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15:19, 18 gennaio, 2009

DAL BLOG DI MIGUEL MARTINEZ

[..] domenica, 18 gennaio 2009 Frustare l'acqua non ferma il fiume Ieri, si è manifestato. Al Cairo, dove la polizia ha fatto cinquanta arresti tra chi protestava contro il massacro di Gaza. A Bolzano, dove Mario Borghezio manifestava per i [..]
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13:54, 03 novembre, 2008

>Per Ritvan. Lo stato il diritto alla studio lo garantisce. A tutti. Attraverso la scuola pubblica, finanziata (attualmente) dalla tassazione generale.
Quello che lo Stato non garantisce (ancora) è la libertà di scelta a pari costo. falecius<

Già.

>Tuttavia, una scuola privata i cui costi siano interamente coperti dallo Stato (cioè dalla tassazione generale) che rimborsa le prestazioni (da vedere poi in che forma) sarebbe a tutti gli effetti una scuola statale, cioè finanziata dallo Stato.<

No, perché le cliniche private convenzionate col SSN mica son diventate "cliniche statali":-).

>E come tale dovrebbe rispettare certi criteri anche ed almeno di indirizzo educativo generale, credo.<

E ci mancherebbe altro! Ma guarda che anche se lo Stato non ci mette neanche un euro bucato, le scuole private per vedersi riconosciuto il titolo di studio che rilasciano (scuole cosiddette "parificate", ne hai sentito parlare?:-) )sono già obbligate a uniformarsi a certi criteri ministeriali.

>Non sarebbe "privata" nel senso che avrebbe per fine la realizzazione di un utile (perlopiù non lo sono nemmeno nella realtà, direi, "diplomifici" a parte), perché se così fosse, si avrebbe un aiuto di Stato :) ad una impresa in contrasto con le normative europee :) a Tutela del Libero Mercato e della Libera Concorrenza.<

Minchia, allora anche nel caso delle cliniche PRIVATE convenzionate col SSN ci sarebbe "contrasto con le normative europee :) a Tutela del Libero Mercato e della Libera Concorrenza"? E adesso chi lo dice a Bruxelles?:-)



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04:14, 03 novembre, 2008

Pino,

-- il tuo nome completo è Zeus, vero?
Perché pensavo di costruirti un piccolo altare :-) --

Non opere di bene, ma soldi, che c'è crisi!! :D :D :D

Z.
utente anonimo
04:12, 03 novembre, 2008

pc,

-- Ma in base a che cosa lo volete istituire, il rigoroso numero chiuso? Ai test a crocette? --

In quasi tutto il mondo funziona così. In quasi tutti i concorsi pubblici funziona così. Non ci vedo nulla di scandaloso.

-- Ai risultati delle superiori? --

No, variano troppo da scuola a scuola.

-- Davvero credete che ciò sia in grado di determinare chi abbia e chi no le qualità per diventare uno studioso serio? --

L'università serve a solo diventare "studiosi seri" o serve soprattutto ad apprendere una professione qualificata, dato che i nobilotti spagnoli in grado di vivere senza lavorare oramai scarseggiano? :-) Comunque, se un test d'ingresso è in grado di determinare chi abbia o no le qualità per diventare un funzionario dello stato non vedo perché non dovrebbe essere in grado di determinare chi abbia o no le qualità per studiare ingegneria o architettura.

-- Classi piccole? Professori che ti seguono perbene? Questa è una cosa che ha un senso alle elementari. Non all'università. Dove uno dovrebbe imparare a studiare anche senza essere tenuto per manina. --

PC, perdonami, ma come faccio ad imparare una professione se nessuno me la insegna? Nelle università estere uno studente di legge impara a redigere atti, a escutere i testi, a discutere i processi. In Italia niente di tutto questo: sarà perché all'estero sono più intelligenti di noi oppure perché in quelle facoltà le classi non sono di trecento persone come in Italia [1]?

D'altronde, se lo scopo del professore è solo scaldare il banco ché tanto ognuno deve far da sè, tanto vale licenziare i professori e vendere gli immobili dove si trovano le aule, che è periodo di crisi economica...

Z.

[1] Solo uno dei miei professori ci insegnava a redigere atti e memorie per poi correggercele ad uno ad uno. Questo era possibile perché al suo corso eravamo iscritti in 15.
utente anonimo
03:55, 03 novembre, 2008

Francesco,

-- ma nell'Italia che tu descrivi, il pezzo di carta legalmente valido non mi da nessuna garanzia che ad operarmi non sia un analfabeta privo di qualsiasi conoscenza medica. --

Non esageriamo. Almeno il tizio deve aver fatto elementari, medie, liceo e sei anni di medicina. E' piuttosto improbabile che abbia ogni volta comprato la promozione, e anche nell'improbabile caso che sia andata così avrà almeno orecchiato qualcosa nel frattempo.

-- idem per i concorsi pubblici: il figlio analfabeta dell'amico dell'amico prima si prende la laurea senza saper leggere e poi vince il suo concorso. --

Appunnto: prima si prende la maturità, poi la laurea, poi eventualmente beneficia della raccomandazione.

Questo rende se non altro più ridotta la base di raccomandati da cui pescare. E dato che non sono in molti ad aver la possibilità di comprare una laurea (diversamente del noto industriale di cui si discuteva qualche giorno addietro) è molto probabile che il funzionario neoassunto alle Entrate non sia completamente digiuno di diritto.

Forse non è molto. Ma senza il valore legale del titolo di studio, l'aspirante funzionario potrebbe ottenere il posto senza neanche aver finito la scuola media.

