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Commenti
21:23, 04 marzo, 2009

comprendo :-) io ho già travasato !
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21:06, 04 marzo, 2009

beh non mi pare che funzionino nemmeno le altre due ergo...preferisco non farmi venire i travasi di bile.
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20:34, 04 marzo, 2009

"politicamente agnostica" ... sarebbe bello se fosse possibile. Sull'esistenza di Dio (e quindi la conseguente sequela) si può discutere, sull'esistenza della politica no. Il parlamento esiste e decide di noi, che ci piaccia o no. La posizione "terza", purtroppo,non funziona...
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13:50, 04 marzo, 2009

Mi sono astenuta volontariamente dal commentare lo faccio adesso...

"Se arrivi a uccidere tuo fratello per far valere le tue ragioni sei solo un .... non conosco abbastanza parole per definirli. "


fascisti?

l'altro giorno con mia madre ho finalmente cosa sono: politicamente agnostica :)

mi trovo d'accordo con drone comunque.

devo tornare al lavoro. cià
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13:49, 04 marzo, 2009

tempo addietro, da giovane cronista ho comperato una maglietta dell' IRA. l'ho persa ... per fortuna :-)
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12:55, 04 marzo, 2009

Per sdrammatizzare un po ieri ho cercato tra le vecchie magliette con scritte + o - (stupide che uso ancora comprare) una vecchiotta ideata, se non erro, dallo stesso Franceschini e realaizzata da una cooperativa carceraria credo di rebibbia:

CURCIO LIBERO
FRANCESCHINI STOPPER
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22:49, 03 marzo, 2009

erano anni complessi ... sì
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16:42, 03 marzo, 2009

Ricordo un libro "Brigate Rosse" scritto da "Soccorso Rosso" il pool di avvocati (si dice così adesso?) che difendeva le colonne storiche delle brigate.
Ricordo che tra questi c'era un certo avvocato Pecorella.
L'ho leggevo in biblioteca, non mi fidavo troppo all'epoca a legare il mio nome a quel libro, non per l'argomento ma per paura della DIGOS, anche se non avevo fatto niente.
E' sparito e non sono più riuscito a trovarlo.
Mi ricordo di una storia che partiva da lontano dalla volante rossa del dopoguerra, dagli operai della Breda nella stalingrado milanese con il fucile nell'armadietto.
Non voglio giustificare nessuno, ci mancherebbe, ma passare dalla ragione al torto era un attimo a quell'epoca, quando si scriveva KoSSiga con la K e la doppia esse nazista, quando almeno per i primi tempi quando sparavano nelle ginocchia ai manager, nelle fabbriche e nelle scuole si era più o meno solidali con le vittime ufficialmente, ma sotto sotto... quando la polizia saliva sui marciapiedi con le camionette e uno sbirro poteva commentare tranquillamente non pensavo un comunista avesse un cervello così grande, danti alla testa spaccata di Zibecchi...
Piano a fare i moralisti hai ragione le cose vanno riviste con il senno del poi , con l'amarezza per chi ha fatto scelte terribili e il solievo per aver fatto quelle meno sbagliate.
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08:09, 03 marzo, 2009

"forse". conoscendo il mio caratteraccio però ... se faccio casino, lo faccio per "bene".
se uno entra nella logica della guerra, le vittime sono da mettere in conto. ed è questa la tragedia più terribile della "guerra civile". le vittime civili, senza divisa. "colpevoli" del loro ruolo e basta. nemici senza armi.
che brividi ...
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20:53, 02 marzo, 2009

Io ci metterei un bel "forse", Sante, almeno parlo per me. "Qualche casino", spero, non uccidere. Che in mezzo ci passa un mondo.
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente alexdoc
18:44, 02 marzo, 2009

grazie Drone, rendi l'idea. Ed è un'idea legittima, che in fondo condiviso. ma credo che ciò che ha mosso e muove "attenzione" verso i protagonisti colpevoli di quegli anni è la consapevolezza che se fossi nato solo una decina di anni prima avrei combinato qualche casino anche io.
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16:12, 02 marzo, 2009

