guerra, c'era l'assenza di un sistema di colonie.

Miguel Martinez



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14:23, 12 novembre, 2009

Per Andrea n. 44

Vedo che siamo sostanzialmente d'accordo. D'altronde, io Pauwels e Bergier li ho letti quando avevo quindici anni, quindi circa novantadue anni fa.

Miguel Martinez

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14:02, 12 novembre, 2009

x Andrea

ma che albero e albero!

io adoro il dialetto ligure, altro che storie!

ciao

Francesco mezzo genovese

utente anonimo
13:58, 12 novembre, 2009

>> il nazismo è stato il tentativo di fare in dodici anni, quello che l'Inghilterra aveva fatto in quattrocento anni, e gli Stati Uniti in centocinquanta. Cioè uno stato imperialista occidentale alla pari degli altri

ehm, capisco che sei oltreoceanico ma mi pare che tu dimentichi un paio di tizi, ad esempio Bismark e Guglielmo qualcosa .... hanno iniziato prima i tedeschi, e con un qualche successo

ciao

Francesco

utente anonimo
13:42, 12 novembre, 2009

Per ADV, n. 47: inalberarsi a partire da una radice mi sembra del tutto naturale :-).
Saluti da Marcello Teofilatto

utente anonimo
12:11, 12 novembre, 2009

#46
Sì, direi che su questo siamo pienamente d'accordo. 
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Peucezio
11:43, 12 novembre, 2009

Per Francesco #38

''poggiolo è lingua ligure!''

Embe'? Io sono genovese! Per una volta che rivendico io una radice, sia pure linguistica, e piccola piccola, ti inalberi? :-))


Ciao!

Andrea Di Vita

utente anonimo
11:41, 12 novembre, 2009

Per Peucezio #42

'' pensa che se lo siano fatti da soli''

No, Blondet pensa che ci marcino alla grande (e in questo concordo con lui). Mi scuso se mi sono spiegato male.

Ciao!

Andrea Di Vita

utente anonimo
11:40, 12 novembre, 2009

Aggiungo:

In altre parole, Martinez, Pauwels, Bergier e Orwell mostrano vari esempi di come la produzione di un mito e la corrispondente invenzione di una tradizione siano anche uno strumento di potere. Chi  controlla il passato controlla il futuro. Come diceva Foscolo di Machiavelli, essi mostrano 'di che lagrime grondi e di che sangue lo scettro...'

Ciao!

Andrea Di Vita

utente anonimo
11:34, 12 novembre, 2009

per Martinez #39

Non credo ci sia una reale contraddizione, in realtà, fra cio' che dici tu (e con cui in sostanza concordo, specie quando parli degli imperialismi tedesco, inglese e americano) e quello che dicono Pauwels e Bergier. Questi autori non riducono certamente tutto il nazismo al'esoterismo. Ma sottolineano l'esistenza di una corrente esoterica nel nazismo, i cui ultimi esponenti furono Himmler ed Hesse ma le cui radici risalgono alla Thule Gesellschaft. Essi sottolineano anzi la varietà e la contraddittorietà di tali influssi; con una frase sugestiva, scrivono che ''nel buio c'e' spazio per più di una scintilla''. In modo assai più articolato, una tesi simile viene adombrata anche ne ''Le origini culturali del Terzo Reich'' di George L. Mosse, specialmente quando vi si tratta dei culti paganeggianti al Sole (culti curiosamente denunciati in Inghilterra anche da una delle avventure del Padre Brown di G.K. Chesterton). Quanto a Galli, anch'io ritengo che i suoi scivoloni sulla parapsicologia contenuti in ''Hiter e il nazismo magico'' non gli facciano onore, ma certo sembra portare nuova acqua al mulino de ''Il Mattino dei Maghi''.

