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Commenti
#6
11:50, 28 novembre, 2008
Lettera aperta
a Barack Obama
Illustre Presidente,
sono un “imbecille” italiano, di quelli che non capiscono gli allegri comportamenti del loro Presidente Berluconi ma che essendo stato educato da un padre rigido, mi sono
convinto di esserlo veramente. Si, perché quando facevo certi scherzi mi diceva di essere un imbecille.
Lei, Mister Obama, prima di venire in Italia, Le consiglio, se già non l’ha fatto, di fare un corso accellerato di teatro popolare siciliano qual’ è “l’opera dei pupi”. Sono delle rappresentazioni teatrali di marionette che raffigurano, tra il serio e il faceto, i Paladini di Carlo Magno. Adesso, da qualche tempo, pare che tale “teatro”sia popolare in tutta Italia. Quindi se Lei dovesse venire nel nostro Paese, non se ne rimmarichi se qualcuno Le farà qualche sberleffo. Noi facciamo parte di un popolo che, non è come pensava tempo fa la stampa americana cioè tristi e incazzati. Noi siamo sempre allegri. Ci prendiamo in giro anche noi stessi e l’autoironia è il nostro forte. Noi siamo un popolo felice… siamo imbecilli e malgrado una decina di milioni di nostri concittadini
vivano nella povertà più assoluta, noi resteremo sempre più allegri e teatranti.
Ha visto lo scherzo fatto dal nostro Presidente alla Merkel? Un “cucù” favoloso. Degno dei grandi Totò e De Filippo! Come vede oltre ad essere bravi in cucina siamo forti anche in teatro. Daltronde la vita è un palcoscenico. Si appresti dunque ad imitarci assumendo qualche nostro commediografo e sarà sempre il più amato dagli americani.
La invito inoltre, prima di venire in Italia, di farsi una cultura sulla politica italiana. Compri qualche trattato sulla dottrina politico-filosofica berlusconiana. E la studi bene perché, essendo più difficile di quella di Aristotele, di Platone o di Marx, potrebbe anche Lei essere qualificato un “ umbecille”, qualora non dovesse capire qualcosa inerente la nostra politica.
Inoltre, Mister Presidente, si ricordi che quelli “ abbronzati” come Lei e come me (sono siciliano) non abbiamo un quoziente intellettivo come i bianchi, ma inferiore perché capiamo solo Pirandello, Verga, Manzoni e Dante. Noi non siamo un popolo di abolizionisti o di razzisti, pensi che i neri ora li chiamiamo “abbronzati” e non più di colore. L’Italia si evolve grazie anche al nostro Presidente. Ogni giorno ne pensa o ne fa una. Non dorme la notte per farci stare tutti allegri. Lei, al contrario, ancora deve entrare alla Casa Bianca e già pensa a risolvere i gravi problemi che assillano tutto il mondo. Ma la smetta… e faccia l’italiano!
Carmignano, 28 novembre 2008
Salvatore Fassari
utente anonimo
#5
00:53, 20 novembre, 2008
massì, è solo quella cosa dell'Australia...
la mia coscienza aveva capito male, però, perché non volevo parlare di quello!
Blixxxa
#4
19:31, 19 novembre, 2008
COSA!?!? COSA!?!? COSA!?!??!
marchesadesade
#3
17:47, 19 novembre, 2008
Ma non devi fare un annuncio urbi et orbi relativo a qualcosa che accadra tra meno di un mese?!?! (la tua coscienza)
utente anonimo
#2
22:16, 06 novembre, 2008
Divertente, ho tenuto il sorriso per tutto il post.
Sei troppo una scrittrice coi controc..fiocchi! :-)
Poi vabbè non ne condivido i contenuti.. ma era per sorridere no?!
Secchin
#1
17:34, 06 novembre, 2008
...probabilmente le darà una pacca sulla spalla (con un saltello) e scherzerà sulla sua
"abbronzatura"
, non se la prenda, non si sta burlando di lei, è proprio ignorante. d'altra parte, ha mai ascoltato la nostra ministra dell'istruzione? ha saputo
come
ha superato l'esame di abilitazione? e allora, lo comprenda, ci comprenda. e abbia pietà di noi. amen.
FrancoG
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