Lascia la tua opinione
Commenti
#40
16:17, 23 settembre, 2009
Già. Sarebbe il caso di monitorare seriamente il lavoro del Governo, invece di riempire trasmissioni televisive di "approfondimento" con le p... mentali di Rodotà su Berlusconi.
gianlucazappa
#39
19:54, 22 settembre, 2009
Ermanno, tu forse non hai capito. Non è una guerra tra Umbria e Abruzzo, una guerra tra centro-sinistra e centro-destra. Il problema è monitorare il lavoro del governo. Gli slogan non giovano a nulla.
Ribichini
utente anonimo
#38
18:16, 22 settembre, 2009
In poco meno di due settimane, il governo ha messo a disposizione delle popolazioni e del territorio colpito dal terremoto 8,6 miliardi di euro. Uno sforzo finanziario del genere non è stato mai fatto da nessun governo per fronteggiare emergenze naturali, entro i primi due mesi dall'evento.
Per avere un termine di paragone va ricordato che il governo dell'epoca per il terremoto dell'Irpinia stanziò l'equivalente di 3,7 miliardi di euro. Ma quel terremoto provocò 2.700 morti, contro i 300 dell'Aquila. E coinvolse un territorio che abbracciava tre regioni. Mentre quello del 6 aprile ha interessato una sola provincia. Eppure, l'impegno finanziario è più che doppio.
Non solo. Ancora oggi paghiamo addizionali sulla benzina per i terremoti del Friuli e dell'Irpinia. Questo governo, invece, per recuperare gli 8,6 miliardi a favore dell'Abruzzo non ha messo le mani nelle tasche degli italiani. Ed ai tempi del terremoto dell'Irpinia non c'era Maastricht.
ErmannoDiSalza
utente anonimo
#37
17:58, 22 settembre, 2009
Terremoto in Umbria e falsa consegna degli alloggi..............
utente anonimo
#36
17:57, 22 settembre, 2009
Visto striscia la notizia del 21/09/2009 ....... Poveri sinistri
ErmannoDiSalza
utente anonimo
#35
14:46, 21 settembre, 2009
Irpinia batte Abruzzo 1 a 0. Palla al centro.
gianlucazappa
#34
11:49, 21 settembre, 2009
Ahaha, ho trovato la testimonianza di Antonio Maiorano dell'articolo 31...sembra autentica ma purtroppo tagliata malamente da Ermanno. Infatti, riporto di seguito l'attacco della testimonianza:
"Ho letto l'articolo di ieri sul Giornale in merito al terremoto
dell'Irpinia e devo smentire quanto affermano i giornalisti de la Repubblica dove asseriscono che in Irpinia furono consegnate le casette in legno in soli..."
In pratica questo Antonio Maiorano ingenuamente afferma di aver letto su Il Giornale ciò che hanno detto i giornalisti di Repubblica. In pratica, lui non ha letto quello che ha scritto Repubblica ma ha commentato ciò che gli riferiva il giornale della famiglia Berlusconi. Infatti, pur non mettendo in dubbio l'autenticità della storia raccontata, Maiorano racconta una cosa che non c'entra nulla: lo scandalo del dopo-terremoto in Irpinia. Repubblica diceva altro. Ripeto: confrontando i due disastri, fino ad ora sono stati più veloci in Irpinia nel fornire le prime case. Poi che Maiorano sia rimasto in una baracca per due anni è tutt'altro discorso e rientra negli scandali italiani che hanno sempre accompagnato la nostra povera ed ingiusta Italia.
E ripeto ancora: per fortuna che ci sono dei giornali che fanno le pulci al governo (sfido chiunque a dimostrare che quello che ha scritto Caporale sia una bufala) perché solo così i cittadini possono svolgere un concreto ed efficace controllo sui governanti. Altrimenti non si chiamerebbe democrazia.
Ribichini
utente anonimo
#33
10:15, 21 settembre, 2009
Codina di paglia è...... le testimonianze sono autentiche.....e ne ho moltissime altre....così come è testimoniato dalle persone che hanno vissuto le tragedie passate e quelle attuali.... In ogni caso fai una ricerca sulle relazioni parlamentari dei vari periodi e vedrai apparire una verità un pò diversa da quella della Repubblica o dei vari Bersani....
ErmannoDiSalza
utente anonimo
#32
23:55, 20 settembre, 2009
Caro Ermanno, apporti testimonianze che avresti potuto scrivere di tuo pugno...buttate così lasciano il tempo che trovano. IN ogni modo, Repubblica non scrive che in Irpinia hanno consegnato le case degli sfollati in tempi record. Dice una cosa diversa e poco ben augurante. Scrive che nel contestato dopo-terremoto 150 case sono state consegnate in 122 giorni. Questo non significa che l'emergenza sia stata superata in 122 giorni. Lo capirebbe anche un bambino. D'altronde, la situazione attuale dell'Aquila può essere confrontata solo con questi dati, augurandoci che non finirà allo stesso modo. Ma, al di là degli auguri, possiamo veramente fare in modo che la ricostruzione non segua gli scempi del passato: conoscendo. E possiamo conoscere solo attraverso dei giornali che facciano le pulci al governo (al di là del centro-destra e di Berlusconi). Ma questo, vedo, da molto fastidio...
Ribichini
utente anonimo
#31
10:14, 20 settembre, 2009
Chicca 2
Devo smentire quanto affermano i giornalisti de la Repubblica dove asseriscono che in Irpinia furono consegnate le casette in legno in soli 122 giorni dopo il terremoto del novembre del 1980, altroche Berlusconi in Abruzzo. Ebbene, la Repubblica scrive solo una bufala, una patacca. Chi scrive è un terremotato dell'Irpinia, all’epoca con famiglia numerosa. Per un paio di settimane e forse più dormimmo tutti nella nostra auto e solo dopo ci fu assegnata una piccola roulotte di quattro posti. Poi, siccome la mia famiglia era di sette persone, i soldati americani ci consegnarono una tenda. Ma dopo qualche mese la stessa tenda ci venne requisita dai militari italiani con la motivazione che era troppo ingombrante. Così fummo costretti a vivere chi nella roulotte e chi in un box di lamiera fino ai primi mesi del 1982quandofinalmente ci assegnarono una casetta di legno. E nei primi mesi del 1994 ci fu dato un contributo per la costruzione della casa. Preciso ai pataccari giornalisti di la Repubblica che solo ben 16 anni dopo il terremoto ho potuto lasciare la casetta di legno ed entrare nella casa costruita cioè nel 1996, altro che 120 e 150 giorni dopo il terremoto. Forse ancora oggi qualcuno aspetta il contributo per la sua casa distrutta anche se di questo non sono certo perché da un po’ di anni vivo al Nord.
