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Commenti
#12
15:45, 21 febbraio, 2009
E’ una nuova fredda mattina e mi trovo a riflettere guardando il lago ghiacciato che immobile si staglia di fronte a me, macchia scura della gialla prateria con l’erba bruciata dal vento artico.
I colori sono quelli di un torrido agosto, il clima quello di un gelido gennaio.
Chester Bennington grida nelle mie orecchie di non arrendermi, di rompere le mie abitudini e di smettere di sanguinare.
Fumo la mia Marlboro e guardo il giovane Mustang biondo che cerca in terra qualcosa da ruminare sbuffando bianche e soffici aliti di vapore.
Mi chiedo se avrebbe voglia di cavalcare un po’ con me sulla groppa in questa landa piatta.
Probabilmente si, dev’essere proprio una merda stare a 17 Fahrenheit a ruminare erba secca e ghiacciata immobile. Credo sia un po’ come essere nudi in un frizer a mangiare una bistecca vecchia congelata.
Si, decisamente meglio sentire un corpo caldo sulla propria schiena, il rumore degli zoccoli che calpestano il terreno e il sangue che pompa nelle vene rinvigorito da shot di adrenalina pura.
Ed invece siamo qui, immobili a gelarci le chiappe guardando le nuvole che corrono nel vento e riflettendo, lui magari sulla fortuna o meno di trovare un po’ di erba fresca, io nel capire se 50,000.00$ valgono l’aver buttato nel cesso una vita o se la mia vita era già un cesso è ho trovato giusto il modo di migliorarla con un po’ di soldi!
Che cazzo ne so. Comincio a pensare che sia un gioco sadico, non c’è niente da trovare, riflettendoci sarebbe andata via comunque, tra 5 anni magari, con due figli e una casa in comune perché aveva trovato il suo nuovo gioco, il nuovo interesse, per combattere il tedio.
Non c’è più spirito di sacrificio, lo trovo sempre in meno persone. Non c’è più passione, l’amore che uccide, solo blandi ricordi di passioni andate. Solo la volontà di non annoiarsi, solo la voglia egoista di essere primi, unici, sopra… sopra… tanto sopra che alla fine quando cadi non ti rialzi più.
Io ho perso troppi ascensori per quei piani. Tanti mi dicono di salire, di andare la dove tutto è dorato, bello facile. Ma so troppo bene che non c’è niente che sia possibile essere dorato e facile. Nessuno ti regala niente, la vita è una merda e alla fine si muore.
Tutto li.
L’importante è che fino a quel momento tu te la sia goduta.
Nessun rimpianto, nessuna pietà. Che merda di pianeta.
Chissà se qualcuno è veramente felice qui.
Io oramai sono solo ubriaco e triste.
LW
utente anonimo
#11
16:53, 19 febbraio, 2009
Vedi di non perderti in questa battaglia e di non perdere il filo riflettendo troppo. A volte, le cose migliori, nascono dall'istinto.
Io ti aspetto, sempre qui, nella mia Notte.
Stefy_B
#10
14:22, 19 febbraio, 2009
La principessa della notte mi ha mostrato il suo lato migliore.
Il giardino di venere è pieno di vari frutti, e la parte migliore è che ne ho assaggiati di tanti tipi, ma non ne sono mai rimasto deluso. Sempre sorpreso, piacevolmente, per il loro sapore sempre così intenso e gustoso.
Mi aspetta una triste battaglia, sarà una di quelle battaglie che mi rimescoleranno i sentimenti, tra la vana gloria della vittoria e la tristezza di aver battuto un avversario stimato.
Le mie armi sono sempre più pronte, la mia armatura sempre più resistente, la mia spada sempre più affilata e la mia compassione sempre più presente.
Ho molto su cui riflettere... forse troppo sta volta.
LW
utente anonimo
#9
01:12, 17 febbraio, 2009
Che dolce proposta, ho immaginato il tuo sguardo mentre pensavi a quelle frasi e ne ho percepito il suo calore.
Piccola strega, io sto già condividendo la tua notte, e credo che le mie digressioni folli stiano già trovando più spazio di quanto dovuto.
E’ bello avere un’interlocutrice acuta e vivace, proprio come te.
L’angoscia attanaglia il mio essere. Ho fatto soffrire tante persone, mi hanno sempre fatto meno pena degli animali. Addirittura molte di loro mi amavano, veramente, profondamente, senza limiti, senza indugi, senza tradimenti.
Ho provato sula mia pelle quell’amore folle che acceca e dispera. E ancora non capisco come in così tanti l’abbiano provato per me. Così spietato, così oscuro, così solitario e cinico. Eppure, alla fine, quei cuori si spezzano sempre e ne soffro anch’io. Il mio spirito si lacera, sanguina, piange, grida, ma non posso fare a meno di seguire la mia strada. Lunga, violenta e solitaria. Presto la principessa che ha vissuto nel mio castello dovrà partire, senza che abbia mancato, senza che abbia sbagliato. La mia tana non sembra adatta a qualcuno che non sia io. E’ stato bello avere vicino una principessa delle tenebre. Mi sono sentito accettato ed apprezzato. Ma il mio sangue è un fiume di fuoco e non mi si può imbrigliare nell’apatia della morte. Sono troppo vivo per avere timore di vivere, troppo eccitato per non dover combattere, troppo vecchio per non capire.
