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Commenti
#2  
12:55, 12 giugno, 2009

Perché stupirsi dell'ovvio?

Frequento internet da una quindicina d'anni, ormai. Quella che una volta era una prateria, piano piano si è popolata ed è diventata prima un villaggio ed ora una grande metropoli, dove si trova di tutto. Di qualità e meno di qualità. I primi che sono arrivati li abbiamo visti con interesse e passione, sotto forma di libro.

Poi, piano piano, è aumentata la concorrenza, la quantità di materiale fritto e rifritto, il tempo a disposizione è diminuito e l'entusiasmo anche. Ed è nato il blog che rappresenta uno strumento più veloce ma anche meno meditato rispetto al sito.

Poi è arrivato twitter, un messaggino e via. Forse perché è sempre più difficile trovare contenuti interessanti che non siano stati già trattati.

O forse perché se è vero che la motivazione più importante ad effettuare lavori è proprio nel guadagnare soldi per la sopravvivenza, si tende sempre meno a pubblicare materiale su internet per non esporsi al copia e incolla....

Gianluca
utente anonimo
#1  
09:03, 12 giugno, 2009

Concordo pienamente con te a proposito del blog di Garr Reynolds. Anch'io lo seguo da tempo ma ultimamente è abbastanza arido di nuovi contenuti. Lo stesso però vale anche per il blog di Kawasaki e quello di Jeff Brenman che vengono aggiornati poco e con contenuti non così innovativi come ci si potrebbe aspettare. E' un peccato, davvero. A quel punto non sono più dei blog ma diventano dei siti solo più specifici..
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