No caro Sante, da uomini come quelli non c'è nulla da imparare.
Hanno fatto la loro scelta che è stata quella della negazione del confronto e della democrazia; hanno UCCISO persone, padri di famiglia, operai, giornalisti, politici, che la pensavano diversamente da loro. Quella gente non ci può insegnare nulla. Possiamo studiare e cercaredicapire il perchè si è arrivati a quel tipodi lotta ma quella gente dovrebbe solo restare nell'ombra e ringraziare che aveva difronte uno Stato democratico e non una dittatura come loro avrebbero creato.
NO, io non capisco questo cerimoniare i carnefici, farne quasi degli "eroi", giustificarli e apprezzarli per il loro modo di essere attuale.
NO io non capisco questa paura nel rammentare le vittime, i massacri le uccisoni che questi ASSASSINI hanno perpetrato.
NO caro Sante io quando vedo questi, invitati nelle aule delle università o chiamati in qualche talkshow a parlare della loro esperienza mi INCAZZO. (LA SINTASSI E LA GRAMMATICA LASCIA A DESIDERARE MA IL SENSO CREDO SI CAPISCA).
Se arrivi a uccidere tuo fratello per far valere le tue ragioni sei solo un .... non conosco abbastanza parole per definirli.
Questo è il tuo blog e il tuo post dove raccontare le tue sensazioni, la tua vita, spesso non accetti contraddittori, va bene, ma io Caro Sante, questa volta non sono daccordo e ho voluto scrivertelo.
Ciao
grazie per lo spazio. drone


utente anonimo
10:43, 01 marzo, 2009

Me ne sono accorto. Ammetto di non essere un grande lettore, ma l'argomento mi intriga da sempre. Per ricambiare, oltre a "Io, l'uomo nero" del terrorista nero Pierluigi Concutelli (uno dei pochi tra rossi e neri messi all'ergastolo), ti segnalo il grandioso "Il fasciocomunista" di Antonio Pennacchi. Ribadisco, non amo molto la narrativa, preferisco la saggistica, ma questo è il perfetto incrocio tra le due cose. Un'autobiografia in forma di romanzo, sembra un fumetto di Pazienza fatto romanzo. Il più bel libro italiano degli ultimi anni, io che sono lettore pigro e lento lo divorai e me ne innamorai. Spiega com'era possibile e facile che un "normalissimo" giovane degli anni 60 (e non 70!) finisse nella militanza antagonista, prima nera poi rossa, con la lucida follia e la saggia incoscienza di fermarsi un attimo prima del terrorismo, anche se per puro egoista spirito di autoconservazione. Scritto come se parlasse ad un amico al bar, l'antitesi del "bravo scrittore" e delle scuole di scrittura, ma proprio per questo ha creato personaggi che vivono (Accio, il suo "alter ego", è qualcosa di incredibile!), io vedevo quelle scene uscire dalle pagine. Mi è stato utile per capire tante cose, e per confermare ulteriormente e avvalorare la tesi che si stava creando in me, che ho esposto prima. L'iniziale comunanza di intenti e punti di riferimento tra rossi e neri uniti nella lotta contro il nemico comune, che avrebbero potuto superare dopo 20 anni i rancori e le ferite della guerra, il 68 che nasce come conflitto generazionale, e non affatto politico, poi il Punto Zero di tutto. 16 marzo 1968, Università la Sapienza, la battaglia di Roma. La DC come gran burattinaio promise al MSI di farlo uscire dal ghetto in cambio dello "sporco lavoro", leggi "botte ai rossi". All' "utile idiota" Almirante che già non digeriva l'amicizia tra i giovani estremisti di destra e sinistra non gli par vero, e ci casca con tutti i piedi. I suoi "vecchi" squadristi assaltarono i "giovani" di ambo le parti, e così fermarono l'orologio della storia per sempre. Ecco la grande occasione persa, i morti cominciarono a cadere quel giorno, fu l'inizio della fine. Alle elezioni di giugno, l'elettore medio spaventato dalla violenza si rifugiò nelle grigie e rassicuranti braccia di mamma DC. E noi, 40 anni dopo, siamo ancora all'8 settembre, a "Rossi contro Neri". Peccato che da un libro semisconosciuto e così duro, vivo, graffiante, sferzante, spiazzante (a volte perfino allegro), tutto tranne "carino", sia stato tratto un film così innocuo, inoffensivo, edulcorato. Quel "Mio fratello è figlio unico" tipico rappresentante della categoria del "carino" di cui il suo regista Luchetti è magno esponente, non vale un'unghia del libro, ma in compenso ha ottenuto pure un certo successo, e il lancio definitivo del monocorde Scamarcio, e dell'ottimo Elio Germano, semplicemente perfetto nel ruolo del protagonista.
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08:05, 01 marzo, 2009

leggi piano che è un libro che cartella ... :-)
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16:34, 28 febbraio, 2009

