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07:54, 15 aprile, 2009

"Pretendere di avere un bambino, a qualunque costo, al prezzo di tanti embrioni eliminati (per l'elevatissima frequenza di aborti spontanei tipica di queste pratiche o per gli interventi di "riduzione embrionaria") e al prezzo di rischi anche per la propria salute, non lo si può mettere sullo stesso piano di chi è costretto ad andare all'estero per guarire".

Stefano, ho isolato questo passaggio fondamentale nel tuo (come al solito) ricchissimo e saggio contributo.
Grazie per averci riportato alla realtà, ben oltre la retorica e i luoghi comuni.
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente gianlucazappa
#9  
10:22, 11 aprile, 2009

Caro Ribi,
senza polemiche, ma solo per riflettere...

Che ci vanno a fare, alla fin fine, queste donne italiane nei paesi dell’est? A guarire forse da una grave malattia? Non proprio. L’artificio bypassa le cause della sterilità senza risolverle. Pretendere di avere un bambino, a qualunque costo, al prezzo di tanti embrioni eliminati (per l'elevatissima frequenza di aborti spontanei tipica di queste pratiche o per gli interventi di "riduzione embrionaria") e al prezzo di rischi anche per la propria salute, non lo si può mettere sullo stesso piano di chi è costretto ad andare all'estero per guarire. Riguardo poi alla numerosità delle stimolazioni ti ricordo che già il presente ci prospetta la conservazione degli ovuli e quindi la possibilità di tentare (eventualmente) più volte senza ulteriori stimolazioni ormonali e senza ulteriore spreco di embrioni. Se qualche centro non si è aggiornato su questo non è colpa della legge. Qual è poi la responsabilità di certi media in tutto questo? A leggere La Repubblica ed i suoi numerosissimi supplementi gonfi di inserzioni pubblicitarie (che la dicono lunga sul target di certi giornali) si ha davvero la sensazione nitida che qualcuno soffi sul fuoco ed auspichi il tanto-peggio tanto-meglio pur di gettar fango, con molta faziosità politica e scarsa obiettività scientifica, sulla legge italiana. Legge che come OGNI legge sarà pure imperfetta, ma che è nata per rispondere a dei problemi oggettivi e non a dei capricci soggettivi. La legge pone di certo dei paletti, ma li pone a vantaggio degli aspiranti genitori e dei eventuali figli... La legge chiede un po’ di rispetto anche per l’embrione (che è poi quel figlio tanto atteso!): diritto ad una famiglia, ad una identità biologica certa, diritto a non essere utilizzato per altri fini… La legge chiede anche maggior rispetto da parte dei centri per la coppia: ad esempio il dovere ad una diagnosi certa della reale presenza e delle reali cause della sterilità, in passato infatti i centri, mirando senza scrupolo alcuno al mero successo tecnico, by-passavano del tutto questa importante necessità! Perché mai rispetto ai temi dell’ambiente (per gli animali e le piante) dovrebbe vigere il principio di precauzione e qui no? Non c’è forse anche un’ecologia della persona da considerare? E non sono quelle sopra ricordate esigenze legittime, da considerare anch’esse?

