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Commenti
#12
18:21, 12 settembre, 2009
Quo vadis E' anche uno dei miei libri preferiti
weirde
#11
22:09, 05 settembre, 2009
Sei sempre il benvenuto qui, Tony. Cosa hai letto tu quest'estate?
cabepfir
#10
07:31, 04 settembre, 2009
Scusami non ho firmato il mio post. Sono Tony ciao
utente anonimo
#9
07:28, 04 settembre, 2009
Cecilia, hai fatto strike! con un colpo solo sei riuscita a fare un’analisi letteraria ed una antropologica: che dire? Se adesso fossimo all’inizio dell’estate invece che alla fine (si spera, con ‘sto caldo) avrei messo in valigia tra i libri da leggere sull’amaca, anche “Quo vadis?”. Adesso purtroppo inizia la stagione dei libri che si contendono la tua quotidianità. ciao
utente anonimo
#8
23:06, 01 settembre, 2009
Difatti, quando Pet. annuncia a Vinicio di aver abbandonato la sua vecchia amante Crisotemide e di averla sostituita con Eunice, dicendogli "Colmo la vita di felicità come la coppa del vino più prelibato che la terra produca e berrò finché la mano avrà forza e finché le labbra non impallidiranno. Che avverrà dopo? Non m’interessa. Questa è la mia nuova filosofia”.
“Ma se l’hai professata sempre. [risponde Vinicio]. Non vi è nulla di nuovo!”
“Ha un contenuto nuovo che prima le mancava”
E a questo punto entra Eunice. Quindi Eunice non è un cambiamento di direzione, ma solo un perfezionamento.
Quanto alla questione della sensualità, a mio avviso il punto non sta tanto nell’assenza di sensualità in Renzo e Lucia, quanto nel momento in cui il lettore viene a conoscenza delle due coppie. Renzo e Lucia formano una coppia già stabile, si conoscono da quando sono piccoli e abitano nel medesimo paesino in cui si conoscono tutti; la loro è una conoscenza che deriva dall’infanzia, in cui una particolare simpatia li ha portati a scegliersi e a decidere di sposarsi, non l’accensione dei sensi. Al contrario, Ligia e Marco sono una coppia che si forma sotto gli occhi del lettore: è il loro primo innamoramento quello che vediamo, e allora sì c’è l’attrazione fisica e l’accensione dei sensi ecc. Quando Vinicio capita in casa di Aulo Plauzio non ha mai visto prima Ligia, non la conosce, è attratto da lei per la sua bellezza; e anche Ligia resta attratta da lui, per la prima impressione che il fisico balestrato del soldato romano le ha lasciato.
Non so se capisci quello che voglio dire. Ti è mai capitato di vedere delle coppie che si formano nei paesini, tra gente che si conosceva già da prima di mettersi insieme? Gli occhi dell’uno e dell’altra sono già abituati alla visione reciproca. C’è affetto, c’è amore ma in un certo senso bypassando la scintilla dell’innamoramento e dell’attrazione che scatta a pelle tra estranei. Questa è la differenza che intercorre tra Renzo e Lucia da un lato e Marco e Ligia dall’altro. I primi sono una coppia già addomesticata, gli altri attraversano adesso l’innamoramento.
cabepfir
#7
22:52, 01 settembre, 2009
Un punto per volta, cercando di non saltare nulla:
1) I Promessi sposi me li hanno fatti leggere (a pezzetti) in V ginnasio e non ci ho trovato niente di bello. Poi li ho riletti da sola intorno ai 17-18 anni e mi sono piaciuti moltissimo. Che Manzoni sia il più grande romanziere italiano, rovinato talvolta dall'obbligo scolastico o meglio dall'insipienza con cui si insegna, mi sembra indubbio.
2. I miei personaggi preferiti sono don Abbondio e Gertrude. Ogni tanto mi vado a rileggere il capitolo sulla monaca di Monza per il puro gusto di farlo.
