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Commenti
09:28, 18 ottobre, 2009

Altra osservazione. C'è chi continua a citare Libero e Il Giornale. Ma che c'entrano? Io non parlo mai dell'Unità o del Manifesto. Io mi riferisco alla grande stampa, Repubblica o Il Corriere della Sera, quella che dovrebbe essere obiettiva, non di partito.
Vorrei anche aggiungere che la battuta finale del commento 22 parla da sola ed evidenzia il livello umano ed intellettuale di chi l'ha partorita.
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09:23, 18 ottobre, 2009

No, assolutamente no, ma sono uno che non mette sullo stesso piano Fede e Vespa. Da Vespa tutti hanno avuto la loro serata di gloria e, soprattutto, si fa TV senza scatenare l'istinto del tifoso.
Quanto alla guerra di Mussolini e Hitler, mi preoccuperei più della guerra delle brigate rosse, che è stata già scatenata. E mi preoccuperei della violenza verbale di qualche decina di provocatori che seguono sempre Berlusconi e gli urlano addosso le cose peggiori, anche in mezzo ad una folla di sostenitori. Non mi meraviglierei che presto o tardi ci scappasse qualche cazzotto.
Le vedete queste cose, o avete le fette di prosciutto sugli occhi?
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18:02, 17 ottobre, 2009

In Rai ancora, ringraziando Santoro, Biagi, Ballarò e pochi altri, ci si difende. Ma su Rete 4, Canale 5, Iralia 1, ed ora Rai 1, Libero, Il Giornale, è tutta un'altra cosa! Io quando vedo Bel Pietro o Feltri credetemi ho i conati, lostesso per il servitor cortese Vespa o per i lacchè come Fede. Leccaculi a pagamento. Zappa sei di questa razza?

utente anonimo
17:55, 17 ottobre, 2009

Signor Zappa, spero tanto che l'avventura di berlusconi finisca con una guerra, come chi l'ha preceduto (Hitler e Mussolini), e lei sia uno di quelli che respirerà la pioggia radioattiva. Lo vorrei tanto!

utente anonimo
12:24, 14 ottobre, 2009

MI pare di aver dimostrato che la sinistra ha tutto lo spazio che vuole nelle trasmissioni del servizio pubblico che si rifanno a lei. Ergo, dove manca la libertà di stampa in rai?

utente anonimo
17:21, 13 ottobre, 2009

Sì, ma c'è l'informazione unilaterale e la critica di parte. Poi c'è l'informazione corretta e la critica costruttiva.
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16:31, 13 ottobre, 2009

Secondo il codice deontologico del giornalismo sono due i diritti insopprimibili del giornalista: diritto di informazione e diritto di CRITICA.
tutto il resto sono parole
Ribichini

utente anonimo
12:51, 07 ottobre, 2009

Per Ribichini

Forse abbiamo una concezione diversa di informazione ma per me una trasmissione che informa non deve essere né a favore né contro. Se no dovremmo avere tanti processi del lunedì, uno per ogni colore politico e con conduttore di fede provata. Il metodo che la rai segue dal 75 e che ha portato a quello che sappiamo.

A proposito di Rai, mi ero dimenticato la trasmissione di Fazio con la Littizzetto. Certo che per non esserci libertà di stampa la sinistra ne ha di posto sul servizio pubblico. Mi chiedo cosa intendano allora per libertà di stampa.

Cosa ha detto la libera stampa di sinistra della manifestazione del FNSI?
E cosa ha detto dei 29 deputati assenti grazie ai quali è passato lo scudo fiscale?

Anonimo n. 1
utente anonimo
17:43, 06 ottobre, 2009

No, Paolo, la questione è più radicale. E' ora di finirla con trasmissioni che assomigliano ad un incontro di boxe con le opposte tifoserie. Non servono a niente (non certo a chiarire le cose, ad affrontare seriamente i problemi), se non ad alzare lo share e a fare la fortuna di questo o quel giornalista. Di sicuro non servono, anzi, fanno del male a tutti. Questa politica ridotta a zuffa, questo fare spettacolo col continuo battibecco dei politici non fa che accrescere gli odi e le contrapposizioni reciproche.
Non facciano i falsi: a chi idea e conduce questa roba non gliene frega proprio niente di giungere ad un chiarimento, di fare in modo che la politica s'impegni a sistemare le cose. Speculano sui veleni, sulle liti, sugli insulti reciproci, e più sale la tensione in studio meglio è. Che porcheria!
Il servizio pubblico cosa potrebbe fare? Non si tratta di "addormentare", ma di inaugurare uno stile diverso, più tollerante e costruttivo e meno legato agli indici d'ascolto (che, puntualmente, vengono citati a sostegno di una trasmissione o dell'altra).
E' un modo di fare informazione che si è ridotto a scimmiottare gli sterili battibecchi di quei quattro cretini del Grande Fratello. Santoro non fa assolutamente eccezione, anzi, fa tendenza.
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19:13, 05 ottobre, 2009

