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#2  
19:03, 19 novembre, 2008

Si tratta di Nicola Anacoreta e nella lista c'è.
Ci sono tutti e tutti tacciono

Ex sindaco perchè non è piaciuto ai suoi amministrati come si è comportato, in particolare in questa occasione:

San Giuliano, incarico all’ingegnere del crollo
Progettò la scuola della strage, diventa coordinatore per la sicurezza. I parenti delle vittime: siamo indignati

LARINO (Campobasso)— Dicono di essere stati umiliati e offesi. Ogni loro parola gronda sdegno e rabbia. I genitori dei ventisette bambini uccisi dal crollo della scuola «Francesco Jovine» di San Giuliano di Puglia, crollo, dicono le perizie, avvenuto «in occasione» ma non «per colpa» del terremoto del 31 ottobre 2002, vorrebbero giustizia. Ma è come se a ogni passo avanti compiuto nell’accertamento della verità e delle responsabilità corrisponda, fatalmente o forse no, sempre una nuova violenza, sempre una nuova occasione di oltraggio alla memoria dei loro bambini. Persino ora che il presidente Ciampi ha riconosciuto con una medaglia al valor civile quel sacrificio, non riescono a gioire. Ieri, alla notizia che l’amministrazione comunale di Larino ha affidato all’ingegnere Giuseppe La Serra, principale imputato nel processo per la strage di trenta mesi fa, l’incarico di responsabile per la sicurezza dei lavori (1,3 milioni di euro) per la zona artigianale, i genitori delle vittime della «Jovine» sono insorti. E hanno scritto a tutti quelli che avrebbero potuto ascoltarli, dai giornali alle istituzioni.

Per tutti, parla Antonio Morelli, presidente della Onlus «San Giuliano di Puglia 31 ottobre 2002». «Abbiamo pianto per tre notti e tre giorni davanti alle bare dei nostri bambini. Abbiamo promesso loro che avremmo dato anche la nostra vita affinché fosse fatta giustizia, e adesso non possiamo non gridare la nostra indignazione di fronte a questa scelta della giunta di Larino, che affida al signor La Serra addirittura il compito di "coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione" dei lavori del Piano di insediamento produttivo. Proprio a lui, uno dei maggiori responsabili della tragedia che ci ha colpiti, visto che era il progettista del secondo piano della scuola "Jovine", l’unico edificio a sbriciolarsi nei quarantaquattro comuni colpiti dalla scossa del 31 ottobre 2002».

Il procuratore di Larino, Nicola Magrone, ha chiuso le indagini un mese fa e ha chiesto il rinvio a giudizio degli appaltatori dei lavori Giuseppe Uliano, Ernesto Di Pietro, Gianni Martino, Carmine Abiuso, dell’ex sindaco di San Giuliano, Mario Borrelli, dell’assessore Antonio Serrecchia, del segretario comunale Clementina Tolo, del capo dell’ufficio tecnico, Mario Marinaro, e del progettista-direttore dei lavori Giuseppe La Serra. Per tutti, le accuse sono di omicidio colposo aggravato, disastro e lesioni (oltre ai 28 morti, ci furono anche 39 feriti). Ma La Serra e Marinaro devono anche rispondere di falso, perché certificarono che la scuola era agibile e lo fecero, sostiene l’accusa, per superare tutti i controlli. Non solo. Dopo il deposito delle perizie davanti al gip, durante l’incidente probatorio di cinque mesi fa, il procuratore di Larino ha disposto un’altra consulenza, da cui emerge un quadro ancora più fosco: in pratica, dice il professor Augenti che l’ha eseguita, la «Jovine » era al limite del collasso e sarebbe crollata su se stessa anche per una nevicata abbondante.
Ecco perché i genitori dei bimbi di San Giuliano sono furenti e chiedono che il sindaco di Larino, Nicola Anacoreta, ritiri la delibera a favore di La Serra. «Riteniamo che l’incarico affidatogli — scrivono — sia la solita merce di scambio intesa ad accontentare le varie componenti di una qualsiasi coalizione». Ora, Anacoreta (Italia dei Valori) è un fedelissimo di Antonio Di Pietro, il quale a sua volta difende alcuni genitori delle vittime. Già questa circostanza alla Onlus «31 ottobre» non piaceva prima, figuriamoci adesso che il sindaco di Larino ha scelto La Serra. «O Di Pietro convince Anacoreta a fare marcia indietro—dice Morelli —, oppure deve rinunciare alla difesa dei genitori. Se non fa nessuna delle due cose, saranno i genitori a lasciare lui».
Per La Serra e gli altri, il procuratore Magrone chiese l’interdizione temporanea dall’esercizio della professione. Ma gip e tribunale del Riesame si opposero. Il ricorso di Magrone in Cassazione, accolto dalla Procura generale, fu giudicato inammissibile dal collegio. Per la cronaca, l’unica condanna finora è toccata a Morelli. Ingiurie nei confronti di uno degli imputati. Quaranta euro di multa.
Carlo Vulpio
28 aprile 2005
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#1  
16:26, 19 novembre, 2008

quale sarebbe il notabile del partito di Di Pietro sotto inchiesta? Nei link non si legge nessun nome...
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