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Commenti
#5
13:21, 11 marzo, 2009
L'ho ripreso ieri da me
Aragonbiz
#4
05:50, 09 marzo, 2009
Notevole pezzo, spietato, ispirato. Grazie.
A Reggio ho studiato: Liceo Artistico 'Mattia Preti'. La città brutta comincia (anche) nella distrazione: quattro anni di Liceo, il Liceo si trovava sotto il Museo, esattamente dove ora stanno i Bronzi di Riace, e in quattro anni nessun docente ci ha fatto salire due rampe di scale per vedere i cocci greci, le tele barocche...
Margite
#3
11:42, 08 marzo, 2009
farolita querida, io vorrei pertecipare del tuo sguardo, della tua particolarissima qualità di speranza, ma proprio non mi riesce. Ho paura che di fronte a troppi cancelli chiusi, a troppi pidocchi col loro movimento terra, la bellezza s'eclisserà. Rimarrà lì a galleggiare da qualche parte, come fuggevole miraggio, ma non ci sarà davvero più per noi.
Rovineranno la nostra spiaggia, il nostro mare.
Certo, andrò a incatenarmi davanti alle ruspe, ma so già che non basterà: i pidocchi vincono dappertutto e sempre. Hanno la forza della maggioranza.
Capisco cochina e il suo desiderio di fuggire. Un desiderio che a volte riempie anche me, con la sua qualità di coltello, che taglia mentre passa.
manginobrioches
#2
10:42, 08 marzo, 2009
io invece sono proprio depressa, davvero. Medito di abbandonare la città...
cochina63
#1
15:57, 07 marzo, 2009
Come consolarti?
Se lo faccio giro il coltello nella piAga e non voglio. Non vorrei.
Mira. Il mare è ancora lì, non lo puoi brut(t)izzare, il cielo di certi azzurri ci tocca. La bruttezza non lo tocca, non ci arriva. Non può.
"I brutti", quelli sì, "pupullano". Prolificano come pidocchi, si estendono sulla cute del territorio, depongono uova, ma i brutti non sono il territorio. Non gli appartegono. Violentano, profanano da parassiti, ma non possiedono. Cosa vuoi che possieda il brutto pidocchio succhiasangue?
Accanto alla nuova espansione residenziale, c'è la vecchia!
E molte buone coscienze, in buona fede autentica ne fanno parte. Non conosci forse anche tu cancelli, terrazze chiusi, condomini arroccati in punti panoramici, dalla fondamente incerte?
Io credo che nel modo che presume "qualità di vita" oggi ci sia una parte di egoistica inconsapevole (involontaria) partecipazione alla bruttezza, in quelli stessi che vogliono "un punto panoramico privilegiato" di contemplazione comoda della bellezza. Il palazzone residenziale, il Parnaso tre e quattro, il riscaldamento autonomo, il parquet, il box auto, la vista sullo stretto ... è un diritto del "benessere" virtualmente di tutti, prima che arrivi un nuovo palazzone - proprio davanti - a toglierlo. Il discorso è ambiguo, ma la sostanza è chiarissima.
L'altro giorno P. ha chiesto scusa ad un albero morto, ucciso davanti casa sua, nella decimazione di un viale. P. aveva gufato che morisse quel bel pino marino alto, leggiadro, adulto, aveva gufato per egoismo involontario, per avere più visuale di bellezza sullo stretto. Poi, a vederlo morto - morto ucciso - si è pentita, sentita in colpa e ha chiesto scusa.
Io ci vivo nella piazza del Municipio e benedico quotidianamente i ficus magnolidei che lo abitano, maschi e femmine. Li ho battezzati e loro hanno battezzato me, certamente. Ci si rispetta, ci si cura, ci si ascolta. Siamo parti uguali della stessa cosa, noi.
Penso che la bruttezza n(d)ella nostra città non sarebbe così evidente e dolora sa se non fosse giustapposta ad una bellezza indifesa, esposta, palese. Sono mutilazioni di bellezza, vengono da fuori non da dentro.
Se gli dai spazio, pausa, respiro, terreno (territorio liberato dai pidocchi succhiasangue).. quella - la bellezza - riaffiora subito. perchè c'è, perchè è.
Io capisco i gatti, forse gli appartengo, ho una visione sincronica dello spazio. Non lo abito, lascio che mi abiti quando è natura e non pidocchi.
Alberi tagliati generano sensi di colpa, leggittimi, nelle coscienze buone (in quelle non buone non è possibile)
La follia del Ponte è necessaria ai pidocchi, a leggittimare la loro fame. Io non riesco davvero a credere che i pidocchi pidocchieranno il mondo, credo che al primo accenno di cantieri su cantieri, il corpo reagirà, accanto ai disoccupati speranzosi ci sono anche i disoccupati offesi! Tu li dimentichi sempre. Pensi che ci siano più disoccupati da illudere, mentre io credo che ce ne sono MOOOLTI di più offesi (e incazzati) soprattutto nella mia generazione. Scilla e Cariddi non sono cancellabili, rinnegabili forse, ma incancellabili. Il delirio di onnipotenza dei pidocchi non li riguarda. Tu non ci cascare nemmeno. La natura è ancora più forte.
farolit
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