3. Mansfield Park non l'ho letto (non sono mai andata oltre le 20 pagine di tutta la Austen, sorry. Ho visto tutti i film ma a leggerla non ce la faccio). Comunque mi sembra che lo stupido lì sia quello che poi sposa, Edmund, non lei; Edmund che per tre quarti del libro sbava appresso alla nuova vicina di casa.
4. Ah, comunque il miglior modo per iniziare ad amare i Promessi Sposi è di vederli nella versione del Trio. Sublime.
Tony, come sempre grazie del tuo commento. E' stato illuminante anche per me, non avevo pensato a questa faccenda di "Quo Vadis?" come domanda universale rivolta a tutti i personaggi.
In effetti, dall'inizio alla fine del romanzo c'è un lievissimo cambiamento anche in Petronio, che però non è dettato tanto dalla vicinanza di Eunice quanto dalla maggiore consapevolezza con cui guarda ai delitti di Nerone.
La storia d'amore con Eunice non fa mutare la direzione della vita di Pet. ma la rende solo più piena.
cabepfir
#6
14:17, 01 settembre, 2009
Ciao Cecilia! Se permetti il punto di vista di un maschietto, anch’io ho letto Quo vadis? qualche era geologica fa. Ero in piena adolescenza, perciò particolarmente sensibile a certi dettagli: e la Ligia che ricordo (nell’edizione Garzanti che avevo si chiamava Licia) qualche palpito carnale lo mostrava nei confronti di Vinicio, un brivido di sensualità impensabile in Lucia per Renzo. Ad un certo punto, si sono entrambi rifugiati da un cristiano, sotto lo stesso tetto, Vinicio è ferito e Ligia, assodato che lui non rischia la vita, chiede di potersi allontanare, da quanto è sconvolta dall’attrazione che prova per lui.
Comunque, il momento più forte per me resta quando Petronio per sedare gli ardori del nipote - ossessionato dalla figura di Ligia - intende inviargli in dono a casa proprio Eunice, con cui Vinicio potrebbe distrarsi. Ricordo la forza della reazione di Eunice, che implora Petronio di tenerla con sé, disperata di poter perdere anche solo la possibilità di vederlo da lontano. E gioisce della punizione che Petronio le fa infliggere per avergli disobbedito, perché comunque resterà con lui.
La tua analisi mi suggerisce qualcosa a cui non avevo mai pensato: che in definitiva tutti i personaggi del libro (anche i “pagani”), con le loro scelte e le loro esitenze, rispondono alla domanda: “dove vai?/quo vadis?” La stessa frase che citi di Petronio è una risposta a questa domanda: “Io accompagnerò Cesare, ma, al ritorno, lo lascerò e andrò a Cipro, perché questa mia bionda dea [i.e. Eunice] desidera che noi offriamo insieme, a Pafo, colombe a Cipride e tu devi sapere che si fa sempre ciò che desidera lei”. Si prende una direzione, credendo che sia quella giusta per noi, poi sopraggiunge l’amore e ci fa cambiare direzione.
ciao Tony
utente anonimo
#5
12:33, 01 settembre, 2009
Uhm... sbaglio o a un certo punto Vinicio si ubriaca di brutto durante un banchetto e cerca di violentare Ligia? È passata un'era geologica da quando ho letto il libro, ma ho pensato questa loro storia d'amore, non è che cominciasse proprio bene! Petronio era più simpatico, sì... Anche perché era coinvolto negli intrighi alla corte di Nerone, che mi sembravano particolarmente divertenti.
Peccato per Eunice, che in effetti è sempre "dietro le quinte".
A proposito dei Promessi Sposi, anch'io li difendo. Manzoni è pesantuccio, ma il suo mestiere di narratore lo sa fare. La mia prof del liceo aveva un pessimo approccio ai PS, non ha fatto altro che esasperarne la pesantezza, e nonostante questo non è riuscita a farmelo odiare ;-)
lariflessiva
#4
09:26, 01 settembre, 2009
:-)
erica1cate
#3
04:06, 01 settembre, 2009
Eeee, i ' dettagli' ...mi sa che Sinkiewicz era troppo puritano per metterceli, soprattutto se si tratta dei 'dettagli' di Patronio ed Eunice ;)
Peccato!