Così il bel fiore notturno s’è richiuso quando la luna è tramontata ed un nuovo giorno s’è avvicinato.
Ma so che è ingiusto e non sarebbe dovuta andare così. E ancora una volta mi chiedo, ma come mai sono ancora qui a vagare su questo mondo? Perché non sono stato sepolto dalla schiera dei sofferenti che mi sono lasciato alle spalle? Questa vita ha davvero poco senso.
LW
utente anonimo
#8
18:07, 16 febbraio, 2009
Sai che nel mio piccolo antro un po' di calore si trova sempre... finchè il cuore mi batterà nel petto.
Ho una proposta per te, perchè tutto quello che mi scrivi abbia il giusto spazio.
Ti va di condividere la mia Notte?
Saresti meno solitario ed io meno malinconica.
Pensaci.
Stefy_B
#7
14:06, 16 febbraio, 2009
Oggi il freddo è umido è pungente, 40 miglia in questa landa deserta non sono state sufficienti per rimuovere completamente il ghiaccio accumulato sul mio mezzo di trasporto.
L’ora della svolta è arrivata. E’ ora di tornare a casa… E’ quasi incredibile, mi guardo intorno e sono riuscito a distruggere tutto. Non c’è più niente a casa, non c’è più niente qui…
Solo una divinità della natura è rimasta al mio fianco, troppo selvaggia per essere scacciata. Troppo testarda per intuire le cose.
Mi dovrò fermare un attimo. Riflettere, capire. Decidere e mediare.
Poi si vedrà, per il momento devo cominciare a rilassarmi, a rientrare nell’umana concezione dell’essere.
Vedremo. Il destino è sempre oscuro, ma nel buio mi trovo a mio agio.
A presto
LW
utente anonimo
#6
17:15, 06 febbraio, 2009
L'amor, non è amor se per amor si spezzan le ali... alla fine cos'altro si potrà ottener se non la schiavitù inerme del debole sottomesso.
Con un forte sospir rispose Achille:
O madre mia, ben Giove a me compiacque
ogni preghiera: ma di ciò qual dolce
me ne procede, se il diletto amico,
se Pàtroclo è già spento? Io lo pregiava
sovra tutti i compagni; io di me stesso
al par l'amava, ahi lasso! e l'ho perduto.
[Iliade libro decimo ottavo]
Achille si strugge con la madre per la perdita dell'amato.
Sono qui, tra questi campi di granturco e questi odori nefasti e ho voglia di combattere... il mio spirito grida come non gridava da anni. La mia sete di sangue non s'è spenta nei confronti di tutta questa stupidità... gli essere umani sono una gretta schietta di esseri indegni di stare al mondo. Scarafaggi ammassati ad infettare questo bel pianeta. Dovremmo sterminali tutti... schiacciati e buttati via, proprio come fossero blatte.
LW
LW
utente anonimo
#5
17:09, 06 febbraio, 2009
Una negra a que' detti il ricoperse
nube di duol; con ambedue le pugna
la cenere afferrò, giù per la testa
la sparse, e tutto ne bruttò il bel volto
e la veste odorosa. Ei col gran corpo
in grande spazio nella polve steso
giacea turbando colle man le chiome
e stracciandole a ciocche. Al suo lamento
accorsero d'Achille e di Patròclo
l'addolorate ancelle, e con alti urli
si fêr dintorno al bellicoso eroe
percotendosi il seno, e ciascheduna
sentìa mancarsi le ginocchia e il core.
Dall'altra parte Antìloco pietoso
lagrimando dirotto, e di cordoglio
spezzato il petto rattenea d'Achille
le terribili mani, onde col ferro
non si squarciasse per furor la gola.
Udì del figlio l'ululato orrendo
la veneranda Teti che del mare
sedea ne' gorghi al vecchio padre accanto.
Mise un gemito, e tutte a lei dintorno
si raccolser le Dee, quante ne serra
il mar profondo, di Nerèo figliuole
[Iliade libro decimo ottavo]
L'avviso ad Achiella della morte di Patroclo
LW
utente anonimo
#4
12:23, 06 febbraio, 2009
Vale :)
grazie piccolo :*
Stefy_B
#3
11:54, 06 febbraio, 2009
^__* Tanto mi si riconosce :P ehehe
Vale
utente anonimo
#2
09:09, 06 febbraio, 2009
dai almeno firmati :P
Stefy_B
#1
00:04, 06 febbraio, 2009
woooooooowwwww *___*
senza parole decisamente
utente anonimo
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