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Commenti
15:47, 29 gennaio, 2009

oui, merci
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07:51, 29 gennaio, 2009

P&L era un regalo, non era affatto un confronto...non posso regalare poesie?
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17:14, 28 gennaio, 2009

ecco...
io non arrivo a quei livelli, tuttavia... cos'ha queneau per potere ciò che a me non è permesso?
MI piace la MIA poesia, può bastare questo.
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18:34, 27 gennaio, 2009

vabbé non rileggo più il tuo testo (o prendo la birro rosso e scrivo sullo schermo :-) ... ti lascio con un poeta che si permetteva qualche licenza poetica

Si tu t'imagines

Si tu t'imagines
si tu t'imagines
fillette fillette
si tu t'imagines
xa va xa va xa
va durer toujours
la saison des za
la saison des za
saison des amours
ce que tu te goures
fillette fillette
ce que tu te goures

Si tu crois petite
si tu crois ah ah
que ton teint de rose
ta taille de guêpe
tes mignons biceps
tes ongles d'émail
ta cuisse de nymphe
et ton pied léger
si tu crois petite
xa va xa va xa va
va durer toujours
ce que tu te goures
fillette fillette
ce que tu te goures

les beaux jours s'en vont
les beaux jours de fête
soleils et planètes
tournent tous en rond
mais toi ma petite
tu marches tout droit
vers sque tu vois pas
très sournois s'approchent
la ride véloce
la pesante graisse
le menton triplé
le muscle avachi
allons cueille cueille
les roses les roses
roses de la vie
et que leurs pétales
soient la mer étale
de tous les bonheurs
allons cueille cueille
si tu le fais pas
ce que tu te goures
fillette fillette
ce que tu te goures

Raymond Queneau, L'instant fatal

Nb: sque = "ce que"
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17:38, 25 gennaio, 2009

ecco questi ad esempio li prendo come errori a tutti gli effetti... e li correggo! solo, continuo a non sentirmi così 'incomprensibile'.

alla fine chiaramente ti ringrazio, molte delle tue osservazioni hanno avuto la loro ragion d'essere.
non tutte, però... ecco dove casca l'asino...

poi probabilmente, per quanto comprensibile sia, magari sta roba in francese non risulta neanche lontanamente 'poetica', o piacevole alla lettura... ma quello è un altro rischio, cui ho saputo di essere esposto sin dapprincipio. in sostanza, non voleva essere che una sorta di giochetto... ti assicuro che anche io, come te, avevo chiaramente messo in conto di non essere infallibile.

ciao
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09:11, 25 gennaio, 2009

comunque (ultimo commento in merito) potresti anche non fidarti di quello che ho detto, e proporre ad un sito/blog francese la tua poesia, poi vedi quello che succede...le licenze poetiche non sono sempre possibili in tutte le forme. Tu giustamente hai fatto l'operazione di traduzione dal l'italiano al francese

"j'ai près ma fée" viene da ho vicino la mia fata

però ti assicuro che in francese non vuole dire assolutamente niente, se vuoi una licenza poetica potresti scrivere

près de moi, ma fée
ma fée près de moi
...

mensonge tra l'altro è maschile

chiudo chiudo... see you next on another planet

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22:58, 24 gennaio, 2009

roger, out
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08:41, 24 gennaio, 2009

io parlare con uno gente che non ascoltare... :-)
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18:02, 23 gennaio, 2009

continuo ad essere moolto perplesso... non so, magari francesi e italiani hanno sensibilità formali diverse su certe cose...

(corretta ieri la distrazione su INFINI)
ora
accetto il DE dopo SUFFISAIT
accetto ÉPREUVE da sostituire ad ESSAI (suona meglio)
ma tutto il resto me lo tengo così com'è.

