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Commenti
21:00, 30 luglio, 2009

Grazie per averci dato il tuo parere.
Alla prossima! ;-)
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02:32, 30 luglio, 2009

ma.. personalmente non mi sembra così importante la questione del genere. cito valentina: "La differenza secondo me non sta nel sesso, ma nella persona. Così come per tutte le cose del resto"

un saluto
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17:19, 21 luglio, 2009

@Cinemasema: E presto scopriremo i segreti anche di altri cineblogger! :))
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00:45, 21 luglio, 2009

Mi era parso di aver lasciato un commento un secolo fa e scopro con rammarico o che splinder mi ha fregato oppure che a fregarmi è stato il mio cervello. Comunque un post bellissimo (finalmente ho scoperto i segreti di Ale55andra^^) e commenti molto interessanti. Si è aperto un dibattito affascinante che sinceramente mi mette in difficoltà perché trovo tutti i commenti molto pertinenti. Ammetto che scrivo poco di cinema francese (e pensare che è il cinema che amo di più) ma solo perché in questo momento ho fatto altre scelte (troppo spazio ci vorrebbe per specificarne in particolare i motivi). Ma in effetti sono entusiasta quando leggo post su film che non ho visto e di autori che conosco poco. Forse i lettori di questi post saranno pochi ma per me sono lavori pregiatissimi e importanti, belli come tutte le cose rare.
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15:44, 17 luglio, 2009

Ma guarda Souffle, per quanto mi riguarda, te lo ribadisco, non faccio un discorso di target. O sicuramente non un discorso consapevole in questo senso. E' chiaro che scrivendo su un blog specifico e volendo dare un abbozzo di "linea editoriale" al blog stesso, cercando per quanto possibile di differenziarlo un pochino dalla miriade di altri cineblog che ci sono sul web, anche inconsciamente si finisce per scrivere su film, argomenti o autori per cui il blogger sa che almeno una parte dei suoi lettori più assidui nutre un minimo di interesse o curiosità. Ma l'interesse di chi scrive deve venire prima, quello deve esserci a monte. Ti faccio il mio esempio: scrivo, tra i film che scelgo di vedere, dei film per cui più mi "preme" scrivere. Di film e autori che penso di aver conosciuto e frequentato meglio, su cui magari ho letto pochi post in giro altrove, o su cui penso ci sia ancora qualcosa di stimolante da dire. Se poi i post che scrivo hanno un riscontro positivo, suscitando curiosità tra i lettori, mi fa piacere. Ma non sempre questo accade. Tutto qui.
Spero di essere stato comprensibile fino in fondo. :)
Saluti
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21:06, 16 luglio, 2009

"Perchè un film a tematica gay deve essere per forza visto solo da gay?"

Valentina, è quello che mi domando anche io: perchè?
Perchè film come "I testimoni" o "The History boys" o "Il tempo che resta" (tutti film degli ultimi due anni, non di 10 anni fa) dovrebbero interessare solo il pubblico gay?

La domanda però non la devi fare a me, ma a chi questi film non li ha visti nè gli interessa vederli.

Quanto a "recuperare i film", sappiamo tutti che se vuoi vedere un Kitano o un Johnnie To che non sono usciti in sala nella tua regione, se ti interessano li recuperi...
A Roma poi esce tutto.

Quindi si tratta solo di interesse del blogger, e senza tirare in ballo le preferenze sessuali, che sono solo un aspetto secondario.

Un altro è senza dubbio l'età.
Un film come Cuori di Resnais o L'ebbrezza del potere di Chabrol usciti alcuni anni fa, erano splendide opere, ma mi sa che ai blogger con meno di 30 anni non hanno interessato (lo dimostrano i voti nella connection).

Il film uscito una o due settimane fa con Emma Thompson è stato votato solo da Alessandra e non mi pare non sia uscito un po' ovunque.

E Garage? Chi lo ha visto?

L'analisi che ho scritto sul mio blog riguardava i cineblogger non il pubblico medio. Riguardava chi ama il cinema e ne scrive.
E chi ama il cinema dovrebbe essere interessato a quei registi che tu definisci "difficili" (in che senso poi? Ozon è facilissimo, colpisce al cuore, Gondry è complesso ma intellegibile, Solondz è semplicemente "duro" ma non criptico).
E da chi ama il Cinema si vorrebbe una polifonia di sguardo e sopratutto esplorare mondi diversi, come sto facendo io con la nuova commedia americana, un genere assai lontano dai miei gusti e dai miei interessi. Ma mi ci metto di impegno per capire come mai in USA la commedia dei 30enni sia tutta fatta in un certo modo.

