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Commenti
09:17, 15 luglio, 2009

Mi piacerebbe scrivere più a lungo,
sulle questioni che sollevavi nel post Plus Post,
ma sono troppo stanco per poterlo fare.
Ci tengo a dire che almeno per ora sono d'accordo con quasi tutto quello che hai detto.
Approfitto del passaggio nel tuo blog per ringraziare, cosa che mi emoziona molto, te e il tuo staff per il doppiaggio di Ponyo e del"Castello errante".
Mi avete emozionato, mi avete aiutato ad amare il film:
perdona la retorica ma non so come ringraziarvi.

In Ponyo ho apprezzato particolarmente le voci di Lisa e Fujimoto soprattutto: il suo doppiatore (non so purtroppo chi sia) gli ha dato una voce molto bella, che si sposa bene con il suo aspetto e aumenta l'empatia per il personaggio.
Ho trovato tramite un amico russo che sembra stia facend o un lavoro lento e difficile, questo video su youtube, utile a ogni facoltà di lingua o doppiaggio
http://www.youtube.com/watch?v=OyBmPiJ-itw.
E' sempre affascinante vedere come dalle stesse parole possano nascere scelte completamente diverse

John Blacksad
utente anonimo
14:10, 22 marzo, 2009

PS: scusa per gli errori di ortografia...
Ivan A.
utente anonimo
14:08, 22 marzo, 2009

Ciao Gualtiero, l'altro giorno ho visto 'Ponyo': che dire se non che il Maestro Miyazaki ci ha regalato un'altro dei suoi magnifici gioielli? (Complimenti anche al tuo lavoro per l'edizione nostrana!)
Sayonara!
Ivan A.
utente anonimo
#9  
16:42, 26 febbraio, 2009

Ovviamente, ringrazio anche tutti gli altri 'ascoltatori' della mia pessima voce...
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Shito
#8  
16:40, 26 febbraio, 2009

Caro Sauron, che dire (con tremendo ritardo)?

Al contrario di te, credo che ogni età abbia i suoi canoni espressi e recettivi. Forse perché sto invecchiando, e conto dietro di me già troppe diverse età. Ovviamente un contenuto di dato peso può essere veicolato, o persino trasfigurato, secondo vari e differenti canoni, il cui spettro è anche -e direi giustamente- influenzato dal recettore ideale. Quando si parla, più o meno si dovrebbe parlare a chi si destina la propria comunicazione, dato che non esiste comunicazione reale che non preveda intrinsecamente un recettore/ricevente.

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#7  
20:13, 04 novembre, 2008

Ciao, ho appena visto la tua intervista.

Più che altro mi sfugge un particolare sulla questione "ogni età ha diversi canoni espressivi, fruitivi e immaginifici", come se al di là dell'intenzione educativa che riporti si potesse stabilire che "un dialogo filosofico non è per adolescenti" o che "un anime è di certo per adolescenti". Non vedo un legame tanto stretto fra "età anagrafica" e "destinazione del contenuto" o "destinazione del mezzo".

Vedo altresì un legame piu ampio che sta nella coscienza delle scelte che portano alla realizzazione di un'opera d'arte tramite le quali si riconosce il destinatario dell'opera stessa. Scelte quali il modello estetico, stilistico, dialogico nell'organizzazione semiotica e soprattutto nel sistema di riferimenti iconico/simbolici, che costituisce il nerbo comunicativo stesso (perchè si parla con allegorie alieni si parla un'altra lingua). Il mio dubbio nasce proprio soffermandomi sul mezzo espressivo in sè, che può essere un "cartone animato" come un "videogioco" come un "romanzo".

Chi ha a che fare con l'animazione giapponese (in italia) non è spesso strettamente adolescente e molti "classici con la C maiuscola" sono stati realizzati proprio da autori sulle soglie dell'adolescenza...
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sauron1317
#6  
15:49, 04 novembre, 2008

Che fico, finalmente ti vedo dal vivo! Ti immaginavo molto più vecchio ehehe
Cmq a parte gli scherzi, tutto ciò che ti è stato chiesto e che hai risposto è stato interessantissimo perchè personalmente io sono uno di quelli che tende a uccidere il doppiaggio a prescindere, mentre invece c'è gente del settore come te che cmq non lo fa "alla cavolo" ma che ha invece una livello di professionalità altissimo.
Interessante :)
utente anonimo
#5  
13:05, 21 ottobre, 2008

Capisco il rimprovero ai soliti importunatori,(ma non hanno mai un cazzo da fare?)
Ma "dare gioia" mi pare abbastanza esagerato.

Un intervista nella media di quelle amatoriali, niente di piu' niente di meno. Poi quello che ognuno ne riceve e ricava e' un altra questione.

Buta
utente anonimo
#4  
10:57, 21 ottobre, 2008

Non credo proprio che Ciro tu fossi presente. Ma se vederla in streeming ti ha fatto sorridere... bé è una reazione preferibile al far piangere. Dare momenti di "gioia" è una cosa bella.
utente anonimo
#3  
14:32, 20 ottobre, 2008

A me, invece, quest'intervista è parsa decisamente formativa e interessante , nonché pregna di spunti molto fecondi che non sono necessariamente e strettamente vincolati al mestiere svolto da Shito.

In particolare, come osserva anche RM, la riflessione condotta qui sulla questione dell'adattamento può dare adito, a mio avviso, a considerazioni molto profonde (seppur anche dolenti) sugli argini invalicabili della comunicazione umana, sugli intrinseci limiti e compromessi che questa inevitabilmente comporta - in senso, chiaramente, molto lato.

Certamente non si tratta di temi alieni a questi lidi, tuttavia trovo che ulteriori trattazioni sulla faccenda siano sempre molto proficue, o quantomeno meritevoli di onesta attenzione.

Quindi, Ciro, con tutta franchezza - e pur parlando da incompetente del settore - non capisco proprio le ragioni di questa reazione di scherno così arrogante, peraltro priva di qualsiasi argomentazione.

Colgo piuttosto l'occasione per ribadire la mia più sentita stima per l'autore di queste pagine, che seguo - benché spesso "tacitamente" - con sincera solerzia e partecipazione.

Un saluto! ^^

-mt-
utente anonimo
#2  
13:38, 20 ottobre, 2008

Interessante e' una parola abbastanza "forte". Sembra quasi l' interrogazione di uno scolaretto.
Ero presente con i miei amici e stiamo ancora ridendo.

Ciro.
utente anonimo
#1  
22:53, 17 ottobre, 2008

I temi trattati nell'intervista sono proprio interessanti, e ho dovuto mettere pausa a 24:21 e correre qui per esprimere il mio gaudio per la questione "Arjuna" (che non conoscevo affatto prima): sembra intersecare le mie lunghezze d'onda in più punti ^^ Ti invidio per la tua postazione di "reinterpretatore", ma anche in qualità di fruitrice lo amerò. Per il resto (quello che ho ascoltato e si presume che il discorso valga anche per quello che ascolterò) si tratta della tua deontologia: concetti (da te sintetizzati con tradattamento) che presi in un ambito più generale (qualsiasi passaggio da codice A a codice B; comunicazione [difficile]; compromesso [sofferenza]) mi hanno fatto riflettere e sono entrati nella mia vita. Buone cose, RM
utente anonimo

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