Non vedo nessun vantaggio in questo, mentre gli svantaggi sono palesi. Salvo che per i raccomandabili, naturalmente :-)

Z.

PS: Ho preso le Entrate come esempio a caso, e non ho nessuna ragione di dubitare della loro correttezza nella gestione dei concorsi.
utente anonimo
23:37, 01 novembre, 2008

Pino

ma nell'Italia che tu descrivi, il pezzo di carta legalmente valido non mi da nessuna garanzia che ad operarmi non sia un analfabeta privo di qualsiasi conoscenza medica.
e così via, ti diletti a illustrare un mondo senza nessuna speranza di salvezza e non capisco quale utilità o capacità di contenimento del male abbia il VLdTdS

idem per i concorsi pubblici: il figlio analfabeta dell'amico dell'amico prima si prende la laurea senza saper leggere e poi vince il suo concorso.

sai che affare!

Francesco

utente anonimo
15:34, 01 novembre, 2008

Fatemi capire.

No, è che io essendo assegnataria di borsa di studio per reddito, sono automaticamente cretina (oltre che ricchissima, come chi mi conosce ben sa) e quindi mi ci vuole un po'.

Ma in base a che cosa lo volete istituire, il rigoroso numero chiuso? Ai test a crocette? Ai risultati delle superiori? Davvero credete che ciò sia in grado di determinare chi abbia e chi no le qualità per diventare uno studioso serio?

Classi piccole? Professori che ti seguono perbene? Questa è una cosa che ha un senso alle elementari. Non all'università. Dove uno dovrebbe imparare a studiare anche senza essere tenuto per manina.

Vabbè

avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente piccolacellula
11:08, 01 novembre, 2008

Z.

il tuo nome completo è Zeus, vero?
Perché pensavo di costruirti un piccolo altare :-)
Dici ciò che penso io, ma molto meglio!!
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PinoMamet
03:36, 01 novembre, 2008

Francesco,

-- e perchè mai parcheggiare la giovane gente la dentro? --

Perché è meglio avere un figlio parcheggiato in una pseudoscuola che non saperlo a zonzo mentre spaccia per strada. Le scuole pubbliche americane, com'è noto, non offrono altro da svariati decenni.

-- Al contrario, studiare servirebbe per poter entrare, e diplomaris, nelle scuole difficili con un nome e il cui titolo di studio ha un valore riconosciuto (almeno da chi dovrà decidere se assumerti o meno). --

Scuole del genere, negli Stati Uniti, sono riservate ad una ristretta elite economica: e questo già basterebbe. Ma qui siamo in Italia, dove i posti in molti concorsi pubblici sono spesso assegnati in anticipo, ciò che a volte suscita scandalo e più spesso no. Abolendo il valore legale del titolo, naturalmente, quei posti sarebbero legittimamente assegnabili ad un analfabeta con la quinta elementare.

-- ottimo, pure si parli di conoscenze relative a quella professione. --

No, per conoscenze intendevo "bazze" :-) Poi certamente si può discutere del fatto che non tutti i laureati sono uguali, e certo non tutti i medici sono uguali, per dirne una. Vero. Ma dato che mi sei simpatico, Francè, sapere che il tizio che ti aprirà lo stomaco è un medico e non un edicolante con la terza media mi dà molta più serenità :-)

-- che roba è? --

Oh, mal te ne incolse: mo' dti sorbisci il pippone :-)

All'università le borse di studio vengono assegnate anzitutto per reddito. Significa che un somaro con tutti 18, se il padre evade il fisco, non pagherà una lira di tasse.

Io credo che con un numero chiuso rigoroso ci sarebbe la possibilità:

1. di avere classi piccole e professori che ti seguono per bene;
2. di disporre di strutture accademiche adeguate, di alloggi a buon mercato, di agevolazioni economiche per gli studenti su beni e servizi;
3. di consentire progetti integrati che permettano agli studenti di combinare studio e lavoro mentre sono all'università, di modo che si possano mantenere da soli e non escano dal mondo accademico senza una vaga idea di cosa sia il mondo reale.

Credo che a quel punto, tra le altre cose, si potrebbero eliminare quell'istituto arbitrario e ingiusto che sono le borse di studio attualmente previste, non di rado assegnate a personaggi che girano firmati dalla testa ai piedi, dato che in Italia un operaio guadagna circa il doppio di un gioielliere.

Tra parentesi, dopo il terzo anno all'università non ho più votato alle elezioni studentesche perché il programma di entrambe le liste (cattolici e sinistra) era, con varianti minime: meno numero chiuso, più borse di studio. E dato che io la penso esattamente all'opposto...

Z.
utente anonimo
23:53, 31 ottobre, 2008

"Cosa vuole dire?"
Vuol dire che senza valore legale del titolo di studio, una scuola diventerà importante a causa chi ci insegna, o di chi la organizza, o di chi la frequenta (non dimenticarti che l'Italia, da Bolzano a Lampedusa, è un paese che si regge sulle relazioni personali);
e per tutte queste cose, servono salde amicizie, altrimenti non parti neanche.
Prova a organizzare un corso qualunque in un comune senza avere il tuo "santo in Paradiso" nell'amministrazione e/o tra gli imprenditori locali più in vista.
Naturalmente, più hai amicizie, più puoi crearti una realtà solida e attrattiva; basandoti sulla qualità dell'insegnamento, se sei onesto, certo;
ma non è affatto detto.
Prendi gli attori: esistono naturalmente scuole più o meno acclamate per diventare attore; ma visto che non esiste la "laurea da attore", uno può riuscire a diventare un attore perché è bravo (ma di solito non basta), perché ha fatto una scuola importante (anche se magari gli insegnano le stesse cose del corso di teatro sotto casa che costa due lire; ma quella è "importante"...) o perché conosce le persone giuste.
Ora, a me l'attore cane può farmi schifo; ma il chirurgo cane mi fa anche un po' paura.