Pickpocket: sposerei volentieri anche io la tua idea, ma, guarda caso, alla maggioranza dei blogger i film in costume, i film letterari, i film "di parola" (Mamet ad esempio), il film "femminili" non piacciono.
La mia idea è perchè sono giovani e maschi. Ma sono decisamente pronto a cambiarla se qualcuno mi dimostra il contrario recensioni alla mano (magari non dicendo che è per pigrizia o questioni di tempo che non li ha visti).
Più onesto sarebbe dire, come direi anche io: non mi frega nulla di quei film.
Ad esempio, io Apatow l'ho recuperato solo per la mia analisi sulla commedia americana, altrimenti MAI lo avrei visto.
Transformers non mi interessa.
Il cinema adolescenziale non mi interessa.
Potrei dire che non ho tempo, ma, come dice sempre un mio amico, se uno vuole fare qualcosa il tempo lo trova.
Come me, che per chiarire il mio pensiero sto rubando tempo ad altre cose che potrei fare e invece scrivo qui perchè mi sembra importante capire cosa spinge chi scrive di cinema per passione a vedere certi film e trascurare altri, se lo fa per il target come sembra suggerire Valentina, o per suo gusto e interesse.

Un saluto, buona serata.
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13:27, 16 luglio, 2009

@Souffle: Purtroppo, e te lo dico con rammarico e in tutta sincerità, negli ultimi mesi, causa impedimenti vari, mi è stato impossibile frequentare assiduamente i film in sala. Ci sono riuscito credo solo 2 o 3 volte negli ultimi 2-3 mesi, e sono le volte in cui ho dedicato post e piazzato pallette sulla connection per i film "Focaccia Blues", "Two Lovers" e "Vincere". Sono cosciente di essermi perso moltissimo, Von Trier compreso. Su "Milk" per esempio, che ho recuperato in DVD, scriverò di certo qualcosa appena lo avrò visto. Sono molto curioso di vederlo. Per il resto, ti assicuro che agguantare al cinema, nel cuore della provincia barese, i film di Techinè, Ozon o Solondz non è impresa facile.

Non sono d'accordo con te sulla idea di un cinema giovane/contemporaneo in opposizione al cinema vecchio/passato. Esiste solo il Cinema. Ed è tutto degno di essere "trapassato" dal nostro sguardo, qui e ora. Ogni sguardo è potenzialmente in grado di offrire angolazioni diverse di analisi. Gli effetti più stupefacenti, di trans-medialità e ibridazione assoluta, nascono dal re-visionare adesso cose girate 20-40-60-80-100 anni fa accostandole magari all'ipermoderno, all'ipercontemporaneo. Concetti, questi ultimi, comunque paradossali se applicati ad un'arte che parla SEMPRE e comunque una lingua declinata al passato. La lingua del "già registrato", "già vissuto", "già accaduto".

Un saluto, e grazie per i tuoi contributi alla discussione. :)

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12:17, 16 luglio, 2009

Scusate il terribile italiano ma vado di fretta...
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12:16, 16 luglio, 2009

Alcuni degli autori che citi sono difficili e di nicchia e per questo nel 90% dei casi non ne parla nessuno.

Io pure ho la collezione di dvd di Renoir, ma non ne parlo perchè è più facile confrontarsi sui film in uscita che su vecchi film che non vede nessuno.

Forse se più persone cominciassero a parlare di film di meno facile consumo sarebbe un salto di qualità per la blogosfera.

Ma qui la differenza secondo me non è col sesso (di nuovo): è più legata alla cultura e agli interessi di quella persona.

E pure tu se fai distinzioni solo sui gusti sessuali ti metti automaticamente in una nicchia da solo.
Perchè un film a tematica gay deve essere per forza visto solo da gay?
Mi dirai che è più difficile recuperarli, ma non credo sia il tema a scandalizzare.
Almeno non per chi ama il cinema.

Se poi parliamo del "pubblico medio" allora è tutto un altro discorso.
Lì veramente spesso ti cascano le braccia...
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09:10, 16 luglio, 2009

grazie Valentina anche per il tuo commento.
Su Milk hai ragione, ma la mia questione è questa: quanti tuoi amici hanno messo Milk come Hype del mese o si sono precipitati a vederlo appena uscito o ne hanno scritto subito sul blog?
E vogliamo andare a leggere le loro recensioni?
Quando è uscito Shortbus, un film di nicchia, cinefilo, quanti blogger ne hanno scritto?
Sono sicuro che se tuoi amici cominciassero a scrivere di certo cinema qualcuno comincerebbe a lasciare certi commenti sui loro post. O smetterebbero di leggerli.

O semplicemente, a loro di parlare di "altro" cinema non interessa.
E qui ritorniamo ai gusti che era la cosa principale che volevo mettere in luce.

Alla fine del mio discorso dicevo che se stiamo a fare i casi personali, la discussione si chiude subito. Come infatti è successo, con mio sommo dispiacere, perchè avevo posto una serie di questioni sul piatto sulle quali mi interessava leggere altri pareri.
Anche i commenti al post sul mio blog sono stati laconici.
Evidentemente la blogosfera non è luogo per approfondire e giustamente tutti abbiamo di meglio da fare.

