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Commenti
#13
11:09, 08 maggio, 2009
non so chi sia Daniela, ma secondo me è ottimista perchè è una Donna!
E ... a proposito ...
finalmente un po' di dibattito sul linguaggio architettonico!!!
Luisa P.arch
utente anonimo
#12
22:54, 30 aprile, 2009
ma chi è Daniela? commentatrice... ottimista!
ciao marco+
utente anonimo
#11
21:41, 24 marzo, 2009
ascanio, bello l'esempio della Rotonda!
Certo che gli edifici a pianta centrale in genere non si prestano a modificazioni. Sono sostanzialmente inscrivibili in un cerchio e il cerchio ha un centro e una serie di punti equidistanti, cioè è il simbolo geometrico dell'equilibrio e della perfezione. E' effettivamente difficile aggiungere qualcosa alla perfezione.
Però l'architettura moderna, o almeno molta di essa, tende alla geometria pura e anche a questa non è facile aggiungere qualcosa.
E poi Palladio è un architetto modernissimo, in senso buono naturalmente: anche lui fa uso di geometrie elementari composte però magistralmente insieme.
Saluti
Pietro
utente anonimo
#10
12:51, 24 marzo, 2009
..."il suo nuovo spazio extra, multifunzionale, flessibile e dinamico dove lo vuole"?
ops! Daniela
utente anonimo
#9
12:32, 24 marzo, 2009
Mah! mi viene da aggiungere che non sia solo l'architettura moderna "intollerante" alle aggiunte... (un'altro esempio banale per tutti: come potresti pensare di ampliare, al bisogno, la Rotonda Palladiana?) Cosicchè un qualsiasi intervento sull'esistente architettonico... forse ma forse, va condotto con un'atto di coerente dichiarazione linguistica... non urlante nè mimetica! vs. ascanio
utente anonimo
#8
12:32, 24 marzo, 2009
Ragazzi,
sù un po' di ottimismo!!!
Pensate ai vantaggi con la committenza: quando la "sciura" vi chiederà "l'impossibile" nei pochi metri quadri a disposizione...non penserete più di urlarle contro , ma sorridendo le direte .
;-) Daniela
utente anonimo
#7
23:16, 18 marzo, 2009
george, l'errore non lo commetto io ma credo fermamente che stia nell'essenza dell'architettura moderna che, facendo della purezza della geometria la propria ragion d'essere non tollera intrinsecamente aggiunte. Un esempio banale per tutti: come potresti pensare di ampliare, al bisogno, la Ville Savoye di LC? La sua geometria è chiusa, non tollera aggiunta perchè, appunto, non ha niente della complessità di un organismo.
La foto del post che, ripeto è divertente e piacevole, è significativa in questo senso: le aggiunte sono totalmente dissonanti con l'insieme che è omogeneo, regolare, ripetitivo e chi ha fatto quel montaggio non poteva che trovare una forma che ad essa di opponesse anche con il colore, magari ironicamente.
Una casa tradizionale invece accetta volentieri, in linea di massima, aggiunte ad essa omogenee e non tollera affatto le dissonanze.
I due comportamenti sono esattamente opposti.
Saluti
Pietro
utente anonimo
#6
08:27, 18 marzo, 2009
Ciao Pietro,
concordo con te per la prima parte del commento, ma forse anche tu commetti l'errore pensando l'architettura contemporanea come esercizio di purezza immacolata da non "sporcare" con superfettazioni; ma c'è architettura ed architettura ed approcci diversi alla trasforamzione e, quasi sempre, una buona architettura dichiara un proprio linguaggio, una propria grammatica. Nell'esempio riportato si vede un edificio a Cleveland con forte impiego strategico di moduli prefabbricati in c.a.(Arch. Marcel Breuer anni 60) intervento che "stimola" ripensamenti " a posteriori".
Mai dire mai.
george
utente anonimo
#5
19:54, 16 marzo, 2009
I nostri centri storici sono il frutto della somma di secolari interventi successivi, aggiunte, superfetazioni, intasamenti del lotto. Il centro storico, quando non era storico ma era solo città, cresceva entro sè stesso e ci ha lasciato quello che il mondo ci invidia.
La città deve tornare a crescere dentro sè stessa. La foto del post è bella, divertente e provocatoria, ma non corrisponde a verità perchè l'architettura moderna, con la sua purezza geometrica, non tollera aggiunte, non sopporta modificazioni naturali, non tollera, cioè, la vita.
Saluti
Pietro
utente anonimo
#4
00:25, 15 marzo, 2009
Come se questo Decreto servisse veramente a ri-avviare l'economia!
Le scelte strategiche stanno da un'altra parte e non in un pre-condono. Certo che siamo creativi davvero in Italia.
george
utente anonimo
#3
00:37, 12 marzo, 2009
Sulla BLOGROOM di ARCHIPORTALE avero lasciato questo "ironico" post
http://www.archiportale.com/utenti/blog.asp?IDB=177&data=10/03/2009
>>
piano C.09 (piano casa 2009) in discussione in questi giorni, va inteso come indirizzo per una pianificazione omogenea di implementazione percentuale dell'edificato esistente. Ogni intervento va coordinato con quelli limitrofi e le committenze devono affiancare ad ogni tecnico progettista un manager dell'arte iscritto ad apposito albo culturale (nota pro.6/P.DLgs).
>>
Salvatore!
che tema difficile!!! controllare le superfetazioni... ma ahi! è vero... e chi le vuole affatto controllare...
pura... anarchitettura!!!
zeroguerre
#2
21:51, 11 marzo, 2009
Se questo "piano casa" portasse come conseguenza una rivalutazione estetica dei centri storici, ben venga e "Forza Italia" (oddio mi sento male". Però dobbiamo ricordarci il contesto dove siamo, in cui libertà e strafottenza, menefreghismo e democrazia, sono drammaticamente con-fuse...
utente anonimo
#1
16:40, 11 marzo, 2009
Marco+,
invece di 'Piano casa' si potrebbe chiamare la legge 'Libera superfetazione', non credi?
Superfetiamoci.
Saluti,
Salvatore D'Agostino
ilgranlombardo
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