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Commenti
12:55, 12 giugno, 2009

La coerenza di voler decidere chi può parlare e chi no alla Sapienza?
Visto che ormai Gheddafi c'è stato si potrebbe analizzare quello che ha detto invece di ironizzare.
utente anonimo
12:34, 12 giugno, 2009

Cosa ci facesse Gheddafi alla Sapienza è un bel mistero. Ma il governo era d'accordo mentre erano pochi quelli nel centro-sinistra a congratularsi per la sua "indispensabile" presenza. Però, quella "sinistra" che cacciò il Papa dall'Università, è la stessa che ieri ha manifestato contro il dittatore libico, beccandosi anche qualche manganellata. Almeno gli si riconosca una certa coerenza
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PaoloRibichini
09:56, 12 giugno, 2009

In Italia esistono senz'altro fenomeni negativi o regressivi che affliggono la vita pubblica e la vita politica, ma non sono i fenomeni tipici di uno stato di polizia. Quelli che si vedono sono i mali conseguenti ad una frammentazione o ad una tribalizzazione sociale, ad una perdita di coesione culturale (il carattere manicheo delle polemiche sinistra vs destra e laici vs cattolici…), sono i mali conseguenti ad una indifferenza sostanziale per un confronto vero sulla verità delle cose (ecco perchè non si gradiva il papa a La Sapienza...).
Nessuno mette a rischio la libertà se non che la libertà rischia di perdere il suo significato più alto per erosione interna, ridotta com’è oggi a mera autodeterminazione e a soggettivismo. E questo avviene quando le democrazie perdono di vista i grandi principi per cui sono nate, per dirla con Giovanni Paolo II, è l’approdo di una “democrazia senza valori”. E’ un problema che interessa tutto l’Occidente e le radici sono culturali.
Se non si riesce più a distinguere la figura morale ed intellettuale di Benedetto XVI da quella di Gheddafi, è segno che c’è davvero un grave problema ed è triste constatare che questo problema si collochi laddove (nel mondo universitario) andrebbe invece maggiormente combattuto. E’ cioè paradossale scoprire quanti tabù, quanti dogmi, quante ansie censorie, quanti pre-giudizi, alberghino nell’animo di chi per il proprio stesso ruolo dovrebbe avere invece curiosità autentica ed interesse intellettuale per tutto. E’il segno di una laicità malata, di una sorta di fondamentalismo della laicità che ha cancellato la vera laicità, e questo (per me) è il problema.

Stefano

utente anonimo
19:19, 11 giugno, 2009

Egregio Dott. Savo,
non sapevo che esistesse, oltre alla lectio magistralis, anche la lezio magistralis...ma latinorum a parte... Passati i bei tempi di Prodi, molti dei politicanti di mestiere trombati alle elezioni, sono andati a rimpolpare quella grande famiglia dei Docenti di sinistra contro la quale oggi Lei inveisce, digiti qualche nome di ex-Ministro dei bei tempi che furono e vedrà se non si apriranno pagine di Atenei rispettabili come la Sua Sapienza blindata. Le faccio inoltre notare che se si fosse davvero in un regime, difficilmente Lei potebbe in questo luogo esprimere il Suo dissenso, per averne conferma si rilegga qualche pagina di quel fondamentale testo di H. Arendt (che non mi risulta essere stata una protoberlusconiana) sulle origini del totalitarismo. Dovrebbe trovarne una copia nella Sua Biblioteca di Ateneo...sempre che non sia eccessivamente blindata. Cordiali saluti
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente deseingalt
#9  
18:33, 11 giugno, 2009

Mi ricordo un Arafat con pistola in Italia e le sinistre che si sdilinquivano...... Mi ricordo un D'Alema a braccetto con i terroristi libanesi..... Fraternizzare con il terrorismo e tipico delle sinistre .. Gheddafi in Italia è solo un'abile mossa politica e lo sanno tutti benissimo.....Sinistre comprese spiazzate dalla real politic di Berlusconi. A proposito una volta ho letto che a proposito della strage di Bologna i servizi segreti ipotizzarono una pista libica ma il politicamente corretto di sinistra cercava a tutti i costi dei colpevoli fascisti per cui.....
ErmannoDiSalza
utente anonimo
#8  
17:01, 11 giugno, 2009

Savo #1 scrive:

"..Poiché non siamo più ai tempi del governo Prodi, ma in un periodo in cui il dissenso è "punito", non ci sono molti che si indignano, perché tutti "tengono famiglia". "

E` nato un nuovo tipo di dissenso, il dissenso di convenienza, il dissenso di opportunità. COMPLIMENTI a voi.
Anche se penso che certi dissidenti si rivolteranno nella tomba.

paolo .

utente anonimo
#7  
16:26, 11 giugno, 2009

è una nemesi storica : chi rifiuta un dialogo con una figura colta e mite come il papa si merita gheddafi
utente anonimo
#6  
15:54, 11 giugno, 2009

lo stesso gheddafi che ha finanziato per anni la causa palestinese......
utente anonimo
#5  
12:53, 11 giugno, 2009

"sparando due missili sull'isola di Lampedusa"

Sparando due missili sulla installazione americana nell'isola di Lampedusa, dopo l'attacco aereo americano a Tripoli in cui morì una bambina che aveva adottato.
Lo stesso Gheddafi che oggi è riabilitato dagli americani che hanno tutti gli interessi a stringere rapporti di collaborazione, e che fra poco gli venderanno armi.

Emanuele
utente anonimo
#4  
11:58, 11 giugno, 2009

Bella lotta difficile decidere.
(scherzo)
utente anonimo
#3  
09:16, 11 giugno, 2009

Ma chi lo ha invitato Gheddafi in Italia? Chi ha invitato un dittatore sanguinario che negli anni 80 ha fatto il buono e cattivo tempo dentro e fuori dalla Libia, sparando due missili sull'isola di Lampedusa
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PaoloRibichini
#2  
08:23, 11 giugno, 2009

Ognuno invita i propri idoli a casa propria.

Tokamak
utente anonimo
#1  
06:49, 11 giugno, 2009

Vorrei rispondere alla domanda "perché Gheddafi si ed il papa no?".

Perché il rettore Frati ha fatto tutto di nascosto ed ha comunicato solo una settimana prima quello che lui e pochi altri avevano deciso.
Da studente della Sapienza, che pure trovava sconveniente una lezio magistralis del papa, o meglio di questo papa, sono a dir poco sconcertato della visita di un dittatore sanguinario e nemico del nostro popolo come Gheddafi.
Tuttavia non posso, anche leggendo la comunicazione del rettore, non notare che questa alla Sapienza è una visita che ha delle profonde ragioni legate al consenso politico di questo governo.
Poiché non siamo più ai tempi del governo Prodi, ma in un periodo in cui il dissenso è "punito", non ci sono molti che si indignano, perché tutti "tengono famiglia".
Cordiali saluti da una Sapienza blindata,
dott. Giuseppe Savo

utente anonimo

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