ADOLESCENT l'ho usato come aggettivo, DISTRAIT pure. Tu li hai interpretati, non so con quale giustificazione, l'uno come sostantivo e l'altro come participio. Non capisco veramente perché, proprio qui vien da pensare alle differenze di sensibilità di cui sopra.
("la lotta adolescente di cuore, cervello e coglioni", "distratta prova di forza"... sono forme così astruse?)
o probabilmente i tuoi preconcetti nei miei confronti ti hanno indotto a preferire l'idea che io avessi sbagliato piuttosto che ammettere il mero mio ricorso all'uso di forme più 'insolite'.

non capisco il perché di tutti questi "les", "se", soprattutto "des"... dubito siano veramente necessari, e non li aggiungerò: rientrano a pieno titolo nelle 'licenze' di cui ti parlavo.
i tempi ripeto, sono gli stessi che avrei usato in italiano, che a te non piacciano è poco male. idem per l'ordine delle parole dentro le frasi.
e altri simpatici dettagli (in francese è abolito l'uso della forma "dov'ero nato"? sinceramente non credo...), e tuoi fraintendimenti puramente SEMANTICI, che non mi spiego altrimenti.

ribadisco la mia convinzione che tutte le tue perplessità siano nate dal non accettare che le mie imprecisioni fossero uscite fuori a ragion veduta.
inoltre, mia cara, qui nessuno ha mai fatto passare niente per "nettare divino", poiché non sei la sola a conoscere i propri limiti. ma conoscere i propri limiti non significa accettare critiche infondate, riconoscere degli errori in una poesia in una lingua non mia non mi cambia la vita, te lo assicuro.
ma riconoscere errori neanche compiuti, ad un poeta od aspirante tale, quello dà un certo fastidio.

risulta effettivamente paradossale, discutere di francese con una 'madrelingua'... dovrei ragionevolmente farmi da parte e riscrivere la poesia nella versione da te (gentilmente) riveduta e corretta. eppure, non so come scusarmi di questa défaillance, ma non mi fido per niente di te come 'critico' - forse io stesso per puro interesse, chissà.

per cui mi par giunta l'ora di chiudere questo siparietto pseudodemenziale - il merito di avermi messo la pulce nell'orecchio rimane tutto tuo, sia chiaro.

a presto

----------------
p.s.: penso che anche un cattivo professore d'italiano mi avrebbe dato un'insufficienza per la grammatica di certe mie poesie in italiano.
ma allora, dove vogliamo andare a parare?

:)
ciao
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08:35, 23 gennaio, 2009

erratum

meglio scrivere

étoile d'hiver dont l'éclair volait tous les rayons
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08:33, 23 gennaio, 2009

ecco l'ho messo nel titolo del mio blog, così sono sicura di non ricevere reclami per i prodotti in vendita...
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08:27, 23 gennaio, 2009

non dico che non conosci la lingua anzi, usi parole complicate a volte.

Je te l'ai corrigé du point de vue dela grammaire (partitif, concordance des temps) et j'ai remplacé des locutions ... rien de plus


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08:24, 23 gennaio, 2009

Il y avait des temps où il suffisait de se cacher la tête
et les cahiers tremblants sous les tables de lycée
pour être (devenir) des yeux de femme, des rues peintes pour la fête
des fenêtres écarquillées sur des neiges ensoleillées
la poésie venait toute seule tombant des nuages bleus.

Chaque rime que j'écrivais nassait toujours dehors
l'adolescent au combat de cœur, de cerveau et de couillons*
n'était qu'un accident, distrait par l'éreuve de force
l'ennui de l'heure de maths ou celle de religion
étoile d'hiver dont l'éclair vole tous les rayons.

Jamais je n'ai craint mes vœux ni n'est fait guerre aux songes
car désormais j'ai appris comment les faire marcher
voici l'enchantement, sommeil de toutes les (mes?) mensonges
le ciel paraît bien loin toutefois j'ai près de moi ma fée
poésie qui va me conduire là-haut où je suis né.

NdT (perplessità, lo so non si deve tradurre la poesia) adolescente del combattimento di cuore, di cervello e di coglioni ???
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08:15, 23 gennaio, 2009

se avessi letto alcuni post lo sapresti che non pretendo alla perfezione di una lingua che non è mia...tanto meno scrivo poesie in italiano che faccio passare per puro nettare divino... :-) anche perché conosco i miei limiti

però come madrelingua francese ti mettere un bel 7/20 per il testo, che vuoi? sono fatta così, sono diretta, non cerco di lusingare, di fare complimenti inutili...

