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Commenti
11:08, 18 ottobre, 2009

Per n. 11

Firmare sempre, anche con uno pseudonimo qualunque.

Il tuo è un ottimo ragionamento, chiaro e accettabile.

C'è un solo punto debole:

1) Mambro e Fioravanti non hanno esattamente dimostrato di disprezzare la vita umana; hanno dimostrato di disprezzare un tipo preciso di vita umana, quella che nel loro linguaggio di allora sarebbe degli "infami", dei nemici su cui vendicarsi, degli "sbirri" eccetera. Non è una giustificazione, ma una constatazione: le famiglie di vacanzieri non rientrano in queste categorie, e bisognerebbe spiegare questa eccezione.

Comunque, se si chiarisse questo punto e ci fossero altri motivi logici per sospettarli della strage.

Non c'è alcun motivo infatti per pensare che Fioravanti e Mambro avessero contatti con alcun interesse potente; quindi bisognerebbe cercare la logica della strage all'interno degli interessi del loro stesso gruppo.

E nulla fa pensare che quegli interessi andassero oltre giustiziare nemici più o meno personali, far vedere che i "camerati" non dipendevano da nessuno e sopravvivere facendo rapine.

Non mi sembra che alcuno di questi interessi possa dare senso alla strage.

Ovviamente, se si trova una motivazione valida per fare la strage, il tuo ragionamento spiegherebbe molto bene il loro silenzio successivo.

Miguel Martinez

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04:29, 18 ottobre, 2009

A parte chi si dichiara apertamente nemico dell'intera comunità (per esempio Bin Laden dell'occidente) nessuno ha interesse a rivendicare una strage. ANche il più feroce fascista sa benissimo che nessuno approva una strage di innocenti, e quindi negherà per principio. Per cui i 2 killer fascisti sono prontissimi a rivendicare tutti gli omicidi fatti (perchè comunque per il loro ambiente di riferimento è giusto uccidere un comunista o un giudice che indaga sui fasci), e anche qualcuno che non hanno fatto, purchè la vittima sia identificabile come un nemico della loro parte. Ma se avessero ucciso un bambino a sangue freddo piuttosto che 90 persone negherebbero risolutamente, perchè nessuno li giustificherebbe. Il rasoio di Ockham pertanto è contro i due fascisti, sia per questo motivo che per quello dell'inesistente differenza tra uccidere una persona e ucciderne 90. QUando hai ammazzato 30 persone una ad una, ucciderne 90 tutte insieme non fa questa gran differenza, visto che è evidente che per te la vita umana non ha nessun valore.

utente anonimo
19:17, 17 ottobre, 2009

Ritengo sia consigliabile continuare a pensare che l'analisi dei composti e i dibattiti tra esperti di balistica esulino dai contesti della geopolitica e dell'analisi storiografica. Costruire una narrazione degli eventi logica e coerente, rivederla, criticarla e correggerla - lo "schema" che si è ravvisato nell'analisi di Miguel - è ancora, a mio avviso, il modo più pertinente e preciso di penetrare e comprendere l'esistente. 
Innegabilmente, i singoli dati e le singole informazioni possono prodursi in seguito a contraffazioni, pressioni, ideologie, pregiudizi et cetera. Queste son cose che, però, possono cadere di fronte ad un processo induttivo di conoscenza del presente come storia.

Qualche dritta per una buona conoscenza delle cose si può dare ed alcune convinzioni vanno sdradicate. Quali? Ecco, gli americani non sono superuomini, tutt'altro. Non si contarono gli errori durante l'Operazione Husky, tra un incredibile fuoco amico e paracadutamenti improbabili e fuori destinazione; lo stesso Patton fu, è giunta l'ora di riconoscerlo, un notevole idiota.
Ci possiamo anche permettere di essere lapidari: le élites sono tali perché gestiscono potere, non perché siano superiori intellettualmente al resto della società. Il pregiudizio positivo di alcune analisi nei confronti delle élites è un cancro, per la giustizia sociale. Insomma, le élites non sono capaci di congegnare piani diabolici; al più, stipulano patti informali ed illegittimi nelle piattaforme loro dedicate e si godono la vita alla faccia nostra. Del resto, i gruppi di potere non hanno alcuna necessità di congenare piani diabolici, vedremo subito perché.