Io avevo l'ambizione di volare un po' più alto, cercando di fare una analisi della blogosfera, come ho fatto sul mio blog e che qui non ripeto per non abusare dell'ospitalità di pickpocket.
Siamo scivolati sulla questione "preferenze sessuali" concentrandoci su quella, e mi spiace.
Mi spiace perchè le questioni che mi stavano più a cuore erano: come mai sui blog si parla sempre degli stessi film e non si offre uno sguardo differente (se non parlando di vecchi classici "storicizzati" dalla critica)?
Come mai, ad esempio, solo Alessandra ha messo sulla Connection il voto sul film con Emma Thompson?
Perchè tutti dicono che hanno visto Gondry, Ozon, Solondz, Techinè e poi ci ritroviamo solo con post su Transformers?
Perchè i cinefili duri e puri quando esce uno Chabrol o un Resnais non ci regalano qualche considerazione?
No, tutti a scrivere di Von Trier.

Se la differenza non sta nel sesso ma nella persona come mai di un film francese o a tematica gay ne devo scrivere solo io e non trovo uno straccio di blogger che ne abbia scritto (se non unodipassaggio, guarda caso?).

Nemmeno il nostro pickpocket, che suppongo amante di Bresson e che sono sicuro avrebbe amato un film ricco di umanità come "I testimoni".

La mia era anche una lamentela a non trovare nessun blogger che avesse visto i film che vedo io.
E dalla lamentela nasceva la domanda e la riflessione sul fatto che, partendo dalla frase della Bellocchio ("i cineblogger sono in prevalenza giovani, maschi, eterosessuali") mi portava a verificare se queste caratteristiche (la giovane età, il fatto che fossero maschi ed etero) influenzavano i film di cui loro parlavano sui loro blog o semplicemente la scelta dei film di cui parlare.
Ho dovuto ammettere che era nella maggioranza dei casi, così.
E non sono stato smentito da nessuno.

Qualcuno ha forse parlato del cinema di Cukor, Jarman, Terence Davies?
Nessuno per Liefshitz?

Se questo non c'entra nulla con la nostra persona o i nostri gusti o le nostre preferenze, come invece ha sottolineato anche pickpocket, allora deve essere solo questione di pigrizia, tempo, scarsa distribuzione (anche a Roma?)

Però probabilmente hai ragione uomini e donne (che scrivono di cinema) sono uguali: lo dimostrerebbe l'entusiasmo incredibile di molte donne per i film misogini di Apatow (l'unico che non condivide questo entusiasmo, a parte me, è kekkoz, in un tripudio di maschi e femmine entusiasti per film che le donne le trattano malissimo).

Sono comunque felice che uomini e donne siano perfettamente identici come sensibilità, così quando andrò al cinema con Valentina, potrò piangere liberamente come faccio spesso, e come sono sicuro faranno i suoi amici.
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23:16, 15 luglio, 2009

"...E' su questo che io non sono d'accordo. Secondo me non dipende dal fatto di essere maschi o femmine, la maggior capacità di capire i vari tipi d'amore e di affettività, ecc...E per fortuna ho conosciuto molti maschi etero che non hanno in mente solo di entrare velocemente e al dunque uscire, altrimenti non credo che ci sarebbero appunto tutti questi maschi etero, che io leggo appassionatamente, che riescono a trasmettermi infinite emozioni coi loro post nei loro blog. Ed è appunto a questo che è dovuta la mia convinzione del fatto che sia i maschi che le femmine, etero o non etero, possano esprimere la loro sensibilità e le loro emozioni a chi legge, magari senza che io mi renda conto della differenza."

Sottocrivo in pieno.
E' proprio quello che ho cercato di dire io.
La differenza secondo me non sta nel sesso, ma nella persona.
Così come per tutte le cose del resto.

E per quanto riguarda l'esempio di Milk Souffle per esperienza ti dico che chi mette le mani avanti è il primo ad avere la coda di paglia!
Chi è convinto della propria eterosessualità non credo proprio si faccia questi problemi.
Almeno considerando le persone che frequento io.

Bacioni!

