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Commenti
#5  
20:40, 18 giugno, 2009

Il problema non è nel taglio dei fondi, ma nello spreco dei fondi.
Chi propone più fondi alla scuola non statale e una reale parità economica, e quindi una reale libertà di scelta, qui sfonda una porta aperta. Cioè, siamo totalmente d'accordo.
Autonomia? Certo. Ma attenzione: quando l'iniziativa è lasciata ai singoli istituti, le scelte quasi sempre sono dettate da criteri opportunistici (per intenderci, la spartizione dei posti o la sistemazione di chi perde posto), quasi mai dall'efficacia dell'intervento educativo. Quello della scuola è un mondo molto, molto difficile da gestire. A qualcuno forse dispiacerà un intervento verticistico. A me, allo stato attuale, sembra la soluzione di molte storture.
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente gianlucazappa
#4  
17:20, 18 giugno, 2009

non fa parte della mia cultura e disapprovo il metodo usato a Milano.
..però...NUOVI licei. sei. Invece sono 11. Liceo scientifico con più ore di latino che di biologia/chimica/scienze della terra. Piani di studio triplicati. Riforma, e quale autonmia? Il Ministero che paga, decide il massimo delle ore per ogni scuola e le discipline/materie . Autonomia un po’ zoppa, forse oggi che una stampella in più. Il Ministro dell’economia ha operato tagli (siamo in crisi e nella globalizzazione). Bisogna riformare dalla radice non pecette. Sindacati Partiti e tutti gli altri attori hanno perso – bisogna ridurre gli anni di studio delle medie inferiori (da 13 a 12– come in tutti i Paesi Europei). E controllare il merito dei docenti??.Ma il federalismo, la susidiarità va incarnata. Secondo me stiamo perdendo il tram non risciamo a proporre una vera riforma che unisca risparmi e aumento stipendi ai docenti (i più bassi d’Europa). Secondo me la nuova riforma deve partire dalla scuola media secondaria e superiori: Speriamo di poter ungere le ruote per pedalare un po’ più velocemente : è dal dopo guerra che tentiamo… sarà la volta buona??? Ciao lui
utente anonimo
#3  
17:09, 18 giugno, 2009

Per chi non è dentro il mondo della scuola sarebbe utile da parte di chi ci capisce una breve cronologia dello sfascio. Una serie di date fondamentali che hanno lasciato il segno e le cui conseguenze sono state negative.
Per esempio ho letto spesso che gli istituti tecnici hanno risentito della riforma del 1992 (o giù di lì), della quale non so proprio niente.
Quali sono state le decisioni peggiori nei vari ordini di scuola?

Emanuele
utente anonimo
#2  
14:27, 18 giugno, 2009

Buongiorno Gianluca sono d'accordo con te quando dici che la scuola Italiana non è sicuramente all'altezza della situazione. Già a partire dai luoghi dove si studia, i locali dove sono ubicati nostri istituti sono da dimenticare, io ad esempio studiavo in un complesso scolastico a Roma ex ospedale militare poi convento insomma un postaccio tetro alla Harry Potter che non solleticava certo la mia voglia di apprendere. Visto che la nostra costituzione prevede il diritto allo studio sia per il figlio dell'operaio che per il figlio dell'industriale non trovi che aumentando i contributi alla scuola privata si possa creare una sorta di doppio sistema scolastico? Il figlio dell'operaio o peggio del lavoratore a progetto, potrà permettersi di frequentare una scuola degna di questo nome?
Saluti
utente anonimo
#1  
19:42, 16 giugno, 2009

Un segno di inciviltà quello che è successo a Milano ma non concordo con il resto dell'analisi. Appurato che la scuola italiana è allo sfascio, non ho mai visto una riforma migliorativa che parta dal taglio dei fondi alla scuola.
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PaoloRibichini

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