Veniamo agli americani della contemporaneità. Che roba sono le élites americane? Sul presente sito esiste una ricca documentazione, al riguardo; ciascuno giustifica e legittima il proprio potere come può. Ebbene, per quanto folcloristici, i gruppi di potere statunitensi sono pericolosi e dannosi quanto tutti gli altri gruppi di potere della Storia.
Il pregiudizio positivo nei riguardi dell'Occidente e, in particolare, nei confronti degli Stati Uniti è sconcertante - lo affermo da antropologo. Le lande dove vigerebbero in eterno libertà e giustizia sono - in molti si stupiranno - una favoletta balzana. In Occidente, qualsiasi cosa esso sia, non si tentenna e non ci si pensa due volte ad andare a far la guerra e tutti sono convinti di essere sempre dalla parte del giusto - lo afferma il presente ma lo suggerisce anche lo Storia. E gli occidentali, in effetti, si fanno sempre trovar presenti quando si tratta di azzannare ciò che definiscono e percepiscono come "diverso". Luoghi comuni? Certamente. I processi che vi sottendono, però, sono complessi e profondi.
Resta il fatto che, ad ogni modo, i "fronti interni" non si indeboliscono con la propaganda - la II Guerra Mondiale lo dimostra - bensì con i bombardamenti a tappeto e la fame. Non mi risulta che Al Qaeda abbia ridotto in rovina tutte le grandi città americane né che abbia costretto alla fame gli americani.
La dinamica che stiamo descrivendo potrà stare bene a qualcuno - a chi ci guadagna, in genere - ma non a tutti. No, non tutti amano l'Occidente.
C'è chi lo combatte o vorrebbe combatterlo perché è un povero, misero sfruttato; altri, però, potrebbero volerlo fare perché non ci guadagnano a sufficienza. Lo scrivo con convinzione: Bin Laden non è l'unico petrol-sceicco sedotto ed abbandonato dai gruppi di potere statunitensi.

L'analisi geopolitica è molto più interessante ed illuminante di qualsiasi complottismo. Una guerra si inizia e si porta a compimento per un miliardo di motivi - compreso quello della "guerra per guerra", che fa guadagnare tanti soldini; lo sanno bene in Israele. Pure, si porta la guerra in un Paese anche rispetto ad uno scacchiere internazionale di forze ed interessi ed è questo che giustifica la cronaca di un imperialismo. Me lo si lasci dire, allora: che dei gruppi di potere abbiano o meno organizzato un auto-attentato non ha alcuna importanza rispetto ad un milione di morti civili iracheni - insomma, il fatto non li renderebbe peggiori di quello che già sono; la qual cosa, credo, è stata troppo rapidamente dimenticata.

Gaetano 

utente anonimo
#9  
11:02, 17 ottobre, 2009

Uno degli attentatori era un informatore della polizia nazionale, per la precisione per un reparto d'elite della Guardia Civil, conosciuta anche come Unidad Central de Operaciones 8qualcosa che ricorda molto dei servizi segreti).

Spain suspects 'were informants'
  (articolo BBC)

Madrid 3/11 train bombing suspects linked to Spanish Security Services

Poi la questione si può approfondire ulteriormente.

Però bisogna ammettere che questi servizi segreti sono proprio degli ingenui, a non accorgersi che due dei loro informatori stavano preparando un attentato.

Ma questo era solo un esempio.
In molti dei maggiori "attentati" degli ultimi decenni basta grattare un po'co per essere indirizzati da tutt'altra direzione, e senza aver chiare le varie direzioni, di volta in volta, fare delle analisi risulta difficle.

A presto

 



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#8  
07:46, 17 ottobre, 2009

Per Z

Beh, sai quando uno ha un percorso piuttosto lineare - tutto ciò che fai, lo fa con motivazioni sempre piuttosto evidenti, e dopo racconti per filo e per segno tutto ciò che hai fatto...

forse ti scappano alcune piccole cose di cui preferisci non parlare, forse alcune cose le racconti glissando su sciocchezze che hai fatto, ma non credo che ti scappi una strage di 85 persone senza motivo.

Il rasoio di Ockham mi sembra che qui sia tutto dalla parte di Fioravanti e Mambro.

Miguel Martinez

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#7  
07:42, 17 ottobre, 2009

Per Erika n. 3

Hai ragione, devo pensare come riformulare il concetto.

Certamente non c'è alcun tentativo di ricostruire le vere idee dell'imam di Ponte Felcino, c'è solo il tentativo di accumulare indizi a senso unico.

L'imam ha detto la cattiveria A e la schifezza B, non "l'imam crede che".

Miguel Martinez

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#6  
07:40, 17 ottobre, 2009

Per Santaruina n. 2

Se ho capito bene, vuoi dire che tra i numeri su un cellulare di uno degli attentatori c'era il numero di un poliziotto?

Bene, tu hai approfondito l'attentato di Madrid fino a questo livello, io no.

Poniamo che sia così. E cosa vuol dire? Francamente non lo so.

1) Era il poliziotto che gli dava gli ordini per gli attentati? 

2) Era uno conosciuto al bar che faceva finta di essere interessato ad acquistare dei tappeti, per carpire informazioni a un marocchino a caso?

3) Era uno dell'ufficio stranieri?

4) Era il fratello del padrone di casa venuto per riscuotere l'affitto?

E il poliziotto si occupava di antiterrorismo, oppure di schiamazzi notturni?