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07:54, 14 luglio, 2009

Alessandra le tue obiezioni sono sensate e, sebbene non le condivida, non posso fare a meno di considerarle.
Solo una mi pare irricevibile, l'esempio che ho fatto usando Milk, ma avrei potuto usarne altri.
Se io scrivo di un film come "Sotto accusa" non premetto che "Sebbene io non sia donna e non sia mai stata stuprata..."
O, parlando di Forrest Gump, "Sebbene io non sia un utile idiota..."
O, "Sebbene io non sia un serial killer cannibale..."
Sono esagerazioni, ma occorre ammettere che solo nel primo caso, molti sentono di fare quella precisazione. E questo avviene proprio perchè probabilmente pensano che recensendo certi film si possa collegare i film che uno vede a quello che uno è.
Cosa che è alla fine più vera di quello che vogliamo ammettere.
E alle donne sta cosa fa molta meno paura che agli uomini.
Se l'uomo è ciò che mangia, il cineblogger è i film che vede.
Certo ci sono problemi distributivi e non tutti i film arrivano ecc. ecc., ma avrai notato anche tu Ale, che il film con Emma Thompson lo hai visto solo tu... (e io, anche se praticamente non voto più nella connection).
Vorrà pure dire qualcosa...
Grazie per il confronto, un saluto.
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19:24, 13 luglio, 2009

"ma dagli uomini non ci si aspetta altrettanto?"

Da parte mia no, sinceramente.

"E non siamo forse contenti (uomini e donne) che un maschio faccia il maschio, anche quando scrive?
La mia è una domanda."

Sempre nel mio caso no. Mi interessa che il maschio, la femmina, l'animale mi trasmettano qualcosa, in maniera maschile o femminile che sia.

"E se un uomo scrive un racconto ricco di "femminilità" non si dubita subito delle sue preferenze sessuali?"

Io direi di no e anzi è proprio questo tipo di atteggiamento che cercavo di "condannare" nella risposta alla domanda di Pick. Risposta ovviamente soggettiva, questo non vuol dire che ci sia un atteggiamento diffuso tendente a ciò che tu descrivi.

"Senza fare casi personali, non è raro che sia capitato che si leggesse il blog di qualche cineblogger e subito si dicesse: ehi ma hai visto questo di che film scrive, non sarà per caso gay?
Non mi dite che non è mai successo mi riesce difficile crederci."

Giuro che a me non è mai successo, ognuno è libero di crederci o meno.

"Per non parlare del fatto che se si recensisce, che so, Milk, molti sentirono il dovere di precisare "sebbene io non sia gay, la storia mi ha colpito..." ecc. ecc.
Perchè fare questa precisazione?
Nel senso che una storia gay difficilmente colpisce/interessa un etero?
O, per converso, i gay sono interessati solo al cinema gay?"

Molto probabilmente la maggior parte della gente che fa questa premessa lo fa per non risultare "gay" agli occhi degli altri, ma altrettanto probabilmente, secondo il mio modesto parere, potrebbe essere anche perchè se non si vive una situazione non si può comprenderla appieno. Come se facessero un film su una donna stuprata e io anteponessi il "anche se non sono stata mai stuprata", per dire che il film mi ha colpita profondamente nonostante non possa dire di conoscere appieno la situazione in cui si trova la protagonista della pellicola.

"Se alle donne fa piacere sentirsi dire che hanno una scrittura "che non si vede che sono donne o uomini quelli che scrivono", ai maschietti mi sa che piace meno sentirsi dire che hanno una scrittura "femminile", o sbaglio?"

Dipende ovviamente dal maschietto, se gli interessa più che quello che scrive arrivi al punto e trasmetta qualcosa o se gli interessa soltante apparire "virile". La seconda categoria non rientra nei miei gusti personali in fatto di blogger, o perlomeno dipende anche dallo spirito, ironico o meno, con il quale ci si avvicina al secondo approccio.

"E se una donna rivendica con orgoglio di avere giocato da piccola con le macchinine e coi robot, perchè un maschio che dice che giocava col dolceforno e la maglieria magica si becca del "frocio"?"

Ma su questo siamo d'accordo. Anche io penso che ci siano pregiudizi in questo senso, ma non vedo cosa c'entri col fatto che, secondo me sempre, la scrittura, il come si scrive, vada al di là del sesso.

"Io credo di sì: generalmente le donne colgono spesso particolari che agli uomini sfuggono, sono maggiormente in grado di capire i vari tipi di amore e affettività, sono più empatiche per quello che riguarda la famiglia destrutturata.
Una donna che scrive/parla di sessualità è meno banale del maschio, specie giovane.
Il maschio etero ha in mente solo una cosa: entrare velocemente, arrivare al dunque e uscire. "

E' su questo che io non sono d'accordo. Secondo me non dipende dal fatto di essere maschi o femmine, la maggior capacità di capire i vari tipi d'amore e di affettività, ecc...E per fortuna ho conosciuto molti maschi etero che non hanno in mente solo di entrare velocemente e al dunque uscire, altrimenti non credo che ci sarebbero appunto tutti questi maschi etero, che io leggo appassionatamente, che riescono a trasmettermi infinite emozioni coi loro post nei loro blog. Ed è appunto a questo che è dovuta la mia convinzione del fatto che sia i maschi che le femmine, etero o non etero, possano esprimere la loro sensibilità e le loro emozioni a chi legge, magari senza che io mi renda conto della differenza.


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18:26, 12 luglio, 2009

@Souffle: Perfetto... Grazie per aver condiviso con noi queste tue considerazioni.