Antonio Maiorano
ErmannoDiSalza
utente anonimo
#30
10:13, 20 settembre, 2009
Chicca 1
Grazie all’Umbria rossa vivo in un modulo di legno
2009-09-19
Sono un ragazzo di Nocera Umbra, paese in provincia di Perugia, quasi completamente distrutto dal terremoto del 1997. Vi scrivo perché da quando l'Abruzzo è stato colpito, purtroppo con molti lutti, dal sisma sento ripetutamente sbandierare ed elogiare, in merito alla ricostruzione,il «sistema Umbria». Ieri sera ho ascoltato, dal divano del mio modulo abitativo in legno in cui vivo da 12 anni e mezzo (di cui 18 mesi trascorsi tra tenda e container) nella parte finale di «Ballarò», l'onorevole Bersani riprendere il ministro Tremonti in merito alla ricostruzione. Il ministro tentava orgogliosamente di evidenziare quanto (secondo me di encomiabile) è stato fatto e si sta facendo in Abruzzo, a così pochi mesi dal sisma, mentre l'onorevole, sempre con quell'aria da professore, invitava, davanti ai telespettatori, a prendere a esempio la perfetta macchina della ricostruzione umbra (gestita dalla Regione guidata da una giunta rossa). Caro direttore, non le dico quanto è snervante, per non dire altro, sentirsi prendere in giro in questa maniera. Ma quale sistema Umbria? Sono trascorsi 12 anni e ci sono moltissime famiglie nelle mie condizioni; famiglie che nell'arco di questo tempo hanno perso i loro componenti, i quali non hanno avuto nemmeno il piacere di vedere ricostruiti i sacrifici di una vita. Inviterei il«professore» a trascorrere qualche giorno dalle mie parti per toccare con mano i risultati del sistema perfetto. Concludo augurando di cuore agli amici abruzzesi di non cadere in un «sistema Umbria» e di ricostruire nel minor tempo possibile le loro casa.
Diego Giuli
ErmannoDiSalza
utente anonimo
#29
18:54, 18 settembre, 2009
Siccome in ogni esercito che si rispetti c’è più di un militare col grado di caporale, forse anche le truppe di largo Fochetti si sono conformate alla prassi. Tra le forze armate di Repubblica, infatti, di Caporale sembrano essercene due, entrambi, curiosamente, Antonello di nome. Il primo Caporale, penna di punta del quotidiano debenedettiano, è l’artefice di una bella inchiesta sul terremoto dell’Irpinia. Occhiello: «Vent’anni dopo, un cantiere aperto da 60mila miliardi». Titolo: «Il terremoto infinito». Un reportage-schiaffo per denunciare lo schifo della ricostruzione post sisma (novembre 1980) nei dintorni di Avellino. Una paginata intera datata 13 dicembre 2004. E poi c’è il secondo di Caporale, anche lui Antonello, anche lui penna di punta del quotidiano debenedettiano, autore di un recente articolo (15 settembre 2009) in cui si dimostra che all’epoca dell’Irpinia be’, allora sì che ci si mosse bene. Altro che Bertolaso e compagnia bella.
Il primo Caporale, Antonello, rievoca la tragedia campana così: «I morti restarono sotto le travi spezzate delle misere abitazioni di montagna per giorni e giorni, in una confusione di ruoli e responsabilità che provocò la più dura delle denunce di un presidente della Repubblica sulle inefficienze di Stato». Il secondo Caporale, sempre Antonello, rievoca la medesima tragedia così: «Per dire del tempo e dell’organizzazione, a Laviano riuscirono a consegnare dopo quasi una settimana tutte le bare occorrenti... A dirigere le operazioni di soccorso da Roma fu incaricato Giuseppe Zamberletti. Da solo, quasi a mani nude». Della serie: ma sono tutti matti ’sti giapponesi, americani, tedeschi che, testimoni di quanto sta facendo il governo Berlusconi in Abruzzo si sperticano in lodi «Noi non avremmo saputo far di meglio»? Che esaltino l’Italia dei De Mita, Forlani, Gava.
Il primo Caporale, Antonello, denuncia i fiumi di denaro dirottati verso Avellino, Napoli, Potenza, Salerno (58.640 miliardi); riferisce che le zone colpite dal terremoto vennero dilatate a dismisura perché entrare nella liste dei comuni colpiti «significa essere o no destinatari di sontuosi contributi statali» e, insomma, «la corsa verso la ricostruzione inizia male, il piede inciampa al primo passo». Uno scandalo, insomma. Il secondo Caporale, sempre Antonello, magnifica invece il soccorso irpino: «26 marzo 1981. 122 giorni trascorsi dal sisma, 150 casette in legno tipo chalet consegnate a Laviano, Salerno, 450 persone ricoverate. 15 settembre 2009. 162 giorni trascorsi dal sisma, 47 casette in legno di tipo chalet consegnate, circa 200 persone ricoverate. E trent’anni fa non esisteva neppure la Protezione civile». In pratica: allora sì che ci si mosse bene, tempismo ed efficienza elvetica.
Il primo Caporale, Antonello, riconosce che «il groviglio inestricabile di leggi e leggine che a vario titolo hanno regolamentato l’opera di ricostruzione ha oggettivamente favorito una richiesta di investimenti sproporzionata alla realtà dei fatti» e smaschera lo scandalo così: «Ora è forse più facile capire perché dopo vent’anni e dopo 150mila abitazioni ricostruite, ci sia ancora qualche migliaio di persone, le più disgraziate, costrette a vivere nelle baracche». Baracche? Irpiniagate? Noooo. Il secondo Caporale, Antonello, non la pensa così: «Malgrado tutto, il sistema di prefabbricazione pesante fu realizzato in trecento comuni e in tempi che, l’avesse saputo, Bertolaso avrebbe definito incredibili, stratosferici, supercosmici». Il primo Caporale, sempre l’Antonello di cui sopra, vergava i suoi j’accuse accanto a inchieste in cui si dava la parola al sindaco di Lioni che ammetteva (vent’anni dopo): «Non siamo ancora riusciti a smantellare tutti i prefabbricati». Il secondo Caporale, sempre l’Antonello, riporta invece il pensiero del sindaco di Laviano: «Al mio Paese le prime case in legno arrivarono già a febbraio, una ventina di alloggi con tutti i servizi. E a marzo la metà della popolazione era al caldo, negli stessi chalet che sorti a Onna». Due Caporale o è la stessa persona che, a distanza di anni, fa a cazzotti con se stesso? Mistero e miracolo dell’antiberlusconismo.
