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Commenti
#9
08:16, 14 maggio, 2009
Forse hai ragione. Ma penso che sia una caratteristica dei regimi sudamericani. C'è a che vedere con la nostra storia, penso. E poi questi termini "popolo", "giustizia" ecc a seconda di chi li impiega hanno un significato, vero? Ma di solito chi li ascolta non si accorge della differenza di significato.
rakele
#8
07:20, 14 maggio, 2009
@-->Rakele
Tu ti riferisci al linguaggio accademico. Quello purtroppo dipende da una precisa volontà di escludere i non addetti ai lavori, per cui un avvocato utilizza una terminologia da avvocato, un aziendalista da aziendalista, un medico da medico, ecc. ecc.
Io invece parlavo dell'enfasi con cui vengono infarciti certi discorsi, la sistematica chiamata in causa di enti quali "o povo", "a naçao" "o Brasil" "a justiça", "a igualdade", ecc..
Se non sei un osservatore esterno, però, non te ne accorgi.
lectorinfabula
#7
16:30, 09 maggio, 2009
Ah, ma non vale! Le tue radici ti fanno pensare come brasiliana...
:)
Sì!! Parliamo. Il problema è quando...
Vamos marcar alguma coisa? Tô com saudades...
rakele
#6
14:22, 09 maggio, 2009
Linda, mi sa che il manager era scemo, perchè non avrei capito altro da quello che ha detto la tua amica che...quello che ha detto, insomma aahahha
Poi questo discorso mi ha fatto pensare che possiamo parlare MOLTO su queste cosine. Presto, lo spero :D
Kanu
utente anonimo
#5
08:26, 09 maggio, 2009
Che interessante! La retorica italiana - quella dei professori, ovviamnete - mi sembra un labirinto.
Con la gente "normale" invece mi trovo bene.
Ti dico però che l'uso della ç, sc, ss e x mi fanno girare le palle.
rakele
#4
06:23, 09 maggio, 2009
Io invece impazzivo a distinguere tra ç, s, ch, c .... E gli accenti: che incubo!
Eppoi i brasiliani - in genere, non tutti, claro -quando voglio fare un discorso impegnato, scrivono e si esprimono in maniera troppo infarcita di retorica. Ho fatto di quelle litigate con l'insegnante di portoghese delle superiori, a Santos!
lectorinfabula
#3
00:24, 09 maggio, 2009
mamma mia bella, ho inventato una parola: "difficità" - ahahahh
rakele
#2
09:22, 08 maggio, 2009
Hai ragione, Mingus, ma sai, la difficità con le doppie è di quasi tutti gli stranieri, perché la doppia, come caratteristica fonetica è solo vostra. Cioè, per molte lingue le uniche doppie che provocano un cambiamento fonetico sono le doppie ss e le doppie r.
Io, al contrario di te, do sempre del tu in italiano, forse perché qui c'è solo il você come pronome (almeno nella regione dove abito, perché al sud loro si danno del tu, ma non vale perché sbagliano sempre la desineza del verbo e al nordest danno del tu, ma non mi ricordano se sbagliano il resto).
E per te, non è difficile pronunciare
"ão" o "ões"?
:)
rakele
#1
04:49, 08 maggio, 2009
Interessante questo tuo paragone tra italiano e portoghese.
Fermo restando che dalla mia esperienza per chi parla portoghese la difficoltà maggiore è distinguere le lettere doppie. Mi è capitato di fare degli esempi tipo: pala, palla.... e tutti a ridere perchè non percepivano la differenza.
Per me la difficoltà è invece quella di passare da un tono informale a quello formale, usare "O senhor" è strano. Alla fine do a tutti il voce tanto sono italiano.
MingusSamba
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