Il problema non sono le trasmissioni a favore o contro. La tendenza nella Rai è quella di assopire l'informazione. Tutto deve essere reso così irreale e falsamente obiettivo. Non è un problema solo di Berlusconi e della destra. In Italia a molti, anche nel Pd, fa comodo avere una televisione addormentata in cui si parla di Grande Fratello e non dei veri problemi. Santoro è un esempio emblematico: nella prima puntata Travaglio parlò di Berlusconi e Tarantini e di Tarantini e D'Alema. In quale altra trasmissione Rai è successo di sentir parlare di D'Alema che si è ritrovato a cena con Tarantini?

Allora ben vengano anche altre trasmissioni di approfondimento di qualsiasi orientamento. L'importante è che abbiano un impronta giornalistica seria: niente falsità e che rispecchino il concetto di servizio pubblico. A Santoro gli si può imputare una certa faziosità ma non mi risulta abbia mai raccontato il falso. E Santoro fa servizio pubblico: non è solo una questione di "penalmente rilevante". Infatti, in molti vorrebbero sapere se Berlusconi è stato vittima di ricatto (è un presidente del Consiglio e di conseguenza la sua ricattabilità può mettere a rischio la sicurezza nazionale) da parte della D'Addario e perché un personaggio oscuro come Tarantini organizzava le sue feste e lo frequentasse costantemente. D'Altronde Berlusconi, se non è un farabutto, è allora un uomo molto distratto: tutto incominciò per un cavallo. Prese uno stalliere che si rivelò un boss della mafia. Poi frequentava un altro mafioso come Dell'Utri, un massone come Gelli e un poco di buono come Tarantini. Insomma, la domanda è una (non 10): E' veramente così sprovveduto il nostro capo del governo da non essere in grado di guidare questo paese?
Se fare questa domanda non è "servizio pubblico"...

Ribichini
utente anonimo
12:51, 05 ottobre, 2009

>>> è stato detto dalla rai con l'evidenza che merita la notizia che il famigerato scudo fiscale è diventato legge con 20 voti di scarto e 29 assenti dalle fila dell'opposizione?

Ah si? E la Daddario che ha detto?

utente anonimo
12:00, 05 ottobre, 2009

Parliamo un attimo di rai

Ballarò
Anno Zero
Report
l'altra trasmisisone di cui mi sfugge il titolo della domenica sera di rai 3
tg3
a occhio piacciono alla sinistra italiana

non piacciono alla sinistra
tg1
tg2?
Porta a porta

poi?

p.s: è stato detto dalla rai con l'evidenza che merita la notizia che il famigerato scudo fiscale è diventato legge con 20 voti di scarto e 29 assenti dalle fila dell'opposizione?

Anonimo n. 1
utente anonimo
20:52, 04 ottobre, 2009

Ve la ricordate la denuncia sporta da Dalema, allora Presidente del Consiglio, contro Forattini a causa della vignetta che lo rapprresentava cancellare col bianchetto le righe compromettenti del dossier Mitrokin?
utente anonimo
20:31, 04 ottobre, 2009


Il presidente del governo si sente minacciato da una specie di congiura dei poteri forti, la cui punta di diamante sarebbe l’impero mediatico di un gruppo editoriale che pubblica uno dei più prestigiosi quotidiani nazionali ed è editore di una catena radiofonica che copre il 50% degli ascolti.
Il quotidiano ha attaccato il presidente sostenendo che ha condotto il Paese alla deriva e che all’interno del suo partito non sopporta più nessuno le sue improvvisazioni. Il Presidente ha risposta piccato che se qualcuno vuol comandare deve presentarsi alle urne elettorali. E, quanto alla crisi, ha spiegato che essa è assai meno grave di come la dipingano i suoi avversari e che “basta scendere in strada” per accorgersene.
Non stiamo parlando di Berlusconi, dell’Italia e dei giornali italiani. Il Presidente in questione è Josè Luis Zapatero, il Paese la Spagna, il gruppo editoriale è Prisa, il quotidiano El Pais.

