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11:00, 04 giugno, 2004

L'estate canora era cominciata non troppo bene col gravoso vento di crisi che agitava la discografia italiana . "Si vendono pochi dischi" si lamentano i discografici, ma intanto aumentano i prezzi dei supporti in vinile e nastro. Se c'è una crisi è quella del "divo della canzone". Il pubblico smette di acquistare un nome al posto di un disco. Fino a poco tempo fa usciva il disco nuovo del Morandi di turno e tutti se lo andavano a comprare, anche a scatola chiusa.Lo spettro della crisi ha dato la spinta ai cantanti a fornire qualcosa di nuovo al pubblico, sempre più smaliziato e sempre meno propenso a spendere ed a riempire i locali. Due sono i fenomeni che hanno caratterizzato l'estate 1974 e cioè l'evoluzione dei cantanti italiani verso una forma nuova di spettacolo, una specie di "faso-tuto-mi", cioè canto-ballo-recito e intrattengo il pubblico, a cui tutti si sono adeguati. Nuovi anche la maggior parte degli interpreti in classifica.

Laura G.
utente anonimo
10:45, 04 giugno, 2004

12 MAGGIO 1974:

Elettori 37.502.918

Votanti 33.029.479 88,1%

Voti favorevoli 13.157.709 40,7%

Voti contrari 19.138.332 59,3%

Antoniof
utente anonimo
#9  
10:41, 04 giugno, 2004

Commenti

alle 10:40 del 04 giugno, 2004

" Sono una buona madre, che ha allevato con sacrifici ma con gioia 4 figli. Sono stata una moglie onesta e fedele, ma con tutto questo mio marito mi ha tradita, ci ha abbandonati. Ha ottenuto il divorzio e ci passa trentamila lire al mese. Ho perduto tutto: perfino il nome con cui sono stata chiamata per 14 anni. Pensate che voterò a favore del divorzio?" una delle tante madri che si oppongono al divorzio ed invia questa lettera il 12-5-1974 al CNRD.

utente anonimo (http://)



Annalisa C.
utente anonimo
#8  
10:35, 04 giugno, 2004

Diceva che proprio lo statuto della fede includeva la libertà religiosa, per credenti e non credenti, e che proprio le esigenze del Vangelo comportavano non l'imposizione di vincoli, ma l'esercizio della misericordia, l'alleggerire la terra di pesi e dolori non necessari, che per far salvo un principio calpestavano il bene delle persone. Erano queste ad esempio le ragioni espresse da fratel Carlo Carretto, dopo una notte di preghiera, per motivare il suo no all'abrogazione del divorzio: il Dio della misericordia non poteva volere che si usasse la forza per fingere la sopravvivenza di una famiglia che non esiste più; non poteva volere che si infierisse su poveri uomini emigrati, buttati nelle baracche in Svizzera o in Germania, per anni e anni a passare le loro notti lontano dalla sposa; non poteva stare dalla parte della legge invece che dell'amore "per aumentare la già grande e piagata sofferenza dei peccatori"; e questa è una Parola che ancor oggi rimane.stef5c
utente anonimo
#7  
10:35, 04 giugno, 2004

“L'Italia visse in quel giorno una delle più significative ed esemplari pagine della sua storia democratica: al referendum indetto per l'abrogazione della legge sul divorzio, la n. 898, in vigore dal 1 dicembre 1970, il 59,3% dei cittadini votò "no".

Prima delle elezioni si cercò di convincere gli elettori comunisti che anche Marx e Togliatti avrebbero votato contro il divozio;e alle donne fu detto che nessuno le avrebbe accettate divorziate e con figli a carico.



simona c.
utente anonimo
#6  
10:31, 04 giugno, 2004

M.Pannella

"La donna costretta dal vincolo del matrimonio a sottostare ad un legame che non era più d'amore.Il divorzio? La soluzione ai problemi familiari e un modo per riacquistare serenità.La realtà è stata ed è ben diversa, perché se è difficile vivere il matrimonio, non è facile affrontare la sconfitta di un divorzio! È una sconfitta politica e culturale, perché è una sconfitta del cuore.Separarsi è una sconfitta, una lacerazione.



Laura G.
utente anonimo
#5  
10:30, 04 giugno, 2004

Forattini,dopo il 12 maggio 1974, disegna una vignetta intitolata "Il tappo è saltato". Il disegno rappresenta il segretario della DC che sbotta via, come un tappo, da una bottiglia con cui probabilmente festeggeranno i suoi avversari.

Dopo la sconfitta della DC ci furono molte vignette canzonatorie a riguardo. Infatti grazie a questo evento i giornali ricominciarono a pubblicare immagini satiriche, che avevano conosciuto poco prima un momento di profonda crisi. Questa rinascita riesumò anche accenti clericali e anticlericali, che già da tempo erano stati messi da parte.

Per vedere le vignette potete andare sul sito:

http://socialdesignzine.aiapnet.it/archives/000661.php

Francesca R. 5^c
utente anonimo
#4  
10:21, 04 giugno, 2004

...Sono troppo sconvolta dalla gioia che mi ha travolto ieri sera quando sono scesa dal treno che mi aveva portato a Roma proprio nelle ore in cui scrutinavano i voti(...).Ma poi il treno è giunto in stazione e ho saputo. Ela gioia è stata così grande che mi sono messa a piangere(...). Porzione di testo scritto da Oriana Fallaci sulla sua reazione al risultato del referendum... La sua presa di posizione è molto chiara no?!?

Silvia L.
utente anonimo
#3  
10:05, 04 giugno, 2004

In occasione del referendum sul divorzio del 12 maggio 1974, i Vescovi italiani hanno voluto dare un orientamento dottrinale e una direttiva pastorale circa l'unità della famiglia e l'indissolubilità del matrimonio.

La Chiesa ha sempre insegnato che il matrimonio è indissolubile non soltanto come sacramento, ma anche come istituto naturale.

Il Concilio Vaticano II ha definito il divorzio come una piaga sociale per le sue rovinose conseguenze nei riguardi del matrimonio, della famiglia e della società.

Antonella M.
utente anonimo
#2  
10:04, 04 giugno, 2004

In un volantino indirizzato ai comunisti Karl Marx dichiara la sua posizione contro il divorzio. All'interno del manifesto egli ribadisce che il matrimonio è un impegno definitivo. Si oppone contro chi dice che il divorzio è simbolo di libertà... "la libertà di tradire e abbandonare coniuge e figli"...

Antoniof
utente anonimo
#1  
09:55, 04 giugno, 2004

Con il clima cupo dei primi anni '70, anche il referendum sul divorzio, vinto dalle sinistre alleate all'Italia laica e radicale, assume toni di crociata antifascista assumendo significati distanti dalle apparenze di confronto su un diritto civile. La vittoria darà alle sinistre una iniezione di ottimismo che si rifletterà sui successi elettorali del PCI l'anno successivo alle elezioni politiche. stef 5c
utente anonimo

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