" davvero pensi una cosa del genere? si vede che viviamo in due mondi diversi"
mai avuto dubbi in proposito :-)

Anzi, stavo proprio pensando che tu vedi le cose in maniera così diversa da me perchè in fondo vivi in un mondo diverso.
Magari mi sbaglio io e hai ragione tu;
ma a me sembra che le tue idee funzionerebbero benissimo non in Italia, nel paese che tutti vediamo dove prosperano i Report e i Mi manda Raitre, ma in un'America ideale dove tutti si basano su una concorrenza sana e i "solidi" valori del capitalismo anglosassone (che chissà perchè voi ciellini spacciate per tradizione cattolica, ma quelli sono fatti vostri :-) ).

(Che poi nell'America reale succede che nell'università più schifosa ci vanno, guarda un po', i poveracci, e che anche quelli che fanno l'Università buona, se non rientra tra i loro interessi, scoprono dell'esistenza di Troia dal film visto al cinema, ma lasciamo perdere.)

Ciao!!
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21:12, 31 ottobre, 2008

>> Quanto alla scuola che aprirò io :-), ti assicuro che con le amicizie giuste la gente farà la fila per entrarci.


Cosa vuole dire? davvero pensi una cosa del genere? si vede che viviamo in due mondi diversi

Fracesco
utente anonimo
21:11, 31 ottobre, 2008

>> Senza valore legale del titolo di studio tutte le scuole - salvo le più inaccessibili - sarebbero null'altro che parcheggi. Così è negli Stati Uniti:

e perchè mai parcheggiare la giovane gente la dentro?

>> Nah. Il popolo italiano si convincerà - più ancora di quanto non lo sia oggi - che studiare diverrebbe assolutamente inutile.

Al contrario, studiare servirebbe per poter entrare, e diplomaris, nelle scuole difficili con un nome e il cui titolo di studio ha un valore riconosciuto (almeno da chi dovrà decidere se assumerti o meno).

>> E infatti così sarebbe, dato che chiunque potrebbe esercitare pressoché ogni professione anche se presquanalfabeta, purché goda di conoscenze sufficienti.

ottimo, pure si parli di conoscenze relative a quella professione. se invece si tratterà di amicizie e relazioni, allora tanto vale suicidarci tutti e farci sostituire da albanesi e americani, non ci sarebbe nessuna speranza mai

>> La scuola va resa, semmai, più dura e selettiva, perché solo così il ragazzo che proviene dal ceto umile può avere qualche speranza di carriera.

Sante parole

>> Vogliamo risparmiare? Istituiamo un numero chiuso rigoroso

T amo!

>> e tagliamo (meglio: eliminiamo in radice) le borse di studio per reddito all'università.

che roba è?

Francesco
utente anonimo
16:40, 31 ottobre, 2008

Francesco,

-- Senza valore legale del titolo di studio, le scuole peggiori non offriranno assolutamente nulla, se non a personaggi che quello si meritano. --

Senza valore legale del titolo di studio tutte le scuole - salvo le più inaccessibili - sarebbero null'altro che parcheggi. Così è negli Stati Uniti: noi, in aggiunta, avremmo anche il problema che segue.

-- E nella testa del popolo italiano potrebbe farsi largo l'idea che per avere un pezzo di carta di una qualche utilità il pargolo deve studiare. --

Nah. Il popolo italiano si convincerà - più ancora di quanto non lo sia oggi - che studiare diverrebbe assolutamente inutile. E infatti così sarebbe, dato che chiunque potrebbe esercitare pressoché ogni professione anche se presquanalfabeta, purché goda di conoscenze sufficienti.

La scuola va resa, semmai, più dura e selettiva, perché solo così il ragazzo che proviene dal ceto umile può avere qualche speranza di carriera. Vogliamo risparmiare? Istituiamo un numero chiuso rigoroso e tagliamo (meglio: eliminiamo in radice) le borse di studio per reddito all'università.

Z.
utente anonimo
14:22, 31 ottobre, 2008

Dimenticavo:
non ho mai detto niente di specifico contro il "buono scuola", mi pare.
è un modo come un altro di distribuire i soldi pubblici; il modo credo più macchinoso e inefficace, e scommetto che nel passaggio tra Stato e privati la maggior parte dei soldi si perderà in qualche meandro, ma tant'è, è un'idea come un'altra.

Quanto alla scuola che aprirò io :-), ti assicuro che con le amicizie giuste la gente farà la fila per entrarci.

Tanto, se il titolo non certifica più niente, allora i criteri di selezione devono essere altri;
e i criteri che vanno per la maggiore in Italia li conosciamo tutti.

Saluti distessimi e amichevolissimi
Ciao Francesco!! :-)
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14:11, 31 ottobre, 2008

France'

e abbozza: in Italia abbiamo tante emergenze; è lo sport nazionale.
L'emergenza "libertà nell'istruzione", però, non ce l'abbiamo.
le scuole pubbliche non sono, come fingi di paventare, "scuole di stato" che inquadrano indottrinano e fanno il lavaggio del cervello ai nostri poveri figli.
Sono scuole normalissime che insegnano a leggere, scrivere e far di conto, a tutti.
Se c'è qualcuno che riceve da esse un trattamento di favore, quella è proprio la tua parte (religiosa); non capisco assolutamente di cosa tu ti debba lamentare.
Non ti piacciono?
Benissimo, ci sono anche la scuole private.
Dove è tutta questa tirannia?
In più, le scuole private prendono GIA' anche finanziamenti pubblici.
Dove sta il problema allora??