Addirittura, io trovo una somiglianza di fondo fra il tuo lavoro sul blog e sul tuo sito kelebek e il lavoro degli autori del ''Mattino dei Maghi''. Tutti e due sottolineate infatti, esempi alla mano, come nel mondo reale la storia sia influenzata dall'immaginario in modi sorprendentie inaspettati, che risorgono carsicamente a volte in modo insospettato. Tu hai lavorato sulla ''relgione americana'' il ''cristianosionismo'' e il ruolo da essi giocato nella politica statunitense ed italiana. Pauwels e Bergier mi hanno reso difficile pensare che il superomismo spicciolo e il razzismo di massa che hanno contribuito ad alimentare i fascismi europei non si siano avvantaggiati, nei ceti colti, delle opere maldigerite di Gurdijeff e della Blavatsky - in Italia un personaggio come Evola sembra uscito pari pari dalle pagine del ''Mattino''. Non è importante che Hitler credesse sinceramente nel Graal come appare nei film di Indiana Jones. E' importante che Hitler si facesse ritrarre nell'armatura di un cavaliere medievale. Non è importante che Himmler sognasse di essere la reincarnazione di Enrico Hohenstaufen. E' importante che Hitler giustificasse le ambizioni imperiali della Germania col mito di Parsifal che libera Amfortas dal veleno della lancia del'ambiguo Klingsor. Non sono importanti le fesserie di Horbiger. E' importante che Hesse cercasse sponda nei colleghi esoteristi dell'aristocrazia britannica. Non è importante -aggiungo io- che Fulcanelli trasmettesse ai suoi pochi discepoli delle generazioni future il segreto della pietra filosofale in un codice di pietra nei gargoyles di Notre Dame. E' importante che cinquecento anni dopo Flieschmann e Pons dicessero le stesse cose (se le avessero nascoste anche loro in un velo di segreto, saremmo ancora qui ad almanaccare se avevano ragione oppure no). Non è importante che il Signore degli Anelli sia stato letto in chiave antisovietica (Mordor sta ad Est della Terra di Mezzo, il Vardar ad Ovest). E' importante che la battaglia di Radzymin del 1920 sula Vistola venga letta adesso in Polonia come  una nuova Lepanto. Non è importante che le identità e le radici cristiane esistano. E' impotante che la gente ci creda.

In altre parole, tu, Martinez, Pauwels e Bergier dimostrate insieme come non sia importante solo la storia degli uomini, ma anche la storia dei miti degli uomini.

Ciao!

Andrea Di Vita

utente anonimo
02:49, 12 novembre, 2009

MIguel #39
sono completamente d'accordo.
Ciò che di metastorico e in un certo senso di trascendente si è espresso nel nazionalsocialismo, non è certo legato a tutta la fuffa germanizzante, la Thule e tutto il resto delle sciocchezze care a Himmler e agli altri, ma al fatto di aver condotto una battaglia epocale e di averla persa (il che dà ancora di più il senso dell'eroe che solo al di là del mondo materiale, nel regno dello spirito, può trovare il suo trionfo).
Miguel Serrano, che è morto poco tempo fa, sviluppa tutta una sua personale interpretazione del nazismo esoterico, suggestiva e grandiosa, in cui recepisce molti temi che abbiamo qui accennato, rielaborandoli in modo inedito, aggiungendoci i popoli precolombiani, i ghiacci del Polo Sud ecc.. Ma si tratta pur sempre di interpretazioni a posteriori, senza nessuna pretesa di storicità: gli si può credere come si crede a un profeta o un mistico (o a un pazzo scatenato!).
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02:40, 12 novembre, 2009

Di Vita #37 

Ma guarda che Blondet non dice niente di tutto questo, sarebbe pazzo da legare! Non so che posizione abbia di preciso sull'Olocausto, se accetti la versione ufficiale, se sia revisionista o che, ma sicuramente non pensa che se lo siano fatti da soli.
Parlavo di altra pubblicistica (Blondet non è nemmeno un tradizionalista, a differenza di De Fina, che credo frequenti i lefebvriani), che si occupa prevalentemente di massoneria e che schematizza al punto da arrivare a simili deliri.
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21:40, 11 novembre, 2009

Riaggiungo...

il mio discorso vale per un enorme fenomeno politico e storico, che è stato il nazismo.

Non vale per il neonazismo, curioso microfenomeno di costume, esente da ogni rapporto necessitante con la storia reale. In assenza di qualunque realtà, nel mondo delle minoranze sognanti, l'esoterismo trova terreno fertile.

Miguel Martinez



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21:31, 11 novembre, 2009

Aggiungo: Giorgio Galli è un caso clamoroso di ricercatore mediamente intelligente, diventato completamente scemo da un giorno all'altro.

Miguel Martinez


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21:28, 11 novembre, 2009

Per Andrea Di Vita

Sul tema del nazismo esoterico, sono di avviso decisamente opposto a Pauwels e Bergier.

Esisteva sicuramente un'ampia micropubblicistica insieme esoterica  in Germania negli anni Venti, come esiste ovunque ci siano ragionieri che risparmiano sul cibo per autopubblicare rivistine.

Il nazismo, movimento estremamente pragmatico, ha sfruttato questi ambienti in modo non molto diverso da come la Lega ha sfruttato alcuni simpatici cultori di miti celtici: il tempo di copiare un rito o un simbolo, poi via che qui bisogna cacciare i comunisti, trattare con un industriale, convincere una vecchia volpe politica.

