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Commenti
#5  
06:00, 10 novembre, 2009

Non so nemmeno come sono capitato nel tuo blog ma non so perchè mi ha incuriosito molto :)

Io credo che sostanzialmente sia sempre la gente a rovinare degli strumenti che magari potrebbero avere delle potenzialità più interessati. 
Personalmente non sono contro facebook ma contro le persone che lo popolano, potrebbe essere usato in maniera diversa: condividere informazioni su diversi argomenti, scambiare opinioni su molti temi o semplicemente per sfogarsi, ma purtroppo viene usato solamente per scambiarsi minchiate.

Per quanto riguarda la questione del descrivere i propri sentimenti con una frase, noto sempre di più che le persone stanno diventando un insieme di frasi fatte ma non solo per quanto riguarda i sentimenti ma per tutto ciò che li circonda.

Alessandro.
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#4  
00:42, 26 ottobre, 2009

Vediamo se in un commento solo riesco a toccare tutti i punti del post...
Anche io mi sento a disagio nel vedere FB trasformato in una vetrina di sdolcinature assortite, con l'aggravante del fatto che grazie allo strumento "condividi" tutti possono dire le stesse esatte cose. Questo sia perché, come detto, si banalizzano e uniformano troppo i sentimenti (che così sembrano quasi fatti in serie), sia perché, non essendomi mai fidanzato (per caso, per sfiga e per scelta in parti uguali), resto sempre male quando leggo tutte le varie dichiarazioni d'amore eterno e così via, tanto che ultimamente mi verrebbe voglia di augurare un malanno a tutti -secondo punto, chi gode dei dolori altrui- mi spiace di essere pian piano diventato così, ma anche l'invidia è umana. Invidia anche per chi riesce a vivere davvero intensamente, senza doverlo fare per interposta persona ricorrendo ai mezzi di cui sopra, mentre io già mi vedo in un futuro anche abbastanza prossimo ad accontentarmi di queste piccole cose mentre faccio il mio bel lavoro di scrivania, uscire per andare in palestra, poi tornare a casa a mangiare qualcosa, poi dormire e ricominciare tutto per un periodo indefinito di giorni, questo perché purtroppo so che non ho proprio niente che mi distingua dagli altri -terzo punto, siamo tutti uguali- non essendo riuscito a crearmi prima una mia individualità precisa. A questo proposito sono molto curioso di leggere il tuo futuro post sulla natura umana, sono certo che sarà ricco di spunti.
Va ben, ho delirato abbastanza per stavolta, ti auguro la buonanotte!

Feder

utente anonimo
#3  
10:38, 20 ottobre, 2009

ah e poi è tutto un "si si si stava meglio quando si stava peggio" anche per il discorso delle lettere e boh dei libri.

Personalmente io non perchè ci sia facebook o altro abbia smesso di leggere libri che mi tengono incollata fino a notte fonda o abbia smesso di scrivere lettere. Penso che per esprimere qualcosa ad una qualunque altra persona si possa usare alla fine gli strumenti che più ci fanno sentire a nostro agio.

il problema è quando lo strumento da semplice strumento passa ad essere il fine,e quando il sentimento non è più sentimento ma pubblicità di propri stati d'animo e tutto il resto.

Che ci sta, perchè alla fine lo facciamo tutti, ma fino ad un certo punto.

Insomma penso che la gente che si prende sempre troppo sul serio abbia realmente poco da dire e che voglia solo dimostrare e basta.


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#2  
10:25, 20 ottobre, 2009

Spesso succede di avere per la testa un turbinio di sensazioni e stati d'animo, tutto quello che vorremmo è fare un "travaso" nella mente del destinatario ma tutto questo non è sicuramente possibile.<-

Il punto è questo, trovo che sia normale provare delle cose e cercare di farle sapere "AL" destinatario, non ai destinatari,spesso quando succede il contrario è più un voler confermare a se stesso delle cose,una forma di egocentrismo sottile, ma pur sempre egocentrismo.

ma è anche normale ogni tanto voler far sapere "al nostro piccolo mondo" come ci sentiamo e tutto il resto, io qui sto parlando appunto di esagerazioni,ho un carattere del cazzo probabilmente, ma le tollero poco.sarà perchè in questi giorni sono di malumore.

Però potevi firmarti parlare con un punto di domanda fa un po' strano D:


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#1  
09:23, 20 ottobre, 2009

Facebook è stato ideato dal suo fondatore con lo scopo iniziale di permettere agli studenti di rimanere in contatto tra di loro. Etico e lodevole, inizialmente. Ma come succede un po' con tante cose, si finisce per farne un uso totalmente differente da quello per il quale è stata concepita un'idea (sia per chi ne fa uso e sia per chi l'ha inventata). Buona parte della popolazione mondiale, ha letteralmente una pericolosa assuefazione per il noto social network, come il tristemente tradotto in italiano faccialibro;  che di tutto ha, tranne che qualcosa di veramente sociale. "La prima cosa da fare quando si arriva a casa è accendere il pc e controllare la pagina". Una droga per la mente se vogliamo. Di conseguenza, c'è chi sostiene di essere invaso costantantemente nella propria "privacy", ma dal momento in cui si è iscritti e sappiamo benissimo che l'unica cosa che ci è concessa è quella di "selezionare accuratamente", neanche fossimo al supermercato, chi può farsi gli affari nostri e chi no, siamo sicuri di desiderarla davvero questa privacy? O è semplicemente una forma di falso perbenismo? Quando sotto sotto tutti sono estramente compiaciuti dal fatto che mezzo mondo sappia cosa facciamo, come lo facciamo, a cosa pensiamo e a cosa non pensiamo. Ma in effetti e giustamente come hai detto tu, tutti siamo bravi a "criticare" Facebook fingendoci anche solo per dieci minuti, esperti studiosi in sociologia. Quindi, su questo punto mi fermerei quì per non apparire troppo aulico, anzi "pomposo" direi. Sulla questione emozioni e sentimenti, sono sempre stato convinto che una canzone ad esempio, possa "dire" molte più cose di una banalissima frase. Senza che ci sia necessariamente un testo. Le note da sole, sono in grado di trasmettere un'infinità di emozioni, non catalogabili ne con la possibilità di essere contate. Infinite. Concordo con te sul fatto che la massa utilizzi metodi assolutamente opinabili per descrivere qualcosa di così complesso come i sentimenti, di qualsiasi tipo essi siano.

Tutto diventa fenomeno da baraccone.

Spesso succede di avere per la testa un turbinio di sensazioni e stati d'animo, tutto quello che vorremmo è fare un "travaso" nella mente del destinatario ma tutto questo non è sicuramente possibile. Siamo comuni mortali, dalle incredibili capacità, ma anche un po' sciocchi. Riassumere un concetto nascosto e infinito in duecento parole di discorso verbale è letteralmente sciocco.

Concludendo, oramai per tanti è palese adagiarsi sulle nuove tecnologie scegliendo la strada più semplice e banale di esprimere un concetto. Forse e dico forse, "noi" come generazione comprendiamo un po' meglio di "loro" che stanno arrivando soltanto ora, di quanto nel tempo si stia perdendo qualcosa di estremamente importante. Fino a quando ho avuto del tempo libero a disposizione, fin da ragazzino ho "mangiato" titoli che mi tenevano incollato alle pagine fino a notte fonda per conoscerne la conclusione. Forse era meglio quando c'erano lettere e libri. Solo un po' di carta, un po' di inchiostro.

utente anonimo

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