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Commenti
#11
20:37, 01 gennaio, 2009
non è che quell'uomo si chiamava patrick....scherzi a parte, bello, come al solito, effettivamente hanno ragione quando ti chiamano artista---ah ah ah ah
syfam
#10
23:01, 19 novembre, 2008
Come dicono i pompieri,
non prendete mai camere oltre
il quinto piano
negli hotel di New York:
ci sono scale che vanno piú su
ma nessuno ci salirebbe.
Come dice il "New York Times",
l'ascensore cerca sempre da sé
il piano in fiamme
e si apre automaticamente
e non si chiude piú.
Sono questi gli avvisi
che dovete dimenticare
se volete uscire da voi stessi
fino a catapultarvi in cielo.
Sono andata spesso oltre
il quinto piano
salendo a manovella,
ma solo una volta
andai fino in cima.
Sessantesimo piano:
cigni e pianticelle piegàti
verso la propria tomba.
Duecentesimo piano:
montagne con la pazienza di un gatto,
il silenzio in scarpe da tennis.
Cinquecentesimo piano:
messaggi e lettere millenari,
uccelli da bere,
una cucina di nuvole.
Seicentesimo piano:
le stelle,
scheletri in fiamme
con le braccia che cantano.
E una chiave,
una chiave enorme,
che apre qualcosa
(qualche utile uscio)
da qualche parte,
lassú.
A.S.
*
blacksea
#9
22:44, 19 novembre, 2008
letto e visto come se fosse un film!
whois
#8
15:50, 18 novembre, 2008
Fratellino, ti copincollo il link di un progetto che è nato dalla fotografa Speranza Casillo. Dacci una occhiata. Baciotto
http://www.flickr.com/photos/speranzacasillo/3022188381
rossomoleskine
#7
11:41, 16 novembre, 2008
ci sta..ma l'ho trovato in un altro blog..non è che ne hai un altro? ^^ non ti stavo accusando tranquillo :)
SilentBaby
#6
12:37, 14 novembre, 2008
ma..ma...maa....... questo racconto non mi è nuovo ;)
SilentBaby
#5
22:27, 13 novembre, 2008
[devo ancora imparare anch'io...]
Morfea77
#4
14:21, 09 novembre, 2008
Spettacolo!!!! Davvero!!!
Solo una puntualizzazione. (Si lo so, son sempre io!! :D ) Ma i punti li paghi? :DDDD
Grande Pirata!!!
NataLibera17
#3
03:18, 08 novembre, 2008
Improvvisamente aveva deciso di non alimentarsi, non una protesta ma nemmeno una priorità anzi non ne sentiva l'esigenza. Ora dopo ora, giorno dopo giorno il suo fisico asciutto mostrava le carni si definite ed il viso si tirava, correva si correva mentre gli occhi gonfi si dipingevano di rosso.
Ed era un pomeriggio solitario perso nel vuoto e nel silenzio che alzatosi prese a vagare per la casa, in cerca di cosa non era chiaro. Farsi la barba forse, si questo poteva essere un impiego del tempo che non aveva più volume o colore. E la barba si fece, pulito dopo settimane incuranti. Tra le mani un oggetto di plastica blu, usa e getta, ed un tagliaunghie che ora reinventava per modellare quella plastica restituendo nudità alle lame.
Per cominciare un taglio su un dito, niente, proprio niente, nemmeno quello lo destava, morto dentro, cavo, ma cosciente, lucidissimo nel suo gesto logiche le sue ragioni. Ancora un taglio niente, il sangue gocciolare tra le dita, niente. Ed ora provava la giusta inclinazione, ma non per le falangi ormai imbrattate di rosso, si provava quello che avrebbe dovuto essere il taglio, netto, preciso, indolore. Non c'è disperazione nel gesto, non c'è sbavatura, è pura coscienza dell'atto e delle sue conseguenze, del fatto e dei suoi effetti, di una vita che ha una valore nello spegnersi, di una vita che ha un senso nel donare un gesto. Convinzione senza esitazione, e li un angelo ed un telefono dimenticato, e li un angelo che poggia una mano sul tuo capo e li un angelo a prendersi cura di te.
Veressere
#2
13:21, 07 novembre, 2008
........
ciao PoetaPirata.
Kiut
#1
16:21, 05 novembre, 2008
Ci riprovo..(anche se tu non lo sai)
Sei una rivelazione folgorante.
Beh, questo pezzo apre ferite che tu ignoravi scrivendo, ma proprio per questo mi ha colpita di più..
Baci, Pirata.
Ripeto:Folgorante!
WomanOnTheMoon
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