Don Rodrigo, poveretto! Io non mai capito cosa ci trovasse in Lucia, che non e' tanto intollerabilmente antipatica, quanto lagnosa...un po' di vivacita' non le avrebbe fatto male...in ogni caso, io i Promessi sposi li trovo un'opera si' di valore, ma alquanto 'pesante', riscattata pero' dalla descrizione della peste, dall'immortale episodio della madre di Cecilia ;)...e soprattutto dall'Innominato, con la sua cupa grandezza che se c'avesse 20'anni in meno sai che gli farei ;)...ecco, potevano farlo interpretare da Stefano Dionisi, o Marco Foschi, o Richard Armitage, o Alan Rickman (che c'avrebbe l'eta' giusta)...o, perche' no: Jeremy Northam Innominato sarebbe interessante!
...ad ogni modo, il personaggio femminile piu' antipatico che io abbia incontrato finora nei libri e' Fanny Price in 'Mansfield Park' della Austen, e alla fine si sposa pure il figaccione senza macchia e senza paura...
utente anonimo
#2
23:06, 31 agosto, 2009
Sai che io sono parzialissima nei confronti di Petronio ed Eunice. Sono stati i miei primi amori, la prima coppia che abbia amato in quanto coppia, e come tali occupano un posto insostituibile nel mio cuore. Anche se sono consapevole che parte della mia fascinazione nei loro confronti dipende dalla bellezza mozzafiato di Marina Berti e dall'intelligenza degli occhi di Leo Genn. Non so se, leggendo il libro prima di vedere il film, mi sarebbero rimasti così impressi. Petronio è un personaggio davvero magnifico, ma Eunice nel libro è quasi invisibile. Tutta la loro storia è raccontata in levare piuttosto che in aggiungere: all'inizio si viene a sapere che Eunice lo ama, poi si vede Eunice che rifiuta di andarsene da casa per rimanere accanto a Petronio, e poi si vedono già insieme. Il momento in cui Eunice e Petronio si mettono insieme, le loro prime parole, sono lasciate all'immaginazione del lettore. Questo aggiunge fascino e mistero, certo, ma non ti dico quanto avrei preferito una qualche cinquantina di pagine in più di dettagli ;)
Quando ero piccola anch'io provavo una viva insofferenza per Marco Vinicio e Ligia, trovandoli intollerabili. Ancora adesso mi stanno antipatichetti, in specie Ligia (personaggio davvero immobile, puro simbolo piuttosto che persona); ma leggendo l'opera adesso trovo molto più interessanti i tormenti interiori di Vinicio di quanto non facessi diciassette anni fa. E capisco anche che alcune volte Petronio è presentato dalla parte del torto, quando discute della religione cristiana intendo, mentre da piccola non me n'accorgevo.
Detto questo, io difendo Renzo e Lucia e tutti i Promessi Sposi. Renzo e Lucia sono entrambi più mobili di quanto sembrano ad una prima occhiata. Anche se, sinceramente, io un'occhiata a Don Rodrigo l'avrei lanciata, prima di tornare da Renzo... specie se assomigliava a Stefano Dionisi ;) ;)
cabepfir
#1
07:36, 31 agosto, 2009
Sono Silvia
Posso dire, dopo tale perfetto riassunto, che Petronio ed Eunice ti restano nel cuore, mentre Vinicio e Ligia, alla fin fine, ti restano sul gozzo e ci vuole una tanica di alka-seltzer per digerirli?
(tu li paragoni a Renzo e Lucia: esattamente, stessa fuffa, con il personaggio maschile, Renzo e Vinicio, in fondo piu' credibile e simpatico di quello femminile, Lucia e Ligia, perfetto e noioso)
...e, poi, suvvia diciamolo: un bacio dato in punto di morte
puo' valere e commuovere molto di piu' di 50 anni assieme tutti felici e contenti...
utente anonimo
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