C’è poi un aspetto politico da non sottovalutare e che soprattutto il PD farebbe bene a cogliere per tempo, anziché farsi acriticamente portavoce degli interessi di ambienti culturali e scientifici con ben pochi scrupoli e modesti agganci al sostrato popolare del paese. Quante sono e chi sono, infatti, le donne (avventate o sciagurate o altro…) che vanno nei paesi dell'est a farsi inseminare senza le garanzie ben più rigorose richieste dalla legge italiana? Qualche migliaia? E quanti sono e chi sono gli italiani che hanno abbandonato in questi ultimi anni l’Ulivo prima ed il PD poi, per confluire nell’astensione, nell’UDC (che potrebbe balzare dal 4 all’8% dei consensi) o addirittura nel PDL? Qualche milione? Conviene al PD insistere nel farsi portavoce di interessi elitari che non corrispondono ad un criterio di bene generale del paese? Non vedi questo divorzio con il sentire comune (anche e soprattutto su questi temi) di tanta parte del popolo italiano? La grande astensione al Referendum del 2004 (contro tutti i sondaggi de La Repubblica e de L’Unità) ha quantomeno dimostrato che la gente reale ha ben altri problemi e priorità. Ed ora, alla luce della tragedia dell’Abruzzo, questo è (a parer mio) ancor più evidente! Forze politiche e sindacali (vale anche per la CGIL) che un tempo si reputavano espressive delle attese di solidarietà e di giustizia nel mondo del lavoro si sono trasformate nelle forze della legalizzazione dei sogni e dei capricci e dell’individualismo anti-sociale esasperato. Un suicidio politico che fa seguito però al suicidio di questa deriva etica radicaleggiante. Qualche giorno fa parlavo con un religioso “martiniano” della mia città e sono rimasto colpito e sorpreso quando mi ha detto che non voterà più PD alle prossime elezioni. E se ha cambiato idea uno come lui… Seguendo poi i giornali di qualche giorno fa, si vedeva bene come ulteriori esponenti di provenienza cattolica del partito siano sul punto di andarsene (verso l’UDC…). Ieri via Pwezzotta, domani forse via Bobba e all’orizzonte c’è Pannella che spinge per entrare… Ma cosa vuole essere il PD? Di chi vuole essere davvero rappresentativo? E di quale idea della libertà? Popolare e solidarista o radical-chic ed individualista? Vuole essere un partito “popolare” o è soddisfatto di fare lo sgabello delle elites laiciste dei giornali o delle attrici e delle esponenti politiche senza marito che solo a 50 anni si accorgono che la televisione o la politica non bastano a riempire il vuoto di una vita?

Stefano

utente anonimo
#8  
23:12, 10 aprile, 2009

Roccella: «La legge 40? Non cambia»

«La sentenza della Consulta non smantella i principi del­la legge 40. E gli accenti di trionfo dei suoi avversari sono una evi­dente forzatura. Si afferma che è stato e­liminato il limite alla produzione degli embrioni. Ma, dal momento che – os­serva all’indomani della sentenza della Consulta, il sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella – rimangono in vigo­re gli altri punti della legge che ne vieta­no la crioconservazione e la soppressio­ne, così come resta il divieto di ogni pra­tica eugenetica, e vige la prescrizione di produrre il numero di embrioni stretta­mente necessario, mi chiedo che cosa concretamente dovrebbe cambiare, da oggi, nella fecondazione assistita in Ita­lia ».

Sul tasso di gravidanze trigemine, più al­to che in Europa, la legge è stata attac­cata.

Bisogna leggere bene i dati e confrontar­li. In Spagna, dove la percentuale dei par­ti plurimi appare più bassa, è elevatissi­mo il numero di aborti selettivi, cioè gli embrioni di troppo vengono soppressi. Invece, e pochi lo hanno segnalato, il tas­so di sindrome di iperstimolazione ova­rica in Italia è la metà di quello europeo. E questo è dovuto proprio al nostro limi­te della produzione di tre embrioni. In Gran Bretagna ci sono pazienti che pro­ducono anche 120 ovociti per ovulazio­ne: ha idea di che quantità di ormoni oc­corra per questi risultati, e con quali ri­cadute sulla loro futura salute?

Il coro degli attacchi non è venuto solo dai radicali o dalla sinistra. Anche il pre­sidente della Camera Gianfranco Fini ha detto che la legge 40 è basata su dogmi di natura religiosa, e che «questa sen­tenza rende giustizia alle donne».

Temo che il presidente Fini sia caduto nel­lo stesso equivoco in cui ieri sono caduti in molti. Intanto, perché la sentenza non ha introdotto alcuna modifica sostanzia­le alla legge. Poi, perché non è affatto in gioco la laicità, anche visto che la 40 non è una legge cattolica. È una legge invece contro cui c’è un attacco ideologico con­centrico, e una propaganda massiccia. E questo anche dopo un referendum che ha visto il tasso di astensione più alto del­la storia della Repubblica. L’astensione, per un referendum, è peggio della scon­fitta: significa che la domanda posta è stata ritenuta inutile dagli elettori. Pure, dal 2005 continua la batta­glia, e i ricorsi: il fatto è che dietro questa legge stanno molti interessi economici. Credo insomma che Fini sia stato vittima di questa pro­paganda. Una «sentenza che rende giustizia alle donne»? Ma se la legge ha impedito quel commercio che oggi mette a rischio la salute del­le giovani “donatrici” di ovo­citi. Che nell’Est, e non solo, vengono riempite riempite di ormoni per una manciata di euro. La salute delle donne non si tutela permettendo tutto. Né ob­bedendo a quel desiderio di maternità a ogni costo che le rende esposte ai rischi di una medicina senza scrupoli. «La lettura della sentenza fortemente ideologizzata può creare confusione»

