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Commenti
#4  
14:58, 18 aprile, 2009

Vabè dai, anche Giordano... [vomita]
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#3  
12:58, 18 aprile, 2009

Come al solito, se si vuol sapere qualcosa di vero le fonti in Italia sono Grillo, Santoro, Nedo il Vate, Il Vernacoliere, I Paguri.
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#2  
10:29, 18 aprile, 2009

ma complimenti a te per aver completato il quadro... avevo letto che quella faccenda era stata catalogata come il peggiore esempio di spartizioni e buchi neri ma non avevo trovato l'articolo di Gian Antonio Stella che è certamente uno dei più attenti giornalisti che si occupano di sprechi i Italia.
Grazie Giz, a prestissimo.
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#1  
21:38, 17 aprile, 2009

Carissimo Gabri, la babele scatenatasi dopo il terremoto in Irpinia coinvolge tanti e troppi elementi criminali: gli sciacalli che hanno approfittato della sciagura, schiaffandosi abusivamente nella lista dei terremotati; l'onnipresente mafia, che s'è leccata i baffi quando ha constatato che il terribile sisma non aveva colpito solo l'Irpinia, ma anche la Lucania, il Sannio, provincia di Foggia e varie zone delle province di Napoli, Caserta, Benevento e Salerno; il rigonfiamento abusivo dei territori danneggiati (molte zone della Puglia e del Lazio beneficiarono di tintinnanti dindini, senza che avessero subito minimi danni) e, soprattutto, come si legge in un articolo di Gian Antonio Stella del 2000, imprenditori, professionisti, tecnici, ditte-sanguisughe varie calate appositamente dal nord per succhiare direttamente dalle mammelle dell'assistenzialismo.
Questo scandalo porto' la St. John's University di New York qualche tempo fa a redigere un rapporto. Stella, infatti, scrive: "O alle schiere di architetti, geometri e ingegneri settentrionali che si spartirono, secondo il rapporto della St. John' s University di New York, «almeno seimila miliardi». Poche storie come quella della Iato illustrano però quanto nel buco nero della ricostruzione, salutato dal libro di Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola col titolo feroce di «Grazie, sisma», si siano saldati insieme l'affarismo di certi politici meridionali e la spregiudicatezza di certi imprenditori settentrionali magari pronti a sparare sui «terroni che si mangiano i soldoni»."

Allo stato attuale, cmq, caro Gabri, De Mita e Cirino Pomicino sono liberi e belli, si candideranno alle Europee con la paccottiglia del letame e verrano quasi certamente eletti.
Irpinia Day

Un bacione e complimenti per il bellissimo post
Gisa
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