E allora non basta ancora approfondire fino al livello del cellulare, bisogna arrivare a questi altri livelli. E se sono vere le versioni 2) e 3) e 4), abbiamo solo perso tempo. Solo se è vero 1), abbiamo qualcosa di interessante. Ma né tu né io siamo in grado di scoprire per conto nostro quale sia la versione giusta.

In ogni caso, ciò non ci permette di saltare alla conclusione che gli attentatori erano in "stretto contatto con alcuni reparti della polizia spagnola".

Poi magari ho capito male il tuo esempio.

Miguel Martinez



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#5  
07:26, 17 ottobre, 2009

Per Andrea Di Vita n. 1

Sì, in effetti, l'espressione "difficile da organizzare" non rende bene l'idea.

Anche a Roma, negli anni Settanta, se avevi il giro di amici malavitosi, la baiaffa la trovavi.

Il punto però è che il giro è complesso: tu conosci uno, che a sua volta deve convincere un altro e così via. E ognuno di questi è un potenziale testimone al tuo processo.

Come è testimone la barista del bar dove il malavitoso ti ha passato un grosso pacco, e così via.

Miguel Martinez

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#4  
02:37, 17 ottobre, 2009

Miguel,

voglio precisare una cosa: io non ti ho contestato perché non hai letto le carte (e comunque, sia chiaro che mi riferivo alla sentenza, mica a TUTTO il fascicolo del procedimento!).

E non ho detto neppure che nella sentenza debba esserci necessariamente il Vero.

Ho detto che, senza aver letto la sentenza e le sue motivazioni, mi pare difficile emettere con tanta granitica certezza critiche radicali al provvedimento e verdetti assolutori motivati in via prevalente o esclusiva da criteri di logica astratta. Perché proprio tu ci insegni che per quanto la logica possa essere condivisibile, le situazioni concrete abbondano regolarmente di bachi.

E questo è certamente ancor più vero, per ragioni sin troppo evidenti, nel percorso politico di coloro che chiami "idealisti" che non nell'attività praticata da coloro che chiami "sicari".

Z.

utente anonimo
#3  
23:41, 16 ottobre, 2009

Ciao Miguel,

Non viviamo in un sistema inquisitoriale, e quindi le motivazioni ricevono un'attenzione minima

tranne quando i fatti non ci sono, e ci sono solo le motivazioni ideali (Ponte Felcino)...

Erika



utente anonimo
#2  
20:43, 16 ottobre, 2009


Conosco solo superficialmente il caso di Madrid; non posso garantire che la magistratura spagnola abbia preso i reali responsabili;


E' stato accertato che il gruppo di "folli attentatori" era a stretto contatto con alcuni reparti della polizia spagnola, fatto emerso dal ritrovamento di un cellulare di uno dei "terroristi" morti nell'assedio finale.

Il cui prodest rimane in fin dei conti un argomento che va in qualche modo tenuto in considazione.

Le tue analisi sono sempre sottili, Miguel, ma spesso ti sforzi di interpretare gli eventi per fargli rientare all'interno della tua ottica.
Che, beninteso, è una cosa che facciamo tutti.

Ma, nel tuo caso, questo rappresenta un po' una piccola pecca.
Proprio perchè hai dimostrato più volte capacità di analisi per nulla comuni.

Ed ovviamente, mi riferisco in primis al caso dell'11 settembre.
Tu stesso hai più volte ammesso di non aver approfondito la questione.
Per molto tempo mi sono chiesto il motivo di tale tua mancanza, finchè ho compreso che l'idea dei beduini col bandana in testa ed armati di taglierino che aprono una breccia nel cuore dell'impero ti piaceva troppo per metterla in discussione.

Se ben ricordo un altro tuo lettore (francesco?) aveva avuto questa stessa impressione.

Ed è questo che intendo nel dire che interpreti gli avvenimenti secondo uno schema già impostato.
Cosa che, ripeto, in qualche modo facciamo tutti,
Ed è proprio per questo che in alcuni casi conviene studiare a fondo gli eventi.

A presto
 


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#1  
16:15, 16 ottobre, 2009

''una faccenda difficile da organizzare.''

Mica vero. Metti un registratorino con altoparlante all'uscita dell'Olimpico alla fine di una partita che gridano alla gente che si sta sta accalcando al'uscita : 'Aiuto! Al fuoco!' e vedi cosa succede. La cosa sorprendente non è quante stragi ci siano, ma quanto poche.

Quanto alla facilità di procacciarsi armi da fuoco, dipende da quanto è sdrucito il tessuto sociale. Oggi in Polonia è difficile per un passante comprasi una Tokarev, ma a Danzica due anni dopo la caduta del Muro me ne hanno offerta una per 80000 lire. Sono convinto che con una gita in Transnistria lo possa fare ancora adesso quasi chiunque.

Copncordo sul resto, in particolare quando parli dell'imoprtanza dei dettagli ideologici e dela 'ruota della fortuna' dei potenti di turno.

Ciao!

Andrea Di Vita

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