ErmannoDiSalza
utente anonimo
#28
18:52, 18 settembre, 2009
Il quotidiano "La Repubblica" nel 2004 denunciava lo scandalo Irpinia: dopo 20 anni a migliaia
ancora nelle baracche. Oggi rivisita la realtà: case più veloci lì che in Abruzzo. Caro Ribichini davvero smettiamola di raccontarci balle.
ErmannoDiSalza
Segue......
utente anonimo
#27
09:00, 18 settembre, 2009
Aspetterei la fine del mese per tirare le somme.
E quanto al numero degli sfollati, mi sembra che vadano fatti dei distinguo: ci sono sfollati che non hanno la casa e sfollati che ce l'hanno in parte danneggiata. Non è così? Questo per dire che l'emergenza riguarda un numero inferiore di persone. Se è così, non sarebbe male essere più precisi.
gianlucazappa
#26
22:25, 17 settembre, 2009
Ma adesso cosa c'entra il sindaco dell'Aquila? Cambiare discorso per non voler vedere la realtà...
La realtà è questa: dopo 5 mesi 94 case consegnate per circa 300 persone (gli sfollati sono 25 mila). Nel contestatissimo post-terremoto in Irpinia dopo 120 giorni sono state consegnate 150 case per 450-500 persone.
Considerando i moduli abitativi consegnati più velocemente è possibile stilare una semplice classifica che spiega bene come il grande miracolo non c'è stato:
1) Molise (San Giuliano di Puglia), 30 moduli a 82 giorni dal sisma
2) Umbria, 30 moduli a 98 giorni dal sisma
3) Irpinia, 30 moduli a 105 giorni dal sisma
4) Abruzzo, 30 moduli a 116 giorni dal sisma
Questi sono fatti, smettiamola di raccontarci balle
Ribichini
utente anonimo
#25
21:53, 17 settembre, 2009
Una villa in un residence extralusso. Centodieci metri quadrati su due livelli, doppi servizi, tre camere, salone, tv al plasma, aria condizionata, garage, giardino panoramico vista mare, angolo piscina (con idromassaggio). Prezzo stimato, chiavi in mano: 400mila euro. Tanto vale l’esclusiva residenza post terremoto assegnata alla famiglia del sindaco Pd dell’Aquila, Massimo Cialente. Niente tenda o un albergo iperaffollato di quart’ordine della costa adriatica nemmeno per le (cinque) famiglie dei fratelli e sorelle della moglie del primo cittadino, che si dividono appartamenti e ville di questo splendido resort sulle colline di Tortoreto, dirimpetto l’Aquapark, a pochi chilometri dalla spiaggia che un apposito servizio di bus-navetta collega svariate volte al giorno.
17/06/2009
ErmannoDiSalza
utente anonimo
#24
21:51, 17 settembre, 2009
Terremoto politico in Comune. Quello stesso sindaco dell’Aquila che da un lato marcia su Roma insieme con gli sfollati dopo aver piazzato in un Relais a cinque stelle la sua famiglia e dall’altro chiede chiarezza al governo sulla ricostruzione consegnando 50 milioni di euro a trattativa privata per lo smaltimento delle macerie a una società appena nata, è al centro di un altro scandalo. Il primo cittadino e massimo esponente del Pd aquilano, Massimo Cialente, è infatti il presidente dell’unico ente culturale citato all’articolo 4 del Decreto-Abruzzo per l’ottenimento dei «contributi prioritari e diretti». Nessun’altra associazione ha avuto l’attenzione finanziaria d’urgenza dell’«Accademia internazionale per la Scienza dell’immagine», un carrozzone con voragini nel bilancio, il cui palazzo ha subito meno danni degli stabili occupati da altre strutture culturali.
Per capire come mai solo per l’Accademia possa essere accaduto il miracolo, occorre partire dai primi anni Novanta quando un intellettuale aquilano, Gabriele Lucci, dà il via all’Accademia trovando soldi e attenzioni nelle istituzioni locali e in altri enti culturali di riferimento, quali la «Lanterna Magica» e l’«Abruzzo Film Commission», destinatari di finanziamenti per milioni di euro. Come ha riportato un foglio locale, L’Editoriale, «la sola Regione spende per essi somme pazzesche, che vanno ad aggiungersi ad altre erogazioni importanti da parte di enti pubblici e attraverso capitoli di spesa degli stessi enti». Chi incassa, però, gestisce il denaro pubblico in maniera tutt’altro che oculata.
Col trascorrere del tempo emergono poi curiose coincidenze legate ad alcuni personaggi aquilani che interagiscono fra loro ricoprendo incarichi nelle tre associazioni premiate da sovvenzioni pubbliche: vedi il sindaco Cialente, presidente del Cda dell’Accademia, membro dei Cda de «La Lanterna Magica» e di «Abruzzo Film Commission»; oppure Goffredo Palmerini, ex vicesindaco, anche lui in «Lanterna Magica» e in «Abruzzo Film Commission»; Giovanni Moscardelli, nei Cda dell’Accademia e della Lanterna. Nell’Accademia figura anche Annamaria Ximenes, compagna del fondatore Gabriele Lucci, direttrice dell’Accademia, promossa prima assessore alla Cultura eppoi tornata al lavoro di prima. Un conflitto d’interessi che vede esponenti politici distribuire finanziamenti all’Accademia che poi, come presidente e come direttore didattico, indirettamente percepiscono. Nonostante ciò l’Accademia è in rosso. Il bilancio è fallimentare nonostante la Regione, con apposita legge (la numero 4 del 9-2-2000) si fosse accollata un mutuo da 350milioni annui per 20 anni per l’acquisto di un immobile, poi intestato all’Accademia. Non solo. Col tempo il palazzo oltre a finir gravato di un’ipoteca volontaria, viene attaccato da tre ipoteche legali per oltre 1 milione di euro.