Ma c’è qualcuno che si è scandalizzato per il fatto che Zapatero attacca la stampa brutta e cattiva?

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20:19, 04 ottobre, 2009

Vi propongo questa riflessione di Massimo Pandolfi, che aiuta proprio a capire quello che ricorda Ribichini, e cioè il fatto che quanto a libertà d'informazione in Italia siamo messi proprio male.

Libertà di stampa? No, Minzolini non può parlare

Santoro, Fazio, la Dandini, il Tg3, Floris, i Guzzanti vari (potrei andare avanti all'infinito) fanno i loro porci comodi in tivù dalla mattina alla sera e per il centrosinistra devono ovviamente continuare a fare i loro porci comodi, altrimenti è in pericolo la libertà di stampa. Se il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, si permette invece di andare in onda nel tg delle 20 per neanche tre minuti e dire la sua sulla assurda (per lui e anche per me) manifestazione di oggi per la libertà di stampa a Roma, beh, apriti cielo. Minzolini ha parlato da un'ora circa e gli esponenti del centrosinista si sono già scatenati. Domani nei giornali ne leggeremo delle belle.
Ma cosa ha detto Minzolini di così tanto grave? Nulla. Ha semplicemente riempito il suo editoriale di tante ovvietà, che però faticano sempre ad emergere perchè sommerse dalle bugie dell'informazione politicizzata e militarizzata del sindacato unico del giornalisti. Per il direttore del Tg1 'Negli ultimi dieci anni, ci sono state ben 430 querele di politici contro giornali, il 68% presentate da esponenti del centrosinistra. Mi chiedo: è possibile che la libertà di stampa sia stata messa in pericolo solo dalle due querele di Berlusconi?'. Ha proseguito Minzolini: 'Vediamo poi quello che succede all'estero. Nel 2004, Tony Blair dopo un lungo braccio di ferro che arrivò quasi in tribunale costrinse alle dimissioni i vertici della Bbc, che lo accusavano di aver falsificato i dossier sulla guerra in Iraq. Non si può pensare che i giornali abbiano sempre ragione. La difesa corporativa non fa bene all'autorevolezza dei media; specie in Italia, dove si ha una strana concezione del pluralismo dell'informazione. Ci sono giornali che si considerano depositari della verità e che giudicano gli altri che la pensano in modo diverso come nemici o servi: chi ha questa concezione, manifesta contro un ipotetico regime politico, per insediare un inaccettabile regime mediatico'.
Aggiungo io: una delle star della manifestazione di oggi a Roma è stato Antonio Di Pietro, che è diventato ricco grazie alle 300e più querele fatte contro i giornalisti.
Vi riporto di seguito la prima dichiarazione di un esponente del centrosinistra, pescata dall'Ansa, l'incorreggibile Rosi Bindi: ''Il direttore del Tg1 ha perso occasione per riscattare il pessimo esempio di informazione del servizio pubblico di cui ha dato prova in questi mesi. Se qualcuno aveva dei dubbi sui rischi che corrono il diritto di cronaca e la liberta' d'informazione in questo paese, l'editoriale di questa sera li ha trasformati in certezze. La Commissione di Vigilanza Rai batta un colpo''.
Ecco, Minzolini non può parlare, non è un suo diritto. Va censurato. Santoro no, può 'andare a puttane' tutti i giovedì sera e guai se qualcuno osa dirgli che sta esagerando: è un attentato ala libertà. Certi giornalisti, certa opposizione è come il bambino che va al campetto e vuole giocare, fare l'arbitro e tenersi sempre il pallone, 'perchè il pallone è solo mio'. Ormai siamo alle comiche.

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21:12, 03 ottobre, 2009

A Gianluca: la definizione è mia...

A Ribichini: Santoro non è parte della soluzione, è parte del problema. E' anche colpa sua se le trasmissioni di approfondimento trattano di "puttanate" e non di cose serie...