@Noodles: Direi che siamo sulla stessa lunghezza d'onda. :)
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15:24, 12 luglio, 2009

La scrittura femminile c'è e deve esserci. Sui blog è visibile. ED è anche una questione di approccio. Ad esempio, una cosuccia che ho notato, è che molte cineblogger si accostano ai film in modo più scanzonato, ironico, che cela però in realtà una profonda conoscenza della settima arte, devo spesso noi maschietti siamo di un tedioso e borioso terribile. I blogger dimenticano che il blog non è il cartaceo, non si può tirare una pippa filosofica per duecento righe. Ti perdi il lettore alla terza. Il blog dev'essere più elastico e "facile", niente complicazioni inutili, brevitas e incisività.
Se parliamo di scrittura in sé anche lì si notano le differenze. E le s notano anche tra scrittrici e scrittori, secondo me. E' come se l'universo sessuale influisse sul ritmo e sul tono dello scrivere. Trovo che sia una cosa interessante.
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente NoodlesD
14:43, 12 luglio, 2009

Alle giuste obiezioni che sono state fatte risponderei con alcune considerazioni.

Scrittura femminile. E' vero che ci si aspetta spesso dalle donne una scrittura "femminile", in questo sbagliando, ma dagli uomini non ci si aspetta altrettanto?
E non siamo forse contenti (uomini e donne) che un maschio faccia il maschio, anche quando scrive?
La mia è una domanda.

E se un uomo scrive un racconto ricco di "femminilità" non si dubita subito delle sue preferenze sessuali?
Per chiarire: un conto è raccontare le donne come fa Seth Rogen, un conto è raccontare le donne come fa Ozon.
Un conto sono le donne di Hawks, un conto sono le donne di Cukor.

E se un blogger maschio accenna alla bellezza di un atttore, non c'è subito un commento di qualcuno che scherza sulle preferenze di questo blogger, come se un ragazzo etero non potesse accennare alla bellezza maschile?

Questo per dire che tutti (me compreso) rimaniamo schiavi di un certo numero di pregiudizi e stereotipi quando leggiamo scritti di qualcuno.

Senza fare casi personali, non è raro che sia capitato che si leggesse il blog di qualche cineblogger e subito si dicesse: ehi ma hai visto questo di che film scrive, non sarà per caso gay?
Non mi dite che non è mai successo mi riesce difficile crederci.
Per non parlare del fatto che se si recensisce, che so, Milk, molti sentirono il dovere di precisare "sebbene io non sia gay, la storia mi ha colpito..." ecc. ecc.
Perchè fare questa precisazione?
Nel senso che una storia gay difficilmente colpisce/interessa un etero?
O, per converso, i gay sono interessati solo al cinema gay?
Stessa cosa successe con Breakfast on Pluto.

Se veramente non contano il gendere e le preferenze, perchè quando uno legge le recensioni si fa una idea diversa?

In letteratura ci sono i libri "per signore" banali e stereotipati, "femminili" per usare un termine adoperato come spregiativo nella critica letteraria.
Non mi pare che la stessa cosa si dica dei libri "maschili", altrettanto banali e stereotipati.
Anzi: la parola che esce è: fomento!

Se un blogger mette una immagine di una bella ragazza per segnalare la maggiore attrattiva di un film che ha visto (a caso: Transformers 2), non credo riceva battute di rimprovero dal pubblico femminile, nè ovviamente da quello maschile.

Se una donna mette la foto di un maschietto sul suo blog, ho letto commenti del tipo: "ehi, ma metti anche qualche immagine di figa, per par condicio".
La par condicio vale solo in quel caso, naturalmente.

Se alle donne fa piacere sentirsi dire che hanno una scrittura "che non si vede che sono donne o uomini quelli che scrivono", ai maschietti mi sa che piace meno sentirsi dire che hanno una scrittura "femminile", o sbaglio?

E se una donna rivendica con orgoglio di avere giocato da piccola con le macchinine e coi robot, perchè un maschio che dice che giocava col dolceforno e la maglieria magica si becca del "frocio"?

E perchè i maschi etero seguono con delizia "The L world" e non "Queer as folks"?

Insomma, le differenze ci sono o non ci sono? E se ci sono, influenzano quello che guardiamo e come e se decidiamo di scriverne?

Io credo di sì: generalmente le donne colgono spesso particolari che agli uomini sfuggono, sono maggiormente in grado di capire i vari tipi di amore e affettività, sono più empatiche per quello che riguarda la famiglia destrutturata.
Una donna che scrive/parla di sessualità è meno banale del maschio, specie giovane.
Il maschio etero ha in mente solo una cosa: entrare velocemente, arrivare al dunque e uscire.
Mi è capitato di parlare con ragazzi che mi dicevano che la loro ragazza aveva un orgasmo "la seconda volta che entro".
Cioè la prima penetrazione è stata così rapida e veloce che lei non ha avuto tempo di arrivare al piacere.
Il maschio, specie se inesperto, ha fretta e nessuna attenzione per la partner, che deve cercare di spingerlo e insegnargli, senza naturalmente turbare la sua convinzione di essere un favoloso amatore.
Per non parlare del sesso orale.
Ci ricordiamo tutti della puntata dei Soprano dove lo Zio di Tony leccava la passera della sua amante e per questo era dileggiato dal gruppo.
L'opinione è più diffusa di quanto si creda.

