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Commenti
18:24, 27 ottobre, 2009

E' una crisi genarale, gravissima, cui di certo non può far fronte, da solo, l'insegnamento della religione. Anche perchè, spesso, gli stessi insegnanti (non solo di religione) sono coinvolti nella crisi. Proverò a parlarne in un post.
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03:58, 27 ottobre, 2009

 Caro Gianluca,
vuoi dire che tanti anni di insegnamento della religione cattolica non sono rusciti a rafforzare la razionalita' (allora qualcosa deve essere cambiato in questo insegnamento)? Oppure non sarebbe meglio insegnare la storia delle religioni che appunto ricerca un'obbiettiva capacita' di giudizio?
Giovanni Bazzana
utente anonimo
21:50, 26 ottobre, 2009

Ciao Luna. Un salutone. Non sapevo che insegnassi religione. Ho scritto ultimamente una specie di libro che potrebbe interessarti.
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21:46, 26 ottobre, 2009

I giovani bevono le panzane di Dan Brown in tema di religione, esattamente come le berrebbero se quelle panzane riguardassero la letteratura. Oggi la gente beve tutto perchè (anche se magari la cultura ce l'ha) va dietro alle emozioni e perde la capacità di ragionare e di criticare in modo sano e intelligente quello che gli viene propinato. Il problema non è insegnare la storia delle religioni, ma ricostruire nella gente un minimo di capacità di giudizio. La cosa è dunque molto più grave di quel che sembra.


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18:37, 26 ottobre, 2009

 Cara Luna,
mi spiace: voglio chiarire che non voglio assolutamente offendere nessuno e che sono sicuro che tu e tuoi colleghi facciate il massimo nel vostro lavoro quotidiano, ma io ho scritto "corso di qualita'" e mi chiedo come sia possibile avere qualcosa del genere in un paese in cui la teologia o, per esempio, le scienze bibliche sono quelle che tutti sappiamo.
La cartina di tornasole: come mai in un paese in cui la "stragrande maggioranza" sceglie l'ora di educazione cattolica mancano le conoscenze base? Come mai in questo paese i lettori si sono bevuti a centinaia di migliaia le panzane del "Codice Da vinci"?
Giovanni Bazzana
utente anonimo
16:39, 26 ottobre, 2009

Buonasera a tutti!
Latito, ma ci sono sempre...stavolta però mi sento chiamata in causa, in quanto insegnante di religione(perdonami Gianluca se mi permetto di insistere un attimino)
Vorrei solo rispondere a Giovanni che non è affatto vero che gli insegnanti di religione non devono e non possono(eh??)accedere a corsi di teologia....come per qualunque altra materia, i corsi di aggiornamento(didattici E teologici)sono obbligatori, e nel nostro caso devono essere almeno 2 all'anno, pena la revoca dell'idoneità.
Tutto qui, giusto per chiarire, altrimenti sembra davvero la materia del niente o il catechismo. Che poi qualcuno pensi lo stesso che lo sia, o che ci siano pessimi insegnanti, è un altro discorso, su cui resto completamente d'accordo con Gianluca (e neanche io so cosa faccia ridere nella definizione "docente":):))

Saluti a tutti e buon lavoro!

Luna da Varese
utente anonimo
#9  
09:19, 25 ottobre, 2009

vedrai che consensi quando proponessero l'ora di massoneria......................

SILVER
utente anonimo
#8  
20:51, 24 ottobre, 2009

Bazzana, ogni insegnamento, di qualsiasi materia, dipende anche dal "cuore" del docente. Mi spiace, ma è così. Lo sa chi nella scuola ci vive tutti i giorni.
Comunque, il post era sull'ora di Islam e su chi l'ha proposta. Il fatto che ci si sposti a mettere in discussione l'ora di religione cattolica (scelta, lo ripeto, dalla stragrande maggioranza degli studenti italiani, e questo è un dato che non si può ignorare se si vuole essere realisti) dimostra che il problema non è l'ora d'Islam. Come, appunto, volevasi dimostrare.
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#7  
07:45, 24 ottobre, 2009

chi dice che Dio non esiste vive nel mondo dei sogni, tutto ciò che esiste è una catena di cause ed effetti, puerile è quindi credere che l'universo esista senza avere alcuna causa.

utente anonimo
#6  
03:56, 24 ottobre, 2009

 Mi permetto di osservare che se la qualita' dell'ora di religione cattolica dipende dal "cuore" del docente non c'e' molto da sperare per quanto riguarda questo insegnamento. In effetti, abbiamo avuto tutti modo di provare che, nel migliore dei casi, il tutto si risolve in un'ora di catechismo fatto bene. E non potrebbe essere diversamente dal momento che gli insegnanti non devono e non hanno modo di accedere a nessun corso di formazione di qualita' teologica o culturale in genere.
Mi pare provato che un'ora di storia delle religioni interesserebbe a moltissimi e che ce ne sarebbe anche il bisogno: il successo di libri come "Il codice Da Vinci" dimostra a chiare lettere tanto il desiderio di conoscenza quanto l'ignoranza abissale che regna sovrana in Italia.
Giovanni Bazzana
utente anonimo
#5  
21:41, 23 ottobre, 2009