Marina Corradi

utente anonimo
#7  
16:01, 09 aprile, 2009

Sono i medici che decidono quanti ovuli impiantare nella donna. Lo fanno in base ad analisi che considerano alcuni livelli ormonali, l'età e la qualità dell'utero e degli stessi embrioni. Quindi tre possono essere troppi o troppo pochi, dipende dalla donna. Te lo dico perché ho avuto modo di parlarne con medici e biologi per motivi professionali. Le stimolazioni ormonali fanno male, specie se ripetute. Se la legge favorisce la migrazione di coppie verso l'est dove donne si fanno continuamente stimolare con gli ormoni non lo devi dire a me ma a chi ha votato questa legge.
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PaoloRibichini
#6  
15:27, 09 aprile, 2009

Disinformazione?! Non ti poni il problema di quei 7 ovuli che dovranno essere impiantati simultaneamente e tutti? Può una donna (nel caso che questo avvenga) portare avanti una tale gravidanza? Il parto trigemellare è possibile e per questo si prevedeva (prima della sentenza) un limite di tre embrioni. Adesso, invece?
Donne dell'est o giovani universitarie italiane, o quello che vuoi... non è disinformazione parlare dei VERI problemi che i bombardamenti ormonali provocano sulle donne. Ti risulta che ci sia mai stata una bella inchiesta o una trasmissione interamente dedicata a questo aspetto, che non mi sembra per nulla secondario e di poco conto?
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente gianlucazappa
#5  
14:35, 09 aprile, 2009

qui medici fanno così non per la legge ma perchè sono dei farabutti assetati di denaro
utente anonimo
#4  
14:08, 09 aprile, 2009

Ah, dimenticavo. Non è affatto vero che la sentenza apra la strada alla distruzione di embrioni in eccesso, perché ogni embrione ottenuto anche se 7 contemporaneamente, devono essere introdotti simultaneamente e tutti. Quella che fai, Gianluca, è solo disinformazione. Fai disinformazione anche quando parli di donne dell'est. Quel mercato esiste ed è una piaga. Ma nasce proprio con questa legge, che spinge alcuni medici italiani ad aprire centri all'estero (Russia, Albania e Ucraina) dove è permessa la fecondazione eterologa e dove vengono portate le pazienti italiane, sfruttando gli ovuli di donne slave. Prima della Legge 40 si utilizzavano gli ovuli non fecondati di altre pazienti che avessero dato l'assenso, senza giri di denaro.
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PaoloRibichini
#3  
14:02, 09 aprile, 2009

In realtà non cambia nulla, se non rendere più efficaci le fecondazioni artificiali a donne che hanno più di 40 anni, senza precludere l'incolumità dell'embrione. Allora perché farci un post sopra?
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PaoloRibichini
#2  
20:43, 06 aprile, 2009

La L. 40 è troppo importante perché la si lasci in piedi. Per adesso, nonostante tutto, è andata bene così.
Ciao
S&P
utente anonimo
#1  
12:23, 04 aprile, 2009

Caro Gian,
quando l'impostazione personalista della Costituzione italiana sarà stata completamente stravolta e rigirata dalle sentenze confusamente nichiliste degli uomini di legge che si sono formati nella temperie ideale del '68, saremo allora finalmente maturi per quell' "insostenibile leggerezza dell'essere" che è la nuova Carta europea...
Ad una convivenza fondata sul nulla ci si deve arrivare, evidentemente, a piccoli passi.

Stefano
utente anonimo

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