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#3  
17:53, 06 settembre, 2009

bravo. mi piace quello che scrivi
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Musetteontreno
#2  
20:53, 05 settembre, 2009

Si parla spesso di solitudine, fuori, perchè si conosce un solo tipo di solitudine. Ma nulla è così feroce come la solitudine del manicomio. In quella spietata repulsione da parte di tutto si introducono i serpenti della tua fantasia, i morsi del dolore fisico, l'acquiscienza di un pagliericcio su cui sbava l'altra malata vicina che sta più su. Una solitudine da dimenticati, da colpevoli. E la tua vestaglia ti diventa insostituibile, e così gli stracci che hai addosso perchè loro solo conoscono la tua vera esistenza, il tuo modo di vivere.
In manicomio ero sola; per lungo tempo non parlai, convinta della mia innocenza. Ma poi scoprii che i pazzi avevano un nome, un cuore, un senso dell'amore e imparai, sì, proprio lì dentro, imparai ad amare i miei simili. E tutti dividevamo il nostro pane l'una con l'altra, con affettuosa condiscendenza, e il nostro divenne un desco famigliare. E qualcuna, la sera, arrivava a rimboccarmi le coperte e mi baciava sui corti capelli. E poi, fuori, questo bacio non l'ho preso più da nessuno, perchè ero guarita.
Ma con il marchio manicomiale.


Alda Merini

L'altra verità
Diario di una diversa
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente UnderCaos
#1  
17:25, 14 agosto, 2009

La mia preferita, so far
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente saltyeyes

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