La stessa fretta e approssimazione si vede a volte in letteratura, dove potremmo dire, che la scrittura femminile è quella dei "preliminari" (fondamentali), quella maschile genitalmente orientata alla penetrazione, diretta, brutale, pratica.
Queste sono cose che a livello biologico esistono e non si possono evitare, solo reprimere, ma non è piacevole.

Poi, è chiaro, a molte donne piace anche farsi una birra, mangiare pop corn e vedere quei film tipicamente maschili, dove due nerd giocano con la playstation o il cinema misogino di Apatow.

E ci sta tutto. Come ci sta, e non dovrebbe dare adito a offese, che un maschio etero si veda un film ricco di donne che parlano d'amore, piangendo dall'inizio alla fine e lo dice senza vergognarsi.

Ma purtroppo non funzionano così le cose. Perchè uomini e donne (al di là delle preferenze sessuali, che qui contano poco) sono diversi e si approcciano ai film in modo diverso.

Poi, è chiaro che tutti siamo unici e irripetibili e le generalizzazioni servono solo per fare andare avanti un discorso che altrimenti potremmo chiudere dopo due righe.
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12:55, 12 luglio, 2009

@Ale: Ma certo... il discorso è più ampio e complesso di come lo si potrebbe analizzare, banalizzandolo, in un commento ad un post.
Io semplicemente sono convinto che lo sguardo sul cinema di cineblogger di sesso femminile (che non è facile ricondurre a certi elementi specifici, ma che a mio parere conserva delle fondamentali diversità rispetto a quello maschile) sia necessario alla blogosfera.
Questo era il succo del mio discorso. :)

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21:55, 11 luglio, 2009

Para, le farò rispondere dal mio team di avvocati.

Vale, grazie ^^

Pick, io infatti avevo capito il senso della tua domanda. E la mia risposta era riferita proprio al "come" e non solo al "cosa". Del resto abbiamo detto le stesse cose riguardo al "come" e cioè che la scrittura femminile dovrebbe essere più sensibile e delicata. Io non ero d'accordo nemmeno su questo, proprio perchè ho potuto appurare con la mia esperienza che la sensibilità, la delicatezza, lo sguardo di "sintesi" ecc...sono qualità che vanno ben al di là del genere sessuale a cui si appartiene.
Per me è un pò discriminante per gli uomini, oltre che magari anche un pò desueto, pensare che le donne sono più dolci e sensibili e gli uomini no.
Poi magari posso anche sbagliarmi, però questo rimane il mio pensiero.

Souffle, dove sei? :P
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20:41, 11 luglio, 2009

@Para: Ti aspettiamo al varco, eh. Quando vuoi. :))

@Bigolo: Grazie! Ci fa piacere.

@Valentina: Ma certo che ci darebbe fastidio. Almeno a me ne darebbe eccome. :)
Difatti non si parlava (non era mia intenzione) parlare del "cosa" (terreno in cui facilmente si cade nello stereotipo del tipo casa di bambole VS pista di macchinine) ma del "come". E concordo con te che ad essere importante è prima di ogni altra cosa la qualità della scrittura. Infatti nelle domande dell'intervista mi riferivo più ad un punto di vista e ad una attitudine "femminile" (alle cui caratteristiche ho vagamente accennato in un commento di prima) che ad una tempesta ormonale. O peggio ancora ad un pacchetto di luoghi comuni. :)

Saluti! E grazie per la visita.



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11:11, 10 luglio, 2009

Insomma andiamo a ballare in Puglia, Puglia, Puglia!

Mi stavo per perdere queste interessantissime interviste! Giammai!

Grande Ale sei un mito!

Per quanto riguarda il discorso genere-scrittura: mi sembra un argomento di discussione alquanto sterile. Quando si parla di scrittura "femminile" mi si accappona automaticamente la pelle. Sembra che le donne o debbano scrivere di sentimenti e melassa varia o che debbano atteggiarsi da dure a tutti i costi. Non è così.
La scrittura permette riflessioni, comunicazione e confronto e credo che l'unica cosa veramente importante sia la qualità della scrittura.
O uno scrive bene o no.
O uno comunica qualcosa o no.

Io non credo che esista una scrittura maschile e una femminile, la scrittura riflette il vissuto di quella persona, il suo modo di ragionare che non è necessariamente guidato dagli ormoni.