l'ecc l'ho messo perché non avevo tempo di riscriverti tutto il testo, oggi lo faccio se vuoi... :-)
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00:18, 23 gennaio, 2009

noto oltretutto, sforzandomi a soffocare un certo malizioso compiacimento, che anche tu sul tuo blog trovi i tuoi bei problemi con l'italiano...
:)
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21:47, 22 gennaio, 2009

giusto, INFINI, errore di battitura, non mi ci ero soffermato dal momento che si trattava di una citazione, non certo farina del mio sacco...
per il resto anche tu potresti provare a usare un ITALIANO corretto per darmi le tue opinioni, che sono bene accette ma che preferirei più comprensibili... se possibile con meno "ecc" che francamente puzzano un po' di mancanza di argomenti.

penso anch'io che le cose se le devi fare le devi fare bene, ma penso anche di non essere uno sprovveduto, tutte le forme improprie che ho usato le ho usate ben sapendo di farlo, del resto faccio poesia non scrivo manuali d'uso per lavatrici.
potresti trovare lo stesso tipo d'inesattezze in ciò che ho scritto in italiano, e non credo concluderesti che io non conosca la mia lingua.
o lo voglio sperare.
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20:58, 22 gennaio, 2009

ah enfini non esiste ecc
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20:57, 22 gennaio, 2009

mi spiace ma vedo delle cose tradotto dall'italiano in francese in modo scorretto...

iil y avait des temps où il suffisait se cacher ... ecc
mi sembra una traduzione diretta
come se dicessi "io ora vado mangiare " ma se vuoi te lo pubblico su un blog bleu blanc rouge ... vedi tu


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19:34, 22 gennaio, 2009

penso l' "anonimo" intendesse esattamente quel che intendo io:
francamente non ho rilevato tempi sbagliati (sono esattamente quelli che avrei scelto di usare in italiano) o parole mancanti.
I miei "errori voluti" sono per la precisione: l' EN omesso prima di TOMBANT, la forma non proprio ortodossa di "jamais ne crains" e qualche "JE" omesso qua e là...

per il resto non vedo tutto questo "charabia",ce n'è mooolto di più nella maggior parte delle poesie IN ITALIANO che girano su tanti blog...

magari le tue perplessità sono più semantiche che sintattiche, ma su quello non saprei che dirti...
:)
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#9  
19:21, 22 gennaio, 2009

petta petta anonimo non metto in questione il valore poetico... visto che è scritto in francese, cerchiamo di scriverlo per bene no? così facciamo anche piacere alla maestra Raffaella ? Fare piacere è importante...e farsi capire ancora di più... e ti assicuro non roviniamo niente al valore poetico intrinseco

ps: basta che vi mettete d'accordo...

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#8  
18:25, 22 gennaio, 2009

Penso che licenze poetiche a parte sia scritto grammaticalmente bene. I piccoli errori (licenze poetiche) son necessari per mantenere la sonorità della poesia. Il francese avendo una grammatica molto rigida farebbe perdere questa fluidità delle lettura. pollice in su
utente anonimo
#7  
18:22, 22 gennaio, 2009

te lo approfondisco domani ... promis juré
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#6  
17:52, 22 gennaio, 2009

mmm interessante... premesso che alcune imprecisioni sono volute e intese come "licenze poetiche"... sarebbe troppo chiederti un'analisi più approfondita? merci :)
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#5  
17:48, 22 gennaio, 2009

un peu beaucoup (comme on dit chez moi) :-) parole che mancano, verbi non ai tempi giusti...
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#4  
17:43, 22 gennaio, 2009

charabia(n.m.) 1. langage composé d'éléments les plus divers et le plus souvent incompréhensible; charabia. || 2. (familier) langage incompréhensible. || Terme populaire. Le patois des Auvergnats, et, par extension, tout autre parler qu'on ne comprend pas.


... pourquoi, dizaon? c'è molto che non va?
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#3  
16:52, 22 gennaio, 2009

quel beau charabia !
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#2  
17:36, 19 gennaio, 2009

Si tratta di rimasugli del liceo, niente di più, messi insieme per puro esercizio di stile (!). Il 'merito' credo vada riconosciuto alla lingua stessa (lirica per natura), a qualche antico poeta letto troppo sotto ai banchi, o più banalmente alla persona citata nella dedica.
Punterei ad ogni modo a far 'suonare i tamburi' anche con la mia lingua (oibò, l'italiano) ;)
grazie comunque
ciao!
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#1  
17:17, 19 gennaio, 2009

Non so se il francese sia a te lingua madre, o lo sia l'italiano.

Dalla capacità di far cantare, di suonare i tamburi, con le parole, azzarderei quasi la prima.

Bei versi.
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