Il problema, e per mancanza di TUE argomentazioni non mi hai ancora dimostrato del contrario, è che queste scuole private vogliono semplicemente PIU' soldi PUBBLICI.
Il resto è tutto aria fritta per convincerci di quanto sia bello spendere i soldi di tutti per le scelte di qualcuno, più ancora di quanto si faccia adesso (infatti lo si fa già).
e come argomentazione mi andrebbe, guarda, anche benissimo;
ma per favore non tirate in ballo a vanvera la libertà e altri temi "gravi e rilevanti";
oppure, per coerenza, liberate le aule di tutti dai vostri simboli religiosi particolari, che io non ho mai LIBERAMENTE scelto.

Grazie.
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13:45, 31 ottobre, 2008

Pino

sul punto 2 non trovo nulla di risponderti. Per mancanza di tue argomentazioni. Sai, considero la libertà un tema grave e rilevante ma non mi pare tu condivida questo giudizio. Solo ti faccio notare che NON ho chiesto una scuola di religione ma la libertà di scegliere.
E ai signori che disonestamente citi andrebbero opposti i limiti che lo Stato, in nome della civile convivenza e senza violare i diritti dell'uomo, porrebbe ad ogni scuola, chiunque la faccia.

Sul primo punto: ammesso che nel tuo schifo di scuola convinci qualcuno ad entrare, buon pro faccia alle tue tasche. Non mi pare un problema.

Ora, col buono scuola, i poveracci potranno scegliere quale scuola preferiscono per i loro figli e non saranno costretti ad accontentarsi di quella dello Stato a prescindere dalla sua qualità. Mi pare assai bello e giusto.

Saluti

Francesco
utente anonimo
12:30, 31 ottobre, 2008

Carissimo, anche in versione incazzosa, Francesco

quello che dici sull'abolizione del valore legale del titolo di studio, potrebbe, in teoria, essere vero.
Nella pratica, succederà che io e i miei amici apriremo una scuola come ci pare senza nessuna garanzia di qualità, con l'unico scopo di fare soldi (ricchi rampolli+ contributi dello Stato);
e grazie alle amicizie con politici locali e no, riusciremo a farci passare per un Istituto serio e e di ottimo livello.
Ai genitori dei ricchi rampolli ovviamente non importerà affatto se e quanto studino i figli; anzi, meno studiano e meglio è; in fondo, hanno pagato! Avranno pur diritto al loro diploma, no?
Bene, se proprio proprio ci va, potremmo anche allettare qualche insegnante valido ,privandone così la scuola dei poveracci-
sfigati, tanto quelli non si meritano niente: in fondo non possono PAGARE!
E se davvero mi gira, strizzando l'occhio, farò entrare il figlio di un mio amico gratis, e poi lo inserisco lavorativamente, non perché è bravo, ma perché è il figlio di un mio amico.

Non ti ho descritto "Fuga da New York";
ma ti ho descritto, per esperienza personale, una cosa che già esiste in un ambito dove il valore legale del titolo di studio non conta nulla (le scuole di cinema, che proliferano; e delle quali il mio omonimo :-) americano David, brutalmente ma sinceramente, dice che servono a fregare soldi ai giovani ricchi- vedasi Bambi contro Gozilla).

Sei sicuro che sia questa l'istruzione che vuoi per tutti?

Punto due.
Mi chiedi se non sei libero, tu come GENITORE, di scegliere che educazione vuoi per i tuoi figli.
Ma io, Francesco, so benissimo che tu, per i tuoi figli, vorresti l'educazione migliore del mondo;
purtroppo non sono sicuro di che educazione vogliano dare ai loro figli Rosa&Olindo, M il mostro di Dusseldorf, Osama bin Laden e la famiglia Addams.

Mi pare, con scorno di alcuni, che la scuola italiana pubblica non proponga più il Sabato Fascista, la divisa delle Piccole italiane e il pregiudizio razziale;
è vero che, chissà perchè, propone ancora un trattamento di favore a una bizzarra religione medio-orientale, concedendole un'ora settimanale, per fortuna non più obbligatoria, come se non ci fossero altre religioni e come se questo non fosse un paese libero;
ma, a parte questo, non mi sembra tanto male.

Allora, se vuoi più ore di religione medio-orientale per i tuoi figli, per me va benissimo; basta che paghi tu;
ma non mi pare che lo Stato italiano se la cavi troppo male, le tue preoccupazione genitoriali meritano un obiettivo migliore.

Saluti assolutamente NON incazzosi.
:-)

Ciao!!


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12:06, 31 ottobre, 2008

Senza valore legale del titolo di studio, le scuole peggiori non offriranno assolutamente nulla, se non a personaggi che quello si meritano.
E nella testa del popolo italiano potrebbe farsi largo l'idea che per avere un pezzo di carta di una qualche utilità il pargolo deve studiare.
Mi pare un buon inizio.

Potremmo chiudere un gran numero di pessime istituzioni per abbandono da parte dell'utenza e licenziarne il corpo "docente".

Francesco

PS posso decidere io, GENITORE, quale è l'educazione valida per i miei figli (con le opportune cautele)? perchè mai dovrebbe farlo lo Stato? la maggioranza del popolo ha diritto a mettere bocca in questo campo? direi proprio di no.