Non sarei così negativo nei confronti dell'attuale ora di religione. Conosco dei colleghi che la fanno malissimo e dei colleghi che invece la fanno molto bene e fanno bene anche ai ragazzi. Io stesso ho insegnato religione: non credo di aver fatto male. Comunque, dipende sempre dalla preparazione, dalla capacità e dal "cuore" del docente. Ma questo vale per tutte le altre discipline.
Un'ora di storia delle religioni non interessa a nessuno. Tra l'altro, di religione si parla anche nei programmi di storia, quindi un'infarinatura storica sul fenomeno religioso i ragazzi ce l'hanno già. Senza contare tutte quelle altre discipline (dalla letteratura alla storia dell'arte alla filosofia) che per forza di cose devono fare i conti con la religione.
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#4  
23:35, 22 ottobre, 2009

Gianluca, so bene che l'ora di storia delle religioni non interessa ai cattolici o agli islamici. Il problema è proprio questo. Al di là del fatto che ci sarebbero problemi ben più gravi per questo paese in questo momento storico, se una riforma deve essere, credo si debba guardare ad una materia obbligatoria di culture e religioni del mondo, equilibrata in base alla percentuale delle fedi non cattoliche presenti sul nostro territorio. In questo modo, gli islamici conoscono il cristianesimo e i cattolici l'islam. L'ora di religione come è fatta ora non ha senso. In primo luogo non è catechismo ma non è neanche storia. Allora cos'è? Per me è una perdita di tempo, fatta così. Allora, invece di vedere classi che si dimezzano nel momento dell'ora di religione cattolica, perché i giovani islamici non vi partecipano, significa creare in quel momento un muro. Rendiamo obbligatorio lo studio comparato di religioni e culture e vedremo che l'integrazione e soprattutto il rispetto possono esistere da parte di tutti, partendo proprio dalla scuola.

Paolo Ribichini

utente anonimo
#3  
22:00, 22 ottobre, 2009

Ma poi non capisco come mai la definizione assolutamente burocratica di "docente di liceo" debba scandalizzare o provocare riso e/o dileggio. Siccome è la seconda volta che capita, comincio seriamente a preoccuparmi...
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#2  
14:28, 22 ottobre, 2009

Difficilmente qualcosa che riguarda la religione cattolica è "liberamente scelto", di per sè il cattolicesimo subdolamente impone la sua visione a tutti, anche a un giornalista "docente di liceo" (scusa ma leggendolo mi è venuta in mente una scena di Compagni di scuola di Verdone) con minacce di chissà quali conseguenze per l'anima.
Ora, visto che dio non esiste e che quindi l'ora spesa per imparare la parola del signorino è assolutamente buttata nel cesso, sarebbe effettivamente più utile l'insegnamento della storia delle religioni, in modo da rendersi conto che non ce n'è una che abbia un minimo di validità nel mondo reale.
Dico mondo reale perchè in quello dei sogni tutto è possibile...ma ahimè non ci è dato di vivere nei sogni.
Cordialmente

Un vero pezzo di civil conversazione, a partire dal nick scelto...meritava di essere riproposto per intero

Tornando al merito. Concordo con la lettura di Gianluca: si tratta di una proposta pretestuosa, destituita di vero spirito di tolleranza e di relae efficacia pratica. Una boutade in una parola, che ha solo lo scopo di ergere l'ex componente An del Pdl a paladina del pensiero laico. Una questione, come ricorderà il Direttore (...Gianluca insomma) della quale ci eravamo ripromessi di parlare. Forse qualche effetto positivo la proposta di Urso potra averla dunque...
 
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#1  
13:53, 22 ottobre, 2009

Difficilmente qualcosa che riguarda la religione cattolica è "liberamente scelto", di per sè il cattolicesimo subdolamente impone la sua visione a tutti, anche a un giornalista "docente di liceo" (scusa ma leggendolo mi è venuta in mente una scena di Compagni di scuola di Verdone) con minacce di chissà quali conseguenze per l'anima.
Ora, visto che dio non esiste e che quindi l'ora spesa per imparare la parola del signorino è assolutamente buttata nel cesso, sarebbe effettivamente più utile l'insegnamento della storia delle religioni, in modo da rendersi conto che non ce n'è una che abbia un minimo di validità nel mondo reale.
Dico mondo reale perchè in quello dei sogni tutto è possibile...ma ahimè non ci è dato di vivere nei sogni.
Cordialmente
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