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Commenti
#3
10:00, 31 dicembre, 2008
Io invece mi limito a passare in punta di piedi, per lasciare gli auguri di un buon 2009.
alex321
#2
12:03, 29 dicembre, 2008
Nel passaggio raccontato da Genna si va ben oltre. Innanzitutto le persone al tavolo non si conoscono o si conoscono poco cambiando l'
accettazione sociale attesa
delle cose che asseriscono. Tra amici che sai come la pensano e sanno come la pensi tu, puoi dire praticamente quasiasi cosa. I personaggi descritti da Genna dicevano cose
spiazzanti
con la sicumera di chi fa osservazioni ovvie o comunque comunemente accettate. Nella Germania nazista potevi fare affermazioni razziste in
qualsiasi
contesto senza temere sanzione sociale.
Ma questo è niente.
Non era soltanto una dichiarazione di estraneità alla poesia (piu' che legittima), o un giudizio di inutilità della stessa (paradosalmente corretto se si considera che l'arte non ha strettamente
un valore d'uso
): questi dicevano
la poesia andrebbe abolita
perché è una primitiva perdita di tempo. Con un gesto autoritario
dichiaravano illegittimo
cio' che non capivano e gli era estraneo.
Io non sono di quelli che si lamenta tutti i giorni di come la gente non apprezzi l'arte (la gente fa il cazzo che vuole), mi terrorizza l'
auspicata soppressione
di tutto quello la gente non capisce, non ama o non riconosce come
utile
ai propri scopi personali.
Ecco, l'insieme di tutti questi fattori mi rendono quel dialogo poco credibile, e credo rientri nella satira e nella trasposizione grottesca (che ci sta).
Aramcheck
#1
14:48, 27 dicembre, 2008
Beh, Aramcheck, sulla seconda domanda posso solo portarti un esempio personale.
Tu parli di un gruppone di non so che entità, io sulla trattaMilano-Lecco ho assistito alla conversazione tra tre persone che suonava più o meno così:"Ma quelli che vanno all'università, ma cosa ci vanno a fare? Cioè, ma 'sta cultura, ma alla fine, a cosa ti serve? Voglio dire, dopo che hai studiato per tredici anni proprio perché dovevi, l'importante è il cash".
Ripeto, erano in tre, propbabilmente amici (quindi non estratti dalla sorte).
Però, insomma...forse potrebbesi.
Scacchino
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