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Commenti
14:18, 15 maggio, 2009

@Emmeleia (Abele)
Alcune precisazioni:
- I testi contenuti nel link sono chiaramente di Dacia Valent e quindi non sono miei.
- Evidentemente c'è qualcosa che approvo in tali testi, una voglia di infrangere dei luoghi comuni e di individuare alcuni difetti molto diffusi tra gli italiani.
- Per quanto riguarda il tono ed alcune frasi, io non approvo, ma sono molto indicative di come rischiamo di essere visti grazie ai comportamenti irresponsabili di chi ci rappresenta.
- I discorsi sulla razza chiaramente sono sempre opinabili, per cui di nessun valore scientifico. Però in Italia li sento fare in continuazione nei riguardi degli altri, sul tipo "tutti gli zingari sono ladri". E' un modo di ragionare pericoloso che può essere facilmente capovolto contro gli italiani.
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17:35, 14 maggio, 2009

Io che all'estero ci vivo da diversi anni, posso assicurarti che gli Italiani vengono associati anche con l'arte, con il "bello", l'ingegno e altro ancora. Certo l'immagine che i vili che ci governano danno non aiuta affatto, e che quei vili siano la somma di tanti altri vili e' innegabile. Ma in generale no, non siamo mafiosi, non lo siamo noi due e migliaia di altri ancora.
Non so quanto tu sia responsabile dei testi contenuti nel link che hai proposto prima. Permettimi di dire che niente e' piu' "superato" del concetto di razza. Non sto a parlarti di stereotipi socioculturali, ma mi chiedo quando ci entrerà in testa che le cosiddette "razze" sono il risultato di adattamenti climatici? Che la melanina protegge dal sole e le pieghe delle palpebre isolano gli occhi dal freddo? Cio' che uno scienziato di genetica molecolare vedere attraverso i raggi x e' l'unita' della nostra specie.
un saluto comunque caro
Abele
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17:32, 14 maggio, 2009

grazie per aver chiarito, KS, spero di poter tornare presto sull'interrogativo iniziale da te posto.
2@_Anto
utente anonimo
16:09, 14 maggio, 2009

Italiani brava gente?
Troppo spesso ci hanno voluto illudere con miti e mistificazioni, tesi a propagandare l'idea che gli italiani siano brava gente.
No, gli italiani in generale non sono brava gente. All'estero gli italiani vengono accostati regolarmente alla mafia, spesso a ragione. Ai tempi dell'impero fascista gli italiani gasavano gli abissini, i somali e gli eritrei.
Ancora prima, i Savoia usarono tecniche di genocidio per pacificare il sud, durante la guerra (in)civile solitamente chiamata "Brigantaggio".

Certo, non tutti gli italiani sono uguali. Bisognerebbe distinguere da un caso all'altro. Un documento spesso considerato obsoleto dai nostri politici sancisce all'art. 27 "La responsabilità penale è personale."

Ma se gli italiani sono diversi tra loro, anche gli stranieri sono individui, ognuno con le sue responsabilità in quanto singolo. Perchè se noi facciamo di tutte le erbe un fascio, non ci possiamo poi lamentare se qualcun altro fa altrettanto rispetto a noi e scrive:
Siete un popolo senza futuro perché siete un popolo senza memoria.
Siete ignoranti, stupidi, pavidi, vigliacchi.
Nessuna delle vostre battaglie ha un senso per altri se prima non produce un tornaconto per voi stessi.
I giornali più venduti sono quelli che trattano di gossip e i programmi televisivi più gettonati sono i reality.

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17:22, 13 maggio, 2009

KS, trovo inappropriato il link da te inserito come commento.
L'offesa e l'insulto sono la negazione del dialogo ... sia che partano dai bianchi, sia che partano dai gialli-rosso-neri-etc...
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#9  
16:54, 13 maggio, 2009

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#8  
15:53, 12 maggio, 2009

quella dei *respingimenti* non è una cattiva idea, qualora sia una scelta applicata con coerenza, ovvero uguale per tutti.
intendo, sarebbe splendido se quest'estate, mentre infestano le coste italiane coi loro yatch di lusso, potessimo scortare in libia briatori e politicanti...
:)
povera umanità
:(((((((
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#7  
00:57, 12 maggio, 2009

"Questa idea, che noi portiamo in noi stessi l'umanità intera, quand'è che si manifesta concretamente diventando per così dire carne e sangue in noi? E' quando superiamo la divisione presente in noi - quella per cui siamo consapevoli unicamente di ciò che si esprime nella nostra tribù o cultura particolare - e comunichiamo con ciò che condividiamo con l'umanità tutta.
Il nazionalismo o tribalismo è il perfetto contrario: è la non-comunicazione con l'umanità, la comunicazione esclusiva con un settore dell'umanità. Allora è facile proiettare sullo straniero tutto il male che è in noi, sicché quello è il diavolo e noi siamo gli angeli".