L’accademia è in crisi nonostante una stima di sei milioni di euro incassati in dieci anni, soldi che dovevano servire a pagare dipendenti e fornitori. Soldi che non sono bastati nemmeno a pagare al Comune di cui Cialente è sindaco la locazione del cinema Massimo oggetto - con l’Accademia - dello show di beneficenza post sisma all’Auditorium di Roma che solo nella prima settimana ha fruttato 400mila euro. Nonostante i milioni incassati, si è fatto ricorso continuamente a prestiti e mutui, con rate sottoposte a morosità. Ecco perché è sembrata una stonata coincidenza l’elargizione dell’ennesimo mutuo «al sindaco» da parte della stessa banca che ancora reclama il saldo dei mutui precedenti, e che proprio «al sindaco» – interessato alla sede unica del Comune – starebbe per vendere o locare un fabbricato di proprietà di un imprenditore esposto con l’istituto. In questo mare di sprechi il terremoto arriva provvidenziale. Tant’è che nel decreto-Abruzzo (che Cialente, in una conversazione telefonica con un giornalista, ammetterà di averci lavorato personalmente fino all’approvazione) tra i fortunati destinatari dei primi fondi stanziati dal Cipe spunta solo l’immobile dell’Accademia. E le altre strutture danneggiate? Nemmeno un euro al Teatro Stabile, alla Società concertistica aquilana, all’Orchestra sinfonica abruzzese. Niente nemmeno al Teatro dell’Uovo, semidistrutto, il cui direttore, Antonio Massena, ci dice: «Il sindaco ha parlato di un milione di euro per l’Accademia, io dico che siamo rimasti male per il decreto. Se chi ha spinto per l’Accademia avesse spinto anche per gli altri enti danneggiati più seriamente, sarebbe stato meglio per tutti. E nessuno avrebbe pensato male».
09/07/2009
utente anonimo
#23
21:50, 17 settembre, 2009
Che ci siano stati finanziamenti in aiuto dei terremotati (fra l'altro anche finanziamenti europei) nulla toglie all'operato del governo ma aggiungerò due chicche di recente memoria.............segue
utente anonimo
#22
17:49, 17 settembre, 2009
Berlusconi è il capo del governo e come tale risponde delle azioni del governo. Se vedo consegnate delle case, non posso che essere felice (sempre che il metodo di assegnazione sia stato equo). Quello che mi disturba è vedere Berlusconi prendersi dei meriti che non ha. Tutto qui
Ribichini
utente anonimo
#21
14:24, 17 settembre, 2009
Per i "repubblichini" è andata sicuramente così.
gianlucazappa
#20
13:21, 17 settembre, 2009
Si dice che sia stato usato per la ricostruzione dell'Aquila il tesoretto di Prodi e che di conseguenza Franceschini abbia rivendicato il merito della ricostruzione..................
utente anonimo
#19
16:58, 16 settembre, 2009
Il problema, Ribichini, non è solo di avere soldi a disposizione, ma di saperli spendere bene, con efficacia e tempestività. Mettere in piedi dei cantieri che lavorano a ritmo serrato anche durante il mese di agosto è un segno reale di efficienza e di impegno.
Il problema non sono solo i soldi e il discorso vale, per esempio, anche per la scuola. Franceschini diceva che è criminale operare tagli sulla scuola. Io dico che è criminale continuare a buttarli, i soldi, invece di migliorare e razionalizzare il sistema.
Tornando all'Abruzzo, è sotto gli occhi di tutti il grande impegno, la professionalità, l'efficacia. Dovremmo tutti andarne orgogliosi, in faccia al mondo. Invece, per beghe politiche ed odio verso un nuomo, stiamo qui a minimizzare.
gianlucazappa
#18
09:44, 16 settembre, 2009
Il commento 16 non è il mio. Comunque questi dati cosa significano? Io ho detto altro: quelle case costruite e consegnate non sono merito del governo. Tutto qui. Nei tuoi dati si parla di "soldi, soldi e soldi". Bene. Chiediamo agli abitanti dell'Aquila quanti soldi hanno visto. E poi, sarà un caso, ma a Sky, tg5, Unomattina, tg1 e tg3 hanno intervistato alcune persone che hanno avuto il privilegio di poter entrare in quelle case e tutte quelle intervistate non vivevano in tende ma in albergo. Il sospetto? Che lo stato, per risparmiare, privilegia chi già ha avuto la possibilità di dormire con un tetto sulla testa, mentre quelli che "campeggiano" ci rimarranno a lungo. Costano di meno.
Ribichini
utente anonimo
#17
06:15, 16 settembre, 2009
Disonesto e miserevole sei tu che non sei in grado di confutare dati precisi... del resto la sinistra incapace di un contraddittorio politico si è attaccata al gossip più meschino......
ErmannoDiSalza
I dati non sono mai faziosi le chiacchiere incapaci di confutarli si.
utente anonimo
#16
00:05, 16 settembre, 2009
Ermanno di Salza, sciorinare tutti questi dati faziosi al solo scopo di impressionare il lettore è non solo disonesto intellettualmente ma anche miserevole.
utente anonimo
#15
20:58, 15 settembre, 2009
LA RICOSTRUZIONE DEFINITIVA
Le case per le persone rimaste senza abitazione, saranno ricostruite interamente a spese dello Stato.
Per gli immobili non adibiti ad abitazione principale o per quelli non ad uso abitativo, il contributo economico copre l’80% delle spese per la riparazione fino a un massimo di 80.000 euro. Il governo coprirà con contributo fino a 150.000 euro il mutuo di chi provvede da sé alla ricostruzione della propria casa interamente distrutta, oppure fino a 80.000 euro se si tratta di riparare delle lesioni. La ricostruzione dei centri storici sarà totalmente affidata ai sindaci e agli enti locali, d'intesa con il Presidente della Regione, Commissario delegato alla ricostruzione dei centri storici, e con il presidente della provincia, per quanto di sua competenza. La ricostruzione a spese dello Stato riguarderà non solo gli edifici di riconosciuto valore storico e artistico ma anche quelli che rivestono a giudizio dei sindaci e della sovrintendenza rilievo ambientale e paesaggistico. In questa categoria rientra la maggior parte degli edifici ubicati nei centri storici, anche se non prima casa. In analogia a quanto disposto in occasione degli eventi sismici che colpirono l'Umbria e le Marche, sarà stabilito il concorso alle spese da parte dei proprietari, tenendo conto della loro situazione economica. Nel decreto legge del 28 aprile, il Governo ha stabilito stanziamenti per otto miliardi: 1,5 per l’emergenza e 6,5 per la ricostruzione.
