Osip Mandel’štam Lo dico in brutta copia, a fior di labbra, ché non è ancora venuto il momento: il gioco del cielo irresponsabile si attinge col sudore e l’esperienza... E sotto il cielo dimentichiamo spesso – sotto un purgatoriale cielo effimero – che il felice deposito celeste è una mobile casa della vita.
Osip Mandel’štam Per la tua gioia accetta dalle palme di queste mani un po’ di sole e miele: ce l’hanno ingiunto le api di Persefone. Non si può udire l’ombra calzata di pelliccia, o staccare da riva la barca senza ormeggi, o vincere il timore nel folto della vita. Tutto quel che ci resta sono baci villosi come le giovani api che muoiono, volate via dall’arnia. Frusciano nella giungla diafana della notte, gli è patria il fitto bosco del Taigeto, si nutrono di tempo, polmonaria, mentastro. Per la tua gioia accetta il mio dono barbarico: un’arida dimessa collana di api morte che hanno trasformato il miele in sole .
guardo - dietro - il futuro
innanzi
il passato