E ribadisco che i soldi dello Stato sono MIEI che pago le tasse e gli vengono affidati esclusivamente per la cura del bene comune.

Saluti incazzosi
utente anonimo
00:28, 31 ottobre, 2008

Pino,

-- Firmato, prof. dott. chirurgo avv. PinoMamet --

Ehi, almeno aspetta che che il ddl Francesco sia approvato prima di scrivere certe cose, ché altrimenti una bella condanna per usurpazione di titolo non te la leva nessuno :D

Z.
utente anonimo
00:13, 31 ottobre, 2008

L'abolizione del valore legale del titolo di studio a cosa servirebbe, se non a quello che giustamente fa notare Z.???

Scusami Francesco, ma non ci arrivo proprio.

Firmato, prof. dott. chirurgo avv. PinoMamet
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00:08, 31 ottobre, 2008

Francesco

per me, ha ragionissima Z., da vendere. :-))
Ma questo, immagino che lo sospettavi già.

Comunque, Francesco:
sì, lo so benissimo che tu non sei, come dire, un esclusivista cattolico dell'educazione.
In teoria, come scrivi, a te va bene ogni gruppo di persone che dimostrino di saper educare, per formare una scuola; e come non darti ragione?

Ma scusami: forse le scuole dello stato italiano, che io, permettimi, continuo a chiamare pubbliche, perché è quello che sono, non danno un'educazione valida?
"Ah, ma ci sono i famosi insegnanti comunisti"; caso strano, a me ne sono capitati di liberali, cattolici e anche un paio decisamente di destra.
Mica è colpa mia se a quelli di destra, evidentemente, interessa poco fare l'insegnante.
"Ah, ma discriminano la mia religione!"
sai benissimo che non è il tuo caso.

Se non ti va di chiamarlo Stato, carissimo Francesco, chiamiamolo "Gruppo di genitori molto grande che hanno deciso di organizzarsi in questo modo per mandare i figli a scuola"; oppure Beppe.

Bene, perchè Beppe dovrebbe rinunciare a un pezzo dei suoi soldi per darli a un altro gruppo di genitori organizzati diversamente- per convenzione, Guido-che tra l'altro ottengono benissimo da soli i soldi che gli servono?

Non è tirannia questa? Non è prevaricazione?
Sì: ma da parte di Guido.


Ciao!!

PS
Poi tanto lo so che nonostante tutta la tua buona volontà, quando il gruppo di persone che vogliono aprirsi la scuola lo fanno davvero, ecco che altri cattolici (non te, certo) hanno già pronta la scusa che tu gli fornisci per NON fargliela aprire:
ma questi non sanno educare!
Via, è evidente: sono musulmani! :-)



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23:46, 30 ottobre, 2008

Francesco,

-- PPS abolizione del valore legale del titolo di studio --

Perché fermarsi a metà? Andiamo fino in fondo, perbacco: istituzione del valore legale della raccomandazione!

L'abolizione del valore legale del titolo di studio, del resto, serve precisamente a questo e a null'altro: far sì che i raccomandati riescano ad ottenere il posto senza nemmeno costare al papà un costoso corso di studi al diplomificio privato :-)

Però non sono certo che sia una buona idea: se non altro, il somarissimo figlio di un noto industriale italiano ha fruttato alla facoltà di Economia dove si è laureato una sala computer nuova di zecca...

Z.

PS: W Juve!
PPS: W Virtus!

:-)
utente anonimo
23:42, 30 ottobre, 2008

x Lisa

se la scuola "riformata" venisse boicottata da un numero significativo di studenti, appoggiati dalle famiglie, questo sarebbe un fatto politico rilevante.

Casino in piazza e canne nei corridoi sono (minimo minimo) mezzi politicamente più deboli

Francesco
utente anonimo
23:41, 30 ottobre, 2008

Un po' come la tirannia della sinistra che (a volte) impedisce ai SUV di entrare in centro :-)

Z.
utente anonimo
23:40, 30 ottobre, 2008

>> Ora, tu sei liberissimo di volere che i tuoi figli siano particolarmente educati in senso cattolico;

None, lo stesso vale per tutti i genitori, con i limiti posti dallo Stato (scuole naziste no grazie). Basta che dimostrino di sapersi organizzare per offrire una buona educazione ai figli (loro e di chi vuole seguirli in quella impresa).

Non esiste alcun buon motivo per privilegiare la scuola statale. Per me una scuola pubblica è quella in cui tutti possono entrare.

Francesco

PS buono scuola
PPS abolizione del valore legale del titolo di studio

ciao

utente anonimo
23:35, 30 ottobre, 2008

Lo Stato tenta di dare un'educazione valida per tutti ... è la tirannia

Sì, perfetto, non avrei saputo dirlo meglio. E il bello che lo chiama libertà e riesce a fottere la gente meglio che nel 1984 di Orwell. geniale, a modo suo.

Francesco


utente anonimo
22:52, 30 ottobre, 2008



Ma PD e Sx Arcobaleno hanno ricucito o no, dopo che Cofferati ha deciso che ... amministrerà solo "il suo cinno" :-) ?

by DavidRitvanarium

avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Ritvanarium
22:41, 30 ottobre, 2008

Francesco,

-- se tu ti rassegni, è un problema di cattivo atteggiamento nei confronti della vita --

Cioè, perdonami - per aver un "buon atteggiamento nei confronti della vita" dovrei organizzare petizioni contro la fermata del tram? :-)

E' giusto che il comune offra ai cittadini parcheggi scambio, piste ciclabili, tangenziali scorrevoli e gratuite (e se il PD prova a riproporre la tangenziale a pagamento giuro che voto Beppe Maniglia :-) ).