IL G8 ALL’AQUILA
Il presidente Berlusconi ha deciso di spostare i lavori del G8 da La Maddalena a L'Aquila, con l’intento di mantenere viva l'attenzione e l'impegno per i territori colpiti non solo da parte del governo ma anche dell’intera comunità internazionale. A questo riguardo, il premier ha proposto ai leader degli altri Paesi di adottare un monumento ciascuno e di finanziarne i lavori di restauro e di ricostruzione. Nel corso del G8 i leader mondiali hanno aderito alla proposta e dimostrato commozione e partecipazione al dramma che ha colpito l’Abruzzo. I 220 milioni di euro risparmiati con lo spostamento del G8 dalla Maddalena all’Aquila saranno destinati alla Regione Abruzzo.
IL FONDO DI SOLIDARIETÀ DELL’UNIONE EUROPEA
Il 15 giugno è stato annunciato che il contributo di solidarietà dell’Unione europea per le zone terremotate sarà di 493 milioni. È la cifra più alta mai stanziata per situazioni di difficoltà in un Paese dell’Unione, dovrebbe essere stanziata entro fine luglio e sarà devoluta alla Regione.
ErmannoDiSalza
Relazione del 31/07/2009
utente anonimo
#14
20:53, 15 settembre, 2009
LA RICOSTRUZIONE DEFINITIVA
Le case per le persone rimaste senza abitazione, saranno ricostruite interamente a spese dello Stato.
Per gli immobili non adibiti ad abitazione principale o per quelli non ad uso abitativo, il contributo economico copre l’80% delle spese per la riparazione fino a un massimo di 80.000 euro. Il governo coprirà con contributo fino a 150.000 euro il mutuo di chi provvede da sé alla ricostruzione della propria casa interamente distrutta, oppure fino a 80.000 euro se si tratta di riparare delle lesioni. La ricostruzione dei centri storici sarà totalmente affidata ai sindaci e agli enti locali, d'intesa con il Presidente della Regione, Commissario delegato alla ricostruzione dei centri storici, e con il presidente della provincia, per quanto di sua competenza. La ricostruzione a spese dello Stato riguarderà non solo gli edifici di riconosciuto valore storico e artistico ma anche quelli che rivestono a giudizio dei sindaci e della sovrintendenza rilievo ambientale e paesaggistico. In questa categoria rientra la maggior parte degli edifici ubicati nei centri storici, anche se non prima casa. In analogia a quanto disposto in occasione degli eventi sismici che colpirono l'Umbria e le Marche, sarà stabilito il concorso alle spese da parte dei proprietari, tenendo conto della loro situazione economica. Nel decreto legge del 28 aprile, il Governo ha stabilito stanziamenti per otto miliardi: 1,5 per l’emergenza e 6,5 per la ricostruzione.
IL G8 ALL’AQUILA
Il presidente Berlusconi ha deciso di spostare i lavori del G8 da La Maddalena a L'Aquila, con l’intento di mantenere viva l'attenzione e l'impegno per i territori colpiti non solo da parte del governo ma anche dell’intera comunità internazionale. A questo riguardo, il premier ha proposto ai leader degli altri Paesi di adottare un monumento ciascuno e di finanziarne i lavori di restauro e di ricostruzione. Nel corso del G8 i leader mondiali hanno aderito alla proposta e dimostrato commozione e partecipazione al dramma che ha colpito l’Abruzzo. I 220 milioni di euro risparmiati con lo spostamento del G8 dalla Maddalena all’Aquila saranno destinati alla Regione Abruzzo.
IL FONDO DI SOLIDARIETÀ DELL’UNIONE EUROPEA
Il 15 giugno è stato annunciato che il contributo di solidarietà dell’Unione europea per le zone terremotate sarà di 493 milioni. È la cifra più alta mai stanziata per situazioni di difficoltà in un Paese dell’Unione, dovrebbe essere stanziata entro fine luglio e sarà devoluta alla Regione.
ErmannoDiSalza
Relazione del 31 Luglio 2009
utente anonimo
#13
20:50, 15 settembre, 2009
RICOSTRUIRE L'ABRUZZO
Il terremoto che ha colpito il 6 aprile l’Abruzzo è stato di grande violenza. Esso ha causato 300 vittime, oltre 1.500 feriti e più di 65.500 persone sono state assistite presso aree di accoglienza o negli alberghi o in case private. Rilevante è il patrimonio immobiliare pubblico e privato distrutto o seriamente compromesso nella sua stabilità e integrità ed ancora più profonda è la ferita al patrimonio culturale, artistico ed architettonico.Il Governo, attraverso il grande lavoro svolto dalla Protezione civile e la costante presenza e vigilanza sull’andamento della situazione del presidente Berlusconi (che è stato in Abruzzo per 14 volte in due mesi e mezzo), ha sollecitamente affrontato l'emergenza assicurando una pronta assistenza alle persone sfollate, con efficienza e umanità. Le politiche di intervento sono articolare in tre fasi: la prima, quella dell'emergenza immediata, è stata incentrata sul soccorso e sulla gestione dei primi bisogni; la seconda, quella dell'emergenza ordinaria, è caratterizzata dalla necessità di risolvere il problema abitativo in pochi mesi, prima dell’arrivo dell’inverno; infine, la terza fase è quella della ricostruzione definitiva, che impegnerà governo ed enti locali negli anni a venire.
L’EMERGENZA (6-30 APRILE)
La prima terribile scossa è avvenuta alle 3.32 di lunedì 6 aprile. Alle 3.35 la sala operativa della Protezione civile era già attiva. I primi soccorsi erano operativi di lì a poco. Alle 7 il sottosegretario Bertolaso era sul posto. Di lì a poche ore il presidente Berlusconi, annullata la sua partecipazione all’importante viaggio in Russia per la firma di numerose intese commerciali, era a L’Aquila per rendersi conto personalmente della situazione. La sera del tragico lunedì, neanche 24 ore dopo le scosse assassine, erano già state montate 5.000 brande nelle tende e 15.000 persone erano state inviate negli alberghi sulla costa. Nei primi due giorni dopo il terremoto, erano attivi sul campo 12.000 soccorritori: pompieri, forze armate, volontari, vigili urbani da tutt’Italia, addetti alle utility come elettricità, telefoni e strade. Nei giorni immediatamente successivi al sisma sono state predisposte 41 aree di ricovero e 17 presidi sanitari, con più di 1.600 operatori sul campo, tra cui 60 psicologi; sono state assistite 21.000 persone. Come è stato da tutti riconosciuto, la Protezione civile, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e tutto il personale impiegato in quei primi terribili giorni, hanno fatto fino in fondo il loro dovere, pur operando in una situazione molto complicata.
