Lascia la tua opinione
Commenti
#10
21:13, 09 ottobre, 2008
un post toccante...
peppe
HaiDaAccendere
#9
01:44, 06 ottobre, 2008
meno male che c'è ancora gente che ama raccontare...
mi chiedo cosa racconteremo noi quando soli ci sederemo sulle panchine dei parchi...
Marylin86
#8
17:20, 01 ottobre, 2008
è come se te lo fossi cercato quell'incontro..forse c'è sempre un vecchietto che attende d'essere ascoltato
cohibaros
#7
11:43, 01 ottobre, 2008
Mi hai fatto piangere ... di commozione.
Un abbraccio da un nipote di un altro Parri ... di nome Pietro!
RudeBad
#6
19:42, 30 settembre, 2008
è inutile dire che la storia siamo noi. oddio, noi (nel senso dei giovani di questa generazione blabla) men che meno, ma anche noi nel senso di gente normale, o addirittura gente che ha perso tutto ciò che c'era da perdere per farla muovere in una certa direzione. che poi tanto delude, ma insomma, meglio tapparsi il naso e prendere il meno peggio, sempre e in ogni caso, amen.
e scusa la banalità, ma mi fa male la gola.
neurocaos
#5
10:16, 27 settembre, 2008
Alla fine la storia racconta solo di fatti sterili, per sapere cosa è stato qualcosa devi sentire le persone che certi avvenimenti li hanno vissuti. Senza alcuna pretesa di oggettività, che tanto non esiste, ma almeno un po' di sincerità. C'è più Storia nelle parole di questo reduce (della guerra e del tempo) che in tutto un libro di storia.
4358174
#4
00:59, 27 settembre, 2008
adoro queste storie.
Lopoz
#3
21:17, 26 settembre, 2008
Secondo me era il tu nonno che ti raccontava un pò di cosette. Tipo di come s'era trovato bene con l'Alterini -mica come quelli di Firenze, sai- e di come era comoda la sua Scislonga.....Sai che torta ti sei fatto su...
Karloterza
#2
14:46, 26 settembre, 2008
da bambina la storia non mi piaceva per niente, c'avevo pure una maestra antipaticissima, e insomma era la mia materia più odiata...
alle medie ho continuato a non sopportarla, ma cominciavo anche a formulare qualche teoria che stesse un po' più in piedi della maestra antipatica...(che in effetti portava di quei tacchi che lo stare in piedi vale anche fuor di metafora, ma comunque)
quando siamo arrivati a fine ottocento-inizio novecento, in quel periodo in cui si fanno tutte le mega invenzioni -radio, treno, lampadina, telegrafo, cinematografo, grammofono...- ho capito cos'è che veramente non mi piaceva della storia: che si studiava per bene tutto ciò che accadeva nelle mura degli uffici degli uomini di potere, e non si diceva quasi niente della gente nei paesi, di come si lavava e come faceva da mangiare, di come parlava e di come dormiva.
(e poi succede che alla tv fanno il film dei promessi sposi e non fosse per i vestiti sembra ambientato negli anni '90..., e, sopratutto, succede che la gente non grida nessuno scandalo)
mi immaginavo i ragazzini che fra mille anni andranno a scuola e studieranno gli Uomini del Passato: berlusconi, bush, ibrahimovic e il papa, e quante tazzine di caffè le segretarie gli portano in ufficio, e di noi altri 4 miliardi e 996 non sapranno una bega, e diranno di sapere la storia.
adesso che sono grande (...) sono un po' più incline a capire l'utilità del sapere e capire il passato, non fosse che per capire il presente, però mi rimane comunque di dar ragione al vecchietto...
(sono stata lunga lunga chiedo scusa scusa)
asintoto
#1
13:34, 26 settembre, 2008
Comunque sul libro di storia ne parlano. Dico di Parri, lui non scatarrava, forse.
medioborghesi
Scrivi un commento
Nome: utente anonimo
Blog:
Il tuo commento:
Scrivi le lettere che vedi nell'immagine qui sopra.
Puoi usare i seguenti tag HTML nei commenti: <a target="_blank"><b><i><br>
*
Entra
o
Registrati
per commentare con un tuo nick :)
chiudi questa finestra