E ciò anche se giro in scuter sotto la neve.

Se uno vuole un diplomificio per i figli - per di più riconosciuto dallo stato come fosse una vera scuola - che se lo paghi, almeno ;-)

Z.
utente anonimo
22:31, 30 ottobre, 2008

Francesco

voi cattolici siete davvero incredibili!
Rovesciate la realtà che neanche una frittata.

Dunque fammi capì.
Lo Stato tenta di dare un'educazione valida per tutti; insegna cose tipo la storia e la matematica, e visto che si sa come sono fatti i cattolici italiani, ci aggiunge anche un'ora di religione cattolica come bonus:
è la tirannia.

La libertà sarebbe quindi non aprire scuole private, perché già ci sono;
ma togliere, dai soldi che servono alla scuola di tutti (e quindi è tanto pubblica quanto statale) una bella fettona che destinare solo alla scuola di qualcuno (che è privata e basta).

Ora, tu sei liberissimo di volere che i tuoi figli siano particolarmente educati in senso cattolico;
io invece voglio che abbiano a scuola la piscina coperta e il maneggio per i cavalli;
capirai, è una battaglia di libertà: l'equitazione e il nuoto sono per me mezzi fondamentali di educazione; ti dirò di più, la mia religione li consiglia caldamente.
Allora, me li paghi?

Grazie, ciao! :-)
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22:13, 30 ottobre, 2008

x Ritvan

magari carissimo magari

manco mi chiude l'Alitalia quello, nono fosse per il livello umano e politico delle alternative ci sarebbe da detestarlo

uomo debole e irresoluto che è

Francesco

:(


utente anonimo
22:11, 30 ottobre, 2008

Z.

se tu ti rassegni, è un problema di cattivo atteggiamento nei confronti della vita

Io non pago le tasse per l'educazione statale ma per quella pubblica, e nella differenza tra i due fatti ci sta quella tra tirannia e libertà

Francesco

utente anonimo
22:09, 30 ottobre, 2008

Miguel

che c'entra?

il mio diritto alla libera educazione dei miei figli o quelli dei musulmani alla moschea non dovrebbero dipendere dalla maggioranza.

Francesco

utente anonimo
22:06, 30 ottobre, 2008


La più Scomoda delle Verità, per i soliti Idealisti, è che la Gioventù reclama il Diritto Inalienabile al Cazzeggio ... perché si può essere "Gggiovani" tutta la vita, ma "Giovani" lo si può essere una volta : se non prima che implacabilmente e inesorabilmente il Tempo ci distrugga e ci dissolva per sempre, quando godere ? Se non finché si è nello stato di grazie di appartenere a quella "Umma Giovanile contro i Matusa", quando irridere l' Ipocrisia del Mondo degli Adulti ? Chi è quell' Ectoparassita dell' Insegnante, che rinchiudendo il Giovane in un' Aula-Prigione gli succhia vampirescamente la Primavera e l' Estate del Vivere ? Cosa sono quegli Endoparassiti delle materie di studio, che seguono i Giovani a casa, a discapito della Felicità del Tempo Libero ?

Perché conoscere la Cultura quando i Modelli Vincenti della TV sono Eterni Discepoli di Trimalchione che vivono ciò che i Moralisti Invidiosi rosicano ? Per ergersi tronfanti, a loro basta esistere.

Perché distoglierli dall' Istinto BassoVentrale con l' Inutile Ciarpame Culturale quando sanno appunto istintivamente che nulla è più razionale dell' Istinto e della Pulsione Sessuale, senza i quali nessuno può heideggerianamente "essere nel Mondo" ? Freud ? ! Ha studiato una vita intera per scoprire l' acqua calda !

Per diventare "Adulti Problemosi" ;-) c' è sempre tempo: finché non ci sono né rughe, ne panzette, né capelli bianchi, né stempiature né "chieriche" sulla testa, né celluliti, né culi ingrossati, né tette scese ... andare a sQuola è un Reato contro il Diritto di Essere Giovani.

by DavidRitvanarium

Adelfo della DissAlazione in Zucca * ;-) per l' Occasione.

* Tra un po' è pure Halloween, e ogni Credente del Libro ben sa che ciò significa che Satana l' Astuta Serpe si accinge a trionfare, rivendicando il Trono di Questo Mondo. O _ O



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21:30, 30 ottobre, 2008

Credo che dormire sarebbe più efficace di manifestare. E romperebbe schemi ripetitivi. Io già vedo le solite polemiche e i soliti giochetti montati più o meno ad arte. Tenersi in contatto con computer e telefonini e rendersi invisibili a chiunque li voglia, per qualunque scopo, visibili. Visibile sarà solo l’assenza. O è già pronta la stanca ripetizione di cose già viste.p
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21:24, 30 ottobre, 2008

Per Ritvan. Lo stato il diritto alla studio lo garantisce. A tutti. Attraverso la scuola pubblica, finanziata (attualmente) dalla tassazione generale.
Quello che lo Stato non garantisce (ancora) è la libertà di scelta a pari costo. Tuttavia, una scuola privata i cui costi siano interamente coperti dallo Stato (cioè dalla tassazione generale) che rimborsa le prestazioni (da vedere poi in che forma) sarebbe a tutti gli effetti una scuola statale, cioè finanziata dallo Stato. E come tale dovrebbe rispettare certi criteri anche ed almeno di indirizzo educativo generale, credo.
Non sarebbe "privata" nel senso che avrebbe per fine la realizzazione di un utile (perlopiù non lo sono nemmeno nella realtà, direi, "diplomifici" a parte), perché se così fosse, si avrebbe un aiuto di Stato :) ad una impresa in contrasto con le normative europee :) a Tutela del Libero Mercato e della Libera Concorrenza.