GLI INTERVENTI DI SOLLIEVO ALLA POPOLAZIONE
Superate le primissime fasi di soccorso, sono stati anche attuati interventi quali la sospensione del pagamento delle bollette per le utenze per le famiglie e per le imprese. A tutti i lavoratori, compresi quelli a termine, sono stati concessi gli ammortizzatori sociali, senza limiti di tempo. Sono stati stanziati amortizzatori straordinari per 55 milioni, di cui 25 milioni destinati all'intero territorio regionale, mentre 30 sono stati riservati alle aree terremotate.
61.782 SOPRALLUOGHI EFFETTUATI
(dati aggiornati al 28/06/2009)
52,7% Edifìci agibili
13,2% Edifici temporaneamente agibili (tutto o in parte) ma agibile con provvedimenti di pronto intervento
2,8% Edifici parzialmente inagibili
0,9% Edifici temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimento
25,4% Edifici inagibili per rischio esterno
5,0% Edifici totalmente inagibili
52,5% Case private
54,2% Edifici pubblici
42,6 %Ospedali
49,0% Scuole
57,6 % Attività produttive
68,9 %Caserme
È stata anche prevista un'indennità speciale per i lavoratori autonomi, commercianti, artigiani e liberi professionisti che hanno perso il lavoro per effetto del terremoto. Le imprese hanno avuto vari indennizzi: sono stati sospesi i pagamenti tributari e previdenziali, i pagamenti degli affitti, le rate dei mutui. L’Aquila è diventata zona franca, con un fondo di 45 milioni; sarà esclusa da ogni patto di stabilità, e si avvarrà dei proventi di nuove lotterie. Per la ricostruzione della casa dello studente sono stati stanziati 16 milioni dal fondo per l'edilizia universitaria. Per riavviare nel migliore dei modi l'anno scolastico sono stati stanziati 36 milioni per le supplenze e 110 milioni per l'edilizia scolastica: 70 milioni serviranno per ricostruire l'università e grazie ad un accordo con gli altri atenei italiani gli studenti di L'Aquila non pagheranno le tasse universitarie il prossimo anno. Al 6 giugno il 49% delle scuole risultava agibile. A questa data, le persone assistite erano 58.866. Di queste, 32.862 in case private e negli alberghi nelle province di Teramo, Pescara, Chieti e Ascoli Piceno. Le altre 26.004 nei 159 campi di accoglienza. Al 28 giugno, sono scese a 29.927 le persone ospitate in albergo e si sono ridotte a 22.901 quelle ospitate nelle tende. Già 10.000 persone sono dunque rientrate nelle loro case. Ciò è stato possibile in quanto dai sopralluoghi e dai rilievi effettuati a tappe forzate, è emerso che il 53% delle case è già perfettamente agibile. Un altro 17% potrebbe diventare agibile con lavori realizzabili in poco tempo. Ciò nonostante molte persone non sono rientrate nelle loro case per paura, in quanto ancora si susseguono scosse di assestamento. Lo potranno comunque fare nel giro di poche settimane, terminate definitivamente le scosse.
IL PROGETTO C.A.S.E.
Garantire una sistemazione in abitazioni durevoli e sicure prima che arrivi l’inverno alle circa 15.000 persone che hanno la casa distrutta o gravemente danneggiata. Per fare questo in tempi così stretti, il governo non ha seguito la consueta “trafila”, che consiste nell’alloggiare la gente per anni in strutture provvisorie (nelle tende prima, poi nei container o nelle baracche).
Con coraggio si è scelto di fare una cosa mai fatta prima:
costruire in tempo record 4.500 veri e propri appartamenti prefabbricati, che verranno edificate in trenta lotti attorno al L’Aquila. Si tratta di Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili (C.A.S.E.), nuove abitazioni, tecnologicamente avanzate, una “soluzione ponte” tra i campi di accoglienza e il ritorno nelle nuove abitazioni. Gli interventi per il Progetto C.A.S.E sono iniziati alla fine di maggio. Il piano riguarda il Comune dell’Aquila, che ha registrato il maggior numero di sfollati, mentre per i Comuni più piccoli verrà adottata la soluzione delle casette in legno, 1.800 Moduli abitativi provvisori, per i 48 comuni limitrofi colpiti dal terremoto. I complessi previsti dal Progetto C.A.S.E sono veri e propri quartieri formati da casette circondate dal verde e dotate di tutti i servizi. Si tratta di costruzioni prefabbricate, realizzate in diversi materiali: legno lamellare, calcestruzzo precompresso, laterizi oppure metallo isolato termicamente, costruite con una tecnica innovativa su piattaforme di cemento armato, montate sopra isolatori sismici: piastre flessibili che fungeranno da ammortizzatore nel caso di una scossa, per attutire l’impatto. Sotto avranno i garage e più sotto ancora gli allacciamenti di luce, acqua, gas e fognatura.
Saranno di due o tre piani e avranno diversa metratura, in base alla composizione dei nuclei familiari. Sono soluzioni ad altissima tecnologia, utilizzate per la prima volta nel nostro Paese, che pure è tra i principali esportatori di questa moderna tecnica di costruzione in paesi ad alto rischio sismico come il Giappone e la California. Le prime abitazioni, per 3.000 persone, saranno consegnate Il 10-15 settembre. Tutte le altre saranno completate entro dicembre.
Per vincere questa sfida, il premier ha esortato i responsabili delle 16 aziende vincitrici dei bandi per la costruzione delle case a programmare anche turni di lavoro continuativi, di 24 ore su 24. Una volta lasciate libere, queste residenze saranno utilizzate come campus universitari, con grandi vantaggi per il Comune, che ha nell’ateneo la sua migliore risorsa.
RICOSTRUZIONE CASE
150.000 euro a fondo perduto per chi provvede da sé alla ricostruzione dell’abitazione. 80.000 per sistemare una casa danneggiata.
Possibile la sospensione del mutuo, se la casa non è più abitabile.
1,5 miliardi per spese correnti
6,5 miliardi per la ricostruzione
RISORSE
Dirottati sull’Abruzzo i 300 milioni di euro non utilizzati del bonus famiglia, i 220 milioni che potranno essere risparmiati trasferendo i lavori
del G8 a L’Aquila. Altri soldi potranno arrivare dagli investimenti degli enti previdenziali e dalla Cassa Depositi e Prestiti.
