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Commenti
#9  
11:49, 28 febbraio, 2009

Certo, adoro Clive Barker! e sì, Glass è un grande. certe volte è un po' ripetitivo, ma per candyman fece un ottimo lavoro.
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#8  
11:25, 28 febbraio, 2009

E che dire della meravigliosa colonna sonora di Philip Glass?
Hai mai letto il racconto che l'ha ispirato?
Il miglior incipit in cui sia mai incorso.
Il MIGLIORE.
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#7  
12:39, 23 febbraio, 2009

... E non dimentichiamo che suggerisce bei spunti di riflessione sulle leggende urbane e sulla dimensione in qualche modo "carnale", "viscerale" del mito: "Candyman", mi pare, dice che il mito è intrinsecamente vampiresco, si nutre del sangue di chi vi crede; non c'è mito (e quindi immortalità) senza reincarnazione, cioè incarnarsi continuo del mito nel vissuto irrazionale delle persone (la follia, le paure, i desideri etc - tanto più presenti quanto più legati a una situazione sociale disagiata, violenta, fragile)
Sono sostanzialmente d'accordo con te: "Candyman" non è un film del tutto sviluppato (come molti altri da Barker, d'altronde) ed è un peccato perchè, grazie alle sue potenzialità metaforiche e persino filosofiche, avrebbe potuto essere un capolavoro, o almeno un film-emblema dell'immaginario collettivo (e quindi, anche, sociologicamente rilevante) tanto quanto l'Esorcista, Halloween, Alien...
Io, come molti, l'ho visto la prima volta da bambino, e mi ha deliziato; il gioco del ripetere il nome davanti allo specchio, poi, mi ricordava la suggestiva variante "satanista" che mi era stata inculcata da altri bambini: "se ripeti l'ave maria al contrario sei volte davanti allo specchio, apparirà il diavolo"...
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#6  
09:45, 23 febbraio, 2009

Grazie Aldo, per l'interessante commento. è vero, forse in effetti ho dato un giudizio un poco limitativo su Candyman. Concordo sulla bontà delle musiche, sull'interesse del sottotesto razziale, e sulla buona riuscita delle pur poche scene gore. Aggiungo poi che in alcune sequenze oniriche riesce abbastanza bene a catturare l'universo sadistico-pittorico del grande Barker.
Insomma, continuo a dire che secondo me non è un capolavoro, ma è un film senza dubbio da apprezzare pienamente, e da ricordare (o rivedere) con affetto.
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#5  
16:32, 22 febbraio, 2009

Per me film horror che - oltre a colmare una voragine qualitativa nell'horror anni Novanta - può contare su una serie di elementi di grandissimo rilievo. Raramente, infatti, capita di vedere pellicole di nicchia così ben recitate, e con musiche così evocative. Sulla trama ti dirò: a parte i rimandi nei riguardi di certe pellicole vampiriche (ma il romanticissimo Dracula di Coppola è dello stesso anno, quindi è da escludere un debito di riconoscenza), la trovo bella e originale, specie per le implicazioni di carattere razziale. Il gore è presente in dosi minime, ma quando fa la sua comparsa lascia il segno: ricordi la sequenza in cui c'è il cane decapitato e la culla sporca di sangue? Ecco, a me fa venire i brividi ogni volta che la vedo.
A mio modo di vedere, "Candyman" tocca (e come!) vette elevate, quindi lo straconsiglio a chi non l'ha ancora visto.
Ma questo mio parere ovviamente nulla vuole togliere alla recensione di Alessio. E' soltanto un altro punto di vista.
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#4  
15:18, 21 febbraio, 2009

Non ho ancora visto il film. Dalla tua recensione sembra interessante.
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#3  
14:45, 20 febbraio, 2009

Quando ero piccola lo guardavo quasi ogni giorno, cioè mi ipnotizzò proprio. Devo dire che l'ho quasi del tutto rimosso (sono passati troppi anni ed ero una bambina), lo riguarderò sicuramente però, soprattutto dopo aver letto questa recensione.
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#2  
14:33, 18 febbraio, 2009

Sì, credo che una "re-visione" la meriti senz'altro. Benvenuta su Cinemystic cara Milena.
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#1  
19:13, 17 febbraio, 2009

candyman... ricordo di averlo visto nel mio periodo horror quando avevo 13 anni e mi aveva divertita. Chissà, magari farò anche io una "re-visione" :)
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