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21:16, 30 ottobre, 2008

Pino, quando nel '97 ci furono i primi finanziamenti (non mi ricordo in che forma) alle scuole private, io ero in prima superiore, e partecipai con convinzione alle agitazioni (del tutto inutili, ma vabbé, ci avevamo provato).
Ricordo bene però che l'argomento che avevo sentito usare per giustificare costituzionalmente i finanziamenti era di questo tipo: uno studente alla scuola pubblica costa allo stato un tot. Il rimborso per uno studente alla privata costa tot meno-X. Su quella X lo Stato ha un risparmio, quindi agevolare che gli studenti vadano alle private si tradurrebbe in un minor onere complessivo.
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21:07, 30 ottobre, 2008

"il diritto all'istruzione e quello a un viaggio comodo e veloce in auto siano messi sullo stesso piano."

No, infatti. Era un esempio per evitare un discorso lungo.
Ma a me pare che la sanità sia finanziata anche dalla tassazione generale, non solo dai ticket. Poi tu ne sai più di me, ho la fortuna di non aver mai dovuto avere troppo a che fare con problemi medici.
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21:03, 30 ottobre, 2008

per p. , n.46:

quale sarebbe esattamente il significato politico e di protesta nell'assentarsi da scuola e basta, senza nemmeno manifestare? Intendi dire che lo starsene a casa a dormire - come del resto, nei periodi più vivaci di agitazione, l'80% degli studenti fa, passata la sbornia dei primi due giorni - abbia una valenza di impegno sociale visibile? Magari in fabbrica sì, ma a scuola perché mai?

Lisa
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18:20, 30 ottobre, 2008

Si potrebbe iniziare a pensare e agire diversamente già per le cose che si fanno di solito, prima d’inventarsi altro. Per esempio, assentarsi da scuola e manifestare non sono necessarie l’una all’altra. Ci si assenta ma non si manifesta, e si lascia la piazza ai soliti carrieristi politici. Destri o sinistri che siano. Che si contino. Dal quantitativo “eravamo in tanti” al qualitativo “io non c’ero”. Ai ragazzi suggerirei di studiarsi uno sciopero da manuale dei precari americani dell’ups fatto nel ‘97. Ha più di dieci anni ormai. I mezzi per cambiare modo d’agire ci sono. Non c’è ancora la testa. Tanto più se ci si lascia intruppare alla testa di personaggi come lo “studente di cinquant’anni” o quelli di blocco studentesco dall’altra parte.p
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18:15, 30 ottobre, 2008

Errata corrige:
"sbarcato", non "sbracato"!
:-))
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PinoMamet
18:14, 30 ottobre, 2008

In teoria non cambia, carissimo Ritvan, in teoria;
nella pratica, credo che con la differenza tra il rimborso passato dallo Stato e il costo effettivo della prestazione erogata al cittadino si possano fare tante cose :-) ; ma questo esula.

C'è da dire che si reggono benissimo entrambi gli esempi; funziona il paragone con la Sanità, che fai tu, quanto il paragone con altre tasse che il cittadino paga pur non usufruendo dei servizi correlati, che fa Z.

Due visioni diverse di Stato, che in Italia convivono: è qui il problema.

A complicare la situazione, ci sono altre due distinzioni importantissime in Italia:
quella tra teoria e pratica, alla quale ho già accennato, e quella tra legge e escamotage per superarla:
per esempio, nonostante sia scritto in maniera chiarissima anche a uno sbracato dal gommone ;-) che la scuola privata è senza oneri per lo Stato, mi risulta (ma chiedo conferme ai più informati) che poi questi oneri lo Stato, per dirla tutta, li cacci eccome, per le scuole e le università dei pretacci ;-)
Evidentemente la lingua italiana non è la stessa per tutti, e c'è chi riesce a intendere "senza oneri" come se significasse proprio il contrario.

Logico quindi che qualunque proposta per togliere il paragrafo (più che anacronistico, lo definirei incoerente, a questo punto) si scontrerà con l'opposizione di chi lo vede come unico residuo margine al completo sfascio dell'istruzione pubblica.

Da notare che da parte governativa si levano lamentele contro le università "diplomifici" e quelle "minuscole";
ma sotto sotto, pare di capire, lo si fa per dare via libera ad altri diplomifici minuscoli, gestiti però da amici.
Infatti, anche l'opposizione ce l'ha con i "diplomifici".

Ciao!!
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17:45, 30 ottobre, 2008

ERRATA CORRIGE al mio #42

In realtà lo Stato non rimborsa il cittadino che usufruisce delle prestazioni sanitarie presso strutture private convenzionate: il cittadino non paga (o paga solo il ticket, a seconda) e lo Stato rimborsa la struttura.
Giusto per la precisione, poiché la sostanza non cambia.
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17:38, 30 ottobre, 2008

>La questione del "pagare due volte" invece, dipende in realtà dai punti di vista.
Provo a chiarire il mio con un esempio. In Italia ci sono le strade (pubbliche) e le autostrade, gestite da una società che mi sembra sia a partecipazione statale, ma comunque a fini di lucro. Le strade sono finanziate dalle tasse di tutti.
Se tu scegli, per ragioni comprensibili, di prendere l'autostrada, chiederesti di non pagare le tasse per la strada statale perché "paghi due volte"?falecius<

Caro Falecius, non mi sembra che - costituzionalmente parlando - il diritto all'istruzione e quello a un viaggio comodo e veloce in auto siano messi sullo stesso piano. Io credo che il diritto all'istruzione sia, invece, più equiparabile a quello alla salute. Nell'ambito di quest'ultimo, esistono strutture PRIVATE ma CONVENZIONATE, in cui se ti ricoveri, fai le analisi ecc.- in alternativa alle strutture pubbliche - lo Stato TI RIMBORSA e così non paghi 2 volte.
Perché non si potrebbe fare lo stesso anche con le scuole private? Ah, già, perché nella Costituzione Italiana Democratica, Antifascista, Nata Dalla Resistenza, ecc., ecc. sta scritto (grassetto mio-ndr.):

Articolo 33.