Purtroppo storicamente le donne non sono mai state incentivate ad esprimersi e quando ne hanno l'occasione tutti si aspettano argomenti di tipo "femminile".

A me piace quando una persona non ha problemi a parlare di qualsiasi cosa, che sia di tipo "maschile" o di tipo "femminile".

Che poi queste distinzioni fanno tanto elementari.

A voi "maschi" non darebbe fastidio essere etichettati come quelli che parlano solo di tette, motori, sport e lambrusco?

Vabbè la smetto qui che sennò non finiamo più....

Bellissima iniziativa!
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11:04, 10 luglio, 2009

Oh ma che bell'intervista, e che interessanti discussioni. Non riesco a fare a meno di tornare a leggervi, sia pure di quando in quando...ciao.

Bigolo
utente anonimo
01:22, 10 luglio, 2009

Ho notato una certa allusione ad una certa cosa che farà piacere al mio avvocato.
:)
Saluti.
Para
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19:25, 09 luglio, 2009

@Lost: Dai che un po' di ferie ti ci volevano. :))

@Ale: No, no... meglio il ruolo di intervistatore/ascoltatore. Mi è più consono.
Grazie per la visita e per l'apprezzamento!
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21:42, 08 luglio, 2009

Ah, momento di memoria!! Sempre per rivolto ad Ale55andra riguardo i suoi (il suo) obiettivi (obiettivo): sarò anche difficile entrare a far parte del giornalismo, ma ciò non significa che devi far passare avanti a te gente che non sa nemmeno cosa vuol dire scrivere.
E' retorica lo so, però è la verità: non bisogna lasciarsi andare nei sogni, rischiando di illudersi e vedere tutto crollare; ma fare dei progetti molto ambiziosi, perchè no?
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21:37, 08 luglio, 2009

Come di consueto faccio i miei complimenti per questo gran bel dialogo.
E comunque:
-Ale non potevi trovare aggettivo più ok di "Citazionistico" per Tarantino! Anche io lo definisco così.
- Pick credo che un giorno qualcuno ti dovrà far cambiare il ruolo in questa rubrica, da intervistatore ad intervistato, visto che fai particolari domande alle quali sarebbe curioso leggere le tue risposte.

Ciao a tutti (e questi saluti non li taglierò dalla puntata!!)
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#9  
17:12, 08 luglio, 2009

Ohhh, ma quanto scrivi, Ale ??
Ho dovuto prendere le ferie per leggere l'intervista!
Interessante, divertente e stimolante :)
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#8  
15:57, 08 luglio, 2009

Credo che Ale si sia espressa molto chiaramente nel merito delle questioni sollevate da Souffle. Se avete bisogno di continuare nella discussione prendetevi tutto lo spazio necessario.

Su quello che dice Souffle aggiungo solo una cosa anch'io. Personalmente, lo ribadisco, sono più che convinto che il sesso influenzi (in modo determinante) il nostro modo di scrivere, e (ovvio) la gran parte delle nostre scelte, anche cinematografiche.
E' sul "come" queste differenze (prima di tutto culturali) vanno a ricodificarsi nella scrittura di un testo che bisognerebbe concentrarsi. Non credo sia questione di riferimenti più o meno espliciti all'anatomia di tale attore o attrice. Quella è pura superficie, può persino essere una scelta costruita "di marketing" editoriale e servire solo ad attirare (o a respingere) quelli che tu bene definisci "commenti da spogliatoio".
Per me un atteggiamento (o una disposizione interiore) autenticamente femminile può essere invece qualcosa di molto più subliminale e nascosto, che riveli attenzione al dettaglio, sensibilità, delicatezza, sguardo "di sintesi". Del resto questo tipo di caratteristiche si possono trovare anche in alcune recensioni scritte da esponenti del sesso maschile pienamente eterosessuali, che magari nella scrittura hanno sviluppato di più questa loro dimensione, chimiamola, "femminile".
E' proprio questo tipo di approccio che un pochino manca nella cineblogosfera e che andrebbe semmai incoraggiato.

P.S. Un consiglio: non prendere come riferimento assoluto un blog se vuoi valutare quali e quanti film vede il blogger che scrive su quel blog. Nel mio caso, per esempio, quello che finisce sul blog è forse solo un 30% delle mie contorte peregrinazioni cinematografiche. :)
Precisato questo, sicuramente il sesso e il nostro modo di viverlo infuenza le nostre scelte, i film che scegliamo di vedere e anche quelli che scegliamo di non vedere.
Un saluto, e grazie a tutti per i commenti.
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#7  
13:22, 08 luglio, 2009

Ah, ci terrei ad aggiungere che il mio non è un intervento polemico, assolutamente. Cercavo solo di rendere più chiaro quello che pensavo quando mi è stata posta la domanda ^^
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Ale55andra
#6  
13:21, 08 luglio, 2009