E. Fromm, Io difendo l'uomo, Tascabili Bompiani, Bergamo 2004, p. 81.
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ColpaMetafisica
#6  
11:04, 11 maggio, 2009

Questo è il segno del nostro degrado.
utente anonimo
#5  
23:30, 10 maggio, 2009

...struggente grido che si fa amaro canto... un pianto che è già appello e invocazione e davanti al quale non si può rimanere silenti ed inerti.

Bellissimo testo/musica/voce.

2@_Anto

utente anonimo
#4  
23:07, 10 maggio, 2009

Quarantena

Ovunque tu sia,dimenticavo
Che non sei stato un rifugio solo di molecole
Come se aria non fosse più aria
Una Buonanotte anche senza luna
Emorragia dell’algebra
Per muoversi da un mare
Guardando l’ammasso aperto delle pleiadi


Come un numero felice
Calcolavi i tuoi sogni per un transito delle maree
O le previsioni sulle nevicate
Venti forti e tesi prima delle stelle da seguire
Speravi di nascere due volte
Per genesi o per esodo
Per armonia delle combinazioni
Per scartamento della cattiveria


Vieni incontro a ciò che arde
Non sai dove sei
E l’orologio sembra battere lontano
Come i riflettori sulla costa
Scoloriscono i sogni man mano che ti avvicini
E i boschi bruciano in un esile lamento
Come in un girone dell’inferno

Qui sei sulla terra
Ma non è ferma
È soltanto più dura della tosse o della cartilagine
Un po’ come vivere nelle case dei morti
O soffocare per la solitudine per un ‘opinione
E tu come pietra su pietra continui a cadere
Non risplendi nel buio
Sei in un campo di nebbia e di sangue
Hai il volto spento dai ricordi
Le mani rosicchiate
Ma scivoli fuori
Ostinato come un fiume che continua a correre
Per trovare un altro mare
Il silenzio che ti spiega lo stato delle cose
Una livida alba
Un pezzo di pane a colazione
Il lascito di una vecchia porzione
E un caffè amaro come la negazione
Dimenticavo, che spesso i crimini avvengono alla luce del sole
Insopportabili
come la pioggia
come le differenze



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#3  
20:43, 10 maggio, 2009

Siamo in una Italia fascista. Credo si fosse capito da tempo. Nell'intanto Berlusconi dice no a un'Italia multietnica, gente che muore su barconi di fortuna respinta e dichiarazioni "che ci siamo vergognati". Ed ancora Bossi che vuole posti sui mezzi pubblici per i soli milanesi. Ma a sentire i giornali, La Repubblica compresa, il Premier godrebbe di ottima salute, tanto da essere amato da un buon 75% degli italiani. C'è qualche cosa che non va: o lo scontento non è così forte, o gli italiani si sono scoperti razzisti e i pochi buoni (rimasti in vita) si sono rintanati chissà dove. E: forse Piero Fassino? O Franceschini? loro sarebbero i buoni? Se sono loro siamo messi di merda in questo triangolo di sole.

Beppe
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#2  
11:09, 10 maggio, 2009

Questo triangolo di sole

In quest'isola di gente di tutti i colori
dove l'acqua si secca nel sale sotto terra
non abbiamo avuto che padroni e terra da lavorare
reti e vento per raccogliere la miseria
conosciamo bene l'Africa
nelle vene
e la baronia arrogante
della Castiglia feudale
In questo fazzoletto di terra a tre punte
sangue bastardo a morire di fame
ci schiaccia un piede fetente
che d'onore non sa più niente
mente e ci chiude nel suo pugno
giocando con il lavoro promesso
e ripulito

Mafia, “ma fìa” …
- antica leggenda -
ché non c’è onore su queste poltrone!

Arrivano da lontano
barche piene di clandestini
uomini neri e sporchi come i nostri padri
Ci stringiamo su questa banchina
nel puzzo di piscio
e dolore:

ché non è un giardino
questo triangolo di sole!

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#1  
09:18, 10 maggio, 2009

Fino a quando eravamo terra di emigranti ci si autorappresentava come brava gente immune da pregiudizi. Immagine di comodo che portava a rimuovere un passato colonialista di uso sistematico di gas e campi di concentramento. Immagine che ha portato anche a ridimensionare il razzismo interno. I terroni di una volta sono gli immigrati di ora, con la differenza sostanziale che la gente del sud aveva se non altro uno status giuridico. Agli inizi del boom economico il movimento migratorio dal sud al nord si compi' in un clima di ostilità spesso teatro di aggressioni. Così come oggi i media hanno contribuito a creare l’immagine dell’immigrato, lo stesso succedeva allora con il “terrone”. Pasolini notava come il fascismo in Italia di fatto non è mai caduto.
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