.......

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.



P.S. x Francesco.
Certo che a suo tempo, infilando quel malizioso paragrafo, i Padri Costituenti Kompagni hanno voluto giocare un pesante scherzo ai Padri Costituenti vicini alle "scuole dei preti":-). Non sarebbe il caso che tu, caro Francesco, pregassi gentilmente il Berlusca di far abrogare quell' ormai anacronistico paragrafo costituzionale?
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16:07, 30 ottobre, 2008

Francesco,

-- non credo di essere molto favorevole al governo. --

Massì, massì, alla fine rinnoverai il tuo voto allo stesso schieramento.

E come dici giustamente tu, l'urna conta molto di più della piazza, della chiacchiera o delle assemblee di ogni segno e colore :-)

Z.
utente anonimo
16:04, 30 ottobre, 2008

Francesco,

-- Lui il diritto dei musulmani di avere delle moschee in cui pregare, io quello di poter scegliere la scuola dei miei figli liberamente (cioè senza doverla pagare due volte). --

Tu non paghi due volte la scuola dei tuoi figli, Francè :-) Tu paghi con le imposte l'istruzione pubblica, poi sei liberissimo

Con le mie il Comune finanzia - ad esempio - le piste ciclabili e le infrastrutture dei trasporti pubblici di cui io non usufruisco perché giro sempre e solo in scooter, piovessero anche meteore.

Non è che per questo ho diritto a farmi sgravare dalle imposte i soldi spesi per la ciclabile, per il famigerato CIVIS, per i parcheggi in centro, per le panchine nel parco su cui non siedo mai, per i cartelli alla fermata dell'autobus che non prendo mai.

Ah, e non mi restituiscono nemmeno i soldini perché non ho bisogno del bagnino al mare (a nuotare me la cavo piuttosto bene, e visto che non è mai una tettona bionda uso Pamela a che serve?)

Z.
utente anonimo
15:45, 30 ottobre, 2008

Per Francesco n. 38

Ma se Berlusconi ha la maggioranza; e se ci aggiungo pure Veltroni che per me è molto simile, siamo al 100% dei parlamentari :-)

Miguel Martinez
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente kelebek
15:44, 30 ottobre, 2008

A me interessava sottolineare come un diritto individuale legittimo possa essere conculcato dall'oppressione della maggioranza.

E quanto più detta oppressione è giustificata con argomentazioni di bassissima demagogia, tanto più da fastidio. E' il forte che si fa pure beffe del debole a cui sta facendo un torto.

Saluti

Francesco



utente anonimo
15:37, 30 ottobre, 2008

Francesco: la questione è interessante. Naturalmente io sostengo il diritto di frequentare scuole private, se si vuole, e di aprirne, senza troppe limitazioni. Cosa che in Italia è una delle libertà che esistono e che non mi risultano messe in discussione praticamente da nessuno.
La questione del "pagare due volte" invece, dipende in realtà dai punti di vista.
Provo a chiarire il mio con un esempio. In Italia ci sono le strade (pubbliche) e le autostrade, gestite da una società che mi sembra sia a partecipazione statale, ma comunque a fini di lucro. Le strade sono finanziate dalle tasse di tutti.
Se tu scegli, per ragioni comprensibili, di prendere l'autostrada, chiederesti di non pagare le tasse per la strada statale perché "paghi due volte"?
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15:12, 30 ottobre, 2008

Per Francesco n. 31

La tua legittima domanda andrebbe rivolta, non a un blog che non ti censura mai, ma al:

- ministero degli interni

- la questura della tua città

- l'ufficio permessi del tuo comune

Miguel Martinez
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14:44, 30 ottobre, 2008

Ho paura di non riuscire a seguirti.

Che i musulmani possano avere dei luoghi di culto, non è un diritto personale di Miguel, ma un diritto sancito dalla nostra Costituzione;
che tu possa mandare i figli alla scuola che preferisci pure;
non so se la paghi due volte, ma non credo che dovrebbe essere così e sono al tuo fianco nella lotta, kompagno :-)

Metti uno che li volesse mandare, i figli, a una qualche scuola di indirizzo islamico; gliela chiudono pure, con pretesti di vario tipo (le finestre sono di un centimetro troppo strette, il timbro sul documento è un po' in diagonale, mi è sembrato di vedere un gatto).

Come non essere d'accordo con voi?

Libera scuola in libero stato, certo; e se tu rivendichi il diritto a non pagare due volte l'istruzione dei tuoi figli, io rivendico il diritto di non pagare coi miei soldi, che finiscono nel calderone di quelli pubblici, l'istruzione privata dei figli di qualcun altro.
Se la paghino da soli: è privata, vorrà pur dire qualcosa, no?

Vedi che andiamo d'accordo?
:-)

Ciao!!
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