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Commenti
#4
12:15, 21 giugno, 2009
Grazie a Luca, per la nota critica, sempre lucida e acuta. E grazie anche a Roberto per l'apprezzamento sull'autore, e a Liliana, per la testimonianza che si colloca tra valutazione letteraria e conoscenza diretta di natura "umana", come opportunamente specifica. Un caro saluto a tutte e a tutti, buona lettura, buona scrittura e buona estate. I.M.
ivanomugnaini
#3
22:15, 18 giugno, 2009
Che Franco Buffoni sapesse calarsi nella storia, nelle sue contraddizioni, e farsela bruciare in petto è cosa nota (si veda “Guerra” e quella sua straordinaria esegesi che è “Più luce, padre”), così come è nota l’acutezza dello sguardo, quella capacità di penetrare le cose, il loro disfarsi di fronte all’animo umano, il dettaglio del gesto che si spande in una campitura secca e precisa dietro il linguaggio. Che però la suggestione archeologica, la sovrabbondanza barocca, luminosa, iperletterariamente classica, sontuosamente tardo imperiale (e non me ne voglia il poeta, vagamente controriformista), a suo modo devastante, di Roma, innervasse la straordinaria affilatezza di Buffoni è cosa per me nuova. A questo punto sono curioso, molto curioso. E comunque grazie Ivano: proprio un bel colpo.
Luca Benassi
utente anonimo
#2
18:51, 18 giugno, 2009
ivano non conoscevo questo Autore, se è tuo Amico, invitalo ad aderire a ex libris, ne sarei molto lieto, mi ha fatto buona impressione! cn stima
roberto matarazzo
erremme
#1
10:55, 18 giugno, 2009
Ho avuto il piacere di conoscere Franco Buffoni, che oltre ad essere grande poeta, è un affabulatore straordinario, con una cultura "umana" profonda.
Un saluto soleggiato:)
liliana
utente anonimo
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