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Commenti
10:15, 19 marzo, 2009

Ma per ogni uomo che passeggia su questa terra, amico mio...
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente gianlucazappa
17:46, 17 marzo, 2009

Condivido la ragionevolezza della nostra Fede, rimango notevolmente perplesso sui "Segnali Convincenti" dovrebbe essere un attimo meglio specificato, e poi, convincenti per chi?
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14:04, 17 marzo, 2009

No, deduci male. Metto in discussione l'evoluzionismo (nei suoi salti mirabolanti di specie), proprio perchè non ci sono segnali convincenti. Resta il fatto che è molto ragionevole credere in Gesù.
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12:19, 17 marzo, 2009

mi potresti dire chi ha detto:
''La Bellezza salverà il mondo''?

Lo disse Dostojevsky (non so se l'ho scritto bene, però).
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ago86
#9  
23:36, 16 marzo, 2009

Si, anche a me pare che la Hack sia non più che una comparsa nello scritto, utilizzata al fine di corroborare uno "status" affibiando alla malcapitata anche una sorta di insano ragionamento.
"Tra noi e la Hack c’è però una bella differenza: noi possiamo credere al suo pianeta affidandoci al suo metodo; lei non può credere a Gesù Cristo affidandosi al proprio metodo." Deduco che condividendo il metodo possiamo credere alla teoria più accreditata sulla nascita dell'universo, all'evoluzionismo in generale e alla umanità di evoluzione scimmiesca, e a tutte le leggi fisico-matematiche che regolano il luogo in cui siamo. No, secondo me, noi non ci affidiamo al suo metodo come Lei non si affida al nostro. E' un problema di metodo come diceva Cartesio

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#8  
13:13, 16 marzo, 2009

Napoleone?
utente anonimo
#7  
13:05, 16 marzo, 2009

mi potresti dire chi ha detto:
''La Bellezza salverà il mondo''.
grazie
luisa
utente anonimo
#6  
08:50, 16 marzo, 2009

Ciao Ginaluca
questo tuo articolo intenso e appassionato mi colpisce direttamente. mi piace quando senza ideologico fanatismo ma con moderazione si espongono idee e visioni.

un saluto dall'Abruzzo

Xunder
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#5  
07:55, 16 marzo, 2009

Già, lette quelle pagine di Napoleone si capisce molto di più per quale motivo e con quale commozione Manzoni abbia scritto di getto la sua ode.
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#4  
08:08, 15 marzo, 2009

Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,

muta pensando all'ultima
ora dell'uom fatale;
né sa quando una simile
orma di pie' mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.

Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:

vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all'urna un cantico
che forse non morrà.

Dall'Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall'uno all'altro mar.

Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.

La procellosa e trepida
gioia d'un gran disegno,
l'ansia d'un cor che indocile
serve, pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch'era follia sperar;

tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar.

Ei si nomò: due secoli,
l'un contro l'altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fe' silenzio, ed arbitro
s'assise in mezzo a lor.

E sparve, e i dì nell'ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d'immensa invidia
e di pietà profonda,
d'inestinguibil odio
e d'indomato amor.

Come sul capo al naufrago
l'onda s'avvolve e pesa,
l'onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
prode remote invan;

tal su quell'alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese,
e sull'eterne pagine
cadde la stanca man!

Oh quante volte, al tacito
morir d'un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l'assalse il sovvenir!

E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli,
e il lampo de' manipoli,
e l'onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.

Ahi! forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò;

e l'avvïò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
dov'è silenzio e tenebre
la gloria che passò.

Bella Immortal! benefica
Fede ai trïonfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.

Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.
utente anonimo
#3  
14:20, 14 marzo, 2009

testimonianza bella, vera, profonda.
grazie di ridirci che dobbiamo azionare i tergicristalli per vedere.
E' vero che il mondo è pieno di brutture, ma l'importante è seguire, obbedendo a Cristo che ci fa portare il giogo lieve ed in letizia.
Buon proseguimento di Quaresima
ancora grazie.
ciao
luisa
utente anonimo
#2  
09:46, 14 marzo, 2009

Grande esperienza, al di là della polemica, che riesco solo in parte a comprendere - ma della cui possibilità sono certo, per via delle mie esperienze. Credo che sia questa esperienza viva a disturbare tanti, e a deliziare chi la vive. La nostra società è talmente ostile a quello che non conosce da voler proibire quasi l'esperienza.
Ciao
S&P
utente anonimo
#1  
08:35, 14 marzo, 2009

L'analogia con il metodo della Hack mi pare un po' tirata per le orecchie...
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Asmenos

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