Io non credo che sia negativo per le donne il fatto di non avere una scrittura tipicamente "femminile" e il fatto di compiacersi di non essere riconosciute in quanto tali, nella scrittura ovviamente. Penso che sia più importante il valore di quello che si scrive e il fatto che venga apprezzato da chiunque, indipendentemente dal sesso sia di chi legge che di chi scrive.
Io ho letto un sacco di blog da quando faccio parte della blogsfera e devo ammettere che raramente mi sono resa conto della differenza. Potrei fare anche degli esempi, per dire io nei post di Chimy o del Para non ci vedo niente di "maschile", così come in quelli di Pick stesso. Nei miei post o in quelli di Valentina Ariete (solo le recensioni però, perchè poi ci sono molti suoi post "femminli"), così come in quelli di altre cinbeblogger femminili, non ci vedo nulla di "femminile" (nel tipo di scrittura intendo).
Non so fino a che punto questo possa essere negativo. Per me la scrittura è espressione di sensazioni, emozioni, impressioni e via dicendo e tutto ciò può essere ovviamente recepito e poi "espulso" (tramite la scrittura appunto) da chiunque di noi in maniera molto differente, ma penso che questo non sia imputabile al sesso, o almeno credo, magari illudendomi.
Comunque mi è capitato di vedere film con persone del mio stesso sesso e di provare sensazioni completamente differenti e poi di vedere altri film con persone di sesso opposto e di provare le stesse sensazioni. E se la scrittura è espressione di sensazioni, allora arrivo alla conclusione che magari non è il sesso a influenzare la scrittura, ma la sensibilità personale di ognuno di noi.
Poi, per dire, a me non è mai capitato, per mia fortuna forse, di leggere blog femminili in cui si scrive "quanto è bona Megan Fox" per attirare visite maschili e tra l'altro la trovo una cosa alquanto svilente. Più che altro a me importa che ci siano visite in generale, nel senso di condivisione di opinioni e scambio di interessi, e non visite "maschili" o visite "femminili". Non è il sesso del visitante che mi interessa, ma il suo cervello.
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#5  
12:14, 08 luglio, 2009

aaaaaa beata te che hai visto il mitico al pacino da vicino!
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente MonsierVerdoux
#4  
22:35, 07 luglio, 2009

molto interessante questo dialogo.
Sono d'accordo con pickpocket che il genere influenza sicuramente il gusto e di certo la scrittura, sempre che una donna scriva da donna e non da "donna con le palle".
Quello che manca, purtroppo, è uno sguardo femminile sul cinema, che è indispensabile per offrire uno sguardo "altro", sia come film scelti sia come modo di "vedere" i film.
Ma, e qui rientriamo nel target (consapevole o meno) cui ci si rivolge.
Se una donna cominciasse a scrivere di cinema con uno sguardo femminile, i maschietti che non possono commentare come negli spogliatoi non entrerebbero in quel blog.
Non dico poi che in una recensione "femminile" debba esserci scritto "quanto è bono Viggo", ma nemmeno dire "quanto è figa Megan Fox" solo per attirare i maschietti nei commenti. E purtroppo succede. l'ho letto.

Il fatto che Alessandra si compiaccia del fatto che chi la legga non si possa rendere conto che sia una donna, è rispettabile e alla fine, condivisibile, ma non è forse negativo per le donne?
E se non lo è, come mai non abbiamo mai sentito un maschietto che scrive di cinema dire: sono contento se scrivo una recensione e chi mi legge non sa se sono un uomo o una donna?
Perchè donne e uomini sono diversi.
Gli uomini tirano fuori gli ormoni e ne cospargono la recensione, le donne sono meno interessate e magari parlano anche delle tette della protagonista (senza passare per lesbiche), mentre un recensore maschio non parlerebbe mai e poi mai del culo dell'attore protagonista.

Mi sembra trovare conferma la preponderanza di blog maschili, la considerazione come "eccezioni" dei blog femminili, peraltro poco bazzicati dai maschietti (a meno che non ci sia pane per i loro denti...). E la convinzione che la scrittura abbia sesso, genere e orientamento sessuale. E quello che si è come si è fatti, influenza decisamente i film che si vede, e sopratutto i film che NON si vede.
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#3  
19:56, 07 luglio, 2009

@Ale: In realtà l'ho scattata a tua insaputa alla fine dell'intervista, dopo lo sforacchiante fuoco di fila delle domande. :))

@Chimy: Esperienza invidiatissima anche dal sottoscritto.
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#2  
19:39, 07 luglio, 2009

Bellissima intervista... e ritorna forte la mia invidia per il fatto che hai visto Cronenberg a pochi metri :)


Un saluto


Chimy
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#1  
13:36, 07 luglio, 2009

L'immagine iniziale è azzecatissima, dato che avevo più o meno quell'aspetto quando sono stata intervistata!!
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