Tranne Himmler, nessun simpatizzante esoterico ha svolto un ruolo importante nel nazismo. Leggete gli scritti di Nicholas Goodrick-Clarke, il massimo studioso accademico in materia, che più o meno conferma la mia tesi.

Hitler a volte diceva qualche piacevole vaghezza sullo spirito, a volte faceva qualche concessione alla retorica cristiana, ma quasi chiunque l'abbia conosciuto riporta l'immagine della persona ossessionato dalla politica in senso concreto, estremamente opportunista e flessibile, contrario a ogni forma di metafisica, che fosse esoterica o cattolica.

Ho detto quasi perché esiste un'eccezione: il discorso appunto di Rauschning. Ora, è difficile dimostrare che Hitler non abbia detto in privato queste cose a Rauschning; ma a parte che  è del tutto alieno a qualunque altra cosa abbia mai detto, è almeno sicuramente falso quanto sosteneva Rauschning, cioè di aver incontrato Hitler "più di cento volte".

Insomma, è con ogni probabilità la creazione di un giornalista americano amico di Hitler. Un giornalista che presumo conoscesse i linguaggi esoterici molto meglio di Hitler.

Ho detto, tranne Himmler, e non è un'eccezione da poco: nell'ambito di Himmler (e non del nazismo in generale) ci sono state spedizioni alla ricerca del Graal, bizzarre cerimonie iniziatiche e così via. Meno che nei film, comunque...

Il mito del nazismo esoterico fa comodo a tutti: ai cattolici, che possono presentare il nazismo come la forme suprema del Grande Complotto Gnostico; agli appassionati del cinema e di Indiana Jones; e a tutti coloro che vogliono sfuggire al fatto fondamentale.

Cioè che il nazismo è stato il tentativo di fare in dodici anni, quello che l'Inghilterra aveva fatto in quattrocento anni, e gli Stati Uniti in centocinquanta. Cioè uno stato imperialista occidentale alla pari degli altri.

I marxisti ortodossi hanno scritto cose di un'enorme ottusità sul nazismo; ma il più infimo dei loro scritti è comunque molto al di sopra delle demenze sul "nazismo esoterico".

Miguel Martinez

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21:06, 11 novembre, 2009

Più che altro non capisco il sentimentalismo per cui i Cospiratori Giudei avrebbero brigato tanto per avere uno staterello ebraico in Palestina, quando sono abbastanza cinici da sterminare 6 milioni di poveracci (+altri 6 tanto per gradire tra i non ebrei) e potenti da farlo fare ad altri senza essere scoperti.

A quel tipo di gente sai cosa gliene frega del ritorno a Sion?

Fuori come un balcone, che poggiolo è lingua ligure!

Francesco
utente anonimo
19:30, 11 novembre, 2009

Per Pucezio #36

Non lo metto in dubbio (anche perchè il sito di Blondet lo guardavo anch'io). Ma è del tutto 'fuori come un poggiolo', come dicono dalle mie parti. Va bene che 'chi no chianze no tetta', ma farsi massacrare sei milioni di correligionari solo per lucrarci sopra è un po' troppo da credersi anche per uno smaliziato ammiratore antisionista di Orwell quale umilmente di ritengo :-)

Ciao!

Andrea Di Vita



utente anonimo
18:27, 11 novembre, 2009

#33
Quello che dici sull'Olocausto mi fa venire in mente una cosa. E cioè che l'Olocausto (o Shoa) è stato effettivamente una sorta di sacrificio umano. Ma non per il Terzo Reich. Per gli ebrei! Tantevvero che lo chiamano appunto Olocausto o Shoa e hanno fondato su di esso quella che alcuni giustamente chiamano l'unica religione obbligatoria del mondo contemporaneo.
Tra l'altro una certa pubblicistica cattolica tradizionalista sostiene che l'Olocausto sarebbe stato organizzato da una minoranza di ebrei potenti, a scapito degli altri e il Terzo Reich altro non sarebbe stato che un'organizzazione gnostico-cabbalistica gestita occultamente da tali ebrei. E lo scopo sarebbe stato quello di garantirsi una sorta di legittimazione morale assoluta per poter fondare Israele e mettere a tacere chiunque contesti il loro potere e i loro atti, cosa che peraltro è avvenuta, anche se il resto della teoria ovviamente è follia pura.
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18:19, 11 novembre, 2009

Esatto! 
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15:08, 11 novembre, 2009

Per Peucezio #32

''Dùdece so lle mise,
trìdece so lle lune,
ma la nettàta cchiù llonghe
iè acquànne te culche desciùne.''

Dodici sono i mesi
tredici sono le lune
ma la nottata più lunga
è quando ti corichi digiuno


Giusto?

Ciao!


Andrea Di VIta

utente anonimo

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