”Una domanda... secondo te, perché il PRI non ha soppresso militarmente il movimento zapatista? Voglio dire, se in Veneto cacciassero da un giorno all'altro lo Stato italiano e i poliziotti, non credo che lo Stato italiano si limiterebbe a qualche piccola distruzione, a interminabili negoziati e poco altro. E' sempre rimasto un mistero per me". Provo a risponderti senza che ti puzzi di complotto perché so che non ti piacciono :)
Per conoscere le origini dell'EZLN penso che bisogna risalire alla sua formazione iniziale.
In realtá L'EZLN é una "costola dissidente ma nenache troppo" di ARIC. ARIC e ARIC independiente (la stesso organizzazione con 2 nomi differenti dipendendo dalle circostanze) sono due organizzazioni politiche, militari e sociali maggioritarie nelle "cañadas" (dove si trova la Realidad e la base del EZLN). Diciamo due correnti dentro dello stesso PRI chiapaneco. Sono quelli che normalmente vengono definiti dagli zapaturisti “paramilitari”: i cattivoni.
Il PRI non é un partito moderno tipo europeo (che temporaneamente occupa le strutture dello stato per poi lasciarle a una nuova lobby fino a nuove elezioni). Il PRI e' un partito stato, o meglio, é lo Stato mesiccano "tradizionale" che fino al 2000 aveva il monopolio totale del potere.
Un partito unico dove convivono posizioni che vanno dall'estrema destra bianca razzista (tipo i "coletos" del chiapas che vantano le sue origini europee), fino a gruppi di estrema "sinistra" nazionalista (tipo EPR ex PROCUP) o indigenista tipo ARIC o 'EZLN. Del resto il nome lo dice tutto: “PARTITO RIVOLUZIONARIO ISTITUZIONALE”.
Se avessi accesso a vecchi numeri del "PROCESO" (rivista vicina, per non dire del, PROCUP) per esempio, potresti trovare come la prima grande "convention" degli zapatisti, dopo lo show di fine millennio con l’occupazione pacifica e concordata di San Cristóbal, fosse stata in parte finanziata dal PRI stesso.
Esiste per esempio una fattura, registrata regolarmente nel budget priista, dove i tendoni e parte delle infrastrutture (sedie, ecc.) risultano essere stati pagati dal PRI, se mi ricordo bene, di Tabasco (allora sotto il controllo di Madrazo, candidato alla presidenza). L’EZLN, nell’immaginario italiano, é una sorta di brigada rossa buona, che agisce nel sociale e fa un uso solo simbolico e defensivo della violenza, ma questo mito, creato dal e peri l villaggio globale, non ha niente a che vedere con la realtá.
L’EZLN non é un movimento sovversivo, né antagonista. E’ una corrente-organizzazione del PRI che administra una parte abbandonata per decenni e irrelevante del territorio nazionale in concorrenza con altre organizzazioni in tutto e per tutto quasi identiche. Qualunque organizzazione politica mexicana nel campo é un organizzazione anche armata.
Non ha scacciato poliziotti perché li poliziotti non ci sono mai stati, né servono.
Il controllo si esercita in un’altra forma: appunto, attraverso la base.
La ribellione zapatista é un’altro mito
Alcuni esempi:
Per entrare “nei territori liberati” dagli zapatisti in auto bisognava chiedere permesso e alcuni dicono persino pagare “el impuesto de guerra”. Erano esenti del dazio i camiones della Cocacola, ONG’s., fondazioni varie e i mezzí dell’INI CVI (di cui ho parlato prima) e su cui viaggiavo tranquillamente bypassando sia i retens zapatisti che quelli dell’esercito.
L’autogestione zapatista si limita alla giustizia interna, come in qualunque altra comunitá, alla proibizione dell’alcohol come in tutte le comunitá evangeliche (maggioritarie in Chiapas) e all’amministrazione dell’ economia di sussistenza (la milpa y el frijolito) come in qualunque altra aldea indigena.
La sola differenza tra L’EZLN e un migliaio di altre organizzazioni contadine coordinate dal PRI, sparse in tutto il territorio, sta nel marketing.