Stefano
utente anonimo
#9  
19:34, 03 ottobre, 2009

Per Freedom House l'Italia è al 79esimo posto nel mondo per libertà d'informazione, mentre per Reporter sans Frontier siamo l'ultimo paese della Ue per libertà di stampa. Ma questo non lo dicono da oggi, ma sono quasi dieci anni che lo ripetono. Non è colpa di Repubblica o dei manifestanti. Forse qualche problema c'è. Non è vero?

Ribichini
utente anonimo
#8  
18:25, 03 ottobre, 2009

La definizione di Alzo Zero come di un "videogioco per adulti" è davvero eccezionale. Ma è tua o l'hai letta da qualche parte?
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#7  
08:56, 03 ottobre, 2009

Stefano
utente anonimo
#6  
08:42, 03 ottobre, 2009

La trasmissione di Santoro non può essere giudicata solo in termini di informazione giornalistica. Il problema secondo me è un altro, ovvero che si tratta di uno show nel quale Santoro (attorniato dalla sua ristretta e scelta corte) è il vero protagonista. La gente la segue per sapere fino a quale punto si spingerà il Conducator... cosa ci mostrerà stavolta... quali polemiche sarà in grado di scatenare sul versante politico o su quello editoriale e giornalistico... Si tratta in realtà di uno spettacolo che consiste in una sorta di esibizione di potere (effimero o non effimero che sia) con la rappresentazione ossessiva di una sfida (reale o immaginaria che sia). Ed infatti come trasmissione tira. E' un videogioco per adulti.

Questa trasmissione non ha davvero al centro la politica, semmai certe ossessioni che dpominano la politica italiana e, certamente, le sue manifestazioni più deteriori, anche per questo il politico di turno non è mai un protagonista, uno che riesce a comunicare compiutamente qualcosa (a meno che non sia uno dell'IDV amico di Santoro) condannato a farsi piccolo piccolo in quella trasmissione (a meno che non abbia anche lui un carattere aggressivo). Ma la trasmissione non ha al centro neppure la realtà, dato che la realtà viene decostruita e ricostruita ad arte (le testimonianze mirate, le interviste all'esperto che magari parla dall'esteroi...) finalizzandola agli obiettivi narcisistico-spettacolari della trasmissione. E purtroppo la faziosità più che politica è culturale: c'è tutto un mondo di valori, convinzioni, sentimenti profondi, scelte di vita, che da Annozero è puntualmente irriso (e senza il patrimonio di immagini fornito dalla religione cattolica Vauro perderebbe la capacità di produrre metafore, si dovrebbe chiedere il copyright...) o comunque condannato a restar fuori. C'è una parte della realtà completamente lasciata in ombra a causa del carattere ossessivo con cui si puntano i riflettori sempre sulle solite logore questioni che riempono il cervello degli autori della trasmissione. Così il problema di Annozero è anche quello della RAI e di ciò che indirettamente censura, affidando l'approfondimento politico sempre a Santoro e da circa 30 anni ormai.
utente anonimo
#5  
19:45, 02 ottobre, 2009

Il problema è che in TV non si parla d'altro. E questa gente che lottizza l'informazione domani andrà anche a manifestare per la libertà di stampa, facendoci fare tra l'altro una pessima figura davanti a tutto il mondo. E' uno schifo!
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#4  
18:50, 02 ottobre, 2009

Il quesito è sempre lo stesso. Fatto salvo il reato ad esempio di diffamazione, è concepibile disquisire di tutto e quindi nel tutto anche dell'operato del governo in un paese democratico? Ha un significato la moralità del Premier per il paese?
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#3  
13:33, 02 ottobre, 2009

Se santoro continua così quando dirà veramente qualche cosa di serio e.....soprattutto vero non gli crederà più nessuno.,,,al lupo al lupo.

Cesare
utente anonimo
#2  
09:06, 02 ottobre, 2009

si è vista iersera quasitutta la puntata di santoro e mi parrebbe si sia conclusa con un bel flop . Rrispetto alla sanitopoli lucana la serata in compagnia del premier sembrava la cosa piu innocente . più che un premier strapotente viene fuori l'immagine di un premier solo che fa quasi tenerezza
utente anonimo
#1  
00:46, 02 ottobre, 2009

Videocracy non sostiene affatto che l'emittente in questione fosse di Berlusconi.

Guardare per credere
utente anonimo

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