Sto leggendo recensioni di questo libro su Internet, davvero interessante, pane per i miei denti. Le troppe occasioni mancate, il ruolo del PCI "prigioniero" di se stesso e della sua storia, la fine degli anni 70 in cui si rotto qualcosa di irreparabile, la marcia dei 40000 come punto di non ritorno di un'intera società. Preludio di quel famigerato decennio che presentò i germi, i primi sintomi dello sfacelo a cui stiamo assistendo. Appena posso lo cerco. Thanx!
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#9  
16:26, 28 febbraio, 2009

Grazie del consiglio, da "completista" mi mancava, proverò anche questo. Il professor Crainz... mi ricorda un vecchio personaggio di Villaggio! ;)
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#8  
15:53, 28 febbraio, 2009

se ti capita prova a leggere "il paese mancato" di Guido Crainz. a volte mette i brividi, ma nel complesso segue il tuo pensiero.
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#7  
15:21, 28 febbraio, 2009

E' un pò quello che volevo dire anch'io. L'edonismo e l'individualismo più sfrenato sono stati la tremenda risposta a quegli anni sanguinosi in cui tuttavia "persino i fasci erano idealisti" (bellissima questa, Sante, la penso come te). Proprio per questo soffro tantissimo nel constatare lo spreco di intelligenze di un'intera epoca, buttate via e rovinate in nome di un ideale, di una "visione". Il risultato finale? Un paese dominato da biechi nichilisti mascherati da "credenti" (non riesco a immaginare niente di più avvilente), con alla minoranza d'opposizione, sì insomma quella che dovrebbe fare la parte della "Sinistra", un partito di centro diviso in correnti molto simile alla DC, quello che era il "nemico", il "regime fascista" di allora. Appena più a sinistra, il deserto. A rifletterci a mente fredda è una nemesi quasi metafisica.
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#6  
14:07, 28 febbraio, 2009

non lo so, sinceramente. credo che però alla fine ciò che mi "affascina" di quegli anni è la forte idealità. persino i fasci erano idealisti. il denaro e la tv non avevano ancora divorato tutto. si lottava fino a fare la guerra civile non in nome di un proprio personalissimo tornaconto, ma in nome di una visione collettiva della società.
rispetto al presente, quell'inferno, mi sembra il paradiso.
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#5  
13:08, 28 febbraio, 2009

Giusta nota, Sante. Ma non mi meraviglia che in uno "stato di rovescio", dove il diritto non è mai esistito ed è pura utopia, gli unici ad aver provato la "certezza della pena" e ad aver pagato i propri "errori" siano stati quelli che da "opposti estremismi" cercavano, sbagliando, di opporsi al regime imperante. Proprio perchè ho letto i loro libri e biografie (da Franceschini al "nero" Concutelli, che ti lo consiglio vivamente, Sante) non dimentico che una delle cause della nascita del terrorismo era il reato d'opinione, purtroppo ancora vivo e vegeto. Uno dei tanti simboli aberranti della mancanza totale di giustizia in Italia, insieme all'abuso della carcerazione preventiva e alla sua logica conseguenza delle "scarcerazioni facili" che fa gridare allo scandalo la "gggente". Negli anni 60 se di idee eri troppo "rosso" (anche persone che conosco, e possono testimoniare) o troppo "nero" (guarda caso tre artisti: Lelio Luttazzi Walter Chiari e Califano, sacrificati sull'altare di Piazza Fontana e dati in pasto all'opinione pubblica perchè "cocainomani", ma la droga era solo un pretesto, nel mondo dello spettacolo chi non la usava?) bastava e avanzava per finire in carcere. E fino a qui vale la stessa tesi per i due estremi, ("Non è possibile rinchiudere le idee in una galera", come canta il sommo Guccini di "Canzone per Silvia") ma immediatamente finisce qua. Perchè i "neri" oggi potrebbero gustarsi una situazione molto simile a quella che desideravano, cazzi loro. Ma i "rossi", quelli dell'area a cui so di appartenere, in che condizione hanno contribuito a gettare la Sinistra? E soprattutto: se per convenzione la DC e i suoi alleati erano definiti "fascisti", allora sto schifo qua cos'è?
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#4  
11:38, 28 febbraio, 2009

solo una nota: in un paese dove la certezza del diritto non esiste, il terrorismo rosso (più mambro e fioravanti sull'altro versante politico) ha pagato (giustamente) il proprio conto con la giustizia. Tra i 18 ed i 30 anni di carcere, molti di questi "duro".
Si può tornare "normali" dopo un paio di decenni di carcere.
E si può rileggere se stessi e la propria storia. In quel caso, mi va di ascoltare, di leggere, di vedere.
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#3  
11:24, 28 febbraio, 2009

