Cresce il viso muto e ogni perfezione della pietra ti vince sovrastando la piccola messe di croci quando – sfiori e derivi – in salto e sconnessione esplori dilavate schegge zone d’ombra o tiepidi ossari riascoltando la prima voce che passò volando dove luce a maree s’apre e corone. Cose s’acquietan di dolcezza prive in questo accadere fragile e forte se abiti poi come un’alta promessa che covi i grani bui della sua morte quell’incendio che ti costringe a vivere alla cima svettante di te stessa.
(R.R.P)