AMMORTIZZATORI SOCIALI
Proroga dell’indennità ordinaria di disoccupazione per i lavoratori colpiti dal terremoto e indennizzi per i co.co.co.
STOP AI PAGAMENTI
Sospensione dei tributi, del pagamento degli affitti, se lòa casa in locazione è ormai inagibile, e di rate e mutui di qualsiasi genere.
ZONA FRANCA E PATTO STABILITÀ
L’Aquila è inserita nelle zone franche. Escluse dal patto di stabilità le spese sostenute per fare fronte al sisma.
SCUOLA
110 milioni per l’edilizia scolastica e alleggerimento dei tagli previsti sugli organici.
GIOCHI
Nuove lotterie istantanee e potenziamento di giochi esistenti
LA RICOSTRUZIONE DEFINITIVA
Le case per le persone rimaste senza abitazione, saranno ricostruite interamente a spese dello Stato.
Per gli immobili non adibiti ad abitazione principale o per quelli non ad uso abitativo, il contributo economico copre l’80% delle spese per la riparazione fino a un massimo di 80.000 euro. Il governo coprirà con contributo fino a 150.000 euro il mutuo di chi provvede da sé alla ricostruzione della propria casa interamente...
utente anonimo
#12
20:43, 15 settembre, 2009
Le risorse a disposizione dell'emergenza
Lo stato di calamità naturale
Per il momento, il consiglio dei ministri di ieri ha approvato il decreto sullo Stato di calamità naturale. Un provvedimento che autorizza il ministro dell'Economia a firmare provvedimenti amministrativi per l'immediato utilizzo di alcuni fondi del Bilancio dello Stato.
Sospensione immediata del pagamento delle imposte
In primo luogo, verrà decisa giovedì la sospensione immediata del pagamento delle imposte per tutti i contribuenti (famiglie ed imprese) colpiti dal sisma lo ha annunciato Silvio Berlusconi nella conferenza stampa di oggi all'Aquila.
30 milioni di euro
Nella serata di ieri, Tremonti ha firmato un altro provvedimento che sblocca 30 milioni di euro dal Fondo Imprevisti. Si tratta di un fondo gestito dal ministero dell'Economia per casi del genere. E questi 30 milioni sono stati immediatamente messi nella disponibilità della Protezione civile.
Quando Berlusconi dice che sono state sbloccate risorse senza precedenti, ha ragione. Per il territorio che colpì Umbria e Marche, la notte stessa, vennero sbloccati una ventina di milioni. Ora sono stati utilizzati il 50% in più.
Fondo imprevisti
Non è finita. Sbloccati questi 30 milioni, nel Fondo Imprevisti dell'Economia restano ancora 220 milioni quest'anno; ai quali si aggiungono per il 2010 e 2011 altri 300 milioni di un Fondo presso la Presidenza del Consiglio. E si tratta ancora di risorse per il "pronto impiego".
Interventi strutturali
Per gli interventi strutturali (tipo la ricostruzione vera e propria) i finanziamenti non mancano. Oltre a quelli che possono essere attivati dall'Unione europea, ci sono anche 6 miliardi di euro del Fondo strategico creato a Palazzo Chigi.
ErmannoDiSalza
Decisioni prese il 9 Aprile 2009
utente anonimo
#11
20:34, 15 settembre, 2009
Si intensifica la lotta del governo all’evasione fiscale e proprio nel giorno in cui prende il via lo “scudo fiscale” (valido fino al 15 aprile 2010), l’Agenzia delle Entrate fa un primo bilancio dei risultati del 2009. Ebbene, da gennaio ad agosto il fisco italiano ha riscosso, in seguito ad accertamenti anti-evasione, 2,8 miliardi di euro, con un incremento del 47 per cento rispetto allo stesso periodo del 2008, quando erano stati incassati 1,9 miliardi di euro. Sono state scoperte evasioni per complessivi 10 miliardi, con un incremento del 72 per cento rispetto a dodici mesi prima, sprattutto perché si è andati a cercare gli evasori più grossi. Lo ha riferito il direttore dell’Agenzia Attilio Befera, intervenendo alla Fiera del Levante di Bari a un convegno sul contrasto all'evasione fiscale. Una lotta che, aveva spiegato lo stesso Befera in un’intervista al “Corriere della Sera” del 18 luglio, sta diventando sempre più efficace grazie al fatto che “adesso il governo e il Parlamento ci hanno dato strumenti efficaci. La spinta che c’è stata sull’adesione volontaria e sugli accertamenti sintetici, con i quali si verifica la capacità di spesa confrontandola con il reddito dichiarato, sta dando ottimi risultati. Poi abbiamo cambiato strategia anche noi, stiamo spingendo sulle indagini bancarie e sugli accertamenti mirati”. Con il varo dello scudo fiscale poi le cose dovrebbero andare ancora meglio. “Lo scudo – spiega – fa da cerniera con la stretta del decreto sui redditi nei paradisi fiscali, che salvo prova contraria sono considerati frutto di evasione”. A tal proposito Befera ha annunciato che la task force per gli accertamenti sui capitali finiti nei paradisi fiscali sarà composta da 50 funzionari e avrà sede a Milano.
Tornando ai dati illustrati questa mattina, nel 2009 sono cresciuti i versamenti diretti: da 1,3 a 2,1, miliardi di euro. Il numero di interventi esterni (verifiche e controlli mirati) è stato di 6.596, compresi gli interventi di contrasto dei fenomeni fraudolenti. Nei primi 8 mesi del 2009 il numero di accertamenti di Imposte dirette, Iva e Irap, esclusi accertamenti parziali automatizzati, è stato di 173.600 contro i 161.500 dello stesso periodo del 2008. Aumentate anche le imposte recuperate subito, senza finire in contenzioso con il contribuente: 1,22 miliardi, il 34 per cento in più dell’anno scorso. “È aumentata la qualità nell’attività di controllo, e lo dimostrano gli introiti che sono molto superiori a quelli dell’anno passato - ha sottolineato Luigi Magistro, direttore dell’Accertamento dell’Agenzia delle Entrate - e aumento della qualità vuol dire anche una maggiore efficacia dissuasiva: l’effetto che a noi più interessa, che non è reprimere, colpire, ma educare”.