So che ne vale sempre la pena. Ne ho visto alcune parti l'anno scorso. Realizzo con dolente lucidità che ora dopo aver fatto più danni della grandine, "sono tornati normali", come e più di me, o forse lo sono sempre stati. Ma proprio perchè da quando avevo 16 anni sentivo profondamente l'esigenza di "capire", ho letto da allora anni tanti libri sull'argomento, scritti dai vari punti di vista. Mi bastano.
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#2  
11:03, 28 febbraio, 2009

grazie a te per lo sfogo. è un'analisi condivisibile, decisamente. "i compagni che sbagliano" hanno davvero prodotto danni incalcolabili (in termini umani e politici), lasciando dietro di sè una troppo grande scia di sangue. rimane però l'esigenza di "capire" cosa è successo, cosa ha trasformato persone "normali" in "alieni" (rispetto alla realtà).
se ti capita vai a vedere il film. ne vale la pena. la tua amarezza, ormai è anche la loro.
conta poco, ora. ma conta.
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#1  
09:27, 28 febbraio, 2009

E' un tema che ha sempre interessato anche me, ma che mi fa arrabbiare. Sono da sempre studioso di questa materia, e a differenza di te come conterraneo so bene l'"Emilianità", precisamente la "Reggianità" di molti dei fondatori. Dunque: ci mancherebbe che non fossero persone normali, come dici tu. E cosa devono essere, alieni? Ma mi ha sempre dato fastidio affrontare la loro "normalità", vederli a tavola, mangiare e bere allegramente, ridere e scherzare, gustare la buona cucina emiliana che piace a me, parlare col mio accento. Scoprire che ci assomigliamo, e non "in fondo"! Preferirei vederli odiosi, mi farebbe forse meno orrore. E invece no: quasi tutti molto intelligenti, altri molto simpatici, alcuni entrambe le cose. Ma la realtà è che oggi ci sono ancora quelli come erano loro 30-40 anni fa. Lo so benissimo, anch'io come te "se fossi nato qualche anno prima avrei potuto con facilità ritrovarmi a loro posto a farmi intervistare da qualche altro Sante". Si chiamano Scelte. I miei genitori, per dirne due a caso, più o meno coetanei di questi, alla loro epoca anche loro sognavano di cambiare il mondo come tutti, alla loro maniera, ma non gli è mai passato per l'anticamera del cervello di fare quello che han fatto loro. Di ammazzare un'altra persona. E non erano certo "fascisti" come questi giudicavano (e alcuni in cuor loro giudicano ancora) tutti coloro che non li hanno seguiti in quel cazzo di "guerra civile". Sì, è vero, c'era un regime, una dittatura democristiana, estremista di centro, ma adesso è molto peggio, e ci troviamo incredibilmente a rimpiangere QUEL regime, e QUELLA dittatura, rispetto all'attuale. Li detesto per troppi motivi: aver ucciso innocenti e risparmiato i veri colpevoli, aver fatto diffondere l'odio per la Sinistra, aver inconsapevolmente causato per reazione opposta il riflusso, Craxi, i paninari, il rampantismo e il cretinismo degli 80, ovvero la culla del berluscoglionismo attuale. Pensaci: il più grosso danno fatto da questi ottusi, feroci e spietati "eroi" accecati dall'ideologia all'Italia è stato l'inizio del terribile, inesorabile processo di spostamento a destra di tutto il quadro politico, sociale e culturale italiano. Dopo di loro, il diluvio: un Psi che non era più sinistra, la democristianizzazione progressiva dell'esperienza post-comunista, fino allo sdoganamento di fasci (Msi) e pure nazi (Lega). Tutti tranquillamente e rispettabilmente al governo, stravotati e, ancora peggio, "a contatto con la pancia del paese reale", (come se fosse un vanto, e non una colpa, un pregio, e non una vergogna) tanto per mettere insieme espressioni tanto veritiere e propagandate quanto disgustose. Le BR non smetteranno mai di farmi rabbia, non fosse altro che per questo. Hanno iniziato un intero paese ad allontanarsi da ogni minimo, vago sentore di "Sinistra", hanno creato un tale vuoto che non poteva che essere riempito dal Peggio possibile, come potrò mai perdonarli?

Grazie Sante per lo spunto, e perdonami il lungo sfogo, ma è un tema che coinvolge tutto me stesso, in tanti aspetti: come italiano, come "giovane" (rispetto a loro...), come uomo "di Sinistra", perfino come emiliano, e "figlio degenere (?) del PCI" anch'io.
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