Mentre ti scrivo Marcos stará tomando cafecitos en Polanco (barrio esclusivo del DF) sempre con il suo passamontagna, come Super Barrio (l’eroe de la lucha libre mexicana) rilasciando autografi e nuovi noiosissimi libricini semipornografici.
Fatevi sotto bambini… Il consumatore di peyote
Giuro che non ho mai ingerito uno sciamano italiano; il sapore probabilmente deve essere altrettanto disgustoso, ma dubito che gli effetti siano cosí sorprendenti... :) E' vero che il mio interesse rispetto all'articolo é centrato nel peyote (mon amour), ma ció che volevo far notare é che (purtroppo) non esiste questa contraddizione cosí marcata tra la wichol sul burrito e la shamana italiana. L'indigenismo messicano é in gran parte una "forzatura", prima nazionale e poi internazionale. Per decenni il PRI ha fomentato e ricreato un'identitá indigena ormai in gran parte corrotta o completamente dimenticata. L'INI (instituto nacional indigena o indigenista a secondo delle correnti interne) era un "negociazo" politico ed economico, in parte smantellato dall'avvento del PAN (fascismo tecnocratico). Ma il PAN ha i giorni contati ed il PRI tornerá al potere alle prossime elezioni. La "base indigena" era ed é ancora lo zoccolo duro del PRI nelle province. I CVI, Centri di Video indigena dell'INI, presenti in tutto il territorio nazionale, erano arrivati a produrre persino telenovele per televisa. Ricordo come si filmavano le "indigene con il burrito" e la tortilla fatta sul comal, evitando rigorosamente di inquadrare lo schermo digitale gigante del campo di basket made in USA o la nuova "villetta", mai terminata, con la facciata in vetro polarizzato allo stile miami beach (senza connessione d'acqua che si continuava a prendere dal rio o dal pozo). La "base indigena" é una comunitá variegata e conflittiva che oltre a zapoteco, nauatl, tzozil o tzental, parla inglese e chicano. L'emigrazione massiva di tutti gli uomini-forza-lavoro al Norte ha fatto a pezzi la cultura indigena, molto prima e molto meglio che il successivo arrivo della shamana italiana. Ha rotto l'isolamento che preservava (nella miseria) una cultura giá deformata dalla dominazione spagnola ma ancora completamente distinguibile da quella dei güeros y mestizos. ------------ "Che si liberano da peyotofili appena tornano a casa, ma non dagli aspiranti sciamani, che ovviamente stanno dove stanno gli Huichol". la questione é che la gran parte di essi, e sicuramente "la dirigencia" non si vuole assolutamente liberare della aspirante sciamana. Anzi, tutto il contrario. Miguel, anch'io credevo che esistessero ancora i "buoni selvaggi", che non fosse solo un problema di tempo, ma di spazio, ed ho passato anni vagando in quest' illusione e ricerca (sicuramente gli anni piú interessanti della mia vita e non me ne pento affatto) ma, purtroppo, come cantava Ferretti preconversione: "Il passato é afflosciato, il presente é un mercato: fatevi sotto bambini, occhio agli spacciatori, occhio agli zuccherini" ---------------- PS: Rispetto alle percentuali di italiani in messico. - il 90%: Del messico conosce solo Cancun (Fox beach), al massimo é stato a Tolum. "Aoh! Noi ci abbiamo il colosseo e la torre di pisa e 'sti mexicani solo 'ste quattro pietre... poveretti..me fan pena, me fan." (ho avuto anche il piacere di viaggiare "ilegal last minut" su un charter di ritorno a roma per 100USD); ignora sia l'esistenza del peyote che confonde con il coyote ("anvedi...te sei mangiato pure un peyote, che schifo!...é come mangiarsi un cane!); sia la cultura "uiciol" (i messicani son tutti dei grassoni che dormono con er sombrero) e pensa che la mezcalina si trova nel verme nella bottiglia del mezcal che ha comprato al diutisciop per fare uno scherzo al collega dell'ufficio quando torna alla Civiltá; - il 5% vaga per il paese come mochilero per spender poco, e/o drogarse, e/o sbronzarsi, e/o fare foto, e/o artesangar, e/o andare a putas. In México come in India o in Tailandia.