ErmannoDiSalza
utente anonimo
#10
19:39, 15 settembre, 2009
Ah, aggiungo e ribadisco un concetto: Le case consegnate oggi sono state costruite dalla provincia di Trento con i soldi della Croce Rossa. Il governo non ha nessun merito e non ci ha messo una lira
utente anonimo
#9
19:37, 15 settembre, 2009
Non provo nessun dispiacere. Piuttosto, ti invito a spiegare cosa intendi per "schizzofrenico". La legge 194 prevede che possano esistere enti preposti (non si specifica la natura) che cerchino di "far riflettere" e assistere la persona che vuole ricorrere all'aborto. Perché dovrebbero prendere dei soldi se più che assistenza fanno politica??
E poi come si può convincere una giovane donna povera e sola a non abortire in una società incapace di aiutarla a portare avanti la maternità e a prendersi cura del figlio, dal momento della sua nascita?
Nuove leggi (a costo zero) e soldi, tanti soldi per gli asili nido (meglio se in azienda).
Ribichini
utente anonimo
#8
18:34, 15 settembre, 2009
I CAV devono essere messi in grado di funzionare perchè è la stessa legge 194 che prevede tutta una serie di interventi per SCORAGGIARE il ricorso all'aborto. Ma non si è fatto mai niente.
E se anche fosse, perchè non aiutare non chi vuole "convincere" le donne a non abortire, ma chi le vuole AIUTARE a non sopprimere una vita anche se non voluta. E' diverso.
Vedi, Ribichini, queste tue osservazioni denotano la solita impostazione culturale della sinistra, molto schizofrenica quando si parla di aborto.
Quanto al terremoto, in Italia non abbiamo MAI VISTO affrontare una tale emergenza con tanta efficacia, competenza e tempestività. Potrà darvi dispiacere, ma è così.
gianlucazappa
#7
17:10, 15 settembre, 2009
"Questo governo si è dimostrato all'altezza della situazione nell'affrontare la crisi". Dove? Quando? Forse gli italiani si sono dimostrati (a costo di duri sacrifici) all'altezza della situazione. Non il governo che parla solo di federalismo, dialetto e stipendi regionalizzati. Per non parlare del terremoto. Tutto come quel 6 aprile. La città è devastata mentre vicino costruiscono la "new town". Case per le quali il governo non ha messo una lira (le case donate oggi le ha pagate la Croce Rossa con soldi donati dagli italiani con il supporto della provincia di Trento) (ndr: sta sera Vespa non lo dirà, ma il buon Cavaliere ci racconterà che quelle case le ha fatte lui con le sue mani).
Tornando alla famiglia, i posti per le donne incinte è un segno che qualcosa sta cambiando. Io francamente credo che più che ridurre le tasse alle famiglie, lo stato deve sovvenzionare asili nido nei luoghi di lavoro, staccare assegni di maternità per le donne che vivono in famiglie a basso reddito, modificare la legislazione in caso di maternità, proteggendo maggiormente la mamma lavoratrice.
Fino ad ora abbiamo solo visto il contrario. Il primo provvedimento fatto da questo governo è stato quello di eliminare l'obbligo di firma delle dimissioni davanti ad un funzionario del centro per l'impiego, obbligo istituito dal governo Prodi per eliminare il rischio delle cosiddette dimissioni in bianco. Ad una donna neo assunta, spesso, il datore di lavoro chiedeva di firmare le dimissioni in bianco, in modo poi da formalizzarle nel caso in cui sarebbe rimasta incinta.
In conclusione, una precisazione al pezzo di Gianluca. Il CAV è un'associazione legata al Movimento per la Vita che cerca di convincere le donne a non abortire? Perché dovrebbe prendere delle sovvenzioni statali? Inoltre, i soldi spesi per le strutture sanitarie preposte all'aborto sono sufficienti ma assolutamente irrisori, visto che si tratta esclusivamente di sale operatorie che possono fungere anche per altri interventi chirurgici. Gli animali: 55mila euro. Vi sembra tanto? Allora che dire dei voli di stato, degli stipendi dei parlamentari e dei soldi buttati in opere pubbliche mai realizzate?
Ribichini
utente anonimo
#6
10:37, 15 settembre, 2009
Berlusconi passerà alla storia per ben altro...
utente anonimo
#5
07:27, 15 settembre, 2009
Scusate l'OT ma c'è un "premio" per La Cittadella sul mio blog.
Buona giornata a tutti.
Resamo
#4
19:22, 14 settembre, 2009
Vedrai GZ questo governo, che si è dimostrato all'altezza della tremenda congiuntura come ha testimoniato L'Ocse che ha dichiarato come l'Italia sia lo stato che traina la ripresa con un incremento dell'indice dell' 8% messo a segno tra il Luglio 2008 e il Luglio 2009, rispetterà la promessa della legge sul quoziente familiare come del resto Berlusconi ieri sera a dichiarato al TG.
ErmannoDiSalza
utente anonimo
#3
19:06, 14 settembre, 2009
Vedri GZ questo governo che fino ad ora si è dimostrato all'altezza della crisi come L'OCSE a testimoniato definendo l'Italia il Paese che traina la ripresa con un +8 d'incremento del superindice Ocse tra Luglio 2008 e Luglio 2009.
Di fatto Berlusconi ha già parlato (l'ho sentito dichiarare in televisione) che porterà a compimento la legge sul quoziente familiare in quanto fa parte delle cose promesse.
ErmannoDiSalza
utente anonimo
#2
10:38, 14 settembre, 2009
Beato te che ti aspetti molto da questo Governo (non credere che io mi aspetterei di più da un altro Governo). Potresti cominciare a spiegare al ministro Calderoli (che poi dovrebbe spiegarlo a questo governo) che, per adeguare gli stipendi al costo della vita, non basta confrontare uno stipendio e un prezzo, bisogna anche chiedersi, su uno stipendio quante persone devono vivere ? Non gli viene il sospetto che tra famiglie numerose e disoccupazione, al sud il reddito disponibile pro-capite sia molto più basso che al nord ?
LeoDaVinci
#1
20:56, 13 settembre, 2009
un buon libro per capire la politica:
Brigit
TERRA DI MEZZO
Società editrice il Ponte Vecchio
michelefabbri
Scrivi un commento
Nome: utente anonimo
Blog:
Il tuo commento:
Scrivi le lettere che vedi nell'immagine qui sopra.
Puoi usare i seguenti tag HTML nei commenti: <a target="_blank"><b><i><br>
*
Entra
o
Registrati
